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I.C. di Scuola Materna, Elementare e Media
dei Comuni di
Arcevia, Montecarotto, Serra de' Conti 



IstruzionE per l'uso - Studio del territorio:
"Il castello di Avacelli e la chiesa di Sant'Ansovino"

 

Esperienze didattiche

Scuola dell'infanzia di Conce - Il lavoro dei bambini della sezione B

anno scolastico 2001-2002

 

VISITA AL CASTELLO

OBIETTIVI:

  • prendere coscienza del proprio territorio

  • percepire il passato e le trasformazioni  nel presente

  • acquisire la terminologia specifica

  • saper ricostruire l’esperienza fatta


ATTIVITA':

visita guidata a: Avacelli, S.Ansovino e alle mura di Arcevia; foto, verbalizzazioni e riproduzioni grafiche dei luoghi. Ricostruzione grafica dell’esperienza.

 

VERBALIZZAZIONE DELL’ESPERIENZA:

“Con il pulmino di Fabrizio siamo andati a vedere il castello di Avacelli e la chiesa di Sant’Ansovino”

 
sopra, foto del castello di Avacelli ripreso dalla chiesa di Sant'Ansovino

“Ho visto le mura e c’erano perché quelli cattivi andavano al castello, prendevano le scale, salivano su e combattevano; qualcuno cascava;

“C’era una torre a forma rotonda”

“C’erano le finestre delle prigioni perché ci avevano le reti.”

“Le finestrelle sui muri e sulle torri erano piccole perché servivano per non vedere e per non farsi vedere.”

“C’era un pozzo perché non esisteva il rubinetto, la prendevano dal pozzo con i secchi.”

“Sui muri della torre c’era la maniglia e lì si legava il  cavallo.”

“C’erano solo le prigioni .”  (le cantine di oggi)

“C’era l’orologio sulla casa come quello della torre di Arcevia .”

“La chiesa di Sant’Ansovino è una chiesa perché c’era la croce sulla torre, è piccola e sta in mezzo al bosco. Dentro c’era il tavolino del prete ( altare ) e il pittore ha disegnato sul muro Gesù e Maria.”

“Il castello di Avacelli  che siamo andati a vedere è quello con le case tutte unite, attaccate e intorno ci sono le mura”.

 
sopra: foto dei bambini di Conce all'esterno delle mura del castello di Avacelli

“Nel castello di Arcevia c’erano le porte e se uno voleva entrare te le aprivano; adesso c’è l’arco sempre aperto e solo un portone vecchio vecchio, quello della porta del Forno. 
Prima siamo andati a vedere la porta di Santa Lucia: sta vicino alla scuola elementare.
Dopo siamo andati a vedere la porta di Sant’Agostino ma da lontano perché c’erano i muratori che l’ aggiustavano.

Le mura poi vanno
giù e arrivano sulla strada dove si va al giardino dei giochi,; poi c’è una salitina e una porta piccolina di ferro  perché si passa per andare sul giardino. 
Più giù c’è la porta del Forno e quella ha il portone vecchio , c’è la statua della Madonnina  e da lì si vede il paese di Arcevia.
Le mura vanno giù e c’è una discesa dove passano le macchine e in fondo c’è la porta del Sasso e dopo finisce il paese di Arcevia.
"

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