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Il progetto prevede unarticolazione pluriennale (un
triennio) ed ha caratteristiche educative e formative fortemente "trasversali".
Pertanto esso vede coinvolti tutti gli insegnanti - II° ciclo scuola elementare e scuola
media - a diversi livelli, ognuno con il contributo del proprio ambito disciplinare e
della propria disciplina.
Il prodotto finale sarà la risultante di un lavoro a
mosaico ottenuto grazie allimpegno e allapprofondimento di uno o più tra i
temi ed i contenuti del progetto da parte delle diverse classi. Una accurata
socializzazione del lavoro (in itinere e al termine di ciascun anno scolastico)
consentirà a tutta la comunità (alunni, docenti e genitori) di cogliere i risultati
dellinsieme del lavoro realizzato dai diversi gruppi classe e di trasferirne i punti
più significativi allinterno dei curricoli ordinari.
Al fine di evitare frammentazioni, tale progetto sarà
inserito nel P.E.I. e farà ovviamente da cornice culturale ai progetti di educazione alla
pace, educazione alla salute, educazione civica, progetto genitori.
Il progetto fa riferimento e si ispira alla Costituzione
Italiana, alla Dichiarazione Universale dei Diritti dellUomo, alla Convenzione
Internazionale sui Diritti dellInfanzia (approvata dallO.N.U. il 20-11-1989 e
ratificata dallo Stato Italiano il 27-05-1991 con legge n. 176), alla normativa
comunitaria (Risoluzioni, Dichiarazioni, Convenzioni adottate dal Parlamento Europeo e dal
Consiglio d Europa) sulleducazione interculturale e contro il razzismo e la
xenofobia, allordinamento internazionale sulleliminazione di tutte le forme di
discriminazione, ai Programmi della Scuola Media del 1979, ai Programmi Didattici per la
Scuola Primaria (D.P.R. n. 104 del 12-02-1985), alle Circolari e Documenti Ministeriali ed
alle Pronunce del C.N.P.I. sulleducazione interculturale.
Tale progetto è in linea con le finalità e gli obiettivi
della Legge Regionale n. 63/95 avente per oggetto "Provvedimenti a favore delle
scuole marchigiane e della società civile per contribuire allo sviluppo della coscienza
civile, costituzionale e democratica nella lotta contro la criminalità organizzata e i
poteri occulti" e con le risultanze del seminario "Infanzia e diritti"
tenutosi in Ancona il 12-07-1996. Pertanto esso è inoltrato alla Regione Marche per
accedere al finanziamento previsto dalla legge citata.
Il progetto è stato approvato dal Collegio dei Docenti in
data 11/06/1996.
Arcevia, 11/06/1996
Il Dirigente Scolastico
(Bruna Aguzzi)
PROGETTO EDUCATIVO
DESTINATARI: classi 3a - 4a - 5a
elementare e 1a - 2a - 3a media.
TEMPI DI SVOLGIMENTO: un triennio ( anni scolastici
1996/99).
MOTIVAZIONI:
- fatti di cronaca (episodi di razzismo, intolleranza,
discriminazione nei confronti di extracomunitari in Italia e allestero);
- riflessione sulle molte forme di intolleranza civile, di
razzismo;
- ricerca e ipotesi di soluzioni di problemi;
- conoscenza reale dellidentità culturale degli altri;
- riflessione e confronti dei diversi modelli storici,
culturali, scolastici, economici e sociali (italiano ed europeo / extraeuropeo);
- riflessioni sul 50° anniversario fondazione O.N.U.;
- riflessioni sul 50° anniversario fondazione UNICEF;
- riflessioni sulle conferenze O.N.U. di Pechino e de Il
Cairo;
- riflessioni sul decennio delleducazione ai diritti
della persona (vedi obiettivi Conferenza di Vienna);
- necessità di far maturare nei ragazzi un diverso
atteggiamento mentale nei confronti dellaltro, del diverso da sé, di far crescere
una solidarietà nuova, motivata e consapevole, fondata sulla conoscenza dei problemi e
non solamente su premesse astratte, su un generico appello ai "buoni
sentimenti";
- necessità di imparare a conoscere e a dialogare con altri
popoli di culture e religioni diverse, dando così sostanza e concretezza a quel
"diritto alluguaglianza" tante volte rivendicato in astratto per i bambini
di tutto il mondo.
DISCIPLINE INTERESSATE: tutte
FINALITA:
- Riconoscere, accettare e assumere la diversità come valore
arricchente.
- Modificare atteggiamenti per interagire nella società.
OBIETTIVI GENERALI:
- Conoscere se stessi e gli "altri" attraverso la
consapevolezza delle reciproche culture di appartenenza.
- Appropriarsi del concetto di "relativismo
culturale".
- Rimettere in discussione le proprie categorie mentali.
"Rifiutare" gli atteggiamenti di intolleranza nei confronti del
"diverso".
OBIETTIVI SPECIFICI:
- Riconoscere lesistenza, paritaria con la nostra, di
culture diverse con cui ci confrontiamo.
- Comprendere i meccanismi di formazione di stereotipi,
pregiudizi e superare tali ostacoli, sviluppando la capacità di sapersi decentrare e di
guardare le situazioni da punti di vista diversi.
- Saper collaborare con laltro valorizzando le risorse
individuali.
CONTENUTI PLURIDISCIPLINARI:
- Corretta conoscenza della storia.
- Individuazione dei problemi inerenti gli spazi geografici.
- Confronto tra le diverse culture.
- Studio dei comportamenti umani, in relazione ai problemi:
sociali, economici, culturali, religiosi, linguistici, ecc.
COME PROCEDERE:
- Definizione dei concetti di stereotipo, pregiudizio,
discriminazione, razzismo.
- Discussione sugli stereotipi che hanno gli adulti rispetto
ai bambini e sugli stereotipi che hanno i bambini rispetto agli adulti, ai genitori, agli
anziani, alle bambine, alle donne, ai gruppi sociali......
- Interviste agli adulti per enucleare i pregiudizi da loro
trasmessi.
- Comparazione degli stereotipi/pregiudizi veicolati dai media
con quelli delle storielle, barzellette, proverbi, opinioni degli adulti e verifica della
incidenza degli stereotipi nel pensiero degli alunni.
- Produzione di materiale vario da parte degli alunni
(disegni, cartelloni, questionari, grafici,....), da cui individuare i percorsi specifici,
concreti, attraverso i quali i bambini si sono formati quegli stereotipi.
- Analisi di libri di testo, libri per ragazzi, fumetti,
giornali, riviste, pubblicità, film, programmi televisivi, per individuare:
- gli stereotipi sessuali presenti;
- come viene ritratta linfanzia;
- in che modo vengono presentate le minoranze etniche, ma
anche altre "minoranze" presenti nella nostra società (Ebrei, zingari,
stranieri, extracomunitari, meridionali,... portatori di handicap, donne, anziani, persone
attraversate dal disagio, dalla devianza, dalla sofferenza, ecc.);
- in che modo viene presentata la cultura dominante rispetto
alle culture subalterne;
- episodi di emarginazione-discriminazione divulgati dai mass
media;
- ciò che ostacola corretti rapporti interculturali;
- quale immagine viene diffusa di altri popoli? Quando se ne
parla? Quante informazioni e di che tipo? Si fa ricorso a fonti dirette?.......;
- quale immagine viene diffusa dei Paesi del Sud del mondo:
qual è limmagine ricorrente usata per presentare questi Paesi e quali sono gli
eventi che vengono presentati con maggior frequenza?.......
- "Smontaggio dello stereotipo" attraverso un
processo di:
- acquisizione di conoscenze su "gli altri"
(lambiente, la realtà socio-economica, la vita quotidiana, la storia, la cultura, i
rapporti con le altre culture, lattualità, i problemi,...);
- confronto con "laltro" attraverso fonti
autentiche (giornali, audiovisivi, fotografie, manifesti, interviste con immigrati,
testimonianze locali dirette, dati O.N.U. - F.A.O., dati statistici UNESCO - OMS -
U.N.H.C.R. ( A.C.N.U.R. ) - CONSIGLIO DEUROPA - UNICEF,....), in modo da avere
unimmagine equilibrata e realistica degli "altri";
- confronto con limmagine "distorta" dei Paesi
in via di sviluppo, che circola tra lopinione pubblica, veicolata dai media e
mutuata dallesperienza coloniale (rilevazione della presenza di pregiudizio e
discriminazione nelle situazioni di maggioranza-minoranza);
- analisi delle "differenze reali" (noi e gli
"altri" a confronto) e delle "differenze immaginarie" (la realtà e lo
stereotipo / il pregiudizio);
- interpretazione critica di immagini ed episodi di razzismo;
- esperienza "empatica" (disponibiltà di conoscenza
e disponibilità emotiva), cioè acquisizione della capacità di immedesimarsi
nellaltro: il "gioco delle parti";
- rovesciamento del punto di vista (= provare, cioè, a vedere
se stesso attraverso lo sguardo di un altro).
- "Simulazione", per definire le
"diversità" attraverso luso di stereotipi:
- si formano gruppi con ruoli diversi (Europei/Africani o
Europei/Popolazioni indigene dellAmerica Latina o .....) che si giudicano
reciprocamente in positivo/in negativo;
- si invertono i ruoli.
SVILUPPI:
- Riscrittura, di alcune delle storie lette, secondo un taglio
non stereotipato, oppure scrittura di storie dove i protagonisti non vengano descritti
secondo gli stereotipi più diffusi.
- Costruzione di una sceneggiatura per uno spot
pubblicitario-interculturale, equilibrato ed obiettivo.
- Scrittura di lettere, da parte degli alunni, agli editori
per manifestare il loro apprezzamento nel caso di libri che non presentano pregiudizi o
stereotipi, oppure per dare i loro suggerimenti per le future pubblicazioni.
- Invio di una lettera-richiesta al Ministero della P.I.
affinchè solleciti gli editori a non pubblicare libri di testo contenenti stereotipi -
pregiudizi - visioni etnocentriche e mancanti del confronto fra punti di vista diversi.
- Introduzione di unottica diversa in tutte le
discipline:
- selezione e rinnovamento dei "contenuti",
liberandoli da visioni etnocentriche-eurocentriche, non privilegiando un gruppo sociale a
scapito di altri, capendo i modi diversi di espressione che caratterizzano la cultura di
un popolo (decentramento, relativizzazione, storicizzazione del nostro punto di
vista.....);
- proposizione, a livello di contenuti, nello studio della
storia e della geografia, dei seguenti punti:
- la storia delle mentalità, delle culture, dei
diversi punti di vista, della ricerca di soluzioni diverse ai problemi, della vita della
gente qualunque, della ricerca di altri per vivere insieme, la storia dei
"vinti" (es. Pellerossa o ......), degli "eroi" della pace e delle
lotte per la libertà contro loppressione militare - economica - sociale -
culturale, la storia dei diritti umani,.....;
- la geografia dei problemi dellumanità, delle
diverse culture, delleconomia e della storia materiale (la natura dello sviluppo
ineguale ....), la rappresentazione del mondo (da Mercatore a Peters), la geografia dei
rapporti tra gli Stati, puntando molto di più sulleducazione alla comprensione
internazionale che a quella riferita al proprio ambito nazionale......;
- riflessione sugli stereotipi culturali-linguistici
(metafore, eufemismi,.......);
Viaggio alle "origini" del pregiudizio:
- lo "straniero nella storia": lo straniero
balbettante; lo straniero minaccioso (Vandali, Tartari, Saraceni); lo straniero
senzanima (Indios delle Americhe); lo straniero meraviglioso (il viaggio.....); lo
straniero artificiale: lolocausto (intolleranza e persecuzione dellaltro, il
ghetto di Varsavia e lo sterminio degli ebrei, linvasione degli ultracorpi);
- il "colonialismo", nel tempo e nello spazio, e le
sue conseguenze;
- il "nazionalismo", nel tempo e nello spazio, e le
sue conseguenze e contraddizioni;
- il "razzismo": analisi del concetto di razza
attraverso la conoscenza delle aberrazioni legittimate da tale concetto;
- il "neocolonialismo" (schiavitù del 2000/lavoro
minorile/ ragazzi di strada /sottosviluppo/fame/miseria /guerre/
analfabetismo/disuguaglianza/ingiustizia sociale/....);
Viaggio alle "origini" della comprensione:
- "laltra storia" (es.: larabo
medievale, Bartolomeo di Las Casas......);
- informazione qualitativa sui compiti dellO.N.U. e
delle agenzie specializzate e degli organismi umanitari che, nel sistema delle Nazioni
Unite, si occupano dei diritti umani (UNESCO, FAO, OMS, OIL, UNICEF, U.N.H.C.R....., Corte
Internazionale di Giustizia);
- esperienze di contatto diretto con gli organismi che operano
nel sistema delle Nazioni Unite (UNESCO, FAO, OMS, OIL, UNICEF, U.N.H.C.R.....) e con
altre organizzazioni e movimenti internazionali (es.: Amnesty International, ......);
- formazione di conoscenze sulle grandi tematiche
dellumanità: rapporto Nord-Sud del mondo, sottosviluppo, neocolonialismo, minoranze
etniche, immigrazione, emigrazione, ricerca cause del sottosviluppo e ricerca degli
elementi che rendono un paese sviluppato,......;
- conoscenza di aspetti di culture diverse dalla nostra,
stimolando unutile messa a confronto di prospettive;
- ricerca di temi e valori comuni a più culture, che possono
diventare patrimonio comune di tutta lumanità e garanzia dei diritti di tutti,
"valori", quali:
- dignità della persona, comprensione, tolleranza,
solidarietà, amicizia, cooperazione, garanzia dei diritti umani, libertà, pace,
giustizia sociale, uguaglianza, democrazia, salvaguardia dellambiente del pianeta
Terra,.....
- spiegazione delle reali motivazioni dei fenomeni migratori e
riflessione sul fatto che la storia dellumanità è caratterizzata dal costante
migrare di singoli, di gruppi o di interi popoli e che le civiltà sono frutto
dellincontro di culture diverse:
- prevedere incontri degli alunni con immigrati in Italia e
con italiani emigrati allestero;
- conoscenza del modo di vivere degli stranieri nel nuovo
ambiente;
- ricostruzione di una giornata tipo di un bambino
appartenente ad un ambiente geografico ed a culture diverse, nel proprio Paese
dorigine e nel nuovo ambiente;
- immaginazione di "un futuro insieme
nellinterculturalità";
- conduzione di laboratori sulla fiaba, musica, danza, poesia,
mitologia, tradizioni, costumi, usanze, sullespressione artistica "altra"
(africana, cinese, araba, russa, india, indiana,....) sui giochi/giocattoli di bambini di
Paesi extraeuropei ed europei;
- creazione di biblioteche scolastiche interculturali;
- presentazione di lettere, foto, testimonianze dal vero sul
ruolo della donna nella nostra società e in altre realtà culturali, oggi e nel passato.
Viaggio alle "origini" del diritto:
- i diritti nella storia;
- le carte dei diritti nel tempo e nello spazio (dal 1789 ai
nostri giorni).
Centralità ai diritti umani, ai diritti del bambino
allinterno degli obiettivi e dei contenuti delle discipline scolastiche, in modo
trasversale e non episodico, per formare in ogni persona la coscienza di "cittadino
del mondo". Privilegiare lanalisi del presente per cogliere somiglianze e
differenze, diritti negati e problemi tra la propria realtà e quella altrui.
Esperienze di solidarietà, cooperazione didattica e scambio
tra scuole;
Adozione a distanza/gemellaggio tra istituzioni educative
nel mondo;
Si propone laffido, alle Scuole della Direzione
Didattica di Arcevia, di una o più scuole dei Paesi in via di sviluppo come, ad esempio,
scuole del Guatemala per quanto riguarda larea dell America Centrale e Caraibi
(vedi: L.R. n. 63/95; delibera Consiglio dIstituto; Progetto sullAffido);
Profondità alle informazioni mediali:
- corrispondenza-solidarietà per stabilire una relazione di
aiuto sulla base dei bisogni di cui le Scuole della Direzione Didattica di Arcevia hanno
preso coscienza e che potranno contribuire a soddisfare;
- scambio di informazioni (e di condivisione delle esperienze)
tra gli alunni della Direzione Didattica di Arcevia e lAssociazione Italia-Guatemala
e gli alunni delle scuole del Guatemala adottate;
- scambi interculturali in rete con alunni stranieri sia di
Paesi ndustrializzati che di Paesi del Mediterraneo (Sud Europa - Nord Africa e Medio
Oriente) e di Paesi in via di sviluppo (Guatemala, ecc.);
- adesione al progetto Socrates;
- scambi interculturali in rete con Scuole dellEuropa,
ad es. di 3 Paesi, di cui 1 Paese anglosassone, 1 Paese dellEst Europa e 1 Paese di
cultura latina (es. Spagna);
- scambi interculturali in rete con uffici dellUNICEF in
Italia e in vari Paesi del Terzo Mondo e con altre agenzie, organizzazioni nazionali ed
organismi internazionali per lo sviluppo e la diffusione di valori fondamentali, quali la
tolleranza, il rispetto dei diritti degli altri, la comprensione, la solidarietà, la
pace, la cooperazione, la libertà, luguaglianza, la giustizia sociale,...;
Cooperazione tra educatori:
- scambio di conoscenze tra insegnanti a livello
internazionale: prevedere possibilità di iscrizione delle Scuole della Direzione
Didattica di Arcevia al gruppo di Scuole Associate allUNESCO, di adesione
allUNICEF, al progetto EDINT del CEDE, ecc.;
- consolidamento della dimensione interculturale nei curricoli
di formazione continua degli insegnanti (vedi corsi di aggiornamento ai sensi della L.R.
63/95, es.: corso di ggiornamento interculturale della didattica della storia, della
geografia, della lingua).
Coinvolgimento delle famiglie, dellEnte Locale, dei
mass-media attraverso attività tra loro integrate: prevedere redazione di giornalini,
pubblicizzazione di iniziative da inviare a Sindaci, parlamentari, dirigenti USL, ai
media, allUNESCO, allUNICEF, al Consiglio dEuropa, ecc., per
testimoniare limpegno per la pace da parte degli alunni della Direzione Didattica di
Arcevia e per chiedere a tali organismi, organizzazioni, di impegnarsi sempre più per la
centralità della cultura della pace, che non lasci spazio ad alcuna forma di
discriminazione.
METODOLOGIA:
- discussioni in classe;
- metodologia della ricerca;
- esercizio di approssimazione/simulazione di un problema di
discriminazione tra gli alunni;
- simulazione, in forma di gioco, per definire le
"diversità" attraverso luso di stereotipi (gruppi con ruoli diversi /
inversione dei ruoli );
- lezione frontale/compresenze;
- lavoro a coppie/a gruppi;
- lettura di libri, riviste, quotidiani, fonti autentiche,
ecc.;
- visione di documentari, cineforum, programmi televisivi e
spot pubblicitari;
- socializzazione delle conoscenze;
- corrispondenze con alunni stranieri;
- incontri con immigrati, con rappresentanti di culture
"altre";
- incontri con funzionari O.N.U., UNICEF, Amnesty
International, Consiglio dEuropa, ecc.;
- incontri con rappresentanti USL- Enti Locali;
- incontri con scrittori per ragazzi sulle tematiche dei
diritti umani, della pace, dellinterculturalità;
- possibili approcci alla tematica dei diritti umani:
"vivere", "incontrare", " conoscere", "operare
"per i diritti umani;
- scambi tra ordini scolastici diversi;
- apertura delle classi in verticale ;
- coinvolgimento dei genitori ( per conoscenza del lavoro in
itinere e affinchè gli alunni si pongano come agenti di cambiamento verso lambiente
);
- incontri di genitori con esperti.
PRODUZIONE:
- ricerche, grafici, tabelle, cartine, cartelloni;
- testi, giornalini, libri scritti dagli alunni;
- disegni, mostra fotografica, diapositive;
- giochi didattici;
- audiovisivi ( spot pubblicitario, documentario-reportage,
interviste, filmino );
- scambi interculturali in rete con alunni stranieri;
- produzione di linguaggi teatrali;
- lavori al computer.
VERIFICHE:
- osservazione dei comportamenti sociali degli alunni in
situazione (capacità di mediare situazioni di conflitto, di esprimere i propri punti di
vista, di accettare il punto di vista altrui nelle discussioni, di relativizzare le
proprie certezze, di superare atteggiamenti di intolleranza nei confronti del "
diverso ", di sviluppare lempatia nei confronti dellaltro,....);
- prove oggettive per la verifica degli apprendimenti
disciplinari;
- questionari;
- giochi di gruppo;
- discussioni/dialoghi;
- relazioni;
- riflessioni personali sulle "fonti" di vario tipo;
- stesura di lettere;
- elaborazione dei lavori al computer;
- elaborazione di disegni su alcuni aspetti della/e cultura/e
esaminata/e.
VALUTAZIONE:
- sommativa e formativa, in relazione alle discipline;
- feedback della progettualità in relazione alla qualità
degli obiettivi raggiunti (o non raggiunti ).
REALIZZAZIONE CORSI DI AGGIORNAMENTO DEI DOCENTI SU:
- educazione allinterculturalità,
- educazione ai diritti umani,
- educazione alla pace,
- educazione alla legalità, alla cultura costituzionale ed
alla democrazia (in continuità verticale scuola materna / scuola elementare / scuola
media), accedendo anche ai finanziamenti previsti dalla LEGGE REGIONALE n.63 del 20/11/95
e al contributo della Presidenza del Consiglio Regionale delle Marche previsto per
iniziative e corsi daggiornamento sulleducazione ai diritti umani.
Arcevia, 11/06/1996
Referente per il progetto:
Ins. Nadia Catozzi.
Il Dirigente Scolastico:
(Bruna Aguzzi)
[
Progetto "Essere
bambini..." ] [
Bibliografia
]
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