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I.C. di Scuola Materna, Elementare e Media
dei Comuni di
Arcevia, Montecarotto, Serra de' Conti 



IstruzionE per l'uso - Studio del territorio:
"Il castello di Avacelli e la chiesa di Sant'Ansovino"

 

Esperienze didattiche

Scuola dell'infanzia di Conce - Il lavoro dei bambini della sezione B

anno scolastico 2001-2002

 

IL PERCORSO

Le insegnanti Patrizia e Fiorisa hanno guidato i bambini alla scoperta del mondo dei castelli con l’intento di rendere flessibile la loro immagine mentale attraverso l’acquisizione di nuove conoscenze. Obiettivi importanti erano anche: riuscire a distinguere le immagini fantastiche dalla realtà, e distinguere il presente dal passato. Le immagini mentali che ciascun individuo crea a se stesso, come organizzazione mentale della conoscenza, sono importantissime nella didattica. Esse servono ad individuare la percezione che il bambino ha della realtà che vive e di ciò che gli viene comunicato ed a seguire, attraverso la loro evoluzione, l’abbandono o la conservazione di alcuni stereotipi e i processi mentali di concettualizzazione delle conoscenze.

In questo caso i bambini sono stati invitati a lavorare sull’immagine del castello.

Partendo dalle fiabe conosciute e non ( ne sono state “scoperte” di nuove) hanno disegnato le storie e individuato quali personaggi si muovono all’interno dei castelli delle fiabe e quali avventure vi sono accadute nel tempo fantastico del “c’era una volta”.

Alcuni esempi tratti dal loro giornalino:

“Cenerentola va al castello del principe a ballare e lì conosce il principe e poi si sposano”

“La Bestia aveva un castello di tutti i colori e ci ha fatto venire la Bella”

“Robin Hood abitava nella foresta ma il nemico suo abitava in un castello”

Dopo un’analisi del fantastico si è passati alla comunicazione di immagini del reale: conversazioni, disegni (ciascuno ha disegnato il suo castello) giochi multimediali, utilizzo di Internet hanno orientato i bambini alla riflessione su ciò che conoscevano del castello, distinguendo gli elementi fantastici da quelli reali e il presente dal passato.

“E’ fatto di pietre e mattoni”

“Ha la porta di legno e le finestre non hanno le serrande e non sono quadrate”

”Erano le case di una volta quando non c’erano le case”

Realtà e fantasia sono ancora molto legate e i bambini “giocano” con le parole e con le immagini.

Ci vivevano i cavalieri, le principesse, il drago e i fantasmi. I cavalieri sono persone”

“I bambini non c’erano e le principesse stanno solo sulle favole.”

“C’erano i bambini perchè li facevano le regine e le principesse”

Concordati gli ambienti che sicuramente si potevano trovare in un castello vero, tenendo conto di nuove conoscenze acquisite per mezzo degli strumenti sopra elencati, i bambini hanno costruito un castello utilizzando materiale di recupero.  

sopra, foto dei bambini della Scuola dell'infanzia di Conce alla caccia al tesoro

 

sopra, foto dei bambini della Scuola dell'infanzia di Conce impegnati nella costruzione del castello
con materiale di recupero

Terminato questo lavoro, che potremmo definire di risistemazione delle conoscenze relative ad un castello del ‘500 (questa di fatto è stata l’immagine che i bambini via via si sono costruiti), le insegnanti hanno annunciato la visita ad un castello presente sul loro territorio.

Il gruppo si è recato ad Avacelli per esplorare il castello e la zona circostante, visitando anche la chiesetta di sant’Ansovino.

I bambini hanno scoperto così una realtà diversa, un castello diverso sia da quello che erano abituati ad immaginare, sia da quelli che avevano visto e costruito, ma che per loro  fino a quel momento era l’unico castello.

La visita, ampiamente documentata con foto, è stata oggetto di costruzione di nuove conoscenze legate alla realtà territoriale e la registrazione delle verbalizzazioni successive sono la migliore verifica dei risultati del percorso:

Ho visto le mura.....”

“C’era una torre a forma rotonda”

“Le finestrelle sui muri e sulle torri erano piccole perchè servivano a vedere e a non farsi vedere”

“C’era un pozzo perchè non esisteva il rubinetto, la prendevano dal pozzo con i secchi”

I bambini hanno visitato poi anche Arcevia, percorrendo le antiche mura, osservando le porte e le torri: un altro castello?. Sicuramente gli somiglia anche se è più grande.

Una volta organizzate le conoscenze via via acquisite, verificato che i bambini avessero cominciato a prendere coscienza della complessità della realtà, e continuato a divertirsi con scoperte sempre nuove, le insegnanti sono tornate al linguaggio grafico-pittorico, ma questa volta per mostrare ai bambini come “i pittori famosi” hanno dipinto i castelli che avevano visto.

Nella scuola dell’infanzia di Conce i bambini da diversi anni  sono abituati all’osservazione di opere d’arte e alla loro riproduzione che avviene in base alla scelta di quelle opere che sono più vicine alla loro sensibilità e gusto personale.

Così, osservando un De Chirico o un Signac, il disegno di un anonimo del ‘300 ed altre opere più o meno famose, ogni bambino ha ri-disegnato il suo castello acquisendo nuove tecniche pittoriche ed imparando ad utilizzare colori e sfumature.

Come resistere alla tentazione di inventare nuove storie in quei castelli?

Si è scelto di organizzare una fiaba comune, che raccogliesse le idee di tutti, in cui i personaggi fossero caratterizzati, i luoghi ben descritti, l’intreccio coerente.

E’ così nata la breve storia “Il castello e il fantasma” dove il buon Mago Celestino risolve il problema.

L’esperienza sui castelli è terminata con una caccia al tesoro nel castello vero: un ottimo lavoro per l’orientamento nello spazio reale e per l’interpretazione di messaggi: le filastrocche lasciate qua e là dal Mago Celestino che ha scelto di giocare in Arcevia.

Alla fine il tesoro: uno scrigno con dei giochi e......una nomina a cavalieri del castello rilasciata da Mago Celestino.

I bambini hanno verbalizzato l’ultima esperienza con entusiasmo regalandoci oltre al giornalino, una mappa del percorso effettuato.

L’esperienza della scuola materna evidenzia l’interdisciplinarità degli interventi, gettando le basi per una continuità produttiva con la scuola elementare.  

sopra, foto dei bambini della Scuola dell'infanzia di Conce alla caccia al tesoro

 

sopra, foto dei bambini della Scuola dell'infanzia di Conce intorno al pozzo del castello di Avacelli

 

Documentazione - materiale prodotto:

"Che bel Castello", versione on-line del libro omonimo

"Il castello e il fantasma", disponibile anche come presentazione di Power Point (scarica il file compresso)
 

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