PARTE PRIMA
1. IDENTIFICAZIONE DEL PROBLEMA
La ricerca psicologica e psicolinguistica
recente e la formulazione psicogenetica offerta dalla ricerca di
E.ferreiro hanno aperto la strada " a una ricerca orientata ad
identificare il percorso di costruzione della lingua scritta nel bambino,
come un percorso che solo in parte coincide con gli inizi
dell’insegnamento elementare ". Tutti i bambini compiono questo
processo di ricostruzione della lingua scritta che si identifica come
sostiene Ferreiro-Teberosky in queste tappe:
- Presillabico
- Sillabico
- Sillabico/alfabetico
- Alfabetico
Tale teoria parte dal fatto che il bambino è un
soggetto:
- attivo di conoscenza
- procede ponendosi problemi
- elaborando ipotesi
- individuando metodologie per la verifica.
Il bambino compie secondo questa teoria un
processo di ontogenesi e di filogenesi. Il bambino ricerca regole coerenti
e consistenti che via via vengono messe in crisi per dare un esito sempre
più avanzato.
La ricerca ci conferma anche nel fatto che il
processo per imparare a leggere e a scrivere non avviane quando arrivano a
maturazione le abilità percettive o le abilità motorie, uditive e
visive. Leggere non vuol dire decifrare come scrivere non vuol dire
copiare un modello dato. Le situazioni di vita, i contesti nei quali i
bambini vivono, il contatto sempre più spinto con i libri, le scritte, la
lingua scritta e letta fa sì che il bambino elabori idee e ipotesi e
regole fino a che non ci sia coincidenza con le regole del sistema
convenzionale.
"il bambino non aspetta che qualcuno decida
di insegnargli per imparare, ma comincia molto presto a interessarsi alla
lingua scritta , e, se posto in un contesto sollecitante, ne ipotizza
regole , mette alla prova ipotesi, sostiene e difende le teorie che lo
soddisfano al pari di quello che fa con ogni altro oggetto di
conoscenza".
La scuola come luogo intenzionale per
l’apprendimento non può non tener conto di questo risultato della
ricerca e utilizzarlo per mettere il bambino nella condizione di poter con
più efficacia raggiungere l’obiettivo del conseguimento della lingua
scritta.
Nella scuola quindi verrà attrezzato uno spazio
adeguato alle esigenze che solleciti la relazionalità nel piccolo gruppo
, la motivazione e la curiosità per la lingua scritta.
Per ciò che attiene alle strategie messe in
atto nei contesti di interazione sociale tra bambini si distinguono due
dimensioni :
-sostegno sociale(accordo che produce
co-costruzione o disaccordo che produce conflitti e argomentazioni).
-natura della relazione (tra un esperto e un
novizio oppure tra pari )
Gli effetti prodotti sono:
- tutoring (ilcompetente sostiene il lavoro
cognitivo del novizio )
- co-costruzione(i bambini mettono insieme il
loro lavoro cognitivo individuale)
-conflitto (un esperto provoca un conflitto al
fine di produrre un cambiamento)
-argomentazione (l'argomentazione prodotta da
un'opposizione può far sviluppare il ragionamento collettivo).
L’ambiente sarà attrezzato in modo tale da
sollecitare e sostenere lo sforzo del bambino. Non potrà mancare la
strumentazione informatica e software adeguati allo scopo. Dallo scorso
anno infatti, i bambini della scuola dell'infanzia, con l’esperienza di
Retemar hanno potuto fare esperienze interessanti con il computer e con i
software didattici avendo la possibilità di sviluppare con essi
un’interazione progettata e consapevole. I bambini hanno potuto ricevere
molto da questa esperienza in termini di socializzazione e di competenze.
2. PRE RICERCA
L’esperienza di lettoscrittura, realizzata nel
primo anno di sperimentazione, ha puntato molto sull’esperienza dei
bambini, basandosi anche sulle esperienze di "alfabetizzazione
spontanea o naturale" , cioè sulle "teorie" personali che
i bambini possiedono circa la lettura e la scrittura.
Il punto di partenza è stato l’intreccio, la
connessione tra curricolo implicito e curricolo esplicito. Infatti primo
fra tutti abbiamo curato l’ambiente con la creazione di angoli (della
conversazione, della lettura, la biblioteca) che invogliassero /
inducessero i bambini a giocare con le parole, con la scrittura, con il
libro.
Si è cercato di mettere i bambini nella
condizione di inviare messaggi a dei riceventi significativi. Per essere
più precisi i bambini scrivevano, o dettavano all’insegnante, dei
messaggi, perché avevano delle cose da dire a persone, quasi sempre di
loro conoscenza.
I bambini hanno mostrato molto interesse per
tutte le proposte di letto-scrittura e l’utilizzo del computer ha
suscitato un ampliamento e approfondimento delle competenze in campo
linguistico.
Sotto il profilo delle interazioni si nota una certa vivacità, non solo a
livello verbale, ma anche nel clima relazionale.
L’incontro con la dott.ssa F. Rossi ci fatto
riflettere sui comportamenti osservati, per cui abbiamo notato che il
grado di familiarità tra i bambini e il grado di familiarità del compito
favoriscono interazioni verbali più complesse.
3. IPOTESI DI LAVORO
Con l’introduzione nella Scuola
dell’Infanzia delle nuove tecnologie e l’uso di software didattici
(risorse aggiuntive e non sostitutive di tutte le opportunità che si
progettano per avvicinare i bambini alla conquista dei simboli del
linguaggio orale e scritto), si cercherà di verificare se
"l’ambiente virtuale" ricco di stimoli:
- favorirà la maturazione dei requisiti alla lettoscrittura:
- motivazione - funzione affettiva
- organizzazione spaziale, orientamento - funzione
psicomotoria
- organizzazione uditiva e visiva - funzione
percettiva
- memoria, attenzione, simbolizzazione - funzione
intellettiva
- permetterà di individuare e trattare precocemente eventuali
difficoltà o patologie
- favorirà la finzione della lettura e la scrittura intuitiva
(approccio ludico alla lettoscrittura)
- favorirà il desiderio di esprimersi, di comunicare e di
raccontarsi
- faciliterà l’organizzazione di situazioni didattiche
mirate:
(riconoscimento visivo dei segni, associazione
dei segni ai suoni, scrittura …)
Sul versante dei Docenti la sperimentazione:
- favorirà la riflessione sui processi legati alla costruzione
della lettoscrittura
- determinerà uno stile educativo basato
sull’osservazione, sull’analisi, sulla comprensione, per "ri-progettare
e ri-costruirsi"
4. OBIETTIVI DEL PROGETTO
Relativamente all’apprendimento della
lettoscrittura gli Orientamenti fissano già degli obiettivi. Il progetto
Retemar intende verificare se e come tali obiettivi possano essere meglio
perseguiti avvalendosi di nuove tecnologie e moderni strumenti di
comunicazione secondo il principio che la lingua "si apprende
all’interno di una varietà di sistemi comunicativi" ed è un
"sistema governato da regole implicite che si applicano anche se non
si sanno scrivere".
Gli obiettivi che il Progetto Retemar deve
perseguire riteniamo pertanto possano essere i seguenti:
- Individuare le possibilità offerte dalle nuove tecnologie
nell’apprendimento della lettoscrittura;
- Testare e selezionare prodotti hardware e software
utilizzabili proficuamente nell’apprendimento della lettoscrittura
nella scuola dell’infanzia;
- Verificare se e in che misura la comunicazione per via
telematica, anche in tempo reale, può favorire l’apprendimento
della lettoscrittura nella scuola dell’infanzia;
- Mettere a punto, avvalendosi di tecnologie informatiche,
telematiche e multimediali, percorsi didattici finalizzati
all’apprendimento della lettoscrittura.
5. ATTIVITA' PREVISTE
Attività libere e spontanee
che possono derivare dalla messa a disposizione del bambino di una serie
di strumenti, stimoli, giochi. Si potrebbe pensare all’allestimento di
uno spazio deputato a ciò con: biblioteca, edicola(giornali di diverso
tipo), tipografia (timbri, lettere ecc), computer, posta con tante
cassette postali e accanto una serie di stimoli per la preparazione di
messaggi come: scritte, titoli ritagliati dai giornali, pubblicità,
fumetti, immagini, lettere, ritagli di disegni ecc.
Routine
Ci sono nella scuola una serie di pratiche che
possono stimolare il bambino all’acquisizione della lingua scritta come:
costruzione e uso dei simboli per poi passare alle parole per denominare
spazi, angoli, laboratori, per incarichi giornalieri, per appello.
La lettura e il racconto da parte dell’adulto
ma anche del bambino. Proposta di leggere libri, libri con sole immagini
Nome del bambino nei vari spazi
Lo scrivere da parte dell’adulto sotto
dettatura del bambino storie, favole, racconti, brevi testi, conversazioni
per poi rileggerle, riprenderle, approfondirle ecc
La richiesta da parte dell’adulto di
personalizzare le produzioni con il nome e la data.
Attività guidate
L’insegnante guiderà momenti di piccolo
gruppo tendenti alla produzione di lettere, inviti, messaggi, fiabe,
filastrocche, racconti, fumetti, utilizzando numerose tecniche( si
potrebbe fare un lungo elenco ma lo riteniamo inutile in questa fase più
generale del lavoro) facendo in modo che ci sia sempre un intreccio
fecondo tra testo, immagini. Questa attività potrà sfociare nella
predisposizione di semplici messaggi che possono viaggiare sulla rete
interna alla scuola sia essa virtuale o reale, nella rete tra scuole, di
un giornalino, di momenti di scambio in rete, nella costruzione di una
pagina web nella quale l’ interazione e lo scambio siano fondamentali.
Oltre la posta elettronica , l’ICQ, word, Creative Writer si potrebbe
anche fare qualche collegamento usando la telecamera digitale.
Nell’uso di software, strumenti, nella
proposta di alcune attività si dovrà tener conto dell’ importanza di
giocare, di inventare codici e di fare ipotesi su quelli già esistenti
imparando a " leggere prima di leggere " evitando nella maniera
più assoluta di appiattire le diverse conquiste con una comune,
contemporanea trasmissione delle lettere dell’alfabeto
"ufficiale".
Attività in rete:
- messaggi per presentarsi e farsi conoscere
- storie personali
- detti popolari
- cartoline
- racconti fantastici in collaborazione con la rete
- "gemellaggi virtuali" e reali con altre scuole della
rete
- utilizzo della posta elettronica da parte dei bambini
- utilizzo della chat-line con il collegamento in tempo reale
- videoconferenza (chi può)
- giornalino della scuola
- giornalino della rete
- storie inventate via etere
- avviare in rete una raccolta di storie, miti, leggende locali.
6. IPOTESI DI LAVORO DELLA
RICERCA-AZIONE
Attraverso un processo di Ricerca Azione, si
cercherà di verificare :
- se si otterranno maggiori livelli di apprendimento e di
coinvolgimento relazionale dei bambini soprattutto per soggetti in
difficoltà;
- se si attiveranno processi di apprendimento significativo e
collaborativo (piccolo gruppo) e delle metacompetenze in ordine alla
organizzazione sequenziale reticolare delle conoscenze, all'utilizzo
funzionale di vari linguaggi espressivi (immagine, suono, parola);
- se saranno facilitati i processi di avvio alla lettoscrittura
e all'apprendimento della seconda lingua (inglese).
- se migliorerà la qualità della vita nella Scuola
dell’Infanzia (relazione educativa, autonomia del bambino, identità,
orientamento, competenza legata alla conoscenza in generale e
all’utilizzo funzionale delle TD;
Sul versante dei docenti la sperimentazione:
- Favorirà l’innovazione nella didattica attraverso
l'individuazione di progetti di intercampo orientati ad affrontare i
problemi in cui è immerso il bambino nella società complessa:
socializzazione, sviluppo del linguaggio e comunicazione, autonomia,
identità;
- Favorirà la socializzazione delle esperienze tra i docenti
della stessa scuola, tra i docenti del Circolo, tra i docenti di altre
realtà collegate in rete telematica (partecipazione a gruppi di
discussione – mailing list –news group-).
-
Consentirà ai docenti di utilizzare gli
strumenti multimediali a fini creativi e di un loro utilizzo
funzionale(elaborazione di ipertesti, impaginazione, compilazione di
giornali scolastici, disegni, schemi, ecc…) per arricchire
l’offerta formativa;
-
Consentirà ai docenti di utilizzare gli
strumenti multimediali a fini dell' archiviazione e della diffusione
della documentazione: raccogliere, selezionare, produrre, organizzare,
distribuire documenti, progetti ed esperienze didattiche;
-
Favorirà la formazione dei genitori con
progetti mirati a sensibilizzare le famiglie e la comunità sui nuovi
scenari della comunicazione contemporanea.
7. IPOTESI ORGANIZZATIVA
Il progetto coinvolgerà n. 20 Istituti
scolastici con relative Scuole dell'Infanzia che vengono indicati con i
rispettivi indirizzi di Posta Elettronica.
Ogni provincia farà riferimento ad un Dirigente
scolastico responsabile con funzione di coordinamento e di supporto.
-
PROVINCIA DI PESARO:
dd.
Angelo Verdini PERGOLA
-
PROVINCIA DI ANCONA:
dd.
Bruna Aguzzi IESI I°
-
PROVINCIA DI MACERATA:
dd. Mirella
Paglialunga CIVITANOVA MARCHE 4
-
PROVINCIA DI ASCOLI PICENO: dd.
Enrico Foglia MONTE URANO
Il progetto nella sua interezza è stato
elaborato e discusso dai soggetti coinvolti "in rete" che
condividono la sperimentazione .
Durante l'anno scolastico verranno organizzate
presso la Sovrintendenza scolastica regionale 4 riunioni per il maggiore
coordinamento e la messa a punto continua dei processi avviati dietro
l'esperienza sperimentale.
A detti incontri parteciperanno oltre i 4
referenti i capi d'istituto delle scuole interessate e due insegnanti
della sperimentazione.
TUTTE LE SCUOLE HANNO IL COMPUTER NELLE SEZIONI
E IL COLLEGAMENTO INTERNET CON E-MAIL ATTIVATA.