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BREVE DESCRIZIONE DEL TERRITORIO
carta topografica
Arcevia, antica Roccacontrada, è una cittadina
dell’entroterra marchigiano che sorge a 535 metri sul livello del mare.
Il Comune, costituitosi come tale nel
1201, attualmente copre un territorio di 126,40 Kmq e conta 5817 abitanti.
Comprende 18 frazioni di cui 9 sono castelli (castellari), acquisiti dal Comune
in epoca medioevale con contratti di acquisto, o lotte armate.
Tutto il territorio comunale si configura
come bene culturale e lo stesso paesaggio testimonia la storia della cultura
mezzadrile (noti sono in proposito gli studi dello storico Sergio Anselmi)
I castelli sono ben conservati e protetti
anche da apposite associazioni di cittadini create allo scopo: le
“Associazioni per la valorizzazione dei castelli” presenti in ogni frazione
e che collaborano con l’Amministrazione comunale.
panorama di Arcevia
L’Istituto
Comprensivo
L’Istituto comprensivo, la cui
presidenza ha sede ad Arcevia, comprende il territorio di tre comuni: Arcevia,
Montecarotto, Serra de’ Conti, cittadine e paesaggi ricchi di testimonianze
storiche e artistiche di un certo rilievo.
Comprende 4 plessi di Scuola
dell’infanzia, 5 plessi di Scuola elementare, tre di Scuola media con una
frequenza di oltre 900 alunni.
Le storie locali dei tre comuni, pur
potendo essere integrate, se contestualizzate in una storia più ampia, sono di
fatto storie diverse che si offrono a ricerche interessanti, permettendo di
evidenziare temi e problemi che aiutano poi a meglio comprendere la storia
generale.
Lo stesso avviene per i beni culturali
presenti sul territorio, il cui studio permette agli alunni lo sviluppo di
abilità e competenze trasferibili ad una migliore comprensione e ad una
maggiore consapevolezza dell’importanza della tutela e della conservazione del
patrimonio artistico anche regionale e nazionale.
IL PROGETTO
Premessa
Gli insegnanti del nostro Istituto non
sono nuovi alla realizzazione di progetti legati al territorio, avendo
affrontato, nel prosieguo degli anni temi diversi di ricerca legati ai curricoli
disciplinari o alle educazioni quali:
-
ricerche
di storia locale
-
progetti
di adozione di monumenti
-
ricerche
scientifiche
-
progetti
di educazione ambientale
-
tanto
d’altro
Via via il concetto di territorio ha
cominciato ad assumere, anche nella pratica didattica, una connotazione, sempre
più condivisa da parte degli insegnanti, comprensiva di tutti i punti di vista
disciplinari ed educazionali, per cui, parlando di studio del territorio oggi
intendiamo studio dell’ambiente geografico, naturale, artistico, storico e
culturale.
Gli insegnanti hanno inoltre acquisito la
consapevolezza di dover operare sulla complessità del reale, intervenendo con
strumenti e strategie non solo disciplinari, ma operando scelte comuni per
realizzare quell’unitarietà dell’insegnamento utile ad un apprendimento che
sia significativo e si concretizzi in acquisizione di competenze.
Si comincia a tendere quindi, attraverso
la realizzazione di progetti integrati nel curricolo di Istituto, ad una
multidisciplinarità che implica, da parte di un insegnante, l’attenzione ai
punti di vista altri dal suo. Si discute anche di interdisciplinarità che,
sebbene ancora lontana dalla realtà didattica della scuola media (e ancor più
della scuola superiore) è invece tangibile alla scuola dell’infanzia e
chiaramente percepibile in un istituto comprensivo in cui la scuola
dell’Infanzia gioca il ruolo della “nascita scolastica del bambino” .
In un Istituto come il nostro quindi,
un’ esigenza prioritaria per un progetto che voglia avere l’apporto dei
diversi ordini di scuola, è lo studio di percorsi e strategie idonee alle
diverse età dei bambini (3-14 anni) in modo da avviare l’elaborazione di un
modello di ricerca, in questo caso del territorio, che preveda la costruzione di
conoscenze e l’acquisizione da parte degli alunni di abilità e competenze che
siano al contempo disciplinari, trasversali e verticali.
L’educazione al patrimonio artistico
locale, l’osservazione e l’analisi scientifica dell’ambiente naturale e
antropico, lo studio della Storia del proprio territorio, integrati ad una
corretta educazione del sè (educazione socio-affettivo-relazionale) favoriscono
nell’alunno l’acquisizione del senso di appartenenza.
Partendo dalla conoscenza dei luoghi del
proprio vissuto, attraverso lo sviluppo dell’affettività verso quegli
ambienti che via via entrano significativamente nelle loro esperienze di vita, i
ragazzi sviluppano il senso di appartenenza che è osservabile anche nei bambini
stranieri. Questi, pur avendo origini e culture diverse, conoscendo il
territorio di residenza, lo investono gradualmente di quell’affettività
necessaria a sentire propri i luoghi della vita quotidiana individulae e di
relazione, che supera la propria barriera culturale permettendo sia
l’integrazione che lo scambio interculturale.
Motivazioni
Per la ricerca è stato scelto il
territorio di Avacelli per motivi diversi:
panorama di
Avacelli
castello di Avacelli: a sinistra, il pozzo; a destra, il "rivellino".
-
poco conosciuto dai ragazzi se non per
la tradizionale Sagra degli asparagi di montagna, poteva suscitare la loro
curiosità e stimolare la voglia di “sapere”
-
é il più “montano” dei castelli
del Comune di Arcevia, (fa parte dell’area protetta del Parco della Gola
della Rossa e di Frasassi) quindi di buon interesse naturalistico;
-
il Castello si offre ottimamente ad
un’indagine storica significativa sul medioevo
-
ai suoi piedi si trova, con urgenti
problemi di ristrutturazione, l’ antica chiesetta rurale di Sant’Ansovino
(Ansuino), una delle più antiche chiese rurali europee, precedente
sicuramente all’XI sec
(si trova menzionata
in un documento del 1082 e 1084), che presenta"modesti ma pur chiari
caratteri artistici".
-
la chiesa di Sant’Ansuino, condivide
la sua storia anche con il territorio di Serra de’ Conti a causa di
un’importante via di comunicazione che in età medioevale, precedente alla
nascita di Avacelli (esisteva un incastellamento primitivo di cui si
conservano poche tracce) collegava la zona con i territori umbri e Roma.
(come si sa la montagna era più popolata delle coste perché più sicura)
dipinto del "Castrum Avacellorum" nella sala consiliare di Arcevia
esterno ed interno
dell'Abbazia di Sant'Ansovino
abside dell'Abbazia di
Sant'Ansovino
Abbazia di Sant'Ansovino:
capitelli
Destinatari del progetto: tutti
gli alunni in gruppi classe/sezione dell’Istituto
Hanno
aderito:
-
Scuola
dell’infanzia di Arcevia-Conce – sez. mista
-
Scuola
elementare “Anselmi” di Arcevia – classi II e IV
-
Scuola
elementare di Arcevia-Piticchio – classi II-III-V
-
Scuola
elementare “Magagnini”di Montecarotto – classi IV A e IV B
-
Scuola
elementare di Serra de’Conti – classe II
-
Scuola
media “F.Palazzi” di Arcevia – classi I A – I B – IIA
Obiettivi
comuni all’intero progetto:
Gli obiettivi indicati sono stati
concordati con tutti gli insegnanti del team ed hanno valenza verticale, in
quanto su ciascuno di essi si è lavorato secondo le diverse età dei bambini in
vista di uno sviluppo progressivo di competenze diverse: dalle
concettualizzazioni (esiste anche un curricolo verticale del concettualizzare) a
competenze di tipo procedurale e metacognitivo.
-
Conoscere
il territorio nelle sue componenti geografiche, scientifiche, artistiche
storiche culturali.
-
Acquisire
la consapevolezza del rapporto uomo / ambiente
-
Costruire
nuove conoscenze (dal locale al generale).
-
Acquisire
abilità e competenze disciplinari trasversali.
-
Comprendere
e acquisire le procedure utilizzate nella ricerca per la costruzione del
sapere.
-
Utilizzare
le nuove tecnologie al fine di una produzione comune e condivisa
-
Sviluppare
forme di collaborazione tra pari ("educazione
cooperativa") sui temi della conservazione e valorizzazione delle
risorse ambientali, naturalistiche, artistiche, storiche e culturali del
territorio.
Mappe multidisciplinari del progetto
Progetto "Studio del territorio- il castello di
Avacelli"

Progetto "Studio del territorio- la chiesa di Sant'Ansovino"

Nuclei progettuali
Ogni
insegnante col proprio gruppo classe o a classi aperte, ha elaborato un proprio
progetto complessivo che abbiamo chiamato “nucleo progettuale” utilizzando
una scheda predisposta ed ha elaborato poi la programmazione inter o multi
disciplinare in un modulo didattico predefinito in cui ha evidenziato:
obiettivi, concettualizzazioni, procedura, metodologia, tempi, verifiche,
competenze in uscita.
Sono stati attivati i nuclei
progettuali che seguono dai docenti i cui nomi sono stati evidenziati:
Scuola
materna
"Che
bel castello"- interdisciplinare
Patrizia Aguzzi, Fiorisa
Calcatelli
Classi
II elementare di Arcevia, Piticchio e di Serra de’ Conti
"Ciak si gira - Costruzione di una fiaba in
video" interdisciplinare
Olivia
Conti, Giorgina Michelini, (Arcevia)
Laura Bucci (Piticchio) Fabio Radicioni (Serra de’ Conti)
Classe
IV Arcevia
"Ciak
si gira - Una scheda audiovisiva - La vipera comune” interdisciplinare
Eleonora
Morici, Fiorella Spuri, Alessia Mortaloni
(docente
esterna di musica)
Classe
IV A e B di Montecarotto
"Ciak
si gira - Una scheda audiovisiva – Il cinghiale”
interdisciplinare
Nadia
Catozzi, Palmira Sabbatini, Lorenzo Angelini ed Ernesto Talacchia
(esperti
esterni di musica)
Classi IV di
Arcevia e IV A di Montecarotto, a classi parallele "Un quadro di civiltà medioevale - Storia locale: il castello di Avacelli" (storia-geografia-lingua
italiana-immagine ecc) Fiorella Spuri – Nadia Catozzi
Classe
V di Piticchio "Vivere oggi in un
castello medioevale" Educazione geografico-scientifica- studi sociali
lingua italiana. Francesca
Titti
Volfango Santinelli (CAD) ha coordinato le
parti scientifica e audiovisiva di tutti i moduli della scuola elementare
Classe
I A (media) "La
chiesa di Sant'Ansovino: un bene architettonico da salvare"
(Educazione artistica- storia-geografia-lingua italiana musica) Simonetta
Leonardi
Classe
I B (media) "Storia
del castello di Avacelli: L'incastellamento del territorio - Il passaggio al
Comune di Roccacontrada" (Storia – geografia - educazione
artistica - lingua italiana.) Fiorella
Argentati
Classe
II A "Racconti
storici in Avacelli medioevale” (dal vero dei documenti al verosimile dei
racconti) (lingua italiana - storia - geografia – educazione artistica .) Carla
Santini
Lisiana
Tafani
(Ed.Artistica), Luca Girolimetti (musica),Volfango Santinelli (CAD)
hanno partecipato a tutti i moduli della scuola media
Metodologia didattica e procedure condivise
Intorno
al progetto complessivo si è creato un team di insegnanti che si sono
incontrati periodicamente per relazionare intorno ai percorsi effettuati e ai
risultati raggiunti, ed hanno
collaborato quasi giornalmente tenendo contatti personali continui condividendo fin dall’inizio:
1 l’assunzione del ruolo di insegnate-ricercatore;
2 la metodologia didattica della ricerca, che implica
una procedura comune a tutti gli ambiti disciplinari e, adeguatamente adattata,
a tutti gli ordini di scuola: suscitare l’interesse degli alunni,
-
controllare
i prerequisiti,
-
raccogliere
il già conosciuto dei bambini sul tema da trattare,
-
costruire
insieme concetti di base utili alla ricerca,
-
preparare
un dossier di materiali utili tra cui mappe,
carte, schede di osservazione, programmare uscite portando strumenti idonei
alla documentazione,
-
coordinare
i bambini nelle fasi di
-
raccolta di informazioni
-
selezione in base al tema
-
consultazione di pubblicazioni
-
organizzazione e rielaborazione
dei materiali in testi e ipertesti-
-
comunicazione tra pari ed
esterna.
Le esperienze: percorsi, verifiche e valutazioni
Progetto
"Che
bel castello"
Progetto
Ciak
si gira: una fiaba ipermediale
Progetto
Un quadro di civiltà
medioevale - Storia locale: il castello di Avacelli
Progetto
Ciak
si gira: una scheda audiovisiva
Progetto
Il castello di
Avacelli
Progetto
La
chiesa di Sant'Ansovino: un bene architettonico da salvare
Considerazioni
finali: valutazione complessiva del progetto
La
progettazione, l’attuazione e le verifiche del progetto sono state realizzate
dagli insegnanti del gruppo di ricerca-azione per lo studio del territorio che
si è costitutito di fatto nel nostro Istituto.
La
realizzazione di tutti i nuclei progettuali è stata però possibile grazie alla
collaborazione attiva e puntuale di tutte le agenzie territoriali interpellate e
dei loro addetti, i responsabili: dell’ Ufficio Cultura del Comune di Arcevia,
della Biblioteca Comunale, dell’Archivio storico, della Cooperativa dei
servizi culturali EIDOS, dell’Ufficio tecnico-cartografico del Comune, del Comitato
per la valorizzazione del Castello di Avacelli, del CAD (Centro Audiovisivo
Distrettuale di Fabriano – sede di Arcevia).
In
una cittadina piccola come la nostra, ma in generale un po’ in tutto il
territorio marchigiano, la scuola svolge un ruolo culturale prevalente, rispetto
alle altre agenzie di formazione che in molti casi fanno riferimento alle scuole
stesse, inserendo, tra i loro collaboratori esterni, personale insegnante ancora
in servizio, per l’organizzazione o per il miglioramento delle loro sezioni
didattiche.
Sul
versante alunni non si sono registrati problemi particolari legati al progetto,
peraltro alcune riflessioni sono già state fatte. Non è possibile infatti
dimostrare, non esistendo classi di controllo predisposte per valutazioni
tassonomiche scientifiche, che i bambini abbiano “imparato di più” rispetto
ai compagni che seguono metodi di apprendimento più tradizionali; sicuramente
però possiamo asserire, confortati anche dai moderni studi di
psico-pedagogialogia di didattica e metodologia, che hanno imparato meglio.
Innanzitutto perchè hanno interiorizzato alcune pratiche operative acquisendo
abilità che li aiuteranno sicuramente nella risoluzione anche di problemi
pratici, ma soprattutto perchè, essendosi rivelato alto l’indice di
gradimento delle attività, i bambini hanno lavorato volentieri. Noi tutti del
gruppo crediamo che, se si riesce a non far annoiare i bambini a scuola,
sicuramente è stato raggiunto un ottimo risultato.
I
problemi emersi, se così vogliamo chiamarli, riguardano soprattutto il versante
insegnanti rispetto a:
-
vivere
un’ altra dimensione dell’insegnare, quella del confronto con i colleghi
che presuppone la disponibilità al cambiamento;
-
ragionare
sulle modalità di programmazione e di verifica;
-
dedicarsi alla ricerca di materiali
idonei alla mediazione didattica disciplinare che comporta un impiego di
tempo non indifferente,
-
la flessibilità nel dover far fronte
a situazioni emergenti dovuti a disguidi organizzativi o altro;
-
la difficoltà a gestire in maniera
positiva e produttiva le differenze degli alunni in situazione di lavori di
gruppo (che prevede competenze non indifferenti).
-
rapportarsi
continuamente anche con i propri
limiti, riflettendo sui propri bisogni formativi e cercando di ovviarvi con
autoformazione( testi, internet altro);
L’organizzazione
per gruppi di ricerca-azione di insegnanti motivati, permette comunque di
superare gradualmente i problemi emergenti, sia con la forza psicologica che il
gruppo di per sè offre ai suoi aderenti, di cui il coordinatore fa emergere le
leaderships, in modo che ciascuno sia valorizzato per le sue competenze, ma
anche facendo leva sul collegio dei docenti per ottenere corsi di formazione.
Un
problema insoluto: non sono sicuramente adeguati i riconoscimenti economici
per chi affronta la professione nell’ottica della ricerca.
I prodotti disponibili
-
Documenti foto e video delle diverse fasi del lavoro
dei bambini
-
Materiale cartaceo organizzato per ogni nucleo
progettuale
-
Videocassette: video-documentari
sulla fauna del luogo; fiabe audiovisive; videocassetta dello spettacolo
teatrale; video Castello di Avacelli; video Chiesa di sant’Ansovino.
Il prodotto finale
E’ stato
prodotto un DVD che raccoglie tutte le
produzioni e la documentazione dei percorsi.
Carla Santini
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Progetto "SPACE" - scheda di progetto in formato "doc"
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Materiali di documentazione del lavoro
svolto
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