Quadri di Civiltà
 
IL DVD
 

“ISTRUZIONE PER L’USO – STUDIO DEL TERRITORIO:

Il castello di Avacelli e la chiesa di Sant’Ansovino”

aa.ss. 2001/2002 – 2002/2003

 
in adesione a

PROGETTO “SPACE” – IRRE TOSCANA

(Educazione al Patrimonio Culturale nella Scuola dell’Autonomia)

SCHEDA DI PRESENTAZIONE DEL DVD

 

IL PROGETTO

Nell’I.C. di Arcevia, Montecarotto e Serra de’ Conti il concetto di territorio ha assunto nella pratica didattica una connotazione comprensiva di tutti i punti di vista disciplinari ed educazionali, per cui, parlando di studio del territorio, oggi intendiamo studio dell’ambiente geografico, naturale, artistico, storico e culturale.

L’educazione al patrimonio artistico locale, l’osservazione e l’analisi scientifica dell’ambiente naturale e antropico, lo studio della Storia del proprio territorio, integrati ad una corretta educazione del sè (educazione socio-affettivo-relazionale) favoriscono nell’alunno l’acquisizione del senso di appartenenza.

Il progetto, oltre ad aver favorito la costruzione di conoscenze generali a partire dal territorio di appartenenza in un lavoro multidisciplinare e/o interdisciplinare che facilitasse nei ragazzi la costruzione del loro sapere, ha avuto valore di sperimentazione in quanto ha teso a:

  •  favorire collaborazioni verticali e orizzontali tra insegnanti di scuole e classi diverse dell'Istituto,

  •  riflettere sulla necessità dei curricoli verticali (per arrivare ad una elaborazione),

  •  verificare la produttività del lavorare per progetti con la costruzione di prove di verifica disciplinari e controllo dei risultati,

  •  utilizzare il territorio e le sue risorse come fonte privilegiata per la costruzione di saperi (dal locale al generale),

  •  educare al riconoscimento, al rispetto, alla salvaguardia del patrimonio culturale.


Svolgimento esperienza
:

L’esperienza è stata svolta in modo autonomo dalla scuola con la collaborazione del CAD (Centro Audiovisivo-multimediale Distrettuale - sede di Arcevia), per il quale è distaccato un insegnante dall’organico funzionale di istituto).


Hanno aderito le seguenti scuole:

  •  Scuola dell’infanzia di Arcevia-Conce – sez. mista  (24 alunni)

  •  Scuola elementare “Anselmi” di Arcevia – classi II e IV  (39 alunni)

  •  Scuola elementare di Arcevia-Piticchio – classi-V  (15 alunni)

  •  Scuola elementare “Magagnini”di Montecarotto – classi IV A e IV B  (26 alunni)

  •  Scuola elementare di Serra de’Conti – classe II  (20 alunni)

  •  Scuola media “F.Palazzi” di Arcevia – classi I A – I B – IIA  (54 alunni)

Totale classi coinvolte n. 10.

Totale alunni coinvolti n. 178.


Operatori:

  •  Insegnanti di classe n.18

  •  Insegnante distaccato CAD (Centro Audiovisivo Distrettuale-Sede di Arcevia) n.1

  •  Virginio Villani (storico- curatore archivio comunale- esperto esterno)

  •  Bibliotecario (biblioteca comunale)

N. complessivo operatori impegnati nell’esperienza 21.

La progettazione, l’attuazione e le verifiche del progetto sono state realizzate dagli insegnanti del gruppo di ricerca-azione per lo studio del territorio che si è costituito di fatto nel nostro Istituto.

La realizzazione di tutti i nuclei progettuali è stata però possibile grazie alla collaborazione attiva e puntuale di tutte le agenzie territoriali interpellate e dei loro addetti, i responsabili:

  •  dell’Ufficio Cultura del Comune di Arcevia,

  •  della Biblioteca Comunale,

  •  dell’Archivio storico,

  •  della Cooperativa dei servizi culturali EIDOS,

  •  dell’Ufficio tecnico-cartografico del Comune,

  •  del Comitato per la valorizzazione del Castello di Avacelli,

  •  del CAD (Centro Audiovisivo Distrettuale di Fabriano – sede di Arcevia).


Ambito disciplinare:

Il progetto è articolato in diversi nuclei progettuali:

 
Riferimenti teorici
:

  •  Nuova storiografia.

  •  Teorici didattica delle scienze (CNR Roma).

  •  Metodo delle operazioni cognitive in storia (prof.Ivo Mattozzi). Il metodo è trasferibile alle altre discipline.

  •  Teorici didattica della ricerca.

  •  Teorici costruttivismo.

  •  Teorici didattica cooperativa.

  •  Teorici psicologia relazionale.

  •  Le teorie, condivise da tutti gli operatori del progetto, sono patrimonio acquisito attraverso una formazione personale e professionale permanente.


Valutazione
:

  •  Supervisione del prodotto da parte di formatori dell'Associazione CLIO '92.

  •  Prof. Mattozzi-Università di Bologna-

  •  Per la parte scientifica prof.ssa Daniela Lenti Boero-Università di Urbino.  

 

IL PERCORSO

Fasi di lavoro:

  •  Sopralluoghi sul territorio da parte degli operatori con la collaborazione di esperti.

  •  Preparazione di dossier contenenti tutti i materiali da poter utilizzare con i ragazzi (carte, mappa documenti, bibliografia ecc).

  •  Preparazione di schede di osservazione del territorio dai diversi punti di vista.

  •  Elaborazione da parte dei ragazzi di una mappa concettuale dell'argomento e programmazione dei lavori.

  •  Preparazione delle uscite con la definizione dei "compiti" 

  •  Uscite sul territorio.

  •  Raccolta di materiali (bozzetti foto filmati ecc.).

  •  Osservazione guidata con l'uso delle schede didattiche.

  •  Elaborazione in classe  di primi testi descrittivi.

  •  Raccolta di informazioni utili alla ricerca con strumenti diversi: testi (biblioteca comunale), documenti (archivio storico), mappe e carte ecc.

  •  Scrittura di testi: scientifici, storiografici, narrativi a seconda del modulo programmato.

  •  Integrazione dei testi con immagini musiche e quanto altro necessario alla costruzione di un ipermedia.

 

ELABORAZIONE DEL PRODOTTO FINALE.

Il lavoro dei bambini della scuola materna di Conce

I bambini sono stati guidati dalle loro insegnanti Patrizia e Fiorisa alla scoperta del mondo dei castelli.

Partendo dalle fiabe conosciute e non (ne sono state “scoperte” di nuove), essi hanno disegnato le storie e individuato quali personaggi si muovono all’interno dei castelli delle fiabe e quali avventure vi sono accadute nel tempo fantastico del “c’era una volta”.

Conversazioni, disegni, giochi multimediali, utilizzo di Internet hanno orientato i bambini alla riflessione su ciò che conoscevano del castello, distinguendo gli elementi fantastici da quelli reali e il presente dal passato.

I bambini hanno costruito un castello utilizzando materiale di recupero.

Si sono recati ad Avacelli per esplorare il castello e la zona circostante, visitando anche la chiesetta di sant’Ansovino.

Hanno visitato poi anche Arcevia, percorrendo le antiche mura, osservando le porte e le torri.

In seguito, ogni bambino osservando come “i pittori famosi” hanno dipinto i castelli che avevano visto, ha ri-disegnato il suo castello.

Si è scelto di organizzare una fiaba comune, che raccogliesse le idee di tutti, in cui i personaggi fossero caratterizzati, i luoghi ben descritti, l’intreccio coerente. E’ così nata la breve storia “Il castello e il fantasma”.

L’esperienza sui castelli è terminata con una caccia al tesoro nel castello vero.

 

 

L’esperienza delle seconde elementari

I bambini di classe seconda elementare di Arcevia (un percorso analogo anche se in maniera più semplificata è stato effettuato a Piticchio e a Serra de’ Conti) hanno inventato una fiaba “C’era una volta...”, da trasformare poi in copione per uno spettacolo teatrale e in story board per la realizzazione audiovisiva della fiaba stessa.

Il lavoro può essere così sintetizzato:

  •   visite guidate al territorio di Avacelli;

  •  accurata osservazione multisensoriale dell’ambiente naturale, il bosco, che ha rappresentato un approfondimento e un ampliamento delle conoscenze scientifiche cominciate a costruire in prima classe con l’osservazione del bosco di Valle Scappuccia, un suggestivo ambiente sempre all’interno dell’area protetta del parco della Gola della Rossa e di Frasassi;

  •  osservazione della struttura del castello di Avacelli con utilizzo di schede didattiche predisposte;

  •  servizio fotografico dell’ambiente osservato, eseguito dai bambini, e riprese video;

  •  disegno accurato dei luoghi;

  •  verbalizzazione e scrittura di testi descrittivi;

  •  individuazione di personaggi verosimili e loro caratterizzazione – definizione dei loro ruoli all’interno della fiaba;

  •  costruzione collettiva della fiaba;

  •  cura del lessico;

  •  drammatizzazione e scrittura del copione;

  •  diverse revisioni;

  •  disegno delle sequenze dalla storia;

  •  story board;

  •  preparazione dello spettacolo: scene, costumi, musiche (tutto in situazione laboratoriale in cui i bambini sono stati attori e registi dei loro processi di conoscenza);

  •  realizzazione dello spettacolo che è stato filmato;

  •  realizzazione della storia audiovisiva.

 

 

Educazione scientifica nelle classi quarte di Arcevia e Montecarotto.

Insegnamento e apprendimento di tipo più squisitamente disciplinare nelle classi quarte della scuola elementare di Arcevia e di Montecarotto: l’educazione scientifica e l’insegnamento della storia.

I due gruppi classe si sono dedicati allo studio di alcune specie della fauna presente nell’area, in relazione soprattutto ai temi della catena alimentare e dell’equilibrio biologico. Gli animali studiati da vicino sono stati la vipera e il cinghiale.

Non sempre è facile ricavare le informazioni utili da un video se non si sa “leggerlo”, cioè se non si passa attraverso tre diversi fasi: fruizione, critica e produzione. Per comprendere i messaggi video è necessario, quindi, conoscerne le tecniche di costruzione (pre e post-produzione), cosa che il maestro Volfango ha cercato di far apprendere, ai gruppi classe in cui è intervenuto di supporto alle colleghe.

I bambini delle classi quarte hanno realizzato veri e propri documentari (schede audiovisive) ricoprendo attivamente i diversi ruoli di ricercatori e di tecnici. Gli alunni hanno seguito tutta la procedura classica inerente la “costruzione” di un prodotto multimediale, in questo caso un video.

Essi sono giunti alla produzione di documentari attraverso steps, di seguito descritti in successione:

  •  discussione in classe per la definizione degli obiettivi della parte tecnica del lavoro,

  •  una fase di brain-storming utile ad ogni bambino per giungere ad un testo individuale sul tema già scientificamente indagato,

  •  formazione di gruppi che hanno amalgamato i testi individuali in un testo collettivo attraverso operazioni di inerenza, inferenza, temporalità, successione, ecc.,

  •  produzione di un testo di classe (cooperative learning), nel quale sono confluiti i testi di gruppo,

  •  il “treatment” del testo e lo story-board sono stati la naturale prosecuzione di questa fase di pre-produzione,

  •  la scelta delle immagini, tratte dalla banca video del CAD,

  •   l’acquisizione di abilità inerenti alla dizione finalizzata alla lettura per voce narrante,

  •  la creazione e l’esecuzione delle musiche di sottofondo e dei rumori di ambiente.

 

 

Apprendimento della storia nelle classi quarte di Arcevia e Montecarotto.

Gli stessi alunni delle due classi quarte con le insegnanti di storia Fiorella ad Arcevia e Nadia a Montecarotto (le quali stanno sperimentando il curricolo verticale di storia secondo il metodo delle operazioni cognitive elaborato dal prof. Ivo Mattozzi dell’Università degli studi di Bologna) hanno costruito un quadro di civiltà medioevale a partire dall’osservazione e dallo studio del castello di Avacelli.

L’osservazione del castello, avvenuta con l’uso di schede didattiche appositamente predisposte dalle insegnanti, e i procedimenti di ipotesi degli alunni, sono stati accompagnati da ricerche di storia generale fatte su dossier (preparati dalle insegnanti, ri-scrivendo testi divulgativi per adulti).

Gli alunni a loro volta hanno raccolto una serie di nuove informazioni, procedendo via via alla scrittura di brevi testi storiografici descrittivi.

Riesaminando il castello, tornando quindi al locale, hanno compreso che le tracce locali della storia sono utili ad una migliore comprensione della storia generale dell’uomo.

Il percorso può essere così sintetizzato:

  •  a livello temporale: presente-passato-presente ( si parte dal presente, si indaga il passato, si torna al presente per una sua maggiore comprensione);

  •  a livello spaziale: vicino-liontano-vicino (stessa procedura).

 

Vivere oggi in un castello medioevale è il titolo di questo modulo progettuale che la nostra collega Francesca ha attivato con i suoi ragazzi della V classe elementare di Arcevia, plesso di Piticchio.

Una ricerca ed una riflessione sul presente, tra indagine geografico-sociale e storico-artistica di osservazione, analisi, salvaguardia e valorizzazione del luogo.

La procedura, indicata nel modulo di programmazione, è stata la seguente:

  •  come immagino Avacelli ed il suo territorio: mappa delle pre-conoscenze personali e collettive;

  •  osservazione sul campo - compilazione di una griglia che evidenzi: localizzazione, tipo paesaggio e terreno, vegetazione, fauna, insediamenti, vie di comunicazione, popolazione modificazioni dell’uomo agli elementi  fisici, attività presenti;

  •  produzione di una sintesi con l’esplicitazione delle relazioni esistenti tra clima-vegetazione-fauna;

  •  tipo di insediamento-attività produttive – popolazione;

  • f ocalizzazione delle problematiche emergenti: spopolamento, scarsità dei servizi, scarsità delle risorse;

  •  interviste agli abitanti per conoscere problemi reali collegati alla scelta di rimanere o di andarsene;

  •  pre-conoscenze sul significato personale attribuito ai termini patrimonio artistico e culturale;

  •  costruzione del concetto di patrimonio artistico;

  •  discussione collettiva sulla necessità di proteggerlo e valorizzarlo in quanto ha valore come ricordo, memoria, formazione dell’identita’ personale e sviluppo del senso di appartenenza al proprio luogo di vita;

  •  assumere il punto di vista per il tema della salvaguardia del territorio di Avacelli.

La ricerca in questione è stata realizzata con lo scopo di sviluppare abilità e competenze trasferibili alla costruzione della conoscenza di altri luoghi.

 

 

Lo studio del castello di Avacelli e della  chiesa rurale di Sant’Ansovino alla scuola media “Palazzi” di Arcevia

Tre classi coinvolte: le due classi prime A e B e la classe II A.

 

1.      Il castello di Avacelli

La ricerca di storia locale sul castello di Avacelli è stata finalizzata in classe prima all’approccio al medioevo, per studiare il processo di trasformazione dell’insediamento del territorio, la progressiva urbanizzazione fino alla nascita del castello e il successivo passaggio al comune di Roccacontrada (oggi Arcevia).

In classe seconda si è deciso di partecipare a questo progetto con un’ottica “linguistico-letteraria” cercando di realizzare racconti verosimili (storici) a partire da situazioni vere (desunte da documenti).

Le insegnanti hanno preparato un dossier con diversi materiali utili alla ricerca, coadiuvati dallo storico Virginio Villani che è anche curatore del locale archivio storico comunale.

Ecco il percorso seguito:

  •  motivazione degli alunni: studio del territorio Comunale a cui si appartiene (conversazioni, circle time, brainstorming anche sul senso di appartenenza);

  •  costruzione del concetto di bene culturale;

  •  riconoscimento dei beni culturali presenti sul territorio (chiese, mura civiche, castelli, materiali conservati al museo, pergamene e documenti conservati nell’archivio storico.....);

  •  consapevolezza da parte degli alunni di: tema della ricerca, obiettivi, competenze da acquisire;

  •  localizzazione: lavoro su mappe e carte;

  •  visita alla località scelta con schede di osservazione appositamente predisposte;

  •  servizio fotografico e video;

  •  stesura di un testo storiografico descrittivo “Avacelli oggi”;

  •  ipotesi sulla vita medioevale nel castello (Classe I);

  •  lettura dei regesti in cui compare Lavacelli;

  •  analisi dei regesti e raccolta di informazioni circa la vita medioevale nel nostro territorio;

  •  (classe I) testo descrittivo di contesto allo studio della nascita del castello con notizie dirette e inferenziali tratte dal regesto n.80);

  •  (classeII) produzione di racconti verosimili a partire dalle notizie del regesto n. 80 (testo citato);  questa fase rappresenta l’ultima per gli alunni della classe II, che saranno poi impegnati nella illustrazione dei loro racconti; 

  •  la nascita del Comune di Roccacontrada e il processo di espansione territoriale;

  •  ricostruzione del processo di nascita del castello; 

  •  ricostruzione del passaggio di Avacelli a Roccacontrada; 

  •  dalla storia locale alla storia generale: il passaggio dall’alto al basso medioevo, la nascita del Comune;

  •  realizzazione di un video-documentario su Avacelli.

Un obiettivo importante di questo modulo è quello di far acquisire ai ragazzi la procedura della ricerca storica: come si ri-costruisce una storia a partire dal presente con l’uso di fonti diverse e come la conoscenza si struttura in un testo storiografico organizzato.

Molto importante risulta quindi la scrittura da parte dei bambini di testi descrittivi e narrativi che rispettino la struttura del testo storiografico.

In questa esperienza i beni culturali sono stati utilizzati come fonti della ricostruzione storica.

 

 

2.      La chiesa rurale di sant’Ansovino

Lo studio architettonico e artistico della Chiesa di sant’Ansovino, in vista della sollecitazione al suo recupero, è stato il tema della ricerca degli alunni della classe I A, dove gli insegnanti del consiglio di classe coinvolti hanno lavorato come tutti gli altri sul concetto di bene culturale, sul senso di appartenenza finalizzati alla responsabilizzazione alla tutela del patrimonio artistico.

Il modulo ha comportato un intervento attivo dei ragazzi: al termine del percorso è stata realizzata una lettera aperta agli organismi competenti, per sollecitare il recupero del bene in questione.

Molti dei bambini non conoscevano l’esistenza di questa piccola chiesa che sorge ai piedi del castello di Avacelli ma che è precedente alla sua costruzione.

Il lavoro si è realizzato secondo questo procedimento:

  •  costruzione del concetto di bene culturale;

  •  esplorazione dell’ambiente di sant’Ansovino;

  •  osservazione della chiesa: esterno ed interno (utilizzo di schede predisposte);

  •  ipotesi sull’uso degli ambienti (sotterraneo e costruzione annessa);

  •  esecuzione di “schizzi” a matita;

  •  raccolta di foto;

  •  rielaborazione degli appunti raccolti con l’uso delle schede in un testo descrittivo;

  •  rilevazione dei tratti architettonici caratteristici della chiesa: lo stile romanico;

  •  esecuzione di disegni della chiesa con vari accostamenti cromatici: dal disegno dal vero al disegno”artistico”;

  •  esame dei documenti in cui la Chiesa di Sant’Ansovino è nominata;

  •  raccolta di informazioni;

  •  ri-costruzione della storia della chiesa;

  •  importanza della sua conservazione oggi (conversazioni);

  •  scrittura di una lettera aperta sul problema del recupero del bene;

  •  realizzazione di un video.

La ricerca ha messo in moto lo studio di altri temi storici curriculari connessi all’ambiente, territorio di confine del regno longobardo dall’impero bizantino (la Chiesa cristiana tra 800 e 1100, vita quotidiana del basso medioevo Italia centrale tra l’ 800 e l’anno Mille, i Longobardi in Italia, la civiltà longobarda e la sua influenza nel nostro territorio).

 
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