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Lo
studio del castello di Avacelli e della chiesa
rurale di Sant’Ansovino
alla scuole elementari di Arcevia
"A. Anselmi e di Montecarotto "G. Magagnini"
CIAK, SI GIRA: UNA FIABA IPERMEDIALE
In
questo progetto non esiste una continuità pura, nel senso che non c’è stata
una curricolazione precisa del percorso, anche se il curricolo verticale
implicito esiste.
Sperimentare
un curricolo anche solo disciplinare verticale in maniera scientifica,
significherebbe infatti seguire una “classe pilota”, almeno per tutto il
tempo della scuola di base 3-14anni. In questo senso siamo ancora nella
fantadidattica in quanto le difficoltà di raccordo tra gli ordini di scuola
sono moltissime, specialmente perchè gli stili di insegnamento dei docenti
italiani sono ancora molto variegati..
Possiamo
quindi dire che le generazioni frutto dei curricoli verticali sono ancora
lontane, ma è proprio per questo che le esperienze di progetti che mirano
all’unitarietà dell’apprendimento diventano estremamente importanti.
Nel
lavoro dei bambini delle seconde elementari di Arcevia, Piticchio e Serra de
Conti è visibile la continuità curricolare con la scuola materna. Illustriamo
il lavoro della classe seconda di Arcevia tenendo presente che a Piticchio e a
Serra de’ Conti è stato effettuato un percorso analogo anche se in maniera più
semplificata.
Le
insegnanti Giorgina e Olivia lavorano da anni con rigore metodologico e nei loro
progetti, di cui è praticamente costituita tutta la loro programmazione, nulla
è mai lasciato al caso. Questo non significa che i bambini non hanno spazio,
tutt’altro, è che tutti gli interventi degli alunni, adeguatamente
selezionati spesso dai bambini stessi, trovano una giusta collocazione nella
programmazione didattica e vengono al meglio utilizzati per un ottimale sviluppo
di abilità e competenze.
Anche
i bambini di classe seconda hanno inventato una fiaba “C’era una
volta...”, da trasformare poi in copione per uno spettacolo teatrale e in
story board per la realizzazione audiovisiva della fiaba stessa.
A
differenza degli alunni della scuola dell’infanzia nei bambini di 7 anni
esiste ormai la piena consapevolezza dell’inventare e la procedura di
approccio al castello di Avacelli è stata del tutto interdisciplinarmente
scientifica.
Il
lavoro può essere così sintetizzato:
-
visite
guidate al territorio di Avacelli
-
accurata
osservazione multisensoriale dell’ambiente naturale, il bosco, che ha
rappresentato un approfondimento e un ampliamento delle conoscenze
scientifiche cominciate a costruire in prima classe con l’osservazione del
bosco di Valle Scappuccia, un suggestivo ambiente sempre all’interno
dell’area protetta del parco della Gola della Rossa e di Frasassi.
-
osservazione
della struttura del castello di Avacelli con utilizzo di schede didattiche
predisposte
-
servizio
fotografico dell’ambiente osservato, eseguito dai bambini, e riprese video
-
disegno
accurato dei luoghi
-
verbalizzazione
e scrittura di testi descrittivi
-
individuazione
di personaggi verosimili e loro caratterizzazione – definizione dei loro
ruoli all’interno della fiaba
-
costruzione
collettiva della fiaba
-
cura
del lessico
-
drammatizzazione
e scrittura del copione
-
diverse
revisioni
-
disegno
delle sequenze dalla storia
-
story
board
-
preparazione
dello spettacolo: scene, costumi, musiche (tutto in situazione laboratoriale
in cui i bambini sono stati attori e registi dei loro processi di
conoscenza)
-
realizzazione
dello spettacolo che è stato filmato
-
realizzazione
della storia audiovisiva.
Il
processo di apprendimento dei bambini è stato verificato e valutato con test e
verifiche disciplinari e trasversali come è usuale in questa classe.
Materiali di documentazione del lavoro
svolto
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