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MOTIVAZIONE

Riflessioni sull’immagine e la concezione di "bambino"
dominante nella nostra cultura, nelle società industrializzate, e su cos’è
l’infanzia, chi è un bambino, nei Paesi del Terzo Mondo.
Riflessione sul 50° Anniversario della fondazione dell’ UNICEF.
Lettura e analisi dei Rapporti ONU sulla condizione dell’infanzia nel
mondo.
Conoscenza della Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia.
Episodi e forme di violazione dei diritti fondamentali dei bambini, nei
Paesi industrializzati e nei Paesi in via di sviluppo.
Problematiche infantili nelle società passate e nell’epoca attuale,
nel mondo.
Necessità di promuovere una cultura che riconosca all’infanzia il
"diritto ad avere diritti", dando al bambino il valore di persona
e formando in lui la coscienza di "cittadino del mondo".
Necessità di far maturare nei bambini un diverso atteggiamento mentale
nei confronti dell’altro, di far crescere un sentimento di solidarietà
mondiale, motivata e consapevole.
Necessità di imparare a conoscere e a dialogare con altri coetanei di
culture e Paesi diversi, dando sostanza e concretezza al "diritto all’uguaglianza"
dei bambini del mondo.
FINALITÀ
EDUCATIVE:

Far maturare nell’alunno il valore del bambino come persona.
Aprire alla dimensione dell’alterità, attraverso l’incontro ed il
confronto con altre culture: riconoscere, accettare e assumere la
"diversità" come valore arricchente.
Appropriarsi del concetto di "relatività" culturale".
Educare ai diritti umani, per formare in ogni bambino la coscienza di
"cittadino del mondo" e far maturare in lui atteggiamenti positivi
per interagire nella società.
Conoscere i valori e gli ideali che hanno ispirato/ispirano l’ UNICEF
nel suo impegno a favore dei bambini del mondo.
Sensibilizzare l’opinione pubblica sui problemi dell’infanzia di
tutto il mondo.
OBIETTIVI GENERALI:

Far maturare nell’alunno la consapevolezza che ogni bambino è soggetto
titolare di propri e inalienabili diritti, al pari di tutti gli altri
individui.
Rendere l’alunno consapevole che solo una diffusione generalizzata di
una cultura rispettosa della condizione dell’infanzia può garantire il
soddisfacimento di tali diritti.
Rendere l’alunno consapevole che ogni collettività, solo attraverso la
cura dei reali interessi della fascia più giovane, può assicurare a se
stessa ed all’umanità un futuro più adeguato alla dignità della persona
umana.
Far maturare nell’alunno la consapevolezza che l’attuale percezione
sociale si è determinata storicamente attraverso un lungo processo
culturale che ha interessato famiglia, società, istituzioni, scienze,
valori.
Conoscere se stessi e gli "altri" attraverso la consapevolezza
delle reciproche culture di appartenenza.
Nella conoscenza di popoli e culture diversi, essere consapevoli dei
propri pregiudizi ed essere disponibili a modificare le proprie capacità di
giudizio e di interpretazione dei fatti storici e sociali e a sviluppare la
capacità di "sapersi decentrare" e di guardare le situazioni da
punti di vista diversi.
Ricercare, all’interno delle diverse culture con cui ci confrontiamo,
"temi" e "valori" comuni, i quali possono diventare
patrimonio comune e garanzia dei diritti di tutti.
Educare alla tolleranza, alla comprensione, alla cooperazione, all’amicizia,
all’uguaglianza, alla pace verso tutte le culture e le persone.
Prendere coscienza dell’esistenza della Convenzione Internazionale sui
Diritti dell’Infanzia.
Sviluppare la capacità di pensare a se stessi come parte integrante di
un’ "umanità di eguali", da cui si riceve e a cui si dà, e di
"vedersi nell’altro" con gli stessi bisogni fondamentali e gli
stessi diritti, compreso ovviamente il "diritto alla diversità".
Conoscere, nel 50° Anniversario della sua fondazione, i vari programmi
sostenuti e realizzati dall’UNICEF, ieri e oggi dalla parte dei bambini.
Coinvolgere le famiglie, l’Amministrazione Comunale, l’opinione
pubblica sui problemi dell’infanzia di tutto il mondo, per far nascere una
nuova sensibilità e consapevolezza.
OBIETTIVI SPECIFICI:

Conoscere l’evoluzione storica del concetto di infanzia e il ruolo che
in essa hanno avuto la famiglia, la società, le istituzioni, le scienze
sociali, la legislazione.
Comprendere le conseguenze dell’evoluzione del concetto di infanzia
nella vita familiare e sociale.
Riconoscere l’esistenza, paritaria con la nostra, di culture diverse
con cui ci confrontiamo e considerare che ogni cultura ha caratteri
specifici, che lo sviluppo storico è multilineare e che società diverse
sono compresenti nello stesso tempo (=contestualizzare, storicizzare le
società prese in esame).
Conoscere i coetanei di altri Paesi, crescere senza pregiudizi e formarsi
opinioni proprie.
Confrontare la percezione sociale dell’infanzia presente nelle civiltà
antiche con quella delle culture attuali (Paesi industrializzati, Terzo
Mondo, minoranze).
Cogliere, nella realtà odierna, somiglianze e differenze, fra le proprie
condizioni di vita e quelle dei coetanei dei Paesi del Terzo Mondo e delle
minoranze etniche.
Mettere gli alunni in grado di immaginare e di far propri sentimenti e
modi di vivere e pensare di altri popoli, particolarmente di quelli che
appartengono a culture e società molto diverse dalla nostra, e di
"provare a figurarsi" la propria realtà con "altri
occhi" e attraverso di essi identificarla (=relativizzazione del
proprio modo di vita).
Rendere gli alunni preparati ad individuare, nello studio di altre
culture, elementi di interesse e di arricchimento per la propria sfera di
valori.
Analizzare: alcuni aspetti della legislazione attuale; le "Carte dei
diritti del bambino", per scoprirne l’evoluzione; alcuni articoli
della "Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia",
per ricercarne gli elementi più significativi.
Cogliere "diritti rispettati" o "diritti
violati/negati" e problemi tra la propria realtà e quella altrui.
Conoscere alcuni fattori che causano la violazione o la non applicazione
dei diritti dell’infanzia nei diversi Paesi del mondo.
Valutare l’aderenza di alcuni articoli della Convenzione Internazionale
sui Diritti dell’Infanzia alle attuali esigenze dei bambini.
Proporre, sulla base delle conoscenze acquisite, una definizione dei
bisogni e dei diritti dell’infanzia.
Conoscere i compiti dell’ ONU e delle agenzie specializzate e degli
organismi umanitari che, nel sistema delle Nazioni Unite, si occupano dei
diritti umani (UNESCO, FAO, OMS, OIL, UNICEF, UNHCR, ecc.).
Riconoscere il ruolo svolto dall’ UNICEF in qualità di garante dell’applicazione
dei diritti dell’infanzia.
Effettuare scambi interculturali in rete con alunni italiani e con alunni
stranieri, sia di Paesi industrializzati che di Paesi del Mediterraneo (
quali Sud Europa, Nord Africa, Medio Oriente ) e di Paesi in via di
sviluppo, per mettere a fuoco gli elementi che determinano la qualità della
vita, e cioè salute, ambiente, istruzione..., per conoscere la vita
quotidiana di bambini e bambine nei paesi poveri del mondo, scambiare
informazioni e condividere esperienze.
Effettuare scambi interculturali in rete con uffici dell’ UNICEF in
Italia e in vari Paesi del Terzo Mondo, per conoscere i problemi dell’infanzia
del Terzo Mondo.
Sensibilizzare la comunità esterna alla scuola (genitori, cittadini,
altre scuole del territorio, Amministrazione Comunale) sui problemi dell’infanzia
di tutto il mondo e proporre al Sindaco di convocare un Consiglio Comunale
aperto dedicato, in occasione del 50° Anniversario della fondazione dell’UNICEF,
ai problemi dei bambini, per far nascere una nuova sensibilità e
consapevolezza e una maggiore disponibilità a concreti atti solidali.
FASI E ARGOMENTI DELLA
RICERCA:
1) Enucleazione del problema:
"CHI E’ IL BAMBINO?"

Ricerca della etimologia della parola "BAMBINO".
Preparazione di un questionario da sottoporre a genitori, nonni,
insegnanti, operatori sociali,... per ricavare informazioni sulla concezione
dominante di "infanzia" nel nostro ambiente sociale, sugli
stereotipi adottati dagli adulti nella definizione di infanzia.
Lettura e tabulazione delle risposte.
Discussione.
Sintesi scritta. / Cartellone.
2) Analisi della DEFINIZIONE DI
"INFANZIA" presente nell’art. 1 della Convenzione Internazionale sui
Diritti dell’Infanzia (approvata dall’ ONU il 20/11/1989):

Formulazione di domande:
- Perché e come si è arrivati alla definizione dell’
"età limite"?
- Qual è, nella nostra realtà sociale e culturale, la concezione
dominante di "infanzia"?
- Quale immagine di "bambino" nel nostro sistema
educativo, nella nostra legislazione?
- Chi è, che cosa è, un bambino in culture
diverse dalla nostra, nei Paesi in via di sviluppo, nelle
culture e società "altre" presenti anche nel nostro
stesso Paese (ad es.: la cultura zingara, la cultura degli
immigrati) e nelle residue società "tradizionali"?
Possibilità di trovare delle risposte alle domande sopra formulate,
attraverso un approfondimento specifico
del concetto di infanzia nella dimensione storica e nella prospettiva
interculturale.
3) CHI E’ IL BAMBINO NELLA SOCIETÀ ATTUALE?

Indagine, ricerca e analisi di immagini, testi,
affermazioni ricavate dalla letteratura, dai libri di testo, dai
giornali, dal cinema, dalla televisione, dalla pubblicità (pubblicità
commerciale e pubblicità-progresso), e di opinioni/stereotipi che
hanno gli adulti rispetto al/alla bambino/a e degli stereotipi/pregiudizi
trasmessi dagli stessi adulti.
Tabulazione dei dati.
Discussione.
Sintesi scritta. / Cartellone.
Autointervista: "E io chi sono? Che significa
essere un bambino oggi?" (ogni bambino/a della scuola comunica la
propria percezione di infanzia).
Discussione.
Sintesi scritta. / Cartellone.
4) CHI ERA E COME ERA L’INFANZIA AI TEMPI
DEI NONNI?

Indagine, ricerca ed analisi di immagini, di testi, di
affermazioni ricavate dalla letteratura, dai libri di testo, dai
giornali, dal cinema, dalla pubblicità (manifesti), dalla propaganda
politica,... e di
opinioni/stereotipi che avevano gli adulti rispeetto al/alla bambino/a e
dell’incidenza, nel pensiero dei/delle bambini/e di allora, degli
stereotipi trasmessi dagli adulti stessi.
Tabulazione dei dati.
Discussione sui risultati dell’inchiesta.
Sintesi scritta, disegni, grafici, cartelloni.
Intervista ai/alle nonni/e: "E tu chi eri? Che significava
essere un/a bambino/a allora? (ogni nonno/a comunica la propria percezione
di infanzia).
Discussione.
Sintesi scritta. / Cartellone.
Confronto tra le percezioni sociali di infanzia presenti oggi e ai tempi
dei/delle nonni/e:
- che cosa è scomparso;
- che cosa rimane;
- che cosa si è modificato e perché;
- i più comuni stereotipi che il mondo adulto ha adottato e adotta
nelle definizioni di infanzia e nei rapporti col bambino.
Discussione.
Sintesi scritta. / Cartellone.
Intervista ai nonni (o ad altri/e anziani/e della comunità
locale) sulla loro infanzia:
- di quali diritti godevano il bambino e la bambina?
- come venivano trattati/e?
- quali erano i rapporti genitori-figli?
- qual era l’età, o il criterio, in base al quale si cessava di
essere considerati/e bambini/e?
- come era la vita quotidiana?
- qual era l’età in cui si cominciava a lavorare? / era diffuso
il lavoro minorile? perché?
- c’erano discriminazioni? di che natura?
- c’era una legislazione a tutela dei minori?
Discussione sui risultati dell’inchiesta-indagine.
Elaborazione degli stessi risultati in testi, cartelloni, in disegni,...
5) CHI ERA IL BAMBINO NELLE
SOCIETÀ ANTICHE?

Analisi e studio di fonti e documenti storici sulla condizione dell’infanzia
nelle società egiziana, mesopotamica, ebrea, greca, romana, cinese,
indiana, ecc.:
- come venivano trattati i/le bambini/e?
- quali erano i rapporti fra genitori e figli?
- quale era l’età, o il criterio, in base a cui si cessava di
essere considerati/e bambini/e?
- di quali diritti godevano il bambino e la bambina nelle società
antiche?
- c’erano discriminazioni? di che natura?
- c’era una legislazione a tutela dei minori?
- com’era la vita quotidiana dell’infanzia?
Discussione.
Sintesi scritta. / Cartellone.
6) CHI ERA IL BAMBINO NELL’ EPOCA
MEDIOEVALE?

Analisi e studio di fonti e documenti storici sulla condizione dell’infanzia
nell’epoca medioevale:
- come venivano trattati/e i/le bambini/e?
- quali erano i rapporti genitori-figli?
- quale era l’età, o il criterio, in base a cui si cessava di
essere considerati/e bambini/e?
- di quali diritti godevano il bambino e la bambina nell’epoca
medioevale?
- qual era l’età in cui si iniziava a lavorare? era diffuso il
lavoro minorile? perché?
- c’erano discriminazioni? di che natura?
- c’era una legislazione a tutela dei minori?
- com’era la vita quotidiana?
Discussione.
Sintesi scritta. / Cartellone.
7) CHI ERA IL BAMBINO NELL’ ETÀ MODERNA?

Analisi e studio di fonti e documenti storici sulla condizione dell’infanzia
nell’epoca moderna.
- come venivano trattati/e i/le bambini/e?
- quali erano i rapporti genitori-figli?
- quale era l’età, o il criterio, in base a cui si cessava di
essere considerati bambini? ( in Italia / in Europa / in Africa / in
Asia )
- qual era l’età in cui si iniziava a lavorare? era diffuso il
lavoro minorile? perché?
- di quali diritti godevano il/la bambino/a nell’età moderna?
diritti dei bambini in Italia / in Europa; diritti dei bambini nel
Nuovo Mondo (ved.: popolazioni amerinde, ecc.); diritti dei bambini
in Africa (ved. la tratta degli schiavi, ecc.); diritti dei bambini
nel Nord America (ved. il razzismo).
- c’erano discriminazioni? di che natura?
- c’era una legislazione a tutela dei minori, nelle varie regioni
del mondo?
- in Italia / in Europa / nelle Americhe / in Africa / in Asia, com’era
la vita quotidiana dell’infanzia?
Discussione.
Sintesi scritta. / Cartellone.
8) CHI ERA IL BAMBINO NELL’ EPOCA DELLA
RIVOLUZIONE INDUSTRIALE E DEL COLONIALISMO?

Analisi e studio di fonti e documenti storici, per evidenziare la
situazione dei/delle bambini/e e i problemi esistenti n Europa, nella
seconda metà del 1700, nel 1800 e nei primi decenni del 1900:
- come venivano trattati/e i/le bambini/e?
- quali erano i rapporti genitori-figli?
- qual era l’età, o il criterio, in base a cui si cessava di
essere considerati/e bambini/e?
- qual era l’età in cui si iniziava a lavorare?
- diffusione del lavoro minorile: tipologia / orari di lavoro / età
dei bambini utilizzati nel lavoro / salario/ rischi / condizioni di
lavoro / legislazione esistente / ecc.;
- di quali diritti godevano il bambino e la bambina?
- quali discriminazioni esistevano?
- esisteva una legislazione a tutela dei minori?
- com’era la vita quotidiana dell’infanzia? alimentazione /
abitazione / salute / ruoli nella famiglia / istruzione / giochi e
tempo libero / vita di strada /...
Discussione.
Sintesi scritta.
Visualizzazione dei risultati attraverso mostre, tabelloni, ecc.
Ricerca, analisi e studio di fonti e documenti storici, per
evidenziare la situazione dei/delle bambini/e delle regioni dell’Africa,
dell’Asia, delle Americhe, colonizzate dagli Stati Europei ed
extraeuropei:
- come venivano trattati i/le bambini/e?
- di quali diritti godevano il bambino e la bambina vittime del
colonialismo?
- qual era l’età, o il criterio, in base a cui si cessava di
essere considerati/e bambini/e?
- quali discriminazioni esistevano?
- esisteva una legislazione a tutela dei minori?
- a quale età si iniziava a lavorare? era diffuso il lavoro
minorile? perché?
- com’era la vita quotidiana dell’infanzia?
Discussione.
Sintesi scritta.
Visualizzazione dei risultati attraverso mostre, tabelloni, ecc.
9) CHI ERA IL BAMBINO IN ITALIA, NEL PERIODO
COMPRESO TRA GLI ULTIMI DECENNI DELL’OTTOCENTO E I PRIMI DECENNI DEL
NOVECENTO?

Ricerca, analisi e studio di fonti e documenti storici di vario tipo per
evidenziare la condizione dell’infanzia e i problemi esistenti dopo l’unificazione
dell’Italia e all’inizio del Novecento:
- miseria / questione meridionale e problema dell’emigrazione;
- analfabetismo / istruzione di stato;
- industrializzazione e lavoro minorile;
- mondo della campagna e condizioni di vita dei/delle bambini/e;
- età, o criterio, in base a cui si cessava di essere considerati/e
bambini/e;
- quali i diritti goduti dal bambino e dalla bambina e quali, al
contrario, quelli negati, violati;
- quali discriminazioni esistevano;
- quale legislazione a tutela dei minori;
- la I^ guerra mondiale ed il primo dopoguerra;
- la vita quotidiana dell’infanzia: rapporti genitori-figli / età
in cui si iniziava a lavorare; alimentazione / salute / istruzione /
giochi / lavoro minorile; ecc.
Discussione.
Sintesi scritta. / Cartelloni.
10) CHI ERA IL BAMBINO IN
ITALIA ED IN EUROPA, NEL PERIODO DEI REGIMI FASCISTA E NAZISTA,
DURANTE LA SECONDA GUERRA MONDIALE E NEL SECONDO DOPOGUERRA?

Analisi e studio di fonti e documenti di vario tipo per evidenziare la
situazione dell’infanzia ed i problemi esistenti durante i regimi fascista
e nazista e durante la seconda guerra mondiale:
- il colonialismo / il nazionalismo; le persecuzioni razziali;
- le discriminazioni esistenti;
- la soppressione di ogni forma di libertà;
- violenza e sfruttamento;
- l’istruzione e la propaganda di regime;
- come venivano trattati i bambini;
- l’età, o il criterio, in base a cui si cessava di essere
considerati/e bambini/e;
- l’età in cui si iniziava a lavorare; diffusione o meno del
lavoro minorile e motivazioni;
- di quali diritti godevano il bambino e la bambina;
- quali diritti del minore erano disattesi, violati, negati;
- com’era la vita quotidiana;
- la condizione dei bambini durante la guerra;
- le deportazioni nei campi di concentramento e la condizione dell’infanzia
nei lager;
- la Resistenza nell’ambiente vicino al bambino; ecc.
Ricerca, analisi e studio di fonti e documenti storici di vario tipo per
evidenziare la situazione dell’infanzia ed i problemi esistenti nel
secondo dopoguerra:
- la condizione sociale; l’emigrazione;
- com’erano trattati/e i/le bambini/e;
- quali erano i rapporti genitori-figli;
- l’età, o il criterio, in base al quale si cessava di essere
considerati/e bambini/e;
- l’età in cui si iniziava a lavorare;
- com’era la vita quotidiana;
- l’evoluzione del diritto (ved. la Costituzione della Repubblica
Italiana);
- quali cambiamenti nella struttura della famiglia, nel modo di
vivere insieme, nella vita dei bambini, nel ruolo della donna, nella
vita dei bambini, nell’istruzione, ecc.
Discussione.
Sintesi scritta.
Visualizzazione dei risultati dell’indagine, attraverso mostra di
cartelloni, grafici, tabelle, disegni,...
11) CHI E’ E COME VIVE IL BAMBINO OGGI (SOCIETÀ
INDUSTRIALIZZATA, TERZO MONDO, MINORANZE)? / CONFRONTO TRA LE DIVERSE REALTA'

Ricerca, analisi e studio di fonti e documenti storici, testimonianze
dirette, per evidenziare la condizione dell’infanzia in realtà diverse:
Società industrializzata:
Studio delle condizioni di vita dei bambini e delle bambine nel nostro
Paese:
- come vengono trattati/e i/le bambini/e?
- quale è l’età, o il criterio, in base al quale si cessa di
essere considerati/e bambini/e?
- quali sono i rapporti genitori-figli?
- qual è l’età in cui si inizia a lavorare? é diffuso il lavoro
minorile? perché?
- quale rapporto fra istruzione ed abbandono scolastico?
- di quali diritti godono il bambino e la bambina?
- esistono discriminazioni? di che natura?
- quale rapporto fra legislazione e minori?
- com’è la vita quotidiana dell’infanzia?
A partire dalla realtà locale e nazionale ed allargando il discorso a
livello internazionale, effettuazione di un’indagine per rilevare i
bisogni, e le risposte ai bisogni, e quali siano e come siano garantiti i
diritti del bambino, in particolare:
- il diritto alla sopravvivenza (alloggio; cibo; assistenza
sanitaria);
- il diritto allo sviluppo (istruzione, gioco e tempo
libero; libertà di pensiero e di religione; accesso alle
informazioni);
- il diritto di tutela (protezione da tutti i tipi di
violenza e di sfruttamento; diritto alla famiglia; protezioni da
abusi del sistema giudiziario e penale; ecc.);
- il diritto di partecipazione (libertà di esprimere le
proprie opinioni, libertà di avere voce in capitolo in questioni
riguardanti la propria vita).
Rilevazione di quali diritti, nelle realtà locale, nazionale ed
internazionale siano violati o negati.
Problemi presenti:
- il problema dei "ragazzi di strada" in Italia ed in
Europa e/o in altri Paesi industrializzati (situazione di miseria
economica e di emarginazione sociale, retaggio dei secoli XVIII e
XIX);
- i "nuovi ragazzi di strada", figli di uno sviluppo
distorto, delle economie sommerse, delle sacche di emarginazione,
ecc., negli agglomerati urbani;
- il lavoro minorile;
- la povertà; la fame / vivere di spazzatura nelle periferie delle
metropoli;;
- le malattie;
- l’analfabetismo / l’abbandono scolastico;
- il degrado ambientale;
- la disoccupazione dei genitori;
- la mancanza di un’abitazione;
- le forme di violenza e di sfruttamento, discriminazione;
- la solitudine;
- la mancanza di affetto, l’abbandono;
- l’emigrazione / l’immigrazione; ecc.
Discussione.
Sintesi scritta.
Cartellone dei diritti garantiti, rispettati. / Cartellone dei diritti
negati, violati.
Paesi del Terzo Mondo:
Rilevazione della diffusione, tra gli/le alunni/e, di immagini
stereotipate, e in genere, negative, dei Paesi in via di sviluppo:
- quali immagine si sono formati/e di altri popoli, di altre
culture, di altre società?
- quale idea del significato dell’espressione "Terzo
Mondo"?
- quali riferimenti a Paesi del Terzo Mondo? (ad es. cosa fanno
venire in mente le parole "Africa",
"India",....?).
Analisi di libri di testo, libri per ragazzi, fumetti, giornali, riviste,
pubblicità, films, programmi televisivi, per individuare:
- se le regioni del mondo siano tutte egualmente rappresentate;
- quali regioni abbiano una "maggiore copertura stampa",
siano cioè maggiormente rappresentate, quali regioni siano meno
rappresentate e a che cosa possa essere dovuta la differenza;
- quali siano i temi, gli argomenti predominanti, nei mass media,
per ciascuna regione del mondo;
- quale immagine venga offerta delle varie regioni del mondo;
- in quale modo sia presentato, descritto il Sud del Mondo;
- quali siano gli eventi, i fatti, le storie, i temi che vengono
riportati, citati con maggiore frequenza e quali siano le immagini
più ricorrenti usate per presentare il Sud del Mondo;
- se si faccia ricorso a fonti dirette quando si danno informazioni,
attraverso giornali e televisione, sui Paesi in via di sviluppo;
- quale immagine si formino i/le bambini/e della vita dei loro
coetanei di altri Paesi;
- quale sia, sul totale, la percentuale/la proporzione di fatti,
storie, eventi, temi che offrono un’immagine positiva dei Paesi
del Terzo Mondo;
- se siano poche/i le storie, i fatti..., che danno un’immagine
positiva, chiedersi il perché;
- quali temi, aspetti... non siano sufficientemente messi in luce
dai mezzi di informazione;
- se le informazioni e le immagini che vengono diffuse dei Paesi del
Terzo Mondo permettano di formarsi un’idea/una visione completa,
precisa, obiettiva di tali Paesi oppure facciano circolare un’immagine
sbagliata, distorta e, nel lungo periodo, dannosa dei popoli e Paesi
dell’Africa, dell’Asia, dell’America Latina;
- come siano presentati gli "stranieri" nelle campagne
pubblicitarie e quali ruoli siano loro attribuiti; è obiettiva l’immagine
della persona straniera nella pubblicità? l’ambientazione visiva
e musicale dello spot pubblicitario corrisponde alla realtà
oggettiva di quel Paese? perché l’uso degli stereotipi?
- perché nei depliant e materiali promozionali (delle agenzie di
viaggi) su Paesi dell’Africa, dell’Asia, dell’America
Latina..., sia proposto un quadro molto diverso - per alcuni versi
anche opposto - a quello prevalente nella carta stampata, nei
programmi televisivi; perché tanta differenza? a quale pubblico si
rivolgono queste storie così diverse fra loro? chi scrive queste
diverse versioni di una stessa realtà, e con quali diverse
finalità?
Presa di coscienza che nessuna delle fonti sopra analizzate offre, in
realtà, un’immagine attendibile e autentica della vita nei Paesi in via
di sviluppo, perché ogni fonte informativa analizzata contiene solo una
parte di verità, che spesso è anche piccolissima, ed il quadro complessivo
rimane impreciso e deformante, in quanto gli elementi di realtà sono
accompagnati e stravolti da stereotipi.
Formulazione di ipotesi:
- come formarsi un’immagine più realistica, completa, corretta
dei Paesi del Terzo Mondo?
- quali potrebbero essere le fonti di notizie, sui Paesi del Terzo
Mondo, che offrono un quadro completo della loro situazione?
- come potrebbero reagire adulti e bambini della nostra società di
fronte a storie di vita quotidiana - o a notizie di mutamenti in
positivo - riguardanti i Paesi del Terzo Mondo?
- che tipo di atteggiamento bisognerebbe assumere di fronte a
notizie, a servizi giornalistici che presentino solo immagini
negative dei Paesi del Terzo Mondo?
- quale atteggiamento è prevalso e continua a prevalere nelle
società industrializzate nei confronti del Sud del Mondo? perché?
- come si sono formati i punti di vista distorti ed i pregiudizi,
nel tempo?
- cosa fare per smontare gli stereotipi / superare i pregiudizi?
- ecc.
Acquisizione di conoscenze (l’ambiente, la realtà
socio-economica, la vita quotidiana, la storia, la cultura, i rapporti con
le altre culture, l’attualità, i problemi,....) sui bambini e sulle bambine che vivono
nei Paesi del Terzo Mondo, attraverso l’utilizzo di fonti
autentiche, audiovisive e non (video, diapositive, foto, software,
manifesti, documenti scritti, testimonianze dirette, interviste, ecc. ) e di dati
statistici ONU - FAO - UNICEF - UNESCO - OMS - UNHCR, ecc.,
pubblicazioni UNICEF - ONU, , in modo da avere un’immagine equilibrata e
realistica degli "altri", da smontare stereotipi, pregiudizi.
Confronto con l’immagine "distorta" dei Paesi in via
di sviluppo, che circola tra l’opinione pubblica, veicolata dai media e
mutuata dall’esperienza coloniale.
Analisi delle "differenze reali" (noi e gli
"altri" a confronto) e delle
"differenze immaginarie" (la realtà e lo stereotipo/il
pregiudizio).
Scambi interculturali in rete con alunni di Paesi del Terzo Mondo
e con uffici dell’UNICEF. in Italia e in vari Paesi in via di sviluppo:
- per ripercorrere una "giornata tipo"
di un bambino in un Paese in via di sviluppo (la famiglia ed i
rapporti con i componenti della famiglia; l’alimentazione; le
tradizioni, le abitudini; l’istruzione; le favole, i miti, i
giochi; le musiche locali e gli strumenti musicali; le
discriminazioni subite; la discriminazione femminile nell’istruzione
scolastica e in altri aspetti della vita sociale e familiare; le
difficoltà di ogni giorno);
- per condividere esperienze;
- per rilevare quali siano i bisogni e le risposte ai bisogni
dei/delle bambini/e nei paesi poveri del mondo;
- per conoscere quale è l’età, o il criterio, in base a cui si
cessa di essere considerati bambini (ved. riti di iniziazione,...);
- per rilevare quali siano, e come siano garantiti/rispettati, i
diritti dei bambini e delle bambine dei Paesi in via di sviluppo:
- il diritto alla sopravvivenza (alloggio; cibo; assistenza
sanitaria);il diritto allo sviluppo
(istruzione; gioco e tempo libero; accesso alle informazioni;
libertà di pensiero e di religione);
- il diritto di tutela (protezione da tutti i tipi di
violenza e di sfruttamento, quali razzismo, guerra, sfruttamento
economico, lavoro minorile, reclutamento nelle forze armate,
abbandono, maltrattamento, rapimento, vendita o traffico di
fanciulli a qualsiasi fine o sotto qualsiasi forma, fame, miseria,
malattie, ecc.; diritto alla famiglia; protezioni da abusi del
sistema giudiziario e penale);
- il diritto di partecipazione (libertà di esprimere le
proprie opinioni; libertà di avere voce in capitolo in questioni
riguardanti la propria vita);
- per rilevare quali diritti, nei Paesi poveri del mondo, siano
violati o negati;
- per individuare, a livello storico, quali fenomeni abbiano
determinato la violazione o la negazione di certi diritti dell’infanzia,
nel mondo;
- per individuare quali siano i "nemici dell’infanzia"
nei Paesi del Terzo Mondo ( es.: neocolonialismo, lavoro
minorile, vita di strada, abbandono, degrado ambientale, razzismo,
violenza, guerre, miseria, fame, malattie, non accesso all’acqua
potabile sicura, calamità naturali, analfabetismo,
sfruttamento-schiavitù, disoccupazione dei genitori, scarsità o
assenza di prevenzione/educazione sanitaria e di cure mediche,
mancanza di abitazione, ecc.);
- per ricercare le cause del sottosviluppo.
Incontro con rappresentanti di culture "altre" e
raccolta delle loro testimonianze.
Approfondimento di tematiche, quali "analfabetismo",
"lavoro minorile", "ragazzi di strada":
- raccolta di dati sui "bambini senza scuola" nel mondo e
di testimonianze sulle loro condizioni di vita e sulle cause che
impediscono loro di frequentare la scuola;
- conoscenza di chi siano i bambini senza scuola: i bambini
"della" e "nella" strada, i bambini
"soldati", i bambini "da lavoro/fatica", i
bambini coinvolti e sfruttati nella malavita,....;
- riflessione sulla nozione di "lavoro" rispetto al gioco;
- confronto tra "lavoro minorile" oggi e "lavoro
minorile" nel secolo scorso e tra lavoro minorile in America
Latina (o Asia o Africa) e lavoro minorile che esiste attualmente da
noi;
- comprensione delle ragioni del lavoro minorile;
- riflessione sulla nozione di "ragazzi di strada"
rispetto a famiglia/casa;
- analisi di analogie e differenze tra "ragazzi di strada"
di oggi e "ragazzi di strada" dei secoli passati;
- analisi degli elementi in comune tra la vita che conducono i
bambini di strada e la vita degli alunni: quali differenze in
positivo e in negativo?
- analisi di analogie e differenze tra "ragazzi di strada"
nei Paesi del Terzo Mondo e "bambini di strada" nella
nostra realtà;
- riflessione su una situazione di mancanza o di privazione
sperimentata direttamente dall’alunno/a.
Discussione. / Sintesi scritta.
Cartellone sulla vita quotidiana di bambini/e di Paesi in via di
sviluppo.
Cartellone dei diritti garantiti, rispettati.
Cartellone dei diritti negati, violati.
Cartellone dei "nemici dell’infanzia" e delle "cause del
sottosviluppo".
Produzione di costumi / strumenti musicali / danze / musiche / giocattoli
/ favole....
Scrittura di storie dove i protagonisti non vengano descritti
secondo gli stereotitpi più diffusi.
Immersione fantastica in un villaggio di un Paese del Terzo
Mondo, seguendo la vita quotidiana, le attività, i giochi, i ruoli dei
componenti le famiglie del villaggio.
Esecuzione di giochi tipici di Paesi del Terzo Mondo.
Preparazione di un piatto tipico di un Paese del Sud del Mondo.
Costruzione di una sceneggiatura per uno spot pubblicitario
interculturale, equilibrato ed obiettivo, e di testi per un ipertesto.
Minoranze:
Studio delle condizioni di vita delle "etnie"
dei Paesi colonizzati dagli Europei: Indios Amazzonia, Aborigeni
australiani, Pellerossa, popoli del deserto del Sahara privati delle loro
terre, ecc.
Studio delle culture e società "altre" presenti nel nostro
stesso Paese, attraverso l’utilizzo di fonti di vario tipo::
- la condizione di vita dei bambini zingari: la loro storia,
i costumi, le tradizioni, la famiglia ed i rapporti genitori-figli;
la vita quotidiana; di quali diritti godono i/le bambini/e, quali
diritti sono loro negati; ecc.;
- la condizione di vita dei bambini immigrati: di quali
diritti godono questi bambini, quali diritti sono loro negati? com’è
la loro vita quotidiana nel nuovo ambiente e com’era nel Paese d’origine?
Contatto diretto con bambini zingari, bambini immigrati e
raccolta delle loro testimonianze.
Proiezione di un filmato su un Paese in via di sviluppo, i cui
abitanti siano presenti nella nostra realtà come immigrati, o di un filmato
prodotto nel Paese che si studia o una videocassetta girata da immigrati sui
loro costumi, usi, abitudini,...
Spiegazione delle reali motivazioni dei fenomeni
migratori e riflessione sul fatto che la storia dell’umanità è
caratterizzata dal costante migrare di singoli, di gruppi o di interi popoli
e che le civiltà sono frutto dell’incontro di culture diverse.
Discussione.
Sintesi scritta. / Cartellone.
Confronto tra le diverse realtà:
Ricerca, nella realtà odierna, di somiglianze e differenze fra le
proprie condizioni di vita e quelle dei/delle bambini/e dei Paesi del Terzo
Mondo e fra le proprie condizioni di vita e quelle delle minoranze e degli
immigrati presenti nel nostro stesso Paese e ricerca di problemi tra la
propria realtà e quella altrui.
Individuazione, nelle altre culture, di elementi di arricchimento per
noi.
Conduzione di laboratori sulla fiaba, musica, danza, poesia, mitologia,
tradizioni, costumi, usanze, sull’espressione artistica "altra",
sulla cucina, sui giochi/giocattoli di bambini dei Paesi poveri del mondo e
confronto con la nostra realtà.
Discussione.
Sintesi scritta. / Cartelloni.
Simulazioni, in forma ludica, per definire la "diversità"
culturale, sociale, razziale attraverso l’uso di stereotipi (ad es. si
formano gruppi con ruoli diversi: Europei/Africani o Europei/popolazioni
indigene dell’America Latina o..., che si giudicano reciprocamente in
positivo/in negativo).
Produzione di uno spot pubblicitario interculturale e/o di un ipertesto.
12) CONFRONTO TRA LA PERCEZIONE
SOCIALE DELL’INFANZIA NELLE SOCIETÀ ANTICHE E QUELLA DELLE CULTURE ATTUALI

Confronto tra la percezione sociale dell’infanzia presente
nelle civiltà antiche e la percezione sociale dell’infanzia presente
nelle culture attuali (Paesi industrializzati, Terzo Mondo, minoranze):
- che cosa è scomparso;
- che cosa rimane;
- che cosa si è modificato e perché;
- i più comuni stereotipi che il mondo adulto ha adottato e adotta
nella definizione di infanzia e nei rapporti col bambino.
Discussione.
Sintesi scritta. / Cartellone.
Produzione di un ipertesto
13) LE "CARTE DEI DIRITTI
DEL BAMBINO": EVOLUZIONE STORICA, LEGISLAZIONE

Analisi delle "carte dei diritti dei bambini":
- Dichiarazione dei Diritti del Fanciullo, nel 1924, diramata dalla
Società delle Nazioni;
- Carta dell’Infanzia, elaborata dalla Lega Internazionale per l’educazione
nuova, Londra 1942;
- Dichiarazione dei Diritti, pubblicata nel 1948 dall’Unione
Internazionale per la protezione dell’infanzia;
- Dichiarazione dei diritti del fanciullo, promulgata dall’ONU. il
20/11/1959, e articolata in dieci "principi";
- la "Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia",
approvata dall’Assemblea Generale ONU il 20/11/1989 e ratificata
dall’Italia con Legge n.176 del 27/5/1991.
Rilevazione delle differenze fra i passati documenti e la
Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia e, quindi, scoperta
dell’evoluzione delle "carte dei diritti del bambino".
Analisi di alcuni aspetti della legislazione attuale, in Italia ed in
altri Paesi.
Analisi di alcuni articoli della "Convenzione Internazionale
sui Diritti dell’Infanzia", per ricercarne gli elementi più
significativi.
Ipotesi sulle condizioni/fattori che consentono il rispetto dei
diritti o impediscono l’applicazione dei diritti.
Valutazione dell’aderenza di alcuni articoli della Convenzione
Internazionale sui Diritti dell’Infanzia alle attuali esigenze dell’infanzia.
Discussione.
Sintesi scritta. / Cartelloni.
Elenco di elementi indispensabili per il benessere dei bambini
(discussione con genitori, insegnanti, operatori sociali, ecc.).
Riscrittura del testo della Convenzione
Internazionale sui Diritti dell’Infanzia da parte dei/delle bambini/e in
modo semplificato, oppure illustrato, commentato, raccontando anche fatti
personali.
Definizione dei bisogni e dei diritti dell’infanzia.
Tentativo di immaginare e far propri sentimenti e modi
di vivere e pensare di altri bambini e di provare a vedere se stessi
"con gli occhi dei bambini" dei Paesi poveri del mondo
("simulazioni").
Discussione ed invio di proposte a: Enti Locali; Parlamento Italiano;
Parlamento Europeo; Comitato Italiano per l’ UNICEF; ecc.
Sintesi scritta. / Cartelloni.
14) CINQUANTESIMO
ANNIVERSARIO DELLA FONDAZIONE DELL’ UNICEF

Cos’è l’UNICEF; cosa significa il simbolo UNICEF.
I motivi per cui è sorto l’ UNICEF.
Storia dell’UNICEF: mezzo secolo dalla parte dei bambini e delle
bambine del mondo.
I motivi per cui l’ UNICEF continua ad esistere nel mondo: L’ UNICEF
= garante dell’applicazione dei diritti dell’infanzia.
Gli obiettivi dell’UNICEF per il 2000 (ved. anche Summit Mondiale per l’Infanzia,
tenutosi nel 1990.
L’UNICEF lavora per i bambini e le bambine: perché ciò è così
importante?
Scambi interculturali in rete con uffici dell’ UNICEF in Italia ed in
alcuni Paesi del Terzo Mondo.
Discussione. / Sintesi scritta. / Cartelloni.
Sensibilizzazione della comunità esterna alla scuola
(genitori, cittadini, altre scuole del territorio, Ente Locale) sui problemi
dell’infanzia di tutto il mondo: proposta al Sindaco di convocare un
Consiglio Comunale aperto, dedicato ai problemi dell’infanzia, per
sensibilizzare la cittadinanza per un "futuro sicuro" dei bambini.
Invio al Sindaco del Comune di una lettera
"aperta", accompagnata dai risultati dell’inchiesta,
effettuata dagli alunni, sulla condizione dell’infanzia nel mondo.
Realizzazione di un prodotto multimediale (ipertesto o video).
ATTIVITA':

Ricerca di materiali utili (libri, riviste, quotidiani,..., fonti
autentiche, dati statistici ONU - UNICEF - UNESCO - FAO - UNHCR - OMS,...,
materiale informativo UNICEF - ONU, pubblicazioni mensili e bimestrali a
cura del Comitato Italiano UNICEF,...), e "lettura" degli stessi
materiali.
Visione di documentari, videocassette a cura dell’ UNICEF, cineforum,
programmi televisivi, spot pubblicitari.
Incontri con immigrati, con rappresentanti di culture
"altre", con funzionari UNICEF,...
Incontri con rappresentanti di Enti Locali, con parlamentari,...
Inchieste, interviste.
Tabulazione dei dati.
Conversazioni, discussioni in classe.
Stesura di relazioni.
Sintesi scritte, disegni,...
"Simulazioni" di situazioni e di problemi.
Letture e drammatizzazioni.
Mostra di foto, diapositive, disegni, cartine, grafici, tabelle,
testi,...
Costruzione di strumenti musicali, giocattoli, esecuzioni di giochi,
preparazione di ricette, ecc.
Corrispondenza interculturale in rete con alunni stranieri e con
uffici dell’ UNICEF in Italia e in Paesi del Terzo Mondo.
Produzione di un audiovisivo (documentario e/o spot
pubblicitario).
Produzione di un software (ipertesto
o ipermedia: ad es., possibile ricostruzione, sulla base delle diverse
fonti consultate, di un "libro di storia dell’infanzia e dei diritti
dei bambini nel mondo", scritto dagli stessi bambini).
MODALITÀ DI
LAVORO E TEMPI DI ATTUAZIONE:

Il percorso sarà interdisciplinare, coinvolgerà tutte le aree.
Il prodotto finale sarà la risultante di un lavoro a
mosaico, ottenuto grazie all’approfondimento di uno o più tra gli
argomenti ed i contenuti del progetto ed all’impegno delle diverse classi
coinvolte.
La ricerca sarà svolta alternando fasi di lavoro individuale, lavoro a
coppie, lavoro a piccoli gruppi, lavoro con l’intero gruppo classe,
apertura delle classi in verticale, ... con socializzazione delle
conoscenze, ecc.
Il Progetto vedrà il coinvolgimento dei genitori
(per conoscenza del lavoro in itinere affinché gli alunni si pongano come
agenti di cambiamento verso l’ambiente).
La ricerca coprirà presumibilmente il periodo intercorrente tra l’inizio
del mese di novembre 1996 e la fine del mese di aprile 1997.
RISULTATI ATTESI:

Acquisizione e, successivamente, ampliamento delle conoscenze relative a
se stessi e agli "altri", ai diritti dell’infanzia ed alle
figure, enti, organizzazioni che si occupano dei problemi dei minori e ne
tutelano i diritti.
Capacità di osservazione della realtà che circonda gli alunni.
Sviluppo di atteggiamenti di comprensione dei problemi specifici dell’infanzia.
Capacità di cogliere i casi di violazione dei diritti sanciti dalla
Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia.
Capacità di cogliere che la categoria infanzia è soggetta alle varianti
culturali e quindi interpretata in modo diverso (a seconda delle culture,
dell’epoca storica, di gruppi diversi all’interno della stessa società,
ecc.).
Consapevolezza di essere legati ad un passato e ad una storia.
Superamento di alcuni tra i più diffusi stereotipi culturali che
riguardano il bambino.
Capacità di comprendere meglio la situazione altrui e di analizzare i
punti comuni e le differenze esistenti.
Presa di coscienza del fatto che alcuni problemi (es. lavoro minorile,
sfruttamento, vita di strada, povertà...) esistono attualmente anche da
noi, seppure in condizioni differenti da quelle dei Paesi del Terzo Mondo.
Presa di coscienza di "appartenere ad un solo mondo".
Riconoscimento, accettazione ed assunzione della "diversità"
come valore positivo.
"Smontaggio" degli stereotipi e dei preconcetti emersi.
Presa di coscienza del fatto che esistono diversi punti di vista
culturali e non un solo punto di vista culturale (= superamento dell’etnocentrismo).
Modificazione dei propri atteggiamenti per interagire positivamente nella
società (capacità di esprimere i propri punti di vista, di accettare il
punto di vista altrui nelle discussioni, di relativizzare le proprie
certezze, di superare atteggiamenti di intolleranza nei confronti del
"diverso", di sviluppare l’empatia nei confronti dell’altro,...).
Costruzione di sentimenti-valori quali la pace, intesa anche come
progetto universale/unificante, la libertà, la comprensione, la
solidarietà, il rispetto reciproco, la cooperazione tra coetanei, l’uguaglianza,
l’amicizia,...

Arcevia, 30 ottobre 1996 / 19 dicembre 1996
La coordinatrice del Gruppo "Educazione
Interculturale"
(Nadia Catozzi)
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