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I.C. di Scuola Materna, Elementare e Media
dei Comuni di
Arcevia, Montecarotto, Serra de' Conti 

 


Anno scolastico 1997/1998

SCHEDA DEL PROGETTO

PROGETTO DI ISTITUTO

 

INTRODUZIONE

In un mondo che diventa ogni giorno di più "villaggio globale", dove i contatti tra persone di cultura diversa e diversa nazionalità vengono ad essere sempre più frequenti, la scuola deve assumere un ruolo di grande importanza, il ruolo di facilitatrice dell’integrazione sociale.

Il CAD di Fabriano-Arcevia ha prodotto, negli ultimi anni, numerosi video (e due CD-ROM) di qualità, sia dal punto di vista tecnico, sia dal punto di vista dei contenuti, che hanno goduto di diversi passaggi televisivi su RAI3.

Facendo appello a tale esperienza e know-how, il CAD intende realizzare un video sull’integrazione sociale tra i bambini di scuola elementare, dove negli ultimi anni gli alunni autoctoni hanno avuto come compagni bambini provenienti da diverse parti del mondo: Serbia; Germania; Brasile; Inghilterra; Magreb; ecc.

E’ per testimoniare l’esperienza, i risultati acquisiti e creare un supporto didattico per coloro che operano nel mondo dell’istruzione che il CAD produrrà, anche grazie all’apporto finanziario derivante dalla sensibilità della Coop di Fabriano, un video come più specificatamente appresso indicato.

E’ prevista la possibilità che il video prodotto possa essere trasmesso in TV e pertanto le riprese verranno effettuate con videotelecamere digitali, mentre il montaggio potrà essere effettuato con sistemi analogici (Betacam SP).

Per maggiori dettagli sull’iniziativa si rimanda alla lettura dell’allegato "Educare alla diversità e all’interculturalità", progetto congiunto al presente.


PIANIFICAZIONE

Produzione: Centro Audiovisivo-multimediale Distrettuale di Fabriano-Arcevia.

Materiale occorrente: Telecamera Sony DV 9000 (o Panasonic Nv-DVX 100); cavalletto; fari; batterie di ricambio; videocassette digitali vergini; materiale vario.

(Spesa prevista L. 15.000.000).

Riprese: Volfango Santinelli

Montaggio: Angelo Rossi (Spesa prevista L. 5.000.000).

Team-teaching: Aguzzi, Biancini, Calcatelli, Catozzi, Giacchini, Mariella, Michelini, Olivetti, Santinelli, Spuri, Urbani, Vagni e altri.

Classi interessate: III, IV e V della scuola elementare "Anselmo Anselmi" di Arcevia, V della scuola elementare di Montecarotto, scuola materna di Conce-Arcevia ed Avacelli, scuola elementare "Mazzini" e 2° Circolo di Fabriano in genere (contatti in corso).

Patrocinio (da richiedere): Unicef, Regione Marche, Provincia di Ancona, Comunità Montana Esino-Frasassi, Comune di Arcevia, Acnur, Provveditorato agli Studi di Ancona.

Motivazioni:

  • Riferimento al progetto triennale "Educare alla diversità e all’interculturalità" (aa.ss. 1996/99), con il quale l’I.S.C. di Arcevia ha aderito all’iniziativa prevista dalla L. R. 63/95, nell’a.s. 1996/97.
  • Riferimento al progetto educativo-didattico "Essere bambini... ieri e oggi, nel mondo. I diritti dell’infanzia.", realizzato nell’a. s. 1996/97 e i cui contenuti, elaborati dagli alunni, sono stati formalizzati in un ipertesto contenuto nel CD-ROM che ha la stessa titolazione del progetto.
  • Riflessione sul 50° Anniversario della "Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo".
  • Conoscenza della "Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo".
  • Riflessione sulla "evoluzione storica delle carte dei diritti" nella storia.
  • Episodi e forme di violazione dei diritti fondamentali dell’uomo e della donna, nei vari Paesi del mondo.
  • Riflessione sul decennio dell’educazione ai diritti della persona (ved. obiettivi Conferenza di Vienna).
  • Necessità di costruire una "cultura dei diritti" della persona.
  • Riferimento al 50° Anniversario della istituzione della Repubblica Italiana e della promulgazione della Costituzione Italiana.
  • Conoscenza della "Costituzione Italiana".
  • "Sviluppo della coscienza civile, costituzionale e democratica nelle nuove generazioni" (art. 1 della L. R. Regione Marche 20 novembre 1995 n. 63).
  • Riflessioni sull’immagine e la "concezione di bambino" dominante nella nostra cultura, nelle società industrializzate, e su cos’è l’infanzia, chi è un bambino, nei Paesi del Terzo Mondo.
  • Problematiche infantili, in Italia e nel mondo, in passato e nell’epoca attuale.
  • Conoscenza della "Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia".
  • Riflessione sull’"evoluzione storica delle carte dei diritti del bambino".
  • Episodi e forme di violazione dei diritti fondamentali dei bambini, nei Paesi industrializzati e nei Paesi in via di sviluppo.
  • Riflessione sul ruolo e sui compiti dell’UNICEF.
  • Necessità di promuovere una cultura che riconosca all’infanzia il "diritto ad avere diritti", dando al b. il valore di persona e formando in lui la coscienza di "cittadino del mondo".
  • Riflessione sulle molte forme di intolleranza civile, di razzismo.
  • Ricerca e ipotesi di soluzione di problemi.
  • Conoscenza reale dell’identità culturale degli altri.
  • Necessità di costruire una cultura aperta ai "valori della conoscenza e della comprensione internazionale".
  • Necessità di far maturare nei b. un diverso atteggiamento mentale nei confronti dell’altro, del diverso da sé, di far crescere un sentimento di "solidarietà" nuova, motivata e consapevole, fondata sulla conoscenza dei problemi e non solamente su premesse astratte, su un generico appello ai "buoni sentimenti".
  • Necessità di imparare a conoscere e a dialogare con altri coetanei, di culture e Paesi diversi, dando sostanza e concretezza al "diritto all’uguaglianza" dei b. del mondo.
  • Necessità di costruire una "cultura di pace".
  • Necessità di diffondere una "cultura del diritto" che dia ai b. gli strumenti per capire e per usare, successivamente, le leggi.

Metodologia:

Gli a. affrontano, individualmente e in seguito a gruppi, il tema dell’integrazione di b. stranieri e del rapporto con l’alterità nel gruppo classe e nella relazione interpersonale tra i singoli individui.

Gli a. rifletteranno sul proprio comportamento, ne individueranno gli aspetti positivi e negativi aiutati dall’interrelazione con i b. integrati e/o altri e con l’insegnante.

L’ins. inviterà gli a. ad immedesimarsi nella situazione iniziale del b. integrato e, quindi, gli a. dovranno stabilire, con l’aiuto del bambino stesso e/o altri, il suo stato d’animo (paura, angoscia, felicità) per poterlo esplicitare nel video; così facendo affineranno la loro sensibilità, si renderanno conto delle problematiche dell’altro e, nel contempo, rivedranno i loro comportamenti passati, presenti e futuri che l’obiettivo fondamentale dell’educazione.

L’ins. durante la discussione terrà un diario di bordo su cui trascriverà le frasi più significative e gli atteggiamenti posturali e mimici dei b. che parteciperanno alla discussione ed al lavoro in genere.

Gli a. si esprimeranno anche graficamente.

Correlazioni: Ed. linguistica, Ed. geografica, Studi Sociali, Ed. storica, Ed. musicale, Ed. all’immagine cinetica, ecc. .

Obiettivo: produzione di un video composto da brevi filmati .

Finalità: gli a. stimolati anche dalla motivazione e dall’interesse suscitati da una produzione video, conoscono laltra/altro portatore di un’altra cultura, di un’altra storia, di un’altra religione e

ne accetta la diversità come fattore ed occasione arricchente, come integrazione del proprio modo di essere.

 

SCHEMA OPERATIVO

FASE INTRODUTTIVA

1) Individuazione dei personaggi: età; costituzione fisica; carattere; esplicazione del personaggio al pubblico.

2) Temi della narrazione: unità di contenuto attorno a cui ruota il film; legami tra le immagini che vengono prima e che vengono dopo .

3) Stati d'animo: paura; angoscia; felicità; ecc. dei personaggi durante l'azione scenica .

4) Luoghi: ricerca o riproduzione dei luoghi antropici e naturali dell'ambiente in funzione della rappresentazione della scena nell'economia spazio-temporale dell'intera vicenda.

5) Suddivisione della narrazione in scene successive: individuazione del nucleo centrale narrativo di ogni scena.

6) Fasi della lavorazione: preparazione del soggetto; ricerca dei capitali; scelta degli attori; allestimento del set (reperimento del materiale strutturale ed umano); accordo sugli spazi e sui movimenti necessari; piazzamento della videotelecamera e predisposizione dei suoi percorsi (ripresa); fase di editing e audio-dubbing secondo un disegno prestabilito ed organizzato.


REALIZZAZIONE

1. Discussione preliminare - La classe esprime il desiderio di cimentarsi in un'esperienza di narrazione con le immagini in movimento.

2. Proposte - Attraverso la formazione di sottogruppi e/o individualmente, il gruppo classe stende le idee-base su cui si fonda la stesura del soggetto.

3. Discussione e scelta - Il gruppo classe discuterà le varie proposte avanzate e ne valuterà, anche con l'aiuto dell'insegnante, il grado di fattibilità, il tempo necessario per la realizzazione, la scelta dei luoghi, il fabbisogno scenico in relazione alla potenzialità di reperimento del materiale.

4. Stesura della trama - Produzione scritta delle varie storie.

5. Suddivisione in scene e sequenze preparazione del trattamento (treatment) - Divisione del racconto in unità e sotto-unità narrative ...

6. Scrittura della sceneggiatura - Descrizione dell'azione e definizione delle battute .

6.1 Sceneggiatura esecutiva - Su fogli già preparati, si apporranno indicazioni particolareggiate di scena per scena, come regolarsi, come effettuare le riprese, l'illuminazione e , possibilmente, il tipo di musica .

7. Piano di lavorazione - Discussione approfondita e sua verbalizzazione.

Attraverso scelte fondamentali si definiscono le tappe più importanti come:

7.1 Tempo necessario - Definizione del tempo necessario alla...

7.2 Scelta dei luoghi - Attraverso l'esperienza personale dei bambini riguardante la conoscenza dell'ambiente ed in riferimento al punto quattro della fase introduttiva, si giungerà alla scelta e ,quindi, dopo un sopralluogo, alla definizione dei luoghi in cui si svolgerà l'azione.

Per quanto riguarda ambienti con caratteristiche esotiche si ricorrerà al reperimento di materiale fotografico da riprendere successivamente.

7.3 Fabbisogno scenico - L'a. si attiverà, unitamente ai genitori, agli insegnanti, agli Enti e Associazioni varie, per il reperimento di vestiario, oggetti ed attrezzature varie per l'allestimento scenografico del set.

7.4 Scelta delle musiche - Se si farà in precedenza (vedi punto 6) si farà intravedere la possibilità di cambiarle durante il montaggio.

8. Distribuzione dei compiti - Si cercherà di far recitare tutti gli a., si troveranno altri compiti per coloro che avranno un ruolo minore.

Comunque si terrà conto, fondamentalmente, delle loro scelte.

L'ins. interverrà solo in casi evidentemente inopportuni, con suggerimenti ed indicazioni, mai in maniera autoritaria, cercando di far risaltare l'errore commesso.

9. Le prove - A parte la possibilità di accedere ad una prova propedeutica, in modo da rendere più chiaro possibile agli a. il procedimento di cui al punto 10., si procederà alla

realizzazione delle prove non tenendo in molta considerazione la recitazione, a differenza del teatro, dove l'a. è tenuto a ricordare tutto dal principio alla fine .

Si cercherà di attirare l'attenzione dell'a. sul monitor cercando di studiare i campi di ripresa e i movimenti macchina e selezionando i rumori, desiderati e non, attraverso il microfono.

10. Le riprese - Durante questa fase l'a. sperimenterà, in maniera pratica, il fenomeno dell'atemporalità delle scene riprese, nel senso che si accorgerà che non solo non è

necessario girare le scene secondo la scansione della narrazione, ma è più opportuno seguire un ottica "industriale" secondo canoni di utilità e praticità. In pratica l'a. comprenderà la possibilità che ha la ripresa cinetica di usare dei canoni temporali e di crearne dei nuovi .

11. La post-produzione - Questa sarà una fase che avrà un'importanza fondamentale.

Tutte le scene girate dovranno andare a posto come gli incastri di un puzzle o le tessere di un mosaico. Il risultato sarà un'opera ritmica e armonica resa tale attraverso tre procedimenti : la titolazione; la sonorizzazione; il montaggio .

In questa fase si prevede l'uso di un mixer audio-video e di una titolatrice .

11.1 La titolazione - In genere questa fase viene trascurata poiché è vista con un'ottica riduttiva.

Il destinatario di una comunicazione basata sull'immagine cinetica, deve essere preparato a quanto sta per vedere, in modo da tenere desto l'interesse unito all'attenzione .

Partendo da questo presupposto si dedicherà particolare cura anche a questa parte cercando di definire i tempi della persistenza delle scritte sul video e calibrando bene la parte uditiva .

11.2 La sonorizzazione - L'a. è portato a credere che questa fase che riguarda il mettere insieme la voce umana, i rumori e la musica, sia risolvibile facilmente con la tecnica della ripresa sincrona diretta.

Dopo le prime prove si accorgerà che insieme alla voce degli attori, vengono registrati anche rumori che abitualmente il nostro cervello tende ad escludere e che magari assumono preponderanza a causa della loro vicinanza al microfono .

Si accorgeranno della difficoltà di controllare il volume del parlato, dell'ambiente e/o della colonna sonora. In seguito, con l'aiuto dell'insegnante, scopriranno la funzione "audio-dubbing" del VCR e l'importanza della funzione stessa nella post-sonorizzazione .

Si curerà il doppiaggio parlato e sincronizzato in quelle scene dove non è possibile mantenere l'audio originale .

11.3 Il montaggio - Si tratterà di congiungere insieme le scene e le sequenze dal punto di vista visivo. L'a. capirà che questa fase corrisponde alla "temporalità" della narrazione, ma anche che "Il montaggio è un trucco continuo, senza per questo ridursi ad un falso, nei casi ordinari : se più immagini successive rappresentano un luogo da diverse angolazioni, lo spettatore vittima del "trucco", percepirà spontaneamente quel luogo come unitario, perché appunto la sua percezione ne avrà ricostruito l'unità, il trucco qui si fonda su una proiezione ed è un altro aspetto della costruzione analogica del rappresentato : costruzione nel film e anche nella mente dello spettatore..." (Metz C.).

Il referente
Ins. Volfango Santinelli
(Direttore del CAD)

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