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VISITA AL CASTELLO
OBIETTIVI:
-
prendere coscienza del proprio territorio
-
percepire il passato e le trasformazioni
nel
presente
-
acquisire la terminologia specifica
-
saper ricostruire l’esperienza fatta
ATTIVITA':
visita guidata a: Avacelli, S.Ansovino e alle mura di Arcevia; foto,
verbalizzazioni e riproduzioni grafiche dei luoghi. Ricostruzione grafica
dell’esperienza.
VERBALIZZAZIONE
DELL’ESPERIENZA:
“Con il pulmino di Fabrizio siamo andati a vedere il castello di
Avacelli e la chiesa di Sant’Ansovino”
| sopra, foto del
castello di Avacelli ripreso dalla chiesa di Sant'Ansovino |
“Ho
visto le mura e c’erano perché quelli cattivi andavano al castello,
prendevano le scale, salivano su e combattevano; qualcuno cascava;
“C’era
una torre a forma rotonda”
“C’erano
le finestre delle prigioni perché ci avevano le reti.”
“Le
finestrelle sui muri e sulle torri erano piccole perché servivano per non
vedere e per non farsi vedere.”
“C’era un pozzo perché non esisteva il rubinetto, la prendevano dal pozzo
con i secchi.”
“Sui
muri della torre c’era la maniglia e lì si legava il
cavallo.”
“C’erano solo le
prigioni .” (le cantine di oggi)
“C’era l’orologio sulla casa come quello della torre di Arcevia .”
“La chiesa di Sant’Ansovino è una chiesa perché c’era la croce sulla
torre, è piccola e sta in mezzo al bosco. Dentro c’era il tavolino del prete
( altare ) e il pittore ha disegnato sul muro Gesù e Maria.”
“Il
castello di Avacelli che siamo
andati a vedere è quello con le case tutte unite, attaccate e intorno ci sono
le mura”.
| sopra: foto dei
bambini di Conce all'esterno delle mura del castello di
Avacelli |
“Nel castello di Arcevia c’erano le porte
e se uno voleva entrare te le aprivano; adesso
c’è l’arco sempre aperto e solo un portone vecchio vecchio, quello della
porta del Forno.
Prima siamo andati a vedere la porta di Santa Lucia: sta vicino alla
scuola elementare.
Dopo siamo andati a vedere la porta di Sant’Agostino ma da lontano perché
c’erano i muratori che l’ aggiustavano.
Le mura poi vanno giù e arrivano sulla strada dove si va al giardino dei giochi,; poi c’è
una salitina e una porta piccolina di ferro
perché si passa per andare sul giardino.
Più giù c’è la porta del Forno e quella ha il portone vecchio , c’è la
statua della Madonnina e da lì si
vede il paese di Arcevia.
Le mura vanno giù e c’è una discesa dove passano le macchine e in fondo c’è
la porta del Sasso e dopo finisce il paese di Arcevia."
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