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I.C. di Scuola Materna, Elementare e Media
dei Comuni di
Arcevia, Montecarotto, Serra de' Conti 


 

Esperienze didattiche


Progetto dell’Istituto Comprensivo di Arcevia, Montecarotto Serra de’ Conti in adesione
e in collaborazione con il progetto SPACE (educazione al patrimonio culturale) dell'
IRRE Toscana

anni scolastici 2001-2002 e 2002-2003

 


Lo studio del castello di Avacelli e della  chiesa rurale di Sant’Ansovino
alla scuole elementari di Arcevia "A. Anselmi e di Montecarotto "G. Magagnini"
 

CIAK, SI GIRA: UNA SCHEDA AUDIOVISIVA

Insegnamento e apprendimento di tipo più squisitamente disciplinare nelle classi quarte della scuola elementare di Arcevia e di Montecarotto: l’educazione scientifica e l’insegnamento della storia.

Il legame tra le discipline è costituito dalla comune metodologia della ricerca applicata allo stesso territorio. La contemporaneità degli interventi ha permesso ai ragazzi di avvicinarsi alla specificità delle procedure della ricerca disciplinare, scientifica e storica, favorendo quella flessibilità mentale che permette all’individuo di muoversi nella complessità della realtà che pur apparendo unica è di fatto un sistema, in cui gli elementi costitutivi sono in rapporto di interdipendenza tra loro.

In linea col progetto complessivo che prevedeva un “occhio scientifico” all’ambiente, i gruppi si sono dedicati allo studio di alcune specie della fauna presente nell’area, in relazione soprattutto ai temi della catena alimentare e dell’equilibrio biologico. Gli animali studiati da vicino sono stati la vipera e il cinghiale Una ricerca non può prevedere solamente l’uso dell’esperienza, sempre comunque necessaria, ma anche l’utilizzo di testi e di materiale multimediale. Gli strumenti audiovisivi sono oggi ampiamente utilizzati nella didattica, ma non sempre a proposito, nel senso che spesso vengono trattati come esclusive fonti di informazione senza considerare che il linguaggio dell’immagine cinetica ha una sua specifica grammatica che deve essere appresa.

Non sempre è facile ricavare le informazioni utili da un video se non si sa “leggerlo”, cioè se non si passa attraverso tre diversi fasi: fruizione, critica e produzione. Per comprendere i messaggi video è necessario, quindi, conoscerne le tecniche di costruzione (pre e post-produzione), cosa che il maestro Volfango, nostro insostituibile esperto di linguaggi non verbali, ha cercato di far apprendere, ai gruppi classe in cui è intervenuto, di supporto alle colleghe, con risultati veramente sorprendenti. I bambini delle classi quarte hanno realizzato veri e propri documentari (schede audiovisive) ricoprendo attivamente i diversi ruoli di ricercatori e di tecnici. Gli alunni hanno seguito tutta la procedura classica inerente la “costruzione” di un prodotto multimediale, in questo caso un video.

Attraverso steps, descritti in seguito in successione, essi sono giunti alla produzione di documentari che nulla hanno da invidiare ai prodotti professionali.

Alla discussione in classe per la definizione degli obiettivi della parte tecnica del lavoro, è seguita una fase di brain-storming utile ad ogni bambino per giungere ad un testo individuale sul tema già scientificamente indagato. In seguito si sono formati dei gruppi che hanno amalgamato i testi individuali in un testo di gruppo attraverso operazioni di inerenza, inferenza, temporalità, successione, ecc. I testi di gruppo sono poi confluiti in un testo di classe (cooperative learning). Il “treatment” del testo e lo story-board sono stati la naturale prosecuzione di questa fase di pre-produzione. La scelta delle immagini, tratte dalla banca video del CAD, l’acquisizioni di abilità inerenti alla dizione finalizzata alla lettura per voce narrante, la creazione e l’esecuzione delle musiche di sottofondo e dei rumori di ambiente sono stati, invece, la conclusione della fase di post-produzione.

Anche in questo caso come per tutti gli altri moduli progettuali le verifiche sono state disciplinari. La misura della riuscita del progetto è sicuramente data dall’entusiasmo con cui i bambini hanno appreso lavorando.

Molto importante in un progetto è dare un senso al prodotto realizzato: il senso dell’utilità attraverso momenti di comunicazione agli altri ( compagni, genitori, comunità), che sono stati organizzati con successo.

Materiali di documentazione del lavoro svolto

 

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