l'importanza del "progettare"

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I.C. di Scuola Materna, Elementare e Media
dei Comuni di
Arcevia, Montecarotto, Serra de' Conti 


 

MATERIALI E PROPOSTE
elaborati dallaCommissione

"PROGETTAZIONE E DOCUMENTAZIONE"


 

L'IMPORTANZA DEL “PROGETTARE NELLA SCUOLA DELL’AUTONOMIA”


Premessa derivante da esperienze formative vissute da parte della commissione,
rielaborate e sintetizzate per renderle fruibili ai colleghi

MUTAMENTI NEL PENSIERO PEDAGOGICO

Fino ad alcuni anni fa la scuola italiana si reggeva sull’uso di procedure formali e, quasi esclusivamente, sul culto dell’organizzazione e dell’amministrazione.  E’ con l’inizio dell’autonomia che l’Amministrazione centrale  inizia a cedere mansioni e poteri alle singole istituzioni scolastiche.  Prima dell’”AUTONOMIA” il regolamento scolastico prevedeva tutto quello che poteva accadere in tutte le scuole.  Era un tipo di scuola fondato sulle gerarchie, soprattutto una istituzione giuridico-formale


IL PROGRAMMA

Il programma “rigido” (e non la progettazione) pervadeva la scuola. Si può definirlo rigido, perché di tipo PRESCRITTIVO. Pochi governavano tutti.  Tutto procedeva e funzionava attraverso regolamenti. La nostra scuola credeva che “l’insegnante deve avere il sapere”, da ciò derivava la figura del docente “come colui che conosce i saperi da trasmettere”.  Nei programmi era contenuto tutto: anche i contenuti.  Poca importanza hanno avuto in tempi anche non molto lontani, le SCIENZE DELL’EDUCAZIONE.  Ora nessun programma funge più da guida, e nel fare scuola sono entrati i BISOGNI FORMATIVI DEGLI ALUNNI”.


IMPORTANZA DELLA FORMAZIONE DI NUOVE IDEE NEI DOCENTI

 

 

 

 

 

 

     

Casella di testo: discipline 
(saperi)

ora gli insegnanti si sono accorti che non basta sapere per sapere insegnare, che nello schema della vecchia scuola:(vedi sopra) mancava il feed-back.

 

 

 

 

 

 

 

   

Casella di testo: docente

LA SCUOLA, I CONTESTI  E LE ALTRE AGENZIE

A livello ministeriale si danno ora gli obiettivi generali, ma niente itinerari completi, non più obiettivi e maniera per raggiungerli, nulla di pre-dettato.  Prima  mancavano ed ora sono presenti :

  • Il territorio
  • L’utenza.
  • Il potenziale culturale della scuola.

La scuola era concepita come l’unica agenzia formativa, non una tra le altre.  Gli obiettivi dati vanno ora interpretati e in continuazione (muta l’utenza, mutano le situazioni) e questo processo di rilevazione di bisogni e di interpretazione di obiettivi si prevede continuo.  Ormai si accetta che tutto inizia dall’alunno e lo schema precedente viene così modificato:

Casella di testo: bisogni formativi
Casella di testo: ALUNNO

Prima negli insegnanti, derivata dai programmi, esisteva un’idea-tipo di alunno, a questa si è sostituita l’idea che esistono gli alunni reali…che occorrono , quindi, NUOVI STRUMENTI (mutuati dalla psicologia dell’età evolutiva, dalle scienze cognitive, da una nuova idea di curricolo, non solo fatto di discipline, ma di esperienze di vita e di laboratori) da ORGANIZZARE INSIEME MEDIANTE LA CAPACITA’ DI PROGETTARE (tramite la differenziazione dei compiti e la loro interdipendenza) NUOVI STRUMENTI  tutti tendenti al raggiungimento delle finalità educative (MISSION) della propria istituzione.


IDEA DI PROGETTO

Noi lo abbiamo considerato soprattutto come un insieme di operazioni formali mediante le quali si riduce la complessità dei problemi e delle azioni che si andranno ad attivare per affrontarli.  Nelle scuola dei nostri tempi ( che si è visto non più soprattutto apparato burocratico , ma funzionale ai reali bisogni degli utenti) attualmente progettare è anche ri-progettare in modo innovativo l’ordinario, il preesistente e, per farlo, a noi insegnanti occorre, innanzitutto:

Casella di testo: DOCENTE 
e cultura adulta da offrire in base ai suoi bisogni
 

  • Acquisire competenze progettuali forti, in pratica saper:

    • analizzare situazioni per individuare bisogni e risorse,

    • formulare obiettivi,

    • formulare uno schema di azioni,

    • disporre di sistemi di controllo.


QUALI FATTORI AIUTANO IL BUON RISULTATO DI UN PROGETTO

  • sapere individuare problemi/saper interpretare i bisogni;
  • saperli affrontare ricercando strategie-interventi;
  • l’esistenza del consenso tra quanti intendono partecipare al progetto;
  • saper circoscrivere gli obiettivi in una logica incrementale, quindi saper proporre idee, azioni, modalità  il + possibile condivisibili;
  • individuare bene le fasi;
  • saper “continuamente” aggiustare il tiro;
  • saper valutare in maniera preventiva l’impatto;
  • ipotizzare il risultato;
  • la data conclusiva;
  • saperne controllare gli esiti  tramite una modalità di autovalutazione (in fase di attuazione,intermedia o finale).

 

UNA BUONA MODALITÀ tiene presente che è bene:

  • servirsi di analisi qualitative e quantitative (questionari, confronti, rilevazioni tramite sondaggi);
  • saper attivare iniziative tenendo presenti: come - quando - cosa - chi;
  • saperle documentare.


COME NASCONO I PROGETTI O MEGLIO COME DOVREBBERO SCATURIRE NEL NOSTRO ISTITUTO

I progetti nascono da forme di  sistema o di plesso di AUTOVALUTAZIONE e/o da  PROPOSTE emerse nei consigli di classe, di intersezione, dai collegi di settore, unificati, da enti esterni.


COME VALUTARNE L’ACCOGLIENZA NEL POF

Valutarne l'accoglienza nel P.O.F.:

in base al grado di coerenza con le scelte culturali della scuola,

in base alla loro rilevanza sociale (relativa ai bisogni sociali degli utenti, del territorio, non solo locale…),

in base alla loro  aderenza ai saperi,

in base alla possibilità offerta di sviluppare competenze trasversali spendibili in ogni disciplina.


I NOSTRI PROGETTI DI ISTITUTO, ALLORA, POTREBBERO UNIFORMARSI AL SEGUENTE SCHEMA CHE, POTREBBE DIVENIRE UN PROTOCOLLO COMUNE DI CUI TENER CONTO:

Individuazione problema/problemi – situazioni che si intendevamo modificare/migliorare

 

Definizione tema - idea centrale - ipotesi

 

Motivazioni della scelta di ipotesi formulata per migliorare - ottimizzare - risolvere situazioni

 

Individuazione dei soggetti coinvolti

 

Finalità

 

Individuazione obiettivi (indicare sia quelli propri del tema del progetto, sia altri legati alla programmazione curricolare)

 

Metodologia (indicare a quale idea di bambino, a quale teoria dell’apprendimento si farà maggiormente riferimento):

 

Modalità di percorso ipotizzato

 

Tempi

 

Durata, eventuale scansione dei tempi in fasi

 

Identificazione delle risorse umane- materiali-tecnologiche-economiche

 

Identificazione delle tipologie di verifica e di valutazione

 

Casella di testo: alunno
Casella di testo: trasmissione materiale
COMPONENTI:
Gabriella Cascioli,
Nadia Catozzi,
Graziella Mariella,

Alvara Massi,
Volfango Santinelli,
Francesca Titti

COORDINATORI:
N. Catozzi,
V.Santinelli

 

 

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