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Lo
studio del castello di Avacelli e della chiesa
rurale di Sant’Ansovino
alla scuole elementari di Arcevia
"A. Anselmi e di Montecarotto "G. Magagnini"
COSTRUZIONE DI Un quadro di civiltà
medioevale -
STORIA LOCALE: IL CASTELLO DI AVACELLI
Gli alunni delle due classi quarte elementari con le insegnanti di storia Fiorella,
ad Arcevia, e Nadia, a Montecarotto, hanno realizzato parte della loro
programmazione di storia con la ricerca su Avacelli.
Le
due insegnanti stanno sperimentando il curricolo verticale di storia secondo il
metodo delle operazioni cognitive elaborato dal prof. Ivo Mattozzi
dell’Università degli studi di Bologna, curricolo che prevede, per il secondo
ciclo della scuola elementare, la costruzione di quadri di civiltà.
Le
insegnanti e gli alunni hanno quindi costruito un quadro di civiltà medioevale
a partire dall’osservazione e dallo studio del castello di Avacelli, anche se
pochi sono i documenti di storia locale da cui si possano desumere elementi
relativi alla vita quotidiana del periodo medioevale.
L’osservazione
del castello, avvenuta con l’uso di schede didattiche appositamente
predisposte dalle insegnanti, e i procedimenti di ipotesi degli alunni, sono
state accompagnate da ricerche di storia generale fatte su testi divulgativi.
Tali
testi erano testi per adulti, quindi di forte difficoltà per i bambini, per cui
i docenti hanno provveduto alla loro “ri-scrittura” ricavando le
informazioni più utili e rendendole comprensibili, hanno poi prodotto dei
dossier con materiali diversi che hanno distribuito ai bambini.
Gli
alunni a loro volta hanno raccolto una serie di nuove informazioni, procedendo
via via alla scrittura di brevi testi storiografici descrittivi.
All’inizio
del lavoro, nessuno dei bambini delle due classi aveva frequentato la frazione
di Avacelli. Quindi, la ricerca, l’osservazione dell’ambiente, lo studio
storico hanno creato una buona dose di curiosità nei confronti del piccolo
borgo che gli alunni credevano fosse stato sempre poco abitato. sconosciuto,
relegato nella valle e lontano dagli eventi che si possono trovare in un libro
di storia. Riesaminando il castello, tornando quindi al locale, hanno compreso
che le tracce locali della storia sono utili ad una migliore comprensione della
storia generale dell’uomo.
Il
percorso può essere così sintetizzato:
a
livello temporale: presente-passato-presente ( si parte dal presente, si indaga
il passato, si torna al presente per una sua maggiore comprensione)
a
livello spaziale: vicino-liontano-vicino ( stessa procedura)
Non
si dimentichi che nella dimensione storica le dimensioni temporale e spaziale
procedono di pari passo.
Vivere
oggi in un castello medioevale è il titolo di
questo modulo progettuale che la nostra collega Francesca ha attivato con i suoi
ragazzi della V classe elementare di Arcevia, plesso di Piticchio.
Una ricerca ed una riflessione sul
presente, tra indagine geografico-sociale e storico-artistica di osservazione,
analisi, salvaguardia e valorizzazione del luogo.
Si riporta la procedura indicata nel
modulo di programmazione e rigorosamente osservata rappresentando l’ usuale
stile di insegnamento della docente.
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Come immagino Avacelli ed il suo
territorio: mappa delle pre-conoscenze personali e collettive.
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Osservazione sul campo- Compilazione
di una griglia che evidenzi: localizzazione, tipo paesaggio e terreno,
vegetazione, fauna, insediamenti, vie di comunicazione, popolazione
modificazioni dell’uomo agli elementi
fisici, attività presenti.
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Approfondimento aspetti
osservati - Confronto con le pre-conoscenze, con le cartine topografica,
tematica della vegetazione e geologica, con le informazioni raccolte dai
libri per conoscere flora e fauna tipica.
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Produzione di una sintesi
con l’esplicitazione delle relazioni esistenti tra clima-vegetazione-fauna.
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Tipo di
insediamento-attività produttive - popolazione.
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Focalizzazione delle
problematiche emergenti: spopolamento, scarsità dei servizi, scarsità
delle risorse.
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Interviste agli abitanti
per conoscere problemi reali collegati alla scelta di rimanere o di
andarsene.
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Pre-conoscenze sul
significato personale attribuito ai termini patrimonio artistico e
culturale.
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Costruzione del concetto di
patrimonio artistico.
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Discussione collettiva
sulla necessità di proteggerlo e valorizzarlo in quanto ha valore come
ricordo,
memoria, formazione dell’ identita’ personale
e sviluppo del senso di
appartenenza al proprio luogo di
vita.
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Assumere il punto di vista
per il tema della salvaguardia
dell territorio di Avacelli.
La ricerca in questione è stata
realizzata con lo scopo di sviluppare abilità e competenze trasferibili alla
costruzione della conoscenza di altri luoghi (i ragazzi hanno successivamente
lavorato su Ravenna).
Interessante una delle competenze previste
all’uscita: “E’consapevole del
valore del patrimonio ambientale artistico e culturale e della necessità della
sua salvaguardia e valorizzazione”.
Ci si potrebbe porre il problema del se e
del come la consapevolezza è una competenza, anche perchè non verificabile nè
certificabile. Sicuramente la nostra collega intendeva in questo modo dare
importanza “alla presa di coscienza”, che sicuramente sta alla base di
qualsiasi scelta e azione successive. Certamente si concorderà sul fatto che
saper scegliere e saper agire sono competenze alte del vivere civile alle quali
questi ragazzi, che frequentano ora la prima media sono sicuramente stati ben
avviati.
Materiali di documentazione del lavoro
svolto
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