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IL PERCORSO
Le
insegnanti Patrizia e Fiorisa hanno guidato i bambini alla scoperta del mondo
dei castelli con l’intento di rendere flessibile la loro immagine mentale
attraverso l’acquisizione di nuove conoscenze. Obiettivi importanti erano
anche: riuscire a distinguere le immagini fantastiche dalla realtà, e
distinguere il presente dal passato. Le immagini mentali che ciascun individuo
crea a se stesso, come organizzazione mentale della conoscenza, sono
importantissime nella didattica. Esse servono ad individuare la percezione che
il bambino ha della realtà che vive e di ciò che gli viene comunicato ed a
seguire, attraverso la loro evoluzione, l’abbandono o la conservazione di
alcuni stereotipi e i processi mentali di concettualizzazione delle conoscenze.
In
questo caso i bambini sono stati invitati a lavorare sull’immagine del
castello.
Partendo
dalle fiabe conosciute e non ( ne sono state “scoperte” di nuove) hanno
disegnato le storie e individuato quali personaggi si muovono all’interno dei
castelli delle fiabe e quali avventure vi sono accadute nel tempo fantastico del
“c’era una volta”.
Alcuni
esempi tratti dal loro giornalino:
“Cenerentola
va al castello del principe a ballare e lì conosce il principe e poi si
sposano”
“La
Bestia aveva un castello di tutti i colori e ci ha fatto venire la Bella”
“Robin
Hood abitava nella foresta ma il nemico suo abitava in un castello”
Dopo
un’analisi del fantastico si è passati alla comunicazione di immagini del
reale: conversazioni, disegni (ciascuno ha disegnato il suo castello) giochi
multimediali, utilizzo di Internet hanno orientato i bambini alla riflessione su
ciò che conoscevano del castello, distinguendo gli elementi fantastici
da quelli reali e il presente dal passato.
“E’
fatto di pietre e mattoni”
“Ha
la porta di legno e le finestre non hanno le serrande e non sono quadrate”
”Erano
le case di una volta quando non c’erano le case”
Realtà
e fantasia sono ancora molto legate e i bambini “giocano” con le parole e
con le immagini.
“Ci
vivevano i cavalieri, le principesse, il drago e i fantasmi. I cavalieri sono
persone”
“I
bambini non c’erano e le principesse stanno solo sulle favole.”
“C’erano
i bambini perchè li facevano le regine e le principesse”
Concordati
gli ambienti che sicuramente si potevano trovare in un castello vero, tenendo
conto di nuove conoscenze acquisite per mezzo degli strumenti sopra elencati, i
bambini hanno costruito un castello utilizzando materiale di recupero.
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sopra, foto dei
bambini della Scuola
dell'infanzia di Conce alla caccia al tesoro |
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sopra, foto dei
bambini della Scuola
dell'infanzia di Conce
impegnati nella costruzione del castello
con materiale di recupero |
Terminato
questo lavoro, che potremmo definire di risistemazione delle conoscenze relative
ad un castello del ‘500 (questa di fatto è stata l’immagine che i bambini
via via si sono costruiti), le insegnanti hanno annunciato la visita ad un
castello presente sul loro territorio.
Il
gruppo si è recato ad Avacelli per esplorare il castello e la zona circostante,
visitando anche la chiesetta di sant’Ansovino.
I
bambini hanno scoperto così una realtà diversa, un castello diverso sia da
quello che erano abituati ad immaginare, sia da quelli che avevano visto e
costruito, ma che per loro fino a
quel momento era l’unico castello.
La
visita, ampiamente documentata con foto, è stata oggetto di costruzione di
nuove conoscenze legate alla realtà territoriale e la registrazione delle
verbalizzazioni successive sono la migliore verifica dei risultati del percorso:
“Ho
visto le mura.....”
“C’era
una torre a forma rotonda”
“Le
finestrelle sui muri e sulle torri erano piccole perchè servivano a vedere e a
non farsi vedere”
“C’era
un pozzo perchè non esisteva il rubinetto, la prendevano dal pozzo con i
secchi”
I bambini hanno visitato poi anche Arcevia, percorrendo le antiche mura,
osservando le porte e le torri: un altro castello?. Sicuramente gli somiglia
anche se è più grande.
Una
volta organizzate le conoscenze via via acquisite, verificato che i bambini
avessero cominciato a prendere coscienza della complessità della realtà, e
continuato a divertirsi con scoperte sempre nuove, le insegnanti sono tornate al
linguaggio grafico-pittorico, ma questa volta per mostrare ai bambini come “i
pittori famosi” hanno dipinto i castelli che avevano visto.
Nella
scuola dell’infanzia di Conce i bambini da diversi anni
sono abituati all’osservazione di opere d’arte e alla loro
riproduzione che avviene in base alla scelta di quelle opere che sono più
vicine alla loro sensibilità e gusto personale.
Così,
osservando un De Chirico o un Signac, il disegno di un anonimo del ‘300 ed
altre opere più o meno famose, ogni bambino ha ri-disegnato il suo castello
acquisendo nuove tecniche pittoriche ed imparando ad utilizzare colori e
sfumature.
Come
resistere alla tentazione di inventare nuove storie in quei castelli?
Si
è scelto di organizzare una fiaba comune, che raccogliesse le idee di tutti, in
cui i personaggi fossero caratterizzati, i luoghi ben descritti, l’intreccio
coerente.
E’
così nata la breve storia “Il castello e il fantasma” dove il buon Mago
Celestino risolve il problema.
L’esperienza
sui castelli è terminata con una caccia al tesoro nel castello vero: un ottimo
lavoro per l’orientamento nello spazio reale e per l’interpretazione di
messaggi: le filastrocche lasciate qua e là dal Mago Celestino che ha scelto di
giocare in Arcevia.
Alla
fine il tesoro: uno scrigno con dei giochi e......una nomina a cavalieri del
castello rilasciata da Mago Celestino.
I
bambini hanno verbalizzato l’ultima esperienza con entusiasmo regalandoci
oltre al giornalino, una mappa del percorso effettuato.
L’esperienza
della scuola materna evidenzia l’interdisciplinarità degli interventi,
gettando le basi per una continuità produttiva con la scuola elementare.
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sopra, foto dei
bambini della Scuola
dell'infanzia di Conce alla caccia al tesoro |
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sopra, foto dei
bambini della Scuola
dell'infanzia di Conce
intorno al pozzo del castello di Avacelli |
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Documentazione
- materiale prodotto:
"Che
bel Castello",
versione on-line del libro omonimo
"Il castello e il fantasma",
disponibile anche come presentazione di Power Point
(scarica
il file compresso)
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