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INTRODUZIONE
In un mondo che diventa ogni giorno di più
"villaggio globale", dove i contatti tra persone di cultura diversa e diversa
nazionalità vengono ad essere sempre più frequenti, la scuola deve assumere un ruolo di
grande importanza, il ruolo di facilitatrice dellintegrazione sociale.
Il CAD di Fabriano-Arcevia ha prodotto, negli ultimi anni, numerosi video (e due
CD-ROM) di qualità, sia dal punto di vista tecnico, sia dal punto di vista dei contenuti,
che hanno goduto di diversi passaggi televisivi su RAI3.
Facendo appello a tale esperienza e know-how, il CAD intende realizzare un video
sullintegrazione sociale tra i bambini di scuola elementare, dove negli ultimi anni
gli alunni autoctoni hanno avuto come compagni bambini provenienti da diverse parti del
mondo: Serbia; Germania; Brasile; Inghilterra; Magreb; ecc.
E per testimoniare lesperienza, i risultati acquisiti e creare un supporto
didattico per coloro che operano nel mondo dellistruzione che il CAD produrrà,
anche grazie allapporto finanziario derivante dalla sensibilità della Coop di
Fabriano, un video come più specificatamente appresso indicato.
E prevista la possibilità che il video prodotto possa essere trasmesso in TV e
pertanto le riprese verranno effettuate con videotelecamere digitali, mentre il montaggio
potrà essere effettuato con sistemi analogici (Betacam SP).
Per maggiori dettagli sulliniziativa si rimanda alla lettura dellallegato
"Educare alla diversità e allinterculturalità", progetto congiunto al
presente.
PIANIFICAZIONE
Produzione: Centro Audiovisivo-multimediale Distrettuale di Fabriano-Arcevia.
Materiale occorrente: Telecamera Sony DV 9000 (o Panasonic Nv-DVX 100);
cavalletto; fari; batterie di ricambio; videocassette digitali vergini; materiale vario.
(Spesa prevista L. 15.000.000).
Riprese: Volfango Santinelli
Montaggio: Angelo Rossi (Spesa prevista L. 5.000.000).
Team-teaching: Aguzzi, Biancini, Calcatelli, Catozzi, Giacchini, Mariella,
Michelini, Olivetti, Santinelli, Spuri, Urbani, Vagni e altri.
Classi interessate: III, IV e V della scuola elementare "Anselmo
Anselmi" di Arcevia, V della scuola elementare di Montecarotto, scuola materna di
Conce-Arcevia ed Avacelli, scuola elementare "Mazzini" e 2° Circolo di Fabriano
in genere (contatti in corso).
Patrocinio (da richiedere): Unicef, Regione Marche, Provincia di Ancona,
Comunità Montana Esino-Frasassi, Comune di Arcevia, Acnur, Provveditorato agli Studi di
Ancona.
Motivazioni:
- Riferimento al progetto triennale
"Educare alla diversità e
allinterculturalità" (aa.ss. 1996/99), con il quale lI.S.C. di
Arcevia ha aderito alliniziativa prevista dalla L. R. 63/95, nella.s. 1996/97.
- Riferimento al progetto educativo-didattico
"Essere bambini... ieri e oggi, nel
mondo. I diritti dellinfanzia.", realizzato nella. s. 1996/97 e i cui
contenuti, elaborati dagli alunni, sono stati formalizzati in un ipertesto contenuto nel
CD-ROM che ha la stessa titolazione del progetto.
- Riflessione sul 50° Anniversario della "Dichiarazione Universale dei Diritti
dellUomo".
- Conoscenza della "Dichiarazione Universale dei Diritti dellUomo".
- Riflessione sulla "evoluzione storica delle carte dei diritti" nella
storia.
- Episodi e forme di violazione dei diritti fondamentali delluomo e della donna, nei
vari Paesi del mondo.
- Riflessione sul decennio delleducazione ai diritti della persona (ved. obiettivi
Conferenza di Vienna).
- Necessità di costruire una "cultura dei diritti" della persona.
- Riferimento al 50° Anniversario della istituzione della Repubblica Italiana e della
promulgazione della Costituzione Italiana.
- Conoscenza della "Costituzione Italiana".
- "Sviluppo della coscienza civile, costituzionale e democratica nelle nuove
generazioni" (art. 1 della L. R. Regione Marche 20 novembre 1995 n. 63).
- Riflessioni sullimmagine e la "concezione di bambino" dominante
nella nostra cultura, nelle società industrializzate, e su cosè linfanzia,
chi è un bambino, nei Paesi del Terzo Mondo.
- Problematiche infantili, in Italia e nel mondo, in passato e nellepoca attuale.
- Conoscenza della "Convenzione Internazionale sui Diritti dellInfanzia".
- Riflessione sull"evoluzione storica delle carte dei diritti del bambino".
- Episodi e forme di violazione dei diritti fondamentali dei bambini, nei Paesi
industrializzati e nei Paesi in via di sviluppo.
- Riflessione sul ruolo e sui compiti dellUNICEF.
- Necessità di promuovere una cultura che riconosca allinfanzia il "diritto
ad avere diritti", dando al b. il valore di persona e formando in lui la
coscienza di "cittadino del mondo".
- Riflessione sulle molte forme di intolleranza civile, di razzismo.
- Ricerca e ipotesi di soluzione di problemi.
- Conoscenza reale dellidentità culturale degli altri.
- Necessità di costruire una cultura aperta ai "valori della conoscenza e della
comprensione internazionale".
- Necessità di far maturare nei b. un diverso atteggiamento mentale nei confronti
dellaltro, del diverso da sé, di far crescere un sentimento di "solidarietà"
nuova, motivata e consapevole, fondata sulla conoscenza dei problemi e non solamente su
premesse astratte, su un generico appello ai "buoni sentimenti".
- Necessità di imparare a conoscere e a dialogare con altri coetanei, di culture e Paesi
diversi, dando sostanza e concretezza al "diritto alluguaglianza"
dei b. del mondo.
- Necessità di costruire una "cultura di pace".
- Necessità di diffondere una "cultura del diritto" che dia ai b. gli
strumenti per capire e per usare, successivamente, le leggi.
Metodologia:
Gli a. affrontano, individualmente e in seguito a gruppi, il tema
dellintegrazione di b. stranieri e del rapporto con lalterità nel
gruppo classe e nella relazione interpersonale tra i singoli individui.
Gli a. rifletteranno sul proprio comportamento, ne individueranno gli aspetti positivi
e negativi aiutati dallinterrelazione con i b. integrati e/o altri e con
linsegnante.
Lins. inviterà gli a. ad immedesimarsi nella situazione iniziale del b.
integrato e, quindi, gli a. dovranno stabilire, con laiuto del bambino stesso e/o altri,
il suo stato danimo (paura, angoscia, felicità) per poterlo esplicitare nel video;
così facendo affineranno la loro sensibilità, si renderanno conto delle problematiche
dellaltro e, nel contempo, rivedranno i loro comportamenti passati, presenti
e futuri che lobiettivo fondamentale delleducazione.
Lins. durante la discussione terrà un diario di bordo su cui trascriverà le
frasi più significative e gli atteggiamenti posturali e mimici dei b. che parteciperanno
alla discussione ed al lavoro in genere.
Gli a. si esprimeranno anche graficamente.
Correlazioni: Ed. linguistica, Ed. geografica, Studi Sociali, Ed. storica, Ed.
musicale, Ed. allimmagine cinetica, ecc. .
Obiettivo: produzione di un video composto da brevi filmati .
Finalità: gli a. stimolati anche dalla motivazione e dallinteresse
suscitati da una produzione video, conoscono laltra/altro
portatore di unaltra cultura, di unaltra storia, di unaltra religione e
ne accetta la diversità come fattore ed occasione arricchente, come
integrazione del proprio modo di essere.
SCHEMA OPERATIVO
FASE INTRODUTTIVA
1) Individuazione dei personaggi: età; costituzione fisica; carattere;
esplicazione del personaggio al pubblico.
2) Temi della narrazione: unità di contenuto attorno a cui ruota il film;
legami tra le immagini che vengono prima e che vengono dopo .
3) Stati d'animo: paura; angoscia; felicità; ecc. dei personaggi durante
l'azione scenica .
4) Luoghi: ricerca o riproduzione dei luoghi antropici e naturali dell'ambiente
in funzione della rappresentazione della scena nell'economia spazio-temporale dell'intera
vicenda.
5) Suddivisione della narrazione in scene successive: individuazione del nucleo
centrale narrativo di ogni scena.
6) Fasi della lavorazione: preparazione del soggetto; ricerca dei capitali;
scelta degli attori; allestimento del set (reperimento del materiale strutturale ed
umano); accordo sugli spazi e sui movimenti necessari; piazzamento della videotelecamera e
predisposizione dei suoi percorsi (ripresa); fase di editing e audio-dubbing secondo un
disegno prestabilito ed organizzato.
REALIZZAZIONE
1. Discussione preliminare - La classe esprime il desiderio di cimentarsi in
un'esperienza di narrazione con le immagini in movimento.
2. Proposte - Attraverso la formazione di sottogruppi e/o individualmente, il
gruppo classe stende le idee-base su cui si fonda la stesura del soggetto.
3. Discussione e scelta - Il gruppo classe discuterà le varie proposte avanzate
e ne valuterà, anche con l'aiuto dell'insegnante, il grado di fattibilità, il tempo
necessario per la realizzazione, la scelta dei luoghi, il fabbisogno scenico in relazione
alla potenzialità di reperimento del materiale.
4. Stesura della trama - Produzione scritta delle varie storie.
5. Suddivisione in scene e sequenze preparazione del trattamento (treatment) -
Divisione del racconto in unità e sotto-unità narrative ...
6. Scrittura della sceneggiatura - Descrizione dell'azione e definizione delle
battute .
6.1 Sceneggiatura esecutiva - Su fogli già preparati, si apporranno indicazioni
particolareggiate di scena per scena, come regolarsi, come effettuare le riprese,
l'illuminazione e , possibilmente, il tipo di musica .
7. Piano di lavorazione - Discussione approfondita e sua verbalizzazione.
Attraverso scelte fondamentali si definiscono le tappe più importanti come:
7.1 Tempo necessario - Definizione del tempo necessario alla...
7.2 Scelta dei luoghi - Attraverso l'esperienza personale dei bambini
riguardante la conoscenza dell'ambiente ed in riferimento al punto quattro della fase
introduttiva, si giungerà alla scelta e ,quindi, dopo un sopralluogo, alla definizione
dei luoghi in cui si svolgerà l'azione.
Per quanto riguarda ambienti con caratteristiche esotiche si ricorrerà al reperimento
di materiale fotografico da riprendere successivamente.
7.3 Fabbisogno scenico - L'a. si attiverà, unitamente ai genitori, agli
insegnanti, agli Enti e Associazioni varie, per il reperimento di vestiario, oggetti ed
attrezzature varie per l'allestimento scenografico del set.
7.4 Scelta delle musiche - Se si farà in precedenza (vedi punto 6) si farà
intravedere la possibilità di cambiarle durante il montaggio.
8. Distribuzione dei compiti - Si cercherà di far recitare tutti gli a., si
troveranno altri compiti per coloro che avranno un ruolo minore.
Comunque si terrà conto, fondamentalmente, delle loro scelte.
L'ins. interverrà solo in casi evidentemente inopportuni, con suggerimenti ed
indicazioni, mai in maniera autoritaria, cercando di far risaltare l'errore commesso.
9. Le prove - A parte la possibilità di accedere ad una prova propedeutica, in
modo da rendere più chiaro possibile agli a. il procedimento di cui al punto 10., si
procederà alla
realizzazione delle prove non tenendo in molta considerazione la recitazione, a
differenza del teatro, dove l'a. è tenuto a ricordare tutto dal principio alla fine .
Si cercherà di attirare l'attenzione dell'a. sul monitor cercando di studiare i campi
di ripresa e i movimenti macchina e selezionando i rumori, desiderati e non, attraverso il
microfono.
10. Le riprese - Durante questa fase l'a. sperimenterà, in maniera pratica, il
fenomeno dell'atemporalità delle scene riprese, nel senso che si accorgerà che non solo
non è
necessario girare le scene secondo la scansione della narrazione, ma è più opportuno
seguire un ottica "industriale" secondo canoni di utilità e praticità. In
pratica l'a. comprenderà la possibilità che ha la ripresa cinetica di usare dei canoni
temporali e di crearne dei nuovi .
11. La post-produzione - Questa sarà una fase che avrà un'importanza
fondamentale.
Tutte le scene girate dovranno andare a posto come gli incastri di un puzzle o le
tessere di un mosaico. Il risultato sarà un'opera ritmica e armonica resa tale attraverso
tre procedimenti : la titolazione; la sonorizzazione; il montaggio .
In questa fase si prevede l'uso di un mixer audio-video e di una titolatrice .
11.1 La titolazione - In genere questa fase viene trascurata poiché è vista
con un'ottica riduttiva.
Il destinatario di una comunicazione basata sull'immagine cinetica, deve essere
preparato a quanto sta per vedere, in modo da tenere desto l'interesse unito
all'attenzione .
Partendo da questo presupposto si dedicherà particolare cura anche a questa parte
cercando di definire i tempi della persistenza delle scritte sul video e calibrando bene
la parte uditiva .
11.2 La sonorizzazione - L'a. è portato a credere che questa fase che riguarda
il mettere insieme la voce umana, i rumori e la musica, sia risolvibile facilmente con la
tecnica della ripresa sincrona diretta.
Dopo le prime prove si accorgerà che insieme alla voce degli attori, vengono
registrati anche rumori che abitualmente il nostro cervello tende ad escludere e che
magari assumono preponderanza a causa della loro vicinanza al microfono .
Si accorgeranno della difficoltà di controllare il volume del parlato, dell'ambiente
e/o della colonna sonora. In seguito, con l'aiuto dell'insegnante, scopriranno la funzione
"audio-dubbing" del VCR e l'importanza della funzione stessa nella
post-sonorizzazione .
Si curerà il doppiaggio parlato e sincronizzato in quelle scene dove non è possibile
mantenere l'audio originale .
11.3 Il montaggio - Si tratterà di congiungere insieme le scene e le sequenze
dal punto di vista visivo. L'a. capirà che questa fase corrisponde alla
"temporalità" della narrazione, ma anche che "Il montaggio è un trucco
continuo, senza per questo ridursi ad un falso, nei casi ordinari : se più immagini
successive rappresentano un luogo da diverse angolazioni, lo spettatore vittima del
"trucco", percepirà spontaneamente quel luogo come unitario, perché appunto la
sua percezione ne avrà ricostruito l'unità, il trucco qui si fonda su una proiezione ed
è un altro aspetto della costruzione analogica del rappresentato : costruzione nel film e
anche nella mente dello spettatore..." (Metz C.).
Il referente
Ins. Volfango Santinelli
(Direttore del CAD)
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