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I.C. di Scuola Materna, Elementare e Media
dei Comuni di
Arcevia, Montecarotto, Serra de' Conti 

 


Prodotti realizzati dalle scuole - anno scolastico 1996/1997

Progetto
"ESSERE BAMBINI... IERI E OGGI, NEL MONDO. I DIRITTI DELL'INFANZIA"


Produzione finale:
IPERMEDIA
 

Presentazione ufficiale

dell'ipermedia

 

sopra, titolo e adesivo dell'ipermedia "Essere bambini... ieri e oggi, nel mondo. I diritti dell'infanzia."

 

Fabriano, 13 settembre 1997
c/o sede Comunità Montana Esino - Frasassi

CAD
(Centro Audiovisivo-multimediale Distrettuale)

 

Introduzione e presentazione di esperienze didattiche, di educazione all’interculturalità e di utilizzo della tecnologia multimediale, nell’Istituto Scolastico Comprensivo di Arcevia (AN) e presso il CAD di Fabriano - Arcevia. 

Relazioni, interventi e conclusione.

(I testi presentati sono ricavati dalla trascrizione dal nastro di registrazione.)

sopra, foto scattate durante la presentazione dell'ipermedia

Indice:

  1. Introduzione di A. Zenobi, Presidente del CAD di Fabriano - Arcevia;

  2. Presentazione di V. Santinelli, Direttore tecnico del CAD di Fabriano - Arcevia;

  3. Relazione di N. Catozzi, coordinatrice didattica del team-teaching "Educazione Interculturale";

  4. Relazione di N. Grizi, curatrice della rappresentazione grafica della struttura ipertestuale;

  5. Intervento di V. Santinelli, Direttore tecnico del CAD di Fabriano - Arcevia;

  6. Telegramma dell’on.le L. Berlinguer, Ministro Pubblica Istruzione;

  7. Telefax dell’on.le A. Finocchiaro, Ministro Pari Opportunità;

  8. Telegramma dell’on.le L. Turco, Ministro Solidarietà Sociale;

  9. Telegramma del dott. V. D’Ambrosio, Presidente Giunta Regionale Regione Marche;

  10. Telegramma della sig.ra C. Acqua, Presidente Comitato UNICEF Marche;

  11. Intervento della dott.ssa S. Amati, Presidente Consiglio Regionale Regione Marche;

  12. Intervento dell’on.le L. Sbarbati, della Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei Deputati;

  13. Intervento del dott. G. Boselli, Ispettore Scolastico di scuola elelmentare, della Sovrintendenza Scolastica Regionale per le Marche;

  14. Intervento dell’on.le P. Galdelli, della Commissione Politiche dell’Unione Europea della Camera dei Deputati;

  15. Intervento del dott. A. Albani, dell’Ufficio Studi e Programmazione del Provveditorato agli Studi di Ancona;

  16. Intervento del dott. I. Tanoni, Ispettore Scolastico di scuola materna, della Sovrintendenza Scolastica Regionale per le Marche;

  17. Intervento della dott.ssa L. Tonti, Capo di Istituto dell’Istituto Scolastico Comprensivo di Arcevia;

  18. Intervento di S. Bevilacqua, Consigliere comunale, in rappresentanza del Sindaco di Arcevia;

  19. Conclusione di V. Santinelli, Direttore tecnico del CAD di Fabriano - Arcevia.

 

1 Introduzione

di Aurelio Zenobi

Presidente del CAD di Fabriano - Arcevia

Nel dare il benvenuto a quanti hanno voluto onorarci della loro presenza a questa che è la "prima" di una grossa iniziativa culturale e didattica, non posso non accennare a quanto il CAD (Centro Audiovisivo-multimediale Distrettuale) di Fabriano -Arcevia va facendo da ormai più di tre anni nel campo della scuola e dei nuovi sistemi di informazione e di apprendimento. Non a caso siamo espressione del Distretto Scolastico n. 7 di Fabriano, della Comunità Montana dell’Esino - Frasassi che ci ospita e di tutti i comuni del comprensorio.

E’ stata proprio la lungimiranza di questi Enti, e del Comune di Arcevia in particolare, a dar vita al nostro Centro, trainato dalla forte personalità e dall’impegno del direttore tecnico Volfango Santinelli, che fin da subito ha dato un impulso all’apprendimento attraverso la videocassetta, il documentario, il film, costituendo, tra l’altro, importanti dotazioni di questi sussidi che sono a disposizione di tutti.

Accenno solamente agli interscambi culturali con le scuole estere o ai progetti "La fiaba più bella", "Piticchio - castello al tempo di Roccacontrada", "Dear Friend...", "Poesie... in video" e "Il partigiano racconta", che ha visto i ragazzi scrivere e poi produrre audiovisivi trasposti su videocassette.

Il nostro impegno riguarda la scuola e i giovani. Per questo abbiamo dato vita all’iniziativa "Turismo in Comune" che lega insieme varie istituzioni per una concreta conoscenza della storia, delle tradizioni e delle bellezze dei comuni del comprensorio, utili a tutte le scuole, e non solo a loro, per la conoscenza del proprio comune e di quelli vicini. Tutte queste cose sono ospitate sul nostro server collegato ad Internet e possono accedervi non solo le numerose scuole che abbiamo dotato di computers e abbiamo collegato alla rete - in questo precorrendo anche Clinton che solo quest’estate ha affermato. "Dovremo avere ogni scuola collegata ad Internet!" - , ma anche "internauti" di tutto il mondo.

Ho parlato di un nostro impegno nel mondo dei giovani, un impegno che parte dalla scuola di base e che giunge sino alla realizzazione e gestione della rete "Informagiovani" di tutta la Comunità Montana.

Per tornare al CD-ROM "Essere bambini, ieri e oggi... I diritti dell’infanzia", che oggi presentiamo, posso solo dirvi che con esso il CAD si immerge in un nuovo campo di impegno nel settore multimediale e degli ipertesti che molto ha da offrire ai ragazzi delle scuole di ogni ordine e grado e non posso non ringraziare tutti gli alunni che hanno realizzato questa grande ricerca sull’ "essere bambini", la sensibilità e l’intelligenza delle insegnanti che li hanno seguiti e i collaboratori del CAD di Arcevia, primo fra tutti il dott. Eugenio Gresta, che hanno tradotto i testi e le immagini in linguaggio HTML in modo da poter immettere in Internet anche questo interessante lavoro.

Voglio ricordare che il nostro sito sulla scuola "www.cadnet.marche.it"  ha già ricevuto l’ambito riconoscimento di "Gold Site" dalla rivista "Net Guide Magazine".

Non aggiungo altro e lascio la parola al nostro direttore tecnico, Volfango Santinelli.

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2 Presentazione

di Volfango Santinelli

Docente presso la Scuola Elementare Statale di Arcevia - I.S.C. di Arcevia,

Direttore tecnico del CAD di Fabriano - Arcevia e

Componente, e Coordinatore tecnico, del team teaching "Educazione Interculturale"

Vorrei iniziare ringraziando le autorità scolastiche e politiche che hanno accolto il nostro invito a partecipare alla presentazione del CD-ROM "Essere bambini, ieri e oggi... I diritti dell’infanzia".

Ringrazio per la Loro presenza e saluto, quindi, con grande piacere, la dott.ssa Silvana AMATI Presidente del Consiglio Regionale delle Marche, l’on.le Luciana SBARBATI membro della Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei Deputati, l’on.le Primo GALDELLI membro della Commissione Politiche dell’Unione Europea ... della Camera dei Deputati, il dott. Alfio ALBANI dell’Ufficio Studi e Programmazione del Provveditorato agli Studi e rappresentante del Provveditore agli Studi di Ancona, gli Ispettori Sscolastici Gabriele BOSELLI e Italo TANONI della Sovrintendenza Scolastica Regionale per le Marche, il Presidente del Distretto Scolastico di Jesi Primo GREGANTI, il Presidente del Distretto Scolastico di Fabriano MONTEMEZZO, la dott.ssa Livia TONTI Dirigente dell’Istituto Scolastico Comprensivo di Arcevia, il Dott. Muzio RIDERELLI rappresentante dell’I.R.R.S.A.E. Marche, la Sig.ra Valeria ANIBALI responsabile Educazione ai Diritti Umani della Circoscrizione Marche di Amnesty International, il Sindaco di Montecarotto Paola SOVERCHIA e la Sig.ra Silvana BEVILACQUA in rappresentanza del Sindaco di Arcevia.

Ringrazio le personalità da noi invitate e che, causa impegni, non sono potute venire, ma ci hanno onorato dei loro messaggi augurali e di saluto: innanzitutto i Ministri, l’on.le Luigi BERLINGUER Ministro Pubblica Istruzione, l’on.le Livia TURCO Ministro Solidarietà Sociale e l’on.le Anna FINOCCHIARO Ministro per le Pari Opportunità, il dott. Vito D’AMBROSIO Presidente della Giunta Regionale delle Marche e la Sig.ra Cristiana ACQUA Presidente Comitato Regionale UNICEF Marche

Un grazie particolare e un benvenuto ai genitori qui presenti e soprattutto agli alunni delle Scuole Materna ed Elementare di Montecarotto e della classe terza elementare di Castiglioni di Arcevia, i quali hanno realizzato una ricerca sull’infanzia, i cui elaborati (testi e disegni) tradotti in linguaggio HTML sono contenuti nel CD-ROM che oggi presenteremo.

Prima di passare alla presentazione e visione del CD-ROM "Essere bambini, ieri e oggi... I diritti dell’infanzia", vorrei far conoscere ai presenti alcune cose prodotte dal CAD (Centro Audiovisivo-multimediale Distrettuale) di Fabriano - Arcevia e presenti in Internet.

Il CAD, come ha detto poco fa il Presidente Aurelio Zenobi, opera prevalentemente nel mondo della scuola, dove con l’ausilio degli audiovisivi, sperimenta nuove tecniche didattiche. Nel campo della navigazione in Internet ha precorso i tempi, fornendo da oltre due anni assistenza hardware e software.

La cosa che non ho detto, fondamentale, è che noi siamo l’unica organizzazione di questo tipo ad avere un dominio in Internet riconosciuto dal GARR di Pisa. Abbiamo un dominio che si chiama "www.cadnet.marche.it"  e oltretutto siamo anche gli unici, come scuola in Italia, ad avere un server a disposizione; quindi a noi, in questa fase, mancano solo i contenuti che, speriamo, gli insegnanti ci daranno in misura piuttosto notevole.

Ora Michele Secchi, il nostro tecnico, per 5-10 minuti ci farà vedere alcune cose.

Vedremo alcune pagine presenti nel sito che il CAD ha in Internet.

Chiunque si colleghi, via Internet, al nostro sito che si chiama "www.cadnet.marche.it"  vedrà comparire questa pagina.

In realtà la pagina è mezza. Quando la pagina sarà stata spostata tutta intera, allora si dice che tutta questa pagina è la Home Page, cioè la "pagina della casa", praticamente una specie di sommario o presentazione.

(Viene proiettata la Home Page del CAD)

A sinistra, nella Home Page, abbiamo messo un "contatore", per verificare se effettivamente abbiamo una qualche utilità per la gente, ed ognuno che si collega al nostro server va ad aumentare di una unità questo contatore, che è arrivato a registrare 10331 visitatori. Questo, da un anno che siamo in Internet, anche con varie peripezie.

I servizi che noi forniamo sono molteplici ed ora ne illustreremo alcuni, a grandi linee.

Con un linguaggio di tipo ipertestuale noi possiamo andare a fare clic sulla parola in blu che si chiama hotword in inglese, "parola calda", la quale ha sotto un link, in italiano "collegamento", che immediatamente "sposta il computer", cioè la visualizzazione, su un’altra pagina, che non è detto che sia dentro il nostro server, ma può anche essere in un server che sta a New York o a Sidney; siccome la velocità dell’energia elettrica è pari a quella della luce, 300.000 km al secondo, va da sé che il fatto che un server, che un computer, sia a Sidney invece che a Roma influenza solo in decimi di secondo, ma nemmeno.

Quindi la velocità di comunicazione è notevole e si viene ad abbattere il discorso dello spazio e del tempo, nel senso che il fattore tempo diventa limitato.

Certo, questo non succede sempre.

Ora cercherò di farmi capire, per quello che posso, dalle persone che non hanno alcun tipo di esperienza in Internet.

Quando il mouse si sposta sul tappetino, viene visualizzata sullo schermo questa freccetta che gira per il desktop, cioè per la cattedra in verticale virtuale che viene rappresentata qui; ma la freccetta, quando si posiziona su una hotword, diventa una manina. Questo mi rivela che siamo in presenza di una "parola calda", una parola speciale, cioè una hotword.

Se faccio "clic" mi trovo immediatamente in un’altra pagina, il cui contenuto è sintetizzato nella parola stessa.

Queste sono "le pagine della scuola" elaborate dal nostro collega Massimo Castellani, "webmaster school".

(Viene proiettata la pagina della scuola)

Qui c’è una serie di scelte. Vogliamo vedere le Direzioni Didattiche? Vogliamo vedere i Provveditorati agli Studi, la scuola in web, la Biblioteca Nazionale di Pedagogia, l’ENEA, i servizi in E-Mail e i links per le scuole? Vogliamo vedere il Progetto di riforma Berlinguer o, per esempio, l’organizzazione Teacher help teacher? Bene, basta fare un clic e ci troviamo in giro a "navigare nella rete".

Quasi tutte le scuole dei Comuni del territorio della Comunità Montana Esino - Frasassi, da Matelica a Pianello Vallesina, ad esclusione di Esanatoglia, che non fa più parte della Comunità Montana ma con la quale abbiamo contatti, sono state collegate ad Internet con un proprio indirizzo di posta elettronica; quelle che non sono state collegate lo saranno ben presto, ma si tratta di pochissime, tra l’altro pensiamo di arrivare anche a Montecarotto nei primi mesi di questo anno scolastico.

Quindi, noi a Fabriano, ad Arcevia ed in tutti i Comuni nominati, abbiamo "una rete con tecnologia Internet" efficiente ed efficace.

L’abbiamo sperimentata nel mese di giugno del corrente anno, in fretta e furia, dopo aver finito il corso con gli insegnanti referenti il 28 maggio. Il 30 maggio abbiamo fatto una caccia al tesoro telematica. Da qui mandavamo le domande a tutte le scuole, le scuole rispondevano via Internet; è stata una gara simpatica, non eccessivamente competitiva, senza premi, se non quello di dire: "Ce l’abbiamo fatta!"

Devo dire che i risultati non sono stati esaltanti per il contesto che ho appena esplicato, ma noi ne siamo usciti soddisfattissimi.

Ora Michele "navigherà" un po’ per farci vedere altre cose.

Per esempio, prima il Presidente del CAD diceva che noi non ci preoccupiamo episodicamente della scuola, ma ne facciamo un punto d’onore, tanto che vorremmo seguire la scuola dal momento del primo giorno di ingresso dei bambini alla scuola materna fino a quando i giovani usciranno dalla Scuola Media Superiore e andranno ad affrontare forse il momento più difficile, che è quello della ricerca di un posto di lavoro.

In accordo con la Comunità Montana Esino - Frasassi abbiamo lavorato per strutturare una rete "Informagiovani" su tutto il territorio, quindi tutti i Comuni presto l’avranno; ogni giovane che verrà in contatto con l’addetto al computer potrà, via Internet, prendere tutte quelle informazioni necessarie per poter competere nel mondo del lavoro, da come si fa una domanda per ottenere un posto alle ultime leggi che escono su questa tematica.

Adesso una "scorsa" rapida, tanto per far vedere...

Questa è la Comunità Montana che sta nelle nostre pagine.

(Viene proiettata la pagina della Comunità Montana)

Tutti i Comuni della Comunità Montana, dicevo, stanno in un nostro Progetto che abbiamo chiamato "Turismo in Comune", giocando sull’ambivalenza del termine Comune, sia come territorio sia come discorso consorziale: al centro ci sono le Grotte di Frasassi di cui curiamo l’appartenenza al mondo Internet.

Con i Sindaci abbiamo fatto un discorso molto chiaro: noi prestiamo dei servizi importanti, che i Comuni non sono in grado di elaborare da soli e che a livello finanziario comportano delle spese notevoli. Noi sopportiamo queste spese, in cambio chiediamo ai Comuni di incentivare la scuola con i soldi che facciamo loro risparmiare.

E questo fino ad ora sta succedendo in tutti i Comuni e devo dire che ciò dà anche ottimi risultati.

"Navigando", siamo arrivati a questa pagina, che ci introduce ad una ricerca sui rifiuti...

Vogliamo fare qualche "clic" su come la Comunità Montana ha trattato l’argomento rifiuti anche in funzione, poi, dei bambini della scuola?

Ecco, qui c’è una serie di proposte:...

(Sono proiettate le pagine della ricerca sui rifiuti)

Prima di chiudere, torniamo nelle pagine della scuola. Faremo vedere qualcosa delle tante cose prodotte dal CAD.

Il CAD stava per Centro Audiovisivo Distrettuale, ma ritenendo che questo non avesse più un’esplicazione precisa, abbiamo modificato il nostro statuto di fronte al notaio e ci siamo chiamati "Centro Audiovisivo-multimediale Distrettuale", facendo nello statuto stesso riferimenti precisi al discorso della informatica e della telematica nella scuola.

Grazie non a noi, ma ai tecnici che ci aiutano e che sono di grande valore, noi possiamo dire che probabilmente, non vogliatemene se sono un po’ presuntuoso, sull’intero territorio nazionale non c’è alcuno, con un’organizzazione simile alla nostra, che possa competere con noi anche a livello di risultati.

Non lo dico io; se "entreremo" nelle pagine della scuola potremo vederlo. Lo dice una rivista statunitense che si chiama "Net Guide Magazine" che è una specie di "Espresso" che si interessa di Internet. "Net Guide Magazine" ha visitato 100 mila posti su milioni di computers che sono presenti in rete; di questi 100 mila posti ha deciso che solo 15.000 erano in grado di essere recensiti; all’interno dei 15.000 ha cominciato a fare le varie sezioni. Per quanto riguarda il settore scuola, "Net Guide Magazine" ha dato il primo premio, la "targa d’oro telematica" alla scuola di Fabriano - Direzione Didattica I° Circolo di Fabriano che sta nelle nostre pagine, nelle pagine del CAD. Quindi, per andare a trovare il secondo posto bisogna andare in Inghilterra e gli altri posti sono negli Stati Uniti.

Se consideriamo che le nostre pagine sono in lingua italiana, e questo oggettivamente rappresenta una difficoltà nel momento in cui si è valutati, ciò sta a significare anche che tipo di prodotto ha realizzato il nostro "webmaster school" Massimo Castellani.

Siccome riteniamo di aver fatto cose al momento ancora più importanti, crediamo che in futuro potremo farci valere.

Ora possiamo far vedere qualche immagine dei video che abbiamo prodotto.

Noi abbiamo prodotto nel corso di questi anni scolastici, nel settore degli audiovisivi, dei films, tipo "La fiaba più bella", "Il partigiano racconta", "Dear friend...", "Piticchio - castello al tempo di Roccacontrada" e "Poesie... in video", e dei documentari, "La scuola trasparente" ed "Esperienze di autoapprendimento", e li abbiamo inseriti in Internet.

Chiunque nel mondo può andare a vedere il nostro sito "www.cadnet.marche.it"  e interagire in maniera ipertestuale; volendo può vedere qualsiasi cosa. Vuole vedere la sceneggiatura? Vuole vedere il testo? Vuole vedere il progetto in se stesso?... Può farlo.

Naturalmente tutte le scuole, che vorranno poi usufruire di questi supporti telematici e informatici, non avranno che da chiederlo e l’unica limitazione sarà data dal tempo che avremo a disposizione.

A questo punto direi di andare specificatamente alla presentazione del CD-ROM "Essere bambini, ieri e oggi... I diritti dell’infanzia"

Un CD-ROM di questo genere, se fosse tradotto in pagine scritte, probabilmente prenderebbe molto spazio, sarebbe come molte guide telefoniche una dietro l’altra.

E’ chiaro, quindi, che non potremo farlo vedere tutto. Faremo vedere alcuni percorsi.

Non rubo l’intervento a Nadia e a Niviana, le colleghe della Scuola Elementare di Montecarotto, che illustreranno il lavoro dei docenti e degli alunni.

La collega Nadia ha curato la stesura del progetto triennale "Educare alla diversità e all’interculturalità" e del progetto didattico "Essere bambini... ieri e oggi, nel mondo. I diritti dell’infanzia." ed ha coordinato a livello didattico il team teaching che ha lavorato con gli alunni alla realizzazione di questo progetto didattico.

La collega Niviana ha curato in particolare la "rappresentazione grafica del progetto didattico realizzato".

Mi riservo di interagire eventualmente con loro qualora chiediate spiegazioni ed approfondimenti.

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3 Relazione

di Nadia Catozzi

Insegnante presso la Scuola Elementare di Montecarotto - I.S.C. di Arcevia,

Curatrice dei due progetti educativo-didattici sull’interculturalità e sui diritti dell’infanzia e

Componente, e Coordinatrice didattica, del team teaching "Educazione Interculturale"

Il collega Volfango Santinelli, direttore tecnico del CAD di Fabriano - Arcevia, ha fatto vedere la copertina del CD-ROM, che è intitolato "Essere bambini, ieri e oggi... I diritti dell’infanzia" e che è stato prodotto dopo l’elaborazione e la realizzazione di un progetto didattico.

Il nostro progetto didattico, "Essere bambini... ieri e oggi, nel mondo. I diritti dell’infanzia.", è stato realizzato dai bambini delle Scuole Materna ed Elementare di Montecarotto e della classe terza elementare di Castiglioni di Arcevia.

Esso è l’approfondimento di alcuni punti, di alcuni temi contenuti nel progetto triennale "Educare alla Diversità e all’Interculturalità", approvato dal Collegio dei docenti di Arcevia e con il quale abbiamo aderito all’iniziativa prevista dalla Legge Regionale Marche n. 63/’95 ("Provvedimenti a favore delle scuole marchigiane e della società civile per contribuire allo sviluppo della coscienza civile, costituzionale e democratica nella lotta contro la criminalità organizzata e i poteri occulti").

Il progetto "Essere bambini... ieri e oggi, nel mondo. I diritti dell’infanzia." fa riferimento e si ispira, fra l’altro, alle CC.MM. sull’interculturalità, alla Costituzione Italiana e, naturalmente, alla Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia.

Attraverso la realizzazione di questo progetto, noi insegnanti abbiamo voluto dare un contributo per affermare una cultura nella quale "abbiano diritto di cittadinanza e siano valorizzate tutte le diversità" con le quali ci si confronta ogni giorno, una cultura che riconosca, come patrimonio comune e come aspetti posti a base del vivere civile, i "valori" universalmente riconosciuti quali l’accettazione ed il rispetto dell’altro, il dialogo, il rifiuto di stereotipi e pregiudizi, la comprensione, la solidarietà, la cooperazione, l’uguaglianza, la pace, il diritto ad avere diritti.

Noi crediamo che oggi, in una società complessa e in continua trasformazione come la nostra, l’"educazione interculturale" e l’"educazione pura e semplice" debbano coincidere e ciò al fine di prevenire insicurezze, situazioni di disagio, di evitare rigidezze, chiusure mentali, il sorgere di una mentalità etnocentrica e processi di intolleranza, che potrebbero prendere campo; vorremmo che la scuola favorisse il maturare negli alunni di un diverso atteggiamento mentale nei confronti dell’"altro" e contribuisse a far sviluppare in loro un’identità serena ed equilibrata, il senso critico, la capacità di comunicazione e di comprensione, in maniera che essi possano interagire positivamente nella società e convivere in situazione non conflittuale con persone di culture diverse.

Riteniamo sia fondamentale che l’"educazione interculturale" dia centralità all’"educazione ai diritti" dell’uomo e del bambino, per diffondere una cultura dei diritti e formare in ogni bambino la coscienza di "cittadino del mondo": nella scuola, secondo noi, vanno favorite le condizioni affinchè gli alunni, i bambini, incontrino e conoscano, all’interno degli obiettivi e dei contenuti delle varie discipline, i diritti, li vivano realmente e si impegnino perché tali diritti siano garantiti anche agli altri bambini, nella scuola e nell’ambiente extrascolastico.

Auspichiamo, quindi, che l’"educazione interculturale" e l’"educazione ai diritti umani e ai diritti dei bambini" assumano nella scuola un carattere sistematico, permanente, che la scuola sia portatrice, promotrice di valori, perché compito della scuola pubblica è quello di preparare i bambini, i giovani, e anche noi adulti, ad affrontare la realtà con tutti i suoi problemi e le sue contraddizioni.

Questo compito potrebbe essere svolto dalla scuola anche in collegamento con l’extra scuola, con altre agenzie formative presenti sul territorio; è in questa ottica che si inserisce l’adesione dell’Istituto Scolastico Comprensivo di Arcevia all’iniziativa prevista dalla L. R. Marche n. 63/’95.

Noi insegnanti, nell’ultima riunione del Collegio dei docenti dell’I.S.C. di Arcevia, abbiamo deliberato, tra l’altro, di costituire un "Gruppo di autoaggiornamento permanente sull’interculturalità, allargato alle problematiche sociali".

Ora vorrei illustrare brevemente quello che è stato il lavoro di tutti gli alunni delle varie sezioni e classi di scuola dell'infanzia ed elementare che hanno partecipato a questa iniziativa.

All’interno di percorsi interdisciplinari è stata svolta una "ricerca", i cui contenuti sono stati elaborati dagli alunni, alternando fasi di lavoro individuale, di lavoro a coppie, lavoro a piccoli gruppi, lavoro con l’intero gruppo classe, con la socializzazione delle conoscenze ed il coinvolgimento delle famiglie.

Nella ricerca sono stati affrontati i temi della "diversità" e dei "diritti dell’infanzia", sia riferiti a ieri, nel periodo fascista, sia riferiti ad oggi, prima fra gli stessi alunni e, in seguito, fra loro ed alunni di "realtà vicine" o fra loro ed alunni di "realtà lontane".

Gli alunni della Scuola dell'infanzia di Montecarotto, precisamente i bambini compresi nella fascia d’età dei 5 anni, hanno scoperto le "differenze" tra bambini e bambine della stessa sezione, attraverso la conversazione e il gioco.

Gli alunni della classe I^ elementare di Montecarotto hanno scoperto le "differenze" fra loro stessi, relativamente ai propri nomi, italiani o stranieri; hanno immaginato, poi, di avere un nuovo amico e scoperto l’"amicizia" come valore che unisce i bambini.

Gli alunni della classe II^ elementare di Montecarotto hanno scoperto, invece, "realtà lontane", attraverso la lettura e l’analisi di alcune "fiabe" di diversi Paesi del mondo ed attraverso "interviste" ad alcune persone straniere che abitano nella nostra zona, individuando somiglianze e differenze nei modi di vita, nostri e loro; le interviste, dirette a stranieri immigrati, hanno permesso agli alunni una conoscenza più approfondita dell’ "altro" e l’instaurarsi di nuove amicizie.

La classe III^ elementare di Montecarotto ha individuato diversità e analogie fra persone appartenenti alla stessa cultura, attraverso la "corrispondenza interscolastica" fra alunni di realtà vicine (classe III^ di Montecarotto e classe III^ di Castiglioni di Arcevia), e preso coscienza che il "diverso" è anche vicino a noi, che, cioè, le persone "diverse" non sono soltanto le persone straniere ma anche le persone che vivono con noi o vicino a noi ogni giorno, "gli altri" siamo noi.

La classe III^ elementare di Castiglioni di Arcevia ha incontrato "realtà lontane" attraverso materiali audiovisivi, letture, articoli e la "corrispondenza interscolastica" con alunni di una scuola del Guatemala; gli alunni, così, hanno avuto modo di conoscere "diritti negati" e problemi dei bambini di un Paese del Terzo Mondo e hanno scoperto diversità e affinità fra la propria cultura e un’altra cultura lontana dalla loro.

Gli alunni della classe IV^ elementare di Montecarotto hanno svolto due indagini:

  • nella prima, relativa all’"essere bambini... oggi" e ai "diritti dell’infanzia", i bambini hanno parlato della loro idea di infanzia, di come stanno in famiglia, della Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia e dei loro diritti;

  • nella seconda ricerca, relativa alle "opportunità dei bambini di società diverse nel mondo", gli alunni hanno voluto "sapere di più" sulla vita quotidiana di altri bambini loro coetanei appartenenti a Paesi diversi del mondo, per scoprire se le opportunità e i diritti di quei bambini fossero uguali ai loro. Ma "come fare per sapere di più"? Dopo aver formulato varie ipotesi, i bambini hanno scelto la "corrispondenza interculturale in rete", la corrispondenza, cioè, con alunni ed alunne di scuole di alcuni Paesi del mondo, ed hanno scritto ed inviato lettere anche a Comitati ed Uffici dell’UNICEF nel mondo e all’ACNUR (Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati).

Gli alunni hanno scelto di utilizzare la posta elettronica ("E-mail") via Internet, perché hanno pensato ad essa come mezzo per poter interagire contemporaneamente e più velocemente con bambini di altri Paesi e per avere, quindi, un confronto più rapido e diretto tra idee ed ambienti diversi.

Anche grazie al materiale didattico ed informativo che è stato inviato loro dall’UNICEF e dall’ACNUR, gli alunni hanno potuto "ampliare le loro conoscenze" sulla vita quotidiana, le abitudini, i diritti e i problemi di altri bambini di società diverse nel mondo, hanno fatto un raffronto tra la propria condizione e quella di altri bambini e potuto scoprire e capire tanto le "diversità" quanto le "affinità tra culture diverse", prendere coscienza anche dei "problemi che esistono nel mondo" (quali la fame, la guerra, la condizione dei bambini "rifugiati" in conseguenza delle guerre, il lavoro minorile, la vita di strada,...) e conoscere quali sono "i compiti dell’UNICEF e dell’ACNUR".

La classe V^ elementare di Montecarotto ha svolto un’indagine relativa all’ "essere bambini... ieri"; i bambini, attraverso un questionario somministrato ai nonni e agli anziani del paese, hanno potuto raffrontare la loro condizione con la realtà dei bambini nel periodo fascista, individuando notevoli differenze nei modi di vita e rilevando diritti negati in quel passato della nostra storia, e, nel confronto, hanno fatto riferimento alla "Costituzione Italiana" ed alla "Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia" che tutelano i loro diritti di bambini, oggi.

I testi degli alunni sono stati videoscritti al computer da noi insegnanti, che abbiamo curato anche la "struttura ipertestuale", con il coordinamento tecnico del collega Volfango Santinelli.

Grazie al CAD (Centro Audiovisivo-multimediale Distrettuale di Fabriano - Arcevia, diretto dal collega Volfango Santinelli, il quale si è avvalso della collaborazione tecnica del dottor Eugenio Gresta, il prodotto degli alunni (costituito da testi scritti, disegni, fotografie, immagini tratte da riviste, musiche) è stato formalizzato in un "ipertesto contenuto nel CD-ROM".

La "struttura ipertestuale" è stata rappresentata graficamente con uno "schema reticolare" e sarà ora illustrata dalla collega Niviana.

Prima di passare la parola alla collega Niviana, vorrei ringraziare, in qualità di coordinatrice del gruppo di lavoro "Educazione Interculturale", gli alunni di Montecarotto e Castiglioni di Arcevia, che hanno lavorato con entusiasmo, le famiglie degli alunni per la loro collaborazione, il nostro Capo di Istituto, la dott.ssa Livia Tonti, che ha creduto fortemente nel nostro progetto e ci ha sempre dato il suo sostegno e la massima fiducia, e, naturalmente, il collega Volfango Santinelli, direttore tecnico del CAD, ed il dott. Eugenio Gresta per il prezioso lavoro tecnico, perché entrambi hanno valorizzato e reso visibile il lavoro di noi insegnanti e degli alunni.

Vorrei, infine, ringraziare l’UNICEF e l’ACNUR, per averci messo a disposizione videocassette, riviste, giochi di simulazione, ecc., utili ai fini della ricerca e della sensibilizzazione degli alunni alle problematiche infantili, e del mondo, di oggi.

La parola, ora, alla collega Niviana.

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4 Relazione

di Niviana Grizi

Insegnante presso la Scuola Elementare di Montecarotto - I.S.C. di Arcevia. 

Componente del team teaching "Educazione Interculturale" e Curatrice della rappresentazione grafica della struttura ipertestuale

A me il compito di illustrare l’aspetto più tecnico di questo ipertesto.

Vorrei innanzitutto precisare una cosa che ritengo molto importante. Il nostro "ipertesto" si compone di documenti di varia natura: ci sono i testi scritti e i disegni realizzati dagli alunni, ci sono fotografie, ci sono immagini tratte da riviste, c’è la musica.

Però, vorrei che l’ipertesto non fosse considerato soltanto un contenitore-erogatore di informazioni, perché se fosse considerato così si discosterebbe di poco da un tradizionale strumento didattico usato fino ad ora; il libro di testo è, ad esempio, un contenitore di informazioni.

L’ipertesto offre qualcosa in più. Cosa offre? Chi si avvicina all’ipertesto ha, sì, a disposizione un bagaglio piuttosto ampio di informazioni, ma ha la possibilità, e credo che questa sia la cosa più importante, di scegliersi un percorso individuale di apprendimento.

Con l’ipertesto, il bambino, perché in questo caso il soggetto-utente del nostro ipertesto è il bambino, ha la possibilità di consultare il tutto a sua scelta, in base ai suoi interessi. Egli, così, riesce a costruirsi in modo reale il proprio processo di apprendimento.

Passo ad illustrare la parte più tecnica.

Cercherò di semplificare questo schema, che è più semplice di quanto non sembri.

Esso è una struttura di tipo reticolare. Il libro di testo, cui facevo riferimento prima, ha una struttura lineare, perché le varie informazioni sono poste l’una dopo l’altra in maniera lineare, statica; chi è all’inizio della pagina non può saltare all’ultima pagina perché rischia di perdere il contenuto dell’ informazione.

Invece l’ipertesto offre l’opportunità di scelta, quindi la struttura, la logica ipertestuale è ben rappresentata da uno schema di questo tipo. Un’informazione è collegata non soltanto ad un’altra informazione, ma a più informazioni, come in una specie di ragnatela.

(Viene proiettata e illustrata la rappresentazione grafica della struttura ipertestuale)

Al centro della "rappresentazione grafica della struttura ipertestuale", troviamo il rettangolo più grande che è la Home Page, cui il collega Volfango Santinelli ha fatto riferimento.

Io non conosco bene i termini tecnici perché sono insegnante, però so che la Home Page è la pagina di entrata, di accesso. Nella Home Page è indicato il titolo del CD-ROM "Essere bambini, ieri e oggi... I diritti dell’infanzia" e sempre nella Home Page troviamo due "parole calde". Queste "parole calde" aprono altrettanti "collegamenti", quindi il bambino che vuole "entrare" nel nostro ipertesto deve subito fare una scelta.

Se "clicca" sulla "parola calda" ieri avrà la posibilità di visionare il lavoro svolto dalla classe V^ elementare di Montecarotto relativo all’ "essere bambini durante il periodo fascista".

Se, al contrario, decide di puntare il cursore sulla "parola calda" oggi avrà l’accesso alla pagina "essere bambini... oggi", che è un po’ un crocevia molto importante, nella quale ci sono tre grosse possibilità di scelta:

  • cliccando sulla "parola calda" essere bambini si ha l’opportunità di "entrare" all’interno del lavoro svolto dalla classe IV^ elementare di Montecarotto e relativo ai diritti dell’infanzia;

  • cliccando sulla "parola calda" realtà vicine si va a visionare il lavoro svolto dalla classe I^ elementare di Montecaroto e il lavoro svolto dalla classe III^ elementare di Montecarotto;

  • l’ultima possibilità è quella di scoprire, cliccando sulla "parola calda" realtà lontane, mondi diversi attraverso il lavoro della III^ elementare di Castiglioni di Arcevia, della II^ elementare di Montecarotto e della IV^ elementare di Montecarotto.

Tutti i lavori delle varie classi sono più o meno articolati ed offrono al bambino un ventaglio di opzioni, nel quale egli può scegliere la strada che preferisce.

Illustrando questo schema, ho cercato di semplificare la complessa struttura reticolare per renderla maggiormente comprensibile, in realtà ho in un certo senso mortificato, distrutto, lo spirito dell’ ipertesto.

L’ipertesto non è una somma di lavori, infatti essi sono tutti collegati fra di loro.

Nello schema, le linee che vediamo più lunghe, quelle che creano magari anche un po’ di confusione perché solcano, passano sopra i vari lavori, sono "linee di collegamento", cioè collegano i lavori di una classe a quelli di un’altra classe.

Immaginiamo un bambino che "entra" nel nostro ipertesto, che ha la possibilità di intraprendere un certo percorso e, arrivato magari "alla periferia", vorrebbe ritornare indietro:

  • egli ha la possibilità di ritornare indietro pagina dopo pagina, anche fino alla Home Page;

  • oppure può tornare al crocevia "essere bambini... oggi" ed iniziare un altro percorso;

  • ma ha anche un’altra possibilità, e questa è proprio determinata dai "collegamenti" più lunghi di cui parlavo, cioè ha la possibilità, trovandosi "in periferia", di collegarsi con un’altra periferia, cioè dal lavoro di una classe può entrare direttamente nel lavoro di un’altra classe.

Concludo il mio intervento dicendo che l’ipertesto nella scuola è ancora poco usato, comunque esso è un mezzo didattico che sicuramente cattura l’attenzione del bambino, lo prende veramente; quindi, credo che noi insegnanti dovremo iniziare a portare a scuola anche questi nuovi mezzi didattici.

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5 Intervento

di Volfango Santinelli

Docente presso la Scuola Elementare Statale di Arcevia - I.S.C. di Arcevia,

Direttore tecnico del CAD di Fabriano - Arcevia e

Coordinatore tecnico del team teaching "Educazione Interculturale"

Nadia e Niviana, che hanno presentato così brillantemente il progetto realizzato, sono due insegnanti che, questo lo dico per tutti gli altri insegnanti, a dicembre - gennaio non avevano ancora acceso un computer.

Quindi, questo presuppone che, con un po’ di dedizione, con un po’ di attenzione, magari anche un po’ seguiti all’inizio, tutti gli insegnanti possano in maniera velocissima entrare a "lavorare ipertestualmente", che il modo di lavorare con l’ipertesto possa diventare il loro bagaglio culturale.

Quello che ha detto Niviana sulla "rappresentazione ipertestuale", lo facciamo vedere, adesso, proiettato sullo schermo. Luca e Marilù, due alunni di Montecarotto, saranno gli operatori che "viaggeranno" per noi dentro l’ ipertesto "Essere bambini, ieri e oggi... I diritti dell’infanzia", realizzato dai bambini delle Scuole Materna ed Elementare di Montecarotto e della classe III^ elementare di Castiglioni di Arcevia.

(Viene proiettata la Home Page del CD-ROM)

Questa è la Home Page del Progetto, nella quale vengono date delle indicazioni ed è rappresentata la pagina, la Home Page, del Centro Audiovisivo-Multimediale Distrettuale.

Qui c’è un banner che è in realtà una hotword.

Possiamo procedere.

Osserviamo la "manina". Se si fa "clic", appare la "clessidra" che ci dice di aspettare e... ora siamo nel CD-ROM.

Questa è la Home Page di "Essere bambini, ieri e oggi... I diritti dell’infanzia".

Come possiamo vedere, ci sono delle parole che erano blu. Per default, una parola, quando viene "cliccata" in Internet o tecnologia Internet, cambia colore e diventa color amaranto in modo da ricordarci che, lì, siamo già stati. Ma in realtà dopo un po’ di tempo essa ritorna blu.

Se si avvicinano allo schermo, Nadia e Niviana possono spiegare eventualmente alcune cose.

Per ritornare alla Home Page basta fare "clic", in qualsiasi punto del CD-ROM noi siamo, su quella specie di icona a forma di bersaglio. Si possono scegliere due possibilità, facendo clic sulla "parola calda ieri o sulla "parola calda" oggi.

Luca fa clic su ieri e ci troviamo nella pagina "Essere bambini... ieri. Essere bambini nel periodo fascista". Nel testo compaiono le seguenti "parole calde": alimentazione, abbigliamento, case, malattie, istruzione, modi di giocare.... Luca ha scelto di cliccare sulla hotword alimentazione.... Mentre scorriamo il testo, troviamo in esso delle "parole calde":.... e ciò significa che è iniziata la "navigazione ipertestuale", che, a differenza della navigazione lineare testuale, ci permette di seguire il filo del ragionamento dei nostri pensieri, non come succede nel libro con una lettura di tipo testuale lineare, nella quale si segue il filo voluto dall’autore. Siccome i ragazzini sono più propensi a ragionare in maniera reticolare, rispetto agli adulti che ragionano in genere per diagramma di flusso, questo ipertesto si presta di più, ripetiamo ancora una volta, alla loro preparazione.

(Vengono proiettate alcune pagine sui modi di giocare, sull’alimentazione,...)

Naturalmente, questa è una piccolissima parte del CD-ROM.

Ritorniamo alla Home Page:... Abbiamo visto ieri; mi sembra molto riduttivo farvelo vedere così, speriamo, poi, di trovare un percorso diverso. Luca ha fatto "clic" su propaganda..., queste sono le riflessioni dei bambini: ...

(Vengono proiettate le due pagine su "propaganda" e su "riflessioni")

Ora interviene Nadia:

"I bambini, dopo aver terminato la ricerca, hanno avuto modo di fare un confronto tra le due realtà, tra il passato ed oggi, e dall’analisi e dalla riflessione sulla Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia e sulla Costituzione Italiana si sono resi conto di avere, essi, quei diritti che, invece, mancavano ai bambini che vivevano durante il periodo fascista. Qui, ci sono delle "parole calde" che permettono, se "cliccate", di collegarsi ad altri lavori. Luca clicca sulla "parola calda" Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia: si apre la pagina che contiene le considerazioni fatte dagli alunni di un’altra classe, la classe IV, sull’art. 1 e sull’art. 2 della Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia.

(Viene proiettata la pagina sulla "Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia)

Nella pagina, compare una "parola calda", diritti, che, se "cliccata", porta alla visione di un altro testo sui diritti dei bambini.

(Viene proiettata la pagina sui "diritti")

Questi, illustrati, sono alcuni dei diritti che i bambini della classe IV hanno ricavato conversando tra loro.

Ritorniamo alla Home Page. Nella Home Page vediamo di nuovo le due "parole calde" incontrate all’inizio; abbiamo visitato ieri, potremmo "cliccare" su oggi e scegliere realtà lontane. Passo la parola alla collega Niviana".

"Nella pagina che si è aperta - interviene Niviana - , dopo aver "cliccato" su realtà lontane, ci sono tre possibilità:

  • andare a visionare il lavoro della classe II di Montecarotto, sulla fiaba;

  • o visionare il lavoro della classe III di Castiglioni, sulla vita dei bambini di una scuola del Guatemala;

  • oppure visionare il lavoro della classe IV di Montecarotto, sulle opportunità di bambini di società diverse del mondo.

Luca "clicca" sulla "parola calda" fiaba. Quello che ci appare è il lavoro svolto dalla classe II di Montecarotto; in questa pagina ci sono diverse "parole calde":... gli alunni hanno visto, tra l’altro, la provenienza delle varie fiabe; "cliccando" su mondo compaiono, nella cartina, i Paesi di provenienza delle fiabe: ...sono 15 le fiabe, quindi 15 Paesi colorati.

(Viene proiettata la pagina sulla fiaba)

I bambini hanno fatto un confronto e hanno scoperto che ci sono diverse differenze, ma anche alcune analogie...; "cliccando" su diversità, vediamo che cosa c’era di diverso nelle nostre fiabe, quelle tradizionali, e in quelle degli altri Paesi del mondo; gli alunni si sono accorti, innanzitutto, che i "nomi" erano complicatissimi..., che ci sono modi di vestire diversi, che gli ambienti sono molto diversi (c’è il Polo, ci sono la savana, le zone aride, quelle montuose, ci sono gli animali,...), che le abitazioni sono diverse (le pagode, le tende,...), che anche le religioni sono diverse, così come le usanze,...

(Vengono proiettate alcune pagine)

La parola, di nuovo a Nadia."

"Torniamo alla Home Page... - aggiunge Nadia - "clicchiamo" su realtà lontane ed esploriamo, poi, la "parola calda" Guatemala. "Navigheremo" nel lavoro svolto dalla classe III di Castiglioni di Arcevia, i cui alunni hanno aperto una corrispondenza con i bambini di una scuola del Guatemala... In queste pagine possiamo vedere la scuola del Guatemala... e i bambini che guardano i regali che hanno ricevuto dai loro corrispondenti italiani... possiamo notare la numerazione maya, i cartelloni appesi alle pareti dell’aula...

(Vengono proiettate alcune pagine della ricerca sul Guatemala)

In queste pagine ci sono i disegni che gli alunni di Castiglioni hanno fatto dopo aver analizzato la realtà, la vita quotidiana, dei bambini del Guatemala, tramite informazioni che avevano ricevuto da una corrispondenza interscolastica ed anche dal materiale portato da un insegnante che era stato in Guatemala e aveva avuto modo di incontrare gli alunni...

Siamo tornati, di nuovo, a scoprire realtà lontane e in questa pagina c’è una terza possibilità: "cliccare" opportunità dei bambini di società diverse nel mondo, che non abbiamo ancora visitato.

(Viene proiettata la pagina sulle "opportunità dei bambini di società diverse nel mondo")

I bambini della classe IV hanno conversato, in classe, e si sono resi conto di conoscere poco della vita quotidiana di loro coetanei che vivono in Paesi diversi del mondo; tra le varie ipotesi, per poter sapere di più, alla fine hanno scelto di scrivere delle lettere che sono state inviate, o via Internet ad alunni ed alunne di scuole di Paesi diversi del mondo, o tramite posta aerea agli Uffici e Comitati UNICEF nel mondo e, via fax, all’ACNUR.

(Vengono proiettate le pagine sulle lettere scritte dagli alunni)

Ritorniamo alla Home Page, "clicchiamo" nuovamente su oggi. e, in questa pagina, su realtà vicine. Scegliamo la "parola calda" differenze tra bambini e bambine, così scopriremo il lavoro fatto dagli alunni della Scuola Materna di Montecarotto.

Sono presenti alcune "parole calde"... I bambini hanno lavorato sulle differenze tra maschi e femmine.

(Vengono proiettate le pagine sulle differenze tra bambini e bambine)

Torniamo ancora alla "Home Page". I bambini della III elementare di Montecarotto hanno scelto dei corrispondenti molto vicini a loro; hanno, infatti, inviato delle lettere ai bambini di un’altra classe III elementare, quella di Castiglioni di Arcevia, per poter vedere se tra realtà vicine ci fossero delle differenze; delle differenze, le hanno individuate in alcune tradizioni...

(Sono proiettate alcune pagine del lavoro della classe III)

Torniamo infine alla Home Page. Adesso "navigheremo" nel lavoro della classe I elementare di Montecarotto; quest’ultimo lavoro è, soprattutto, un’analisi sul nome, nomi diversi dei bambini nella classe, e un discorso sull’amicizia." Dopo queste "videate", passo di nuovo la parola al collega Volfango Santinelli."

(Viene proiettata qualche pagina del lavoro della classe I)

A conclusione della presentazione e dopo alcune "videate" del CD-ROM, - riprende Volfango Santinelli - vorrei sottolineare l’importanza di questo prodotto multimediale, dove il testo viene unito all’audio, all’immagine; si potrebbe inserire in esso anche l’immagine in movimento.

Io continuerei la manifestazione invitando tutti a prendere posto.

Prima di cominciare con gli interventi delle personalità che abbiamo invitato, ritengo giusto chiamare gli alunni Marilù e Luca e chiedere loro di dare lettura dei telegrammi e fax che ci sono arrivati in modo che, magari non fisicamente, sentiamo la presenza di altre persone.

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6 Telegramma

dell’on.le Luigi Berlinguer

Ministro Pubblica Istruzione

12/09 16.10

INS. VOLFANGO SANTINELLI

DIRETTORE CAD

VIA DANTE 268

60044 - FABRIANO

RAMMARICATO NON POTER PARTECIPARE PRESENTAZIONE IPERTESTO CHE RACCOGLIE ESITI INTERESSANTI ET SIGNIFICATIVI PERCORSI DIDATTICI, DESIDERO CONGRATULARMI CON DOCENTI ET ALUNNI PER LORO ATTIVITA’ SU TEMI GRANDE RILEVANZA EDUCATIVA ET SOCIALE MA ANCHE CON ISTITUZIONI CHE HANNO COLLABORATO PER REALIZZAZIONE CD-ROM.

AT PRESENTI TUTTI PORGO MIO CALOROSO SALUTO AUGURANDO CHE ESPERIENZA INTERCULTURALE IN ATTO VOSTRE SCUOLE CONTRIBUISCA AD ALIMENTARE SOLIDARIETA’ ET DIALOGO TRA REALTA’ CULTURALI DIVERSE.

LUIGI BERLINGUER MINISTRO ISTRUZIONE

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7 Telefax

dell’on.le Anna Finocchiaro

Ministro Pari Opportunità

12.set.1997 17:35 SEGR.MIN.PARI OPPORTUNITA’ NR.290

Roma, 13 settembre 1997

Ins. Volfango Santinelli

Fax 0731-9226

"Essere bambini...", un mestiere difficile, in un mondo difficile. Insegnarlo ai bambini, impararlo insieme a loro è un grande obiettivo.

La strada che avete scelto "Educare alla Diversità e all’Interculturalità", il metodo che avete adottato, i rapporti diretti tra i bambini di tutto il mondo via Internet, sono già risultati estremamente significativi.

Il CD-ROM che presentate è di estremo interesse e sarà di grande utilità per il mondo della scuola, ma non solo.

Purtropppo oggi non posso essere tra voi per precedenti impegni istituzionali.

I miei migliori auguri e tenetemi informata.

Anna Finocchiaro

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8 Telegramma

dell’on.le Livia Turco

Ministro Solidarietà Sociale

12/09 14.42

INS. VOLFANGO SANTINELLI

DIRETTORE CAD

CENTRO AUDIOVISIVO DISTRETTUALE

VIA DANTE 268

60044 - FABRIANO

PROT. DAS/12328/1/INV. RINGRAZIO GRADITO ET CORTESE INVITO AT PARTECIPARE AT PRESENTAZIONE PUBBLICA CD-ROM "ESSERE BAMBINI..." PREVISTA PER IL 13 SETTEMBRE P. V. STOP SONO SPIACENTE DOVER COMUNICARE MIA IMPOSSIBILITA’ PARTECIPARE CAUSA PRECEDENTI ET INDEROGABILI IMPEGNI ASSUNTI STOP AUGURANDO PIENO SUCCESSO AT INIZIATIVA COLGO L’OCCASIONE PER INVIARE CORDIALI SALUTI STOP

IL MINISTRO PER LA SOLIDARIETA’ SOCIALE

ON. LE LIVIA TURCO

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9 Telegramma

del dott. Vito D’Ambrosio

Presidente della Giunta Regionale Regione Marche

11/09 15.55

INS. VOLFANGO SANTINELLI

DIRETTORE CAD

VIA DANTE 268

60044 - FABRIANO

IMPEGNI PRECEDENTEMENTE ASSUNTI NON MI CONSENTONO DI PARTECIPARE IL GIORNO 13 SETTEMBRE ALLA PRESENTAZIONE UFFICIALE DEL CD-ROM "ESSERE BAMBINI... IERI E OGGI NEL MONDO. I DIRITTI DELL’INFANZIA".

RINGRAZIO PER L’INVITO E FORMULO I MIEI MIGLIORI AUGURI

VITO D’AMBROSIO - PRES. GIUNTA REGIONE MARCHE

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10 Telegramma

della sig.ra Cristiana Acqua

Presidente Comitato UNICEF Marche

13/09 09.11

COMUNITA’ MONTANA ESINO FRASASSI

VIA DANTE 268

60044 - FABRIANO

IMPEGNI PRECEDENTI NON CONSENTONO MIA PARTECIPAZIONE VOSTRA MANIFESTAZIONE ALLA QUALE AUGURO IL MIGLIOR SUCCESSO

CRISTIANA ACQUA PRESIDENTE UNICEF MARCHE

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11 Intervento

della dott.ssa Silvana Amati

Presidente del Consiglio Regionale Regione Marche

Intanto io vi ringrazio di questa bella documentazione, che abbiamo visto questa mattina, molto interessante per le tante cose che ha raccontato e anche per le tante intelligenze che si sono incontrate.

Abbiamo visto il lavoro delle classi, delle insegnanti e poi il coordinamento e la possibilità di usare sempre di più, in tempi voglio dire molto rapidi, dei mezzi nuovi di comunicazione che sono assolutamente fondamentali.

Io sono venuta questa mattina con molto piacere, pur nella difficoltà delle tante cose da fare, perché mi rendo conto che l’occasione, certamente minima rispetto comunque al grande lavoro che qui è stato compiuto, nasce da una nostra antica volontà, da un contributo, in fondo, di una Legge Regionale che abbiamo ottenuto e costruito in questi anni con difficoltà e quindi mi fa piacere poter ricordare la L. R. n. 63/’95 che aveva come titolazione "Provvedimenti a favore delle scuole marchigiane e della società civile per contribuire allo sviluppo della coscienza civile, e credo che questo sia quanto qui si è realizzato, costituzionale e democratica nella lotta contro la criminalità organizzata e i poteri occulti".

Quando abbiamo pensato a questa legge in difesa della legalità, abbiamo pensato appositamente alle scuole come primo fondamentale referente, non solo ad esse, ma ad esse come primo fondamentale referente.

La "crescita di una coscienza civile e democratica" ed anche la "crescita dei valori costituzionali" certamente non sono questioni che si possono pensare di inventare. Esse hanno bisogno di un lavoro attento e di una attenzione, direi, sempre più prestiva: l’ipotesi, come abbiamo visto qui, che siano coinvolti ragazzini molto piccoli, dalle sezioni della scuola materna alle elementari, con la possibilità, quindi, che si possa parlare di "diversità".

Io ho molto piacere nel sentire che sia il Ministro Berlinguer sia il Ministro Livia Turco abbiano voluto testimoniare la loro attenzione, parlare dei diritti dell’infanzia, parlare appunto del valore della diversità e, in aggiunta, della possibilità di usare i mass-media, la possibilità, quindi, di "valorizzare le diversità" e la possibilità anche di "usare i mass-media nuovi".

Internet. Oggi tutti noi conosciamo questo nuovo mezzo di comunicazione, importante, tanto più se guidato, perché le reti Internet consentono oggi di dialogare con tutti, da tutte le parti del mondo ed è bene che, quindi, ci sia una preventiva educazione anche al mezzo che può diventare totalmente coinvolgente.

Io sono, al di là del mio ruolo istituzionale, anche madre di un ragazzino di 15 anni, abituato a questo nuovo mezzo di comunicazioone, tanto che con me non si comunica più per telefono, se non usando il cellulare, perché è impossibile usare la linea telefonica di casa mia e mi rendo direttamente conto di come questi mezzi siano mezzi eccezionali rispetto alle potenzialità che aprono e, per questo, se la scuola si attrezza, se gli insegnanti, si diceva prima, le due insegnanti che qui hanno presentato la ricerca da pochi mesi usano il computer, da pochi mesi in fondo hanno dato la loro disponibilità ad entrare in un linguaggio diverso,....

In fondo tutti noi facciamo uno sforzo in più, quando riteniamo utili conoscenze che ci consentono meccanismi diversi di utilizzo.

La possibilità, quindi, che ci sia nella scuola, nelle elementari, addirittura alla scuola materna, non solo una volontà di "far crescere la coscienza civile e democratica" parlando di cose piccole, che però sono fondamentali, ma anche di "conoscere e utilizzare mezzi nuovi", mezzi che necessitano anche di un filtro educativo, iniziale, poi magari da rimuovere, ma comunque di un mezzo per capire che quel filtro è fondamentale, un mezzo che ci consenta di usare, appunto, il computer, di usare Internet sapendo che serve per cercare qualcosa, per comunicare qualcosa, quindi per limitare anche quei rischi che sappiamo vengono dalle strade infinite del mondo che, in fondo, sono alla portata di tutti.

Io credo che sia un grande valore. Quindi, la mia più forte testimonianza di compiacimento a tutti quelli che hanno lavorato su questo progetto, sia perché, in fondo, vedo realizzata una piccola parte di quello che noi pensavamo di poter mettere in campo con le scarse risorse a disposizione di questa legge regionale, quando pensavamo appunto alla difesa della legalità e quando pensavamo alle scuole come primo referente e poi perché, appunto, veder trasformate in modo così articolato queste idee, che noi potevamo solo esprimere in modo abbastanza semplice, nel quotidiano del lavoro degli insegnanti e dei ragazzi effettivamente è una grande soddisfazione.

E quindi termino qui, ringraziandovi per il vostro lavoro e riferendo sempre la disponibilità del Consiglio Regionale che molti di voi conoscono direttamente. Parlo guardando negli occhi l’ispettore Tanoni, con il quale abbiamo programmato, progettato e realizzato anche convegni abbastanza interessanti, perché evidentemente se l’istituzione Regione riesce ad essere un tramite nei confronti della scuola e delle sue istituzioni e, quindi, riesce a dare un contributo, a fare ancora più cose e, comunque, a far sì che le vostre cose possano essere compiute con più mezzi e quindi magari più divulgate, io credo che svolgeremo bene quell’impegno istituzionale di crescita civile che credo sia proprio.

Termino ulteriormente dicendo che, tra l’altro, in quest’ottica svolgeremo il 3 ottobre un momento di incontro su tematiche poco diverse da queste, sulle "tematiche grandi della pace".

Anche qui abbiamo vicino non solo le istituzioni tutte, ma i movimenti e la scuola, l’Università, i Provveditorati, la Sovrintendenza Scolastica Regionale, perché riteniamo che parlare di pace in modo concreto, parlando di sviluppo, parlare di economia, pensando alla nuova tappa della marcia per la pace di Assisi, sia un altro modo per continuare a costruire questa coscienza civile che così tanto può servire oggi a far crescere il nostro mondo.

Auguri a tutti noi, perché tutte queste cose che si vanno seminando portino piante sempre più forti e sempre più robuste. Vi ringrazio.

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12 Intervento

dell’on.le Luciana Sbarbati

della Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei Deputati

Io saluto cordialmente tutti e ringrazio per questo invito che ho cercato di onorare a dispetto di una serie di impegni che c’erano e che mi vedevano, appunto, a Reggio Calabria con il ministro Veltroni.

Anche se ho visto solo l’ultima parte del CD-ROM, comunque l’esperienza scolastica, e anche pedagogica, che ho mi ha consentito e mi consente di capire il grande lavoro che c’è dietro, il grande lavoro da parte degli insegnanti, della scuola, di tutto il team, del CAD, del prof. Santinelli, perché queste cose si fanno, ma si fanno con grande impegno, con grande sforzo, con grande sacrificio, con grande vocazione, perché, se non ci si crede, questi lavori non si cominciano neanche, perché si sa quanto è difficile operare nella scuola, povera di mezzi e di risorse e soprattutto vincolata, almeno fino ad oggi, speriamo domani non lo sia più, vincolata da pastoie burocratiche che appesantiscono e rendono impossibile un lavoro flessibile, se non a dispetto anche spesso dello slalom fra le regole, così come il Ministro ha voluto indicare.

Io volevo segnalare alla Presidente del Consiglio Regionale, che ringrazio per la sensibilità che ha per le scuole, per la formazione dei giovani, per l’impegno pedagogico fatto ai vari livelli su temi importanti - l’ultimo che ha accennato, "la pace", certamente merita tutta la nostra considerazione, la considerazione che, se nella scuola non si dà un messaggio di questo tipo e non passa un messaggio di questo tipo, poi non possiamo lamentarci se la società naturalmente non recepisce le "istanze di democrazia vera informate a una cultura della pace" - , volevo approfittare di questo per dire che il richiamo alla Legge Regionale 63/’95, importantissima e che testimonia la sensibilità anche della Regione, ha fatto un pochino scattare una molla di curiosità che ho esaudito subito, per cui volevo informarLa che questo progetto "Essere bambini, ieri e oggi... I diritti dell’infanzia" non ha ancora ottenuto tutti i fondi, il finanziamento della Regione, nonostante sia così complesso, così bello, così ricco e, quindi, volevo stimolare proprio la Presidente del Consiglio Regionale a una attenta sua personale valutazione dell’iter di queste cose.

Ecco, mi pare opportuno dire questo, anche perché volevo segnalare che le priorità, come voi ben sapete, devono essere date alle Scuole Comprensive, e qui si tratta di Scuola Comprensiva, e, quindi, volevo segnalare alla Presidente che la prossima volta, visto che queste insegnanti continueranno, e tutti ce lo auguriamo, esse vengano privilegiate rispetto ad altri che hanno avuto, perché per lo meno hanno saputo dimostrare che, nonostante non abbiano ricevuto tutti i finanziamenti che magari erano necessari, il lavoro l’hanno portato a termine, anche se con mezzi poveri, e questo si vedeva; l’unico mezzo ricco era la tecnologia utilizzata per metterli a frutto, ma si vedeva che c’erano mezzi poveri dal punto di vista proprio della realtà, dell’operosità, ma i bambini hanno fatto quello che fanno sempre con i mezzi poveri che ha la scuola.

Non c’erano mezzi che potevano essere utilizzati a dare più lustro a un lavoro di questa portata culturale. Mi pare significativo che ancora una volta la scuola abbia dimostrato grinta e volontà nonostante tutto. Quindi, io esprimo un profondo apprezzamento per i contenuti del lavoro e mi riservo, e anzi ho chiesto, di verificare e di vedere l’ipertesto di storia, perché è una cosa che mi interessa come insegnante di scuola media.

La Legge Regionale delle Marche n. 63/’95 ha dato il via a questo, anche se qui non è ancora arrivata tutta la linfa; comunque si devono a quella legge questo percorso e questo progetto e mi auguro che si possa avere, perché era nelle intenzioni del Ministro della P.I. mettere a fuoco questa esperienza a livello nazionale, si possa avere l’opportunità di presentarlo anche in un prossimo momento di incontro nazionale che il Ministro sta preparando su questo tipo di esperienze, visto che nel piano di informatizzazione delle scuole si spenderanno 1.000 miliardi. E 1.000 miliardi dovranno essere spesi non soltanto all’approccio con il mondo dell’informatica nell’utilizzo pedagogico-didattico e di studio e di ricerca, ma dovranno essere spesi anche per mettere in circolo, e quindi per la fruizione di tutto quanto in questo settore, poi, viene prodotto.

Quindi, di esperienze come queste io chiedo se sia possibile avere una copiada consegnare al Ministero, all’Ufficio Studi e Ricerche e Programmazione, perché si possa dotare la realtà nazionale anche di questa vostra esperienza che potrebbe essere messa in circolo e seguita anche da altri, con creatività diverse, con idee diverse, ma come metodologia, perché mi pare che effettivamente ci sia una logica di impianto, che ho verificato soltanto superficialmente ma che mi riprometto di studiare, estremamente intelligente, complessa, articolata, sulla quale impiantare anche altri percorsi di altro tipo magari nel settore della ricerca per le classi successive e anche da utilizzare per la scuola media e successivamente.

Io non ho altro da aggiungere, se non ringraziare voi, la Regione, che permette e ha dato impulso a queste iniziative, e in particolare chi le ha seguite a livello di Dirigente, Ispettori e, soprattutto, docenti, e gli alunni che sono qui presenti e che col loro entusiasmo credo abbiano poi dato quella creatività e quella freschezza che si sente a dispetto della povertà dei mezzi e che è chiaramente quello che nella scuola si fa continuamente, nonostante le sofferenze che abbiamo tutti.

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13 Intervento

del dott. Gabriele Boselli

Ispettore Scolastico di scuola elementare,

della Sovrintendenza Scolastica Regionale per le Marche

Qualche pensierino.

Io ho cominciato a scrivere usando il calamaio e la penna. Questo comportava che non avevo mai il grembiule pulito, perché tra macchie di inchiostro, macchie di soffritto, pezzi di pomodoro, ecc., era quasi impossibile averlo.

Ho cominciato a 40 anni a scrivere col computer. Mi chiedo come finirà, con cosa scriverò quando a 72 anni andrò in pensione, perché prima sarà difficile.

Io dico fondamentalmente questo ai ragazzi e agli insegnanti: "Siete stati bravi e coraggiosi!"

"Coraggiosi" perché avete affrontato i due nodi più terribili che attendono l’educazione oggi: il nodo del "passaggio da una mentalità di tipo alfabetico-gutenberghiano ad una mentalità che si basa su mezzi elettronici".

Non è soltanto un cambiamento di strumenti, è un cambiamento di scenari del pensiero, di orizzonti della visione, della percezione del mondo.

Avete affrontato, dunque, il problema numero uno della scuola nei prossimi anni, ma avete anche affrontato il problema più difficile della società nei prossimi anni, e cioè "i rapporti fra le culture".

Spesso nei rapporti fra le culture prevale la retorica del "vogliamoci bene", che tutto andrà bene, tutto sarà tranquillo. Non è così. L’incontro fra le culture è bello, ma è anche terribile e dev’essere affrontato con tutto il realismo necessario, all’interno di scenari che vedranno anche conflitti anche aspri, proporzionali alla progressiva incidenza statistica di soggetti di altre culture.

Quindi avete affrontato il problema più grande della scuola e della cultura, il problema più grande della società nei prossimi cinquant’anni. Per questo bravi, per questo coraggiosi!

L’ultimo pensierino che voglio consegnarvi è questo: l’aurora delle comunicazioni informatiche non deve assolutamente coincidere con il crepuscolo del libro. Il "libro" deve restare nella scuola l’elemento centrale, il riferimento di fondo, non deve assolutamente sparire, come c’è rischio, perché questi mezzi hanno una potenza intellettuale ed emotiva che rischia di velare il riferimento fondamentale che il libro è e deve restare. Comunque, bravi e auguri!

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14 Intervento

dell’on.le Primo Galdelli

della Commissione Politiche dell’Unione Europea della Camera dei Deputati

Grazie, grazie dell’invito e anche perché questo ci consente di metterci in rapporti, in contatto, in comunicazione con il mondo della scuola e non solo con il mondo insegnante, ma soprattutto con le famiglie e con i ragazzi perché molto spesso a noi con il "lavoro", diciamo tra virgolette, che facciamo può succedere che si possono determinare delle distanze nella comprensione delle cose.

E per questo vi ringrazio. D’altra parte, gli argomenti che sono stati toccati, anche se non approfonditi, ma messi alla luce, evidenziati con flashes, con piccoli flashes che qui abbiamo fatto, mi sollecitano nella riflessione che qui è stata fatta.

E’ stato detto dall’Ispettore Boselli adesso proprio: il problema dei tempi attuali, dei tempi futuri sarà quello della messa in relazione tra le diverse culture, perché la globalizzazione ha questo effetto, e tutto ciò non è che sia di per sè foriero di cose positive ma può anche non succedere.

L’altra riflessione è questa sulle tecnologie. Che tipo di atteggiamento bisogna avere rispetto alle tecnologie, all’informatica, rispetto a questa cultura di Internet che si sta determinando, che costringe il figlio della Presidente del Consiglio Regionale magari ad occupare il telefono di casa per tutto il giorno e vede cominciare anche mio figlio che ha 13 anni a fare queste cose? Che tipo di messaggi si recepiscono attraverso questo mezzo? Quello che uno vuole, appunto. Ma chi ci mette il messaggio? Con quale obiettivo? Chi lo governa, questo percorso e questo processo?

Quindi l’invito è proprio quello ad avere, anche rispetto a queste novità tecnologiche che possono migliorare la qualità della nostra vita, un atteggiamento critico, perché ciò che penso che la scuola debba insegnare essenzialmente è la criticità, è la capacità di guardare alle cose dell’oggi e, anche sui confronti tra il passato e il presente, quella che non deve mai mancare è la criticità, quindi, la radicale critica alla retorica.

Questo è il meglio che noi potremmo dare ai nostri ragazzi.

Non dobbiamo dire quello che loro devono essere, lo decideranno loro, dobbiamo dare loro gli strumenti per comprendere la realtà e per scegliere il meglio. Grazie!

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15 Intervento

del dott. Alfio Albani

Responsabile dell’Ufficio Studi e Programmazione del Provveditorato agli Studi di Ancona

e rappresentante del Provveditore agli Studi di Ancona

Porto il saluto del Provveditore che non è potuto venire qui. Inizia l’anno scolastico, c’è una certa fatica, e congestione, rituale ma forse quest’anno ancor maggiore.

Faccio delle piccolissime e brevissime considerazioni: anzitutto il plauso, sincero, di quanto si sta facendo, che ha anticipato e realizzato la prospettiva che a livello ministeriale si è aperta con una Circolare ben determinata, che è la 282, una "Circolare relativa alle nuove tecnologie".

Ecco, in questo caso noi abbiamo visto, in particella, in particula, una realizzazione vera e propria di un percorso per intero.

Quindi, un plauso che non è un plauso retorico, ma l’aver capito per primi, aver capito in anticipo.

Un invito: quello di essere pronti al servizio di contribuire all’interno del vostro territorio verso tutte quelle sinergie del mondo della scuola, di costruire quelle sinergie, quelle collaborazioni, quella mutualità.

Ecco, qui abbiamo vissuto oggi un momento della scuola dell’autonomia. Siamo in una fase di passaggio, ci attende questa: un tipo di scuola nuova, la scuola del futuro. Abbiamo vissuto un momento sicuramente all’insegna di questa nuova prospettiva.

Alcune indicazioni, consigli: esiste una circolarità virtuosa, non virtuale, tra scuola dell’autonomia e rete informatica. Non si può parlare di tecnologia senza parlare di didattica e non si può parlare di didattica senza parlare di tecnologia.

Non possiamo scindere i due momenti. Molto spesso accade, e questa è l’esperienza, che in queste occasioni ci siano quelle lunghe discussioni, sciorinamenti, di carattere prevalentemente tecnologico, c’è un po’ la sbornia del neofita, dell’operatore della scuola, che si tuffa in queste tematiche e perde di vista il grande obiettivo, che è quello didattico e deve rimanere quello didattico.

Dall’altra parte però, viceversa, non è poi più possibile fare discorsi senza avvalersi di questi mezzi che sono mezzi, parliamo di cose semplici, mezzi che ottimizzano il tempo, cioè se facevamo due possiamo fare dieci, mezzi che proprio per questo motivo, per motivo quantitativo, la quantità a livelli ennesimi è un fatto qualitativo, hanno dato risultati eccezionali in campi ben precisi: pensiamo all’handicap, cioè partire dalle cose piccole, anche per superare quel muro di disaffezione che spesso hanno alcuni insegnanti, perché registriamo insegnanti forse eccessivamente così intraprendenti o appassionati, in certi casi, che perdono qualche volta di vista la prospettiva didattica e insegnanti che temono il problema "il libro scompare o no".

Guardate: il tutto si può risolvere in questi termini, cioè non è che il libro scompare, questa polemica..., insomma, anche la "Divina Commedia" è un ipertesto, anche l’ "Odissea" è un ipertesto, "Il nome della rosa" è un ipertesto, su supporto cartaceo. Cioè non è che l’ipertesto sia dato dal supporto, esso è dato innanzitutto dalla testa, dalla mente di chi scrive e opera, poi, è chiaro, c’è un mezzo che è eccezionalmente superiore, quello di darci la possibilità in minor tempo di "navigare", così come si dice, ma navighiamo anche con le pagine, cioè c’è un motivo igienico, col libro facciamo così...., con il computer magari no, risolviamo questo handicap igienico, cioè non ci lecchiamo più il dito.

Ma anche i nostri libri di testo sono fatti su supporto cartaceo con le modalità ipertestuali, quindi è chiaro che tra breve non ci saranno più le enciclopedie, è chiaro che tra breve non ci sarà più magari il manualetto in senso sequenziale, però non confondiamoci, cioè non pensiamo che scompare il libro. Io molto spesso sento questa frase, questa considerazione, che trovo un po’ pericolosa.

Altra cosa: un complimento forte per quello che è stato fatto, anche perché veramente a livello di CD-ROM, a livello ipertestuale, c’è poco; l’editoria scolastica sta producendo molto poco sicuramente, cioè ci sono tanti ipertesti, tanti CD-ROM, con tanti pupi che camminano, con tante belle immagini, con tante belle musichette, ma di concreto spesso c’è poco.

In questo caso, devo dire veramente "bravissimi", perché è un gran bel lavoro, e questa è un’altra frontiera che forse può essere affrontata in primis dalla scuola. Complimenti di nuovo, grazie!

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16 Intervento

del dott. Italo Tanoni

Ispettore Scolastico di scuola materna,

della Sovrintendenza Scolastica Regionale per le Marche

Dunque, anch’io vorrei aggiungere ai complimenti, alle felicitazioni, che sono state fatte agli organizzatori e soprattutto a chi ha operato attorno alla costruzione di questo "prodotto ipertestuale", il mio indirizzo, anzi il plauso, perché ritengo che questo sia un prodotto veramente unico, un prodotto che io ho conosciuto fin dalla sua genesi perché io e Santinelli c’eravamo sentiti agli inizi e lui stesso m’aveva mostrato l’organizzazione dell’ipertesto. M’ero meravigliato, appunto, perché ritengo che in questo prodotto siano condensate essenzialmente delle idee e anche delle attività che di solito non vengono o vengono poco considerate anche nell’ambito dello stesso mondo della scuola.

Prima di tutti, ritengo che questo prodotto sia emblematicamente significativo per il discorso di "continuità tra materna ed elementare" e io avrei auspicato che ci fosse anche la scuola media. E’ un prodotto, in fondo, come diceva l’on.le Sbarbati, di un Istituto Comprensivo e per questo assume particolare valore. Il discorso della continuità: qui tocchiamo con mano che cosa essa ha significato. Ecco perché ritengo che questo CD-ROM possa essere veramente un prototipo da presentare al Ministro.

In secondo luogo per la tematica che ha affrontato, particolarmente solleticante per me che sono Ispettore del settore, cioè l’"infanzia" e l’"interculturalità", come diceva il collega Boselli. Anche questo è un altro elemento, secondo me, molto difficile da affrontare in termini concreti, così come l’avete affrontato voi attraverso il lavoro di gruppo, e anche qui un ulteriore plauso alle insegnanti che hanno così mirabilmente illustrato anche l’organizzazione e l’articolazione del lavoro stesso.

Terzo punto: riguarda l’ "organizzazione dell’ipertesto". Io l’ho apprezzata perché, innanzitutto, quotidianizza quella che è l’informatica nella scuola di base, cioè fa capire come le insegnanti possono utilizzare questo strumento per documentare, per fare ricerca, per un tipo di apprendimento a rete e, quindi, di fronte a quello che si diceva poco fa, cioè la reticenza che mostrano molti docenti alle nuove tecnologie, ritengo che questo possa essere un esempio, appunto, da diffondere. E questo è un punto che vorrei fosse tenuto nella massima considerazione, soprattutto da parte dell’Amministrazione perché c’è chi ancora non si è reso conto, e ce ne sono moltissimi di docenti che ancora hanno questa difficoltà d’impatto con le nuove tecnologie, che esse non sostituiscono, sono d’accordo, il libro, ma la scrittura, il discorso della coniugazione e della contaminazione con le immagini.

Quindi c’è la necessità di farlo conoscere, al di là della Comunità Montana, questo lavoro. Non so, adesso, come questo potrà essere fatto. Ce ne faremo carico in sede di Sovrintendenza Scolastica Regionale, però ritengo che questa esperienza, appunto per la sua significatività, vada spesa bene soprattutto di fronte a un piano come quello per l’ "introduzione delle tecnologie didattiche nella scuola"; un piano che venga portato avanti nella giusta maniera, cioè che si faccia capire all’insegnante che l’informatica che propone il Ministero è un’informatica della didattica del quotidiano e non invece della macchina, perché stamattina prima di venire qua ho incontrato un gruppo di insegnanti che avevano questo problema e m’hanno detto subito: "Ma poi ci vuole l’esperto!".

Ecco, non è l’informatica dell’esperto e lo hanno dimostrato le due insegnanti che, ripeto, si sono prodigate anche all’illustrazione di questo lavoro.

Quindi, ho cercato con queste mie brevi riflessioni di mettere un po’ i puntini su quelli che, secondo me, sono gli elementi più importanti di questo lavoro, di questa giornata, che ha siglato la parte finale, e quindi la più interessante, anche per me che ero curioso di conoscere da vicino il lavoro che era stato fatto.

Ritengo che possa, poi, essere questa una premessa perché il mondo della scuola attorno a questi linguaggi si possa mobilitare con altri tipi di progettualità. Grazie!

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17 Intervento

della dott.ssa Livia Tonti

Dirigente Scolastico dell’Istituto Comprensivo

di Scuola Materna, Elementare e Media di Arcevia

Parlare del contenuto pedagogico del Progetto penso sia superfluo, perché tutti avete potuto constatare quanto il progetto sia valido sotto tutti i profili: pedagogico, educativo,...

La cosa che mi preme, invece, evidenziare è questa novità dell’Istituto Comprensivo che riesce a lavorare insieme: questi tre ordini di scuola che incominciano a interagire, si conoscono, lavorano, si confrontano e producono, hanno un prodotto, questo di oggi, da offrire alla cittadinanza, da offrire al territorio.

Questo prodotto, questo CD-ROM "Essere bambini, ieri e oggi... I diritti dell’Infanzia." è anche la testimonianza di come l’Istituto Comprensivo, questa nuova istituzione, questo nuovo organismo, che sta nascendo e che sta sperimentando, in un certo senso, quella che sarà la riforma dei cicli, è un Istituto che diventa, si può definire quasi un "presidio culturale" che interagisce con il territorio, si apre alla collaborazione, ad una sinergia con gli Enti Locali, con tutte le agenzie educative che sono appunto presenti sul territorio.

Questo, penso sia la cosa più importante: la scuola che esce allo scoperto, che si fa conoscere, che fa conoscere quello che fa, quello che produce.

Senza parlare anche dell’importanza che questo progetto, che hanno elaborato le insegnanti di Montecarotto e di Castiglioni, abbia avuto nel campo proprio della didattica, nel campo educativo: i bambini che, in pratica, imparano, lavorano e crescono e come essi costruiscono il loro percorso educativo, formano se stessi attraverso il lavoro con altri bambini più grandi, interagiscono tra di loro.

E per quanto riguarda, poi, il discorso delle "nuove tecnologie", è vero che c’è il rischio, come diceva l’Ispettore Boselli, che il "libro" venga, in un certo senso, abbandonato. Questo è un rischio che tutti noi, che viviamo nella scuola, già da anni sentiamo come una possibilità. Però è anche vero che, se questo strumento nuovo, questa nuova tecnologia viene usata "cum grano salis", ecco, con giuste dosi, esso è sicuramente uno strumento che ci serve a crescere, ci serve comunque a entrare nella società di oggi non sguarniti di quelle competenze di cui ormai dobbiamo essere tutti in possesso.

Quindi, io devo dire che questo Progetto, questo risultato, mi riempie di orgoglio. Per me, che sono, poi, alle prime armi come Direttrice, aver vissuto questo anno in questo Istituto così innovativo, così ricco di iniziative, non vi dico quanta gratificazione mi abbia creato! Vi ringrazio e vi saluto.

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18 Intervento

di Silvana Bevilacqua

Consigliere comunale, in rappresentanza del Sindaco di Arcevia

Dunque, io sono stata incaricata dal Sindaco del Comune di Arcevia di rappresentarLa, anche perché per impegni sopravvenuti all’ultimo momento, si dice sempre così, ma è vero, Lei non è potuta venire.

Io ho accolto con piacere questo invito, anche perché vivendo nella scuola ho visto nascere questo CD-ROM, questo grandissimo lavoro, e ho potuto constatare tutte le ansie, le paure, i timori, i momenti di debolezza, ma anche di entusiasmo che poi hanno risollevato queste insegnanti, secondo me bravissime.

Bravissime, perché tecnicamente sono riuscite a raggiungere una "produzione ipertestuale" di ottimo livello, bravissime anche per l’impegno dimostrato, senza guardare nè l’ora, nè i giorni accumulati così, proprio veramente con lo spirito di dare alla scuola e per la scuola qualcosa di veramente utile, educativo, formativo, costruttivo e culturale.

Questo ormai è assodato, l’abbiamo visto tutti, anche grazie a quello che abbiamo potuto osservare oggi, attraverso questo CD-ROM.

Ma quello che voglio sottolineare credo sia l’importanza di questo lavoro, portato avanti insieme naturalmente ai bambini ed anche ai genitori, che hanno dato il loro contributo, perché in ogni caso esso dà prestigio, lustro e valore a un Istituto Comprensivo come quello di Arcevia, che è nato da poco perché questo è il suo terzo anno di vita, anche perché gli Istituti Comprensivi sono nati adesso, e che, comunque, già vede al suo attivo la produzione di due CD-ROM, di due "ipertesti", di notevole importanza e che hanno avuto riscontri positivi da parte di Autorità di ogni tipo, a livello universitario, a livello governativo, che non possono che farci piacere.

Quindi, grazie, grazie senz’altro di cuore da parte del Sindaco, dell’Amministrazione e anche della Scuola.

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19 Conclusione

di Volfango Santinelli

Docente presso la Scuola Elementare Statale di Arcevia - I.S.C. di Arcevia,

Direttore tecnico del CAD di Fabriano - Arcevia e

Componente, e Coordinatore tecnico, del team teaching "Educazione Interculturale"

E’ venuto il momento degli interventi non programmati. C’è qualcuno che vuole aggiungere qualcosa a quanto è stato detto fino ad ora?

Bene, se nessuno vuole intervenire, colgo l’occasione... Prego...

Alla richiesta della mamma di Marilù di poter avere copia del CD-ROM, io rispondo così: certo, l’abbiamo fatto con questa intenzione, ma ancora di più. Noi siamo disponibili a metterci, in un certo senso, anche sul mercato. Dipende da chi ci sta dietro se ci darà le forze economiche necessarie.

Copiare un CD-ROM costa mediamente 15.000 lire; produrre mille CD-ROM può costare anche 4.000.000, cioè 4.000 lire a copia, quindi stiamo valutando la possibilità di stamparne una grande quantità e di inviarle a tutte le scuole, non solo a quelle di Montecarotto, a tutte le scuole, a tutte le Marche, al Centro Italia o addirittura più in là.

E’ anche per questo che abbiamo invitato qui persone che possono darci una mano al reperimento di fondi di cui sentiamo molto il bisogno e anche perché riteniamo, con questo prodotto, di aver fatto un buon lavoro.

Ringrazio caldamente tutti le insegnanti di Montecarotto, penso di non aver tradito la fiducia che mi hanno accordato. La grande soddisfazione per me, nella manifestazione di oggi, è data anche dal pubblico, dalle personalità che sono intervenute, è data anche nel vedere gente, che non aveva mai acceso un computer, parlare a distanza di sei mesi di "ipertesto", di "lettura lineare", "lettura non lineare", "lettura ipertestuale", "lettura multimediale", ecc.

Questo vuol dire che quando si entra nella scuola e si fanno entrare nella scuola i genitori, gli amici, i cittadini, l’Amministrazione, e c’è una voglia di fare che non guarda l’orologio, che non guarda l’impegno, a volte nemmeno il sudore, questi obiettivi si raggiungono.

Noi ne abbiamo un esempio pratico, prodotto da due Scuole di Montecarotto - Infanzia ed Elementare - , coadiuvate da una classe di Castiglioni di Arcevia. Lo stesso esempio è stato dato, contemporaneamente anche dalla Scuola Elementare di Arcevia, che ha elaborato, affrontando un discorso sulla didattica della storia, un altro CD-ROM dal titolo "Arcevia nel primo ‘900".

Il raggiungimento di questi importanti obiettivi è espressione di metodologia, come diceva prima il dott. Albani, e di didattica e questo per me è una soddisfazione grandissima. E per la mia soddisfazione ringrazio tutti voi.

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