retemar 2 - a.s. 1999-2000

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I.C. di Scuola Materna, Elementare e Media
dei Comuni di
Arcevia, Montecarotto, Serra de' Conti 

 


anno scolastico 1999-2000

PROGETTO

 

LE SCUOLE DELL'INFANZIA

DELLE MARCHE IN RETE

 

PROGETTO ANNO SCOLASTICO 1999-2000
(sperimentazione sulla lettoscrittura)
 

 

PARTE PRIMA

1. IDENTIFICAZIONE DEL PROBLEMA

La ricerca psicologica e psicolinguistica recente e la formulazione psicogenetica offerta dalla ricerca di E.ferreiro hanno aperto la strada " a una ricerca orientata ad identificare il percorso di costruzione della lingua scritta nel bambino, come un percorso che solo in parte coincide con gli inizi dell’insegnamento elementare ". Tutti i bambini compiono questo processo di ricostruzione della lingua scritta che si identifica come sostiene Ferreiro-Teberosky in queste tappe:

  1. Presillabico
  2. Sillabico
  3. Sillabico/alfabetico
  4. Alfabetico

Tale teoria parte dal fatto che il bambino è un soggetto:

  • attivo di conoscenza
  • procede ponendosi problemi
  • elaborando ipotesi
  • individuando metodologie per la verifica.

Il bambino compie secondo questa teoria un processo di ontogenesi e di filogenesi. Il bambino ricerca regole coerenti e consistenti che via via vengono messe in crisi per dare un esito sempre più avanzato.

La ricerca ci conferma anche nel fatto che il processo per imparare a leggere e a scrivere non avviane quando arrivano a maturazione le abilità percettive o le abilità motorie, uditive e visive. Leggere non vuol dire decifrare come scrivere non vuol dire copiare un modello dato. Le situazioni di vita, i contesti nei quali i bambini vivono, il contatto sempre più spinto con i libri, le scritte, la lingua scritta e letta fa sì che il bambino elabori idee e ipotesi e regole fino a che non ci sia coincidenza con le regole del sistema convenzionale.

"il bambino non aspetta che qualcuno decida di insegnargli per imparare, ma comincia molto presto a interessarsi alla lingua scritta , e, se posto in un contesto sollecitante, ne ipotizza regole , mette alla prova ipotesi, sostiene e difende le teorie che lo soddisfano al pari di quello che fa con ogni altro oggetto di conoscenza".

La scuola come luogo intenzionale per l’apprendimento non può non tener conto di questo risultato della ricerca e utilizzarlo per mettere il bambino nella condizione di poter con più efficacia raggiungere l’obiettivo del conseguimento della lingua scritta.

Nella scuola quindi verrà attrezzato uno spazio adeguato alle esigenze che solleciti la relazionalità nel piccolo gruppo , la motivazione e la curiosità per la lingua scritta.

Per ciò che attiene alle strategie messe in atto nei contesti di interazione sociale tra bambini si distinguono due dimensioni :

-sostegno sociale(accordo che produce co-costruzione o disaccordo che produce conflitti e argomentazioni).

-natura della relazione (tra un esperto e un novizio oppure tra pari )

Gli effetti prodotti sono:

- tutoring (ilcompetente sostiene il lavoro cognitivo del novizio )

- co-costruzione(i bambini mettono insieme il loro lavoro cognitivo individuale)

-conflitto (un esperto provoca un conflitto al fine di produrre un cambiamento)

-argomentazione (l'argomentazione prodotta da un'opposizione può far sviluppare il ragionamento collettivo).

L’ambiente sarà attrezzato in modo tale da sollecitare e sostenere lo sforzo del bambino. Non potrà mancare la strumentazione informatica e software adeguati allo scopo. Dallo scorso anno infatti, i bambini della scuola dell'infanzia, con l’esperienza di Retemar hanno potuto fare esperienze interessanti con il computer e con i software didattici avendo la possibilità di sviluppare con essi un’interazione progettata e consapevole. I bambini hanno potuto ricevere molto da questa esperienza in termini di socializzazione e di competenze.
 

2. PRE RICERCA

L’esperienza di lettoscrittura, realizzata nel primo anno di sperimentazione, ha puntato molto sull’esperienza dei bambini, basandosi anche sulle esperienze di "alfabetizzazione spontanea o naturale" , cioè sulle "teorie" personali che i bambini possiedono circa la lettura e la scrittura.

Il punto di partenza è stato l’intreccio, la connessione tra curricolo implicito e curricolo esplicito. Infatti primo fra tutti abbiamo curato l’ambiente con la creazione di angoli (della conversazione, della lettura, la biblioteca) che invogliassero / inducessero i bambini a giocare con le parole, con la scrittura, con il libro.

Si è cercato di mettere i bambini nella condizione di inviare messaggi a dei riceventi significativi. Per essere più precisi i bambini scrivevano, o dettavano all’insegnante, dei messaggi, perché avevano delle cose da dire a persone, quasi sempre di loro conoscenza.

I bambini hanno mostrato molto interesse per tutte le proposte di letto-scrittura e l’utilizzo del computer ha suscitato un ampliamento e approfondimento delle competenze in campo linguistico.
Sotto il profilo delle interazioni si nota una certa vivacità, non solo a livello verbale, ma anche nel clima relazionale.

L’incontro con la dott.ssa F. Rossi ci fatto riflettere sui comportamenti osservati, per cui abbiamo notato che il grado di familiarità tra i bambini e il grado di familiarità del compito favoriscono interazioni verbali più complesse.
 

3. IPOTESI DI LAVORO

Con l’introduzione nella Scuola dell’Infanzia delle nuove tecnologie e l’uso di software didattici (risorse aggiuntive e non sostitutive di tutte le opportunità che si progettano per avvicinare i bambini alla conquista dei simboli del linguaggio orale e scritto), si cercherà di verificare se "l’ambiente virtuale" ricco di stimoli:

  • favorirà la maturazione dei requisiti alla lettoscrittura:

- motivazione - funzione affettiva

- organizzazione spaziale, orientamento - funzione psicomotoria

- organizzazione uditiva e visiva - funzione percettiva

- memoria, attenzione, simbolizzazione - funzione intellettiva

  • permetterà di individuare e trattare precocemente eventuali difficoltà o patologie
  • favorirà la finzione della lettura e la scrittura intuitiva (approccio ludico alla lettoscrittura)
  • favorirà il desiderio di esprimersi, di comunicare e di raccontarsi
  • faciliterà l’organizzazione di situazioni didattiche mirate:

(riconoscimento visivo dei segni, associazione dei segni ai suoni, scrittura …)

Sul versante dei Docenti la sperimentazione:

  • favorirà la riflessione sui processi legati alla costruzione della lettoscrittura
  • determinerà uno stile educativo basato sull’osservazione, sull’analisi, sulla comprensione, per "ri-progettare e ri-costruirsi"
     
4. OBIETTIVI DEL PROGETTO

Relativamente all’apprendimento della lettoscrittura gli Orientamenti fissano già degli obiettivi. Il progetto Retemar intende verificare se e come tali obiettivi possano essere meglio perseguiti avvalendosi di nuove tecnologie e moderni strumenti di comunicazione secondo il principio che la lingua "si apprende all’interno di una varietà di sistemi comunicativi" ed è un "sistema governato da regole implicite che si applicano anche se non si sanno scrivere".

Gli obiettivi che il Progetto Retemar deve perseguire riteniamo pertanto possano essere i seguenti:

  • Individuare le possibilità offerte dalle nuove tecnologie nell’apprendimento della lettoscrittura;
  • Testare e selezionare prodotti hardware e software utilizzabili proficuamente nell’apprendimento della lettoscrittura nella scuola dell’infanzia;
  • Verificare se e in che misura la comunicazione per via telematica, anche in tempo reale, può favorire l’apprendimento della lettoscrittura nella scuola dell’infanzia;
  • Mettere a punto, avvalendosi di tecnologie informatiche, telematiche e multimediali, percorsi didattici finalizzati all’apprendimento della lettoscrittura.
     
5. ATTIVITA' PREVISTE

Attività libere e spontanee che possono derivare dalla messa a disposizione del bambino di una serie di strumenti, stimoli, giochi. Si potrebbe pensare all’allestimento di uno spazio deputato a ciò con: biblioteca, edicola(giornali di diverso tipo), tipografia (timbri, lettere ecc), computer, posta con tante cassette postali e accanto una serie di stimoli per la preparazione di messaggi come: scritte, titoli ritagliati dai giornali, pubblicità, fumetti, immagini, lettere, ritagli di disegni ecc.

Routine

Ci sono nella scuola una serie di pratiche che possono stimolare il bambino all’acquisizione della lingua scritta come: costruzione e uso dei simboli per poi passare alle parole per denominare spazi, angoli, laboratori, per incarichi giornalieri, per appello.

La lettura e il racconto da parte dell’adulto ma anche del bambino. Proposta di leggere libri, libri con sole immagini

Nome del bambino nei vari spazi

Lo scrivere da parte dell’adulto sotto dettatura del bambino storie, favole, racconti, brevi testi, conversazioni per poi rileggerle, riprenderle, approfondirle ecc

La richiesta da parte dell’adulto di personalizzare le produzioni con il nome e la data.

Attività guidate

L’insegnante guiderà momenti di piccolo gruppo tendenti alla produzione di lettere, inviti, messaggi, fiabe, filastrocche, racconti, fumetti, utilizzando numerose tecniche( si potrebbe fare un lungo elenco ma lo riteniamo inutile in questa fase più generale del lavoro) facendo in modo che ci sia sempre un intreccio fecondo tra testo, immagini. Questa attività potrà sfociare nella predisposizione di semplici messaggi che possono viaggiare sulla rete interna alla scuola sia essa virtuale o reale, nella rete tra scuole, di un giornalino, di momenti di scambio in rete, nella costruzione di una pagina web nella quale l’ interazione e lo scambio siano fondamentali. Oltre la posta elettronica , l’ICQ, word, Creative Writer si potrebbe anche fare qualche collegamento usando la telecamera digitale.

Nell’uso di software, strumenti, nella proposta di alcune attività si dovrà tener conto dell’ importanza di giocare, di inventare codici e di fare ipotesi su quelli già esistenti imparando a " leggere prima di leggere " evitando nella maniera più assoluta di appiattire le diverse conquiste con una comune, contemporanea trasmissione delle lettere dell’alfabeto "ufficiale".

Attività in rete:

  • messaggi per presentarsi e farsi conoscere
  • storie personali
  • detti popolari
  • cartoline
  • racconti fantastici in collaborazione con la rete
  • "gemellaggi virtuali" e reali con altre scuole della rete
  • utilizzo della posta elettronica da parte dei bambini
  • utilizzo della chat-line con il collegamento in tempo reale
  • videoconferenza (chi può)
  • giornalino della scuola
  • giornalino della rete
  • storie inventate via etere
  • avviare in rete una raccolta di storie, miti, leggende locali.
     
6. IPOTESI DI LAVORO DELLA RICERCA-AZIONE

Attraverso un processo di Ricerca Azione, si cercherà di verificare :

  • se si otterranno maggiori livelli di apprendimento e di coinvolgimento relazionale dei bambini soprattutto per soggetti in difficoltà;
  • se si attiveranno processi di apprendimento significativo e collaborativo (piccolo gruppo) e delle metacompetenze in ordine alla organizzazione sequenziale reticolare delle conoscenze, all'utilizzo funzionale di vari linguaggi espressivi (immagine, suono, parola);
  • se saranno facilitati i processi di avvio alla lettoscrittura e all'apprendimento della seconda lingua (inglese).
  • se migliorerà la qualità della vita nella Scuola dell’Infanzia (relazione educativa, autonomia del bambino, identità, orientamento, competenza legata alla conoscenza in generale e all’utilizzo funzionale delle TD;


Sul versante dei docenti la sperimentazione:

  • Favorirà l’innovazione nella didattica attraverso l'individuazione di progetti di intercampo orientati ad affrontare i problemi in cui è immerso il bambino nella società complessa: socializzazione, sviluppo del linguaggio e comunicazione, autonomia, identità;
  • Favorirà la socializzazione delle esperienze tra i docenti della stessa scuola, tra i docenti del Circolo, tra i docenti di altre realtà collegate in rete telematica (partecipazione a gruppi di discussione – mailing list –news group-).
  • Consentirà ai docenti di utilizzare gli strumenti multimediali a fini creativi e di un loro utilizzo funzionale(elaborazione di ipertesti, impaginazione, compilazione di giornali scolastici, disegni, schemi, ecc…) per arricchire l’offerta formativa;

  • Consentirà ai docenti di utilizzare gli strumenti multimediali a fini dell' archiviazione e della diffusione della documentazione: raccogliere, selezionare, produrre, organizzare, distribuire documenti, progetti ed esperienze didattiche;

  • Favorirà la formazione dei genitori con progetti mirati a sensibilizzare le famiglie e la comunità sui nuovi scenari della comunicazione contemporanea.
     

7. IPOTESI ORGANIZZATIVA

Il progetto coinvolgerà n. 20 Istituti scolastici con relative Scuole dell'Infanzia che vengono indicati con i rispettivi indirizzi di Posta Elettronica.

Ogni provincia farà riferimento ad un Dirigente scolastico responsabile con funzione di coordinamento e di supporto.

  • PROVINCIA DI PESARO:             dd. Angelo Verdini PERGOLA

  • PROVINCIA DI ANCONA:             dd. Bruna Aguzzi IESI I°

  • PROVINCIA DI MACERATA:           dd. Mirella Paglialunga CIVITANOVA MARCHE 4

  • PROVINCIA DI ASCOLI PICENO:   dd. Enrico Foglia MONTE URANO

Il progetto nella sua interezza è stato elaborato e discusso dai soggetti coinvolti "in rete" che condividono la sperimentazione .

Durante l'anno scolastico verranno organizzate presso la Sovrintendenza scolastica regionale 4 riunioni per il maggiore coordinamento e la messa a punto continua dei processi avviati dietro l'esperienza sperimentale.

A detti incontri parteciperanno oltre i 4 referenti i capi d'istituto delle scuole interessate e due insegnanti della sperimentazione.

TUTTE LE SCUOLE HANNO IL COMPUTER NELLE SEZIONI E IL COLLEGAMENTO INTERNET CON E-MAIL ATTIVATA.

  • ANCONA. Iesi I°- IC San Marcello-Morro D'Alba - Fabriano 1° - IC Serra S.Quirico - IC.Arcevia - Falconara 2°.

  • ASCOLI PICENO. Fermo 3 Multilab - Fermo 1 Circolo - S.Benedetto 2°- Monturano- Montegranaro.
  • MACERATA. Camerino - Tolentino 2°- Civitanova Marche 4° - IC San Ginesio.

  • PESARO. Carpegna Piandimeleto - Pergola - IC Macerata Feltria- Pontemurello Saltara - Calcinelli.

Raccordo e consulenza a livello centrale Isp. Serafino ANTONINO Servizio Sc.Materna MPI referente per le Tecnologie Didattiche.

Consulenza e coordinamento generale a livello locale dell'Ispettorato Tecnico Regionale c/o Sovrintendenza Scolastica Isp. Italo TANONI Settore materno - infantile e coordinatore regionale del Nucleo Ispettivo del PNSTD.

Soggetti coinvolti :

Provveditorati agli studi.

Sovrintendenza Scolastica Regionale

  • CNR

  • IRRSAE

  • MPI

  • Università (Urbino -Scienze della formazione primaria e Camerino- Centro di Calcolo)

  • Province e Comuni

  • Regione Marche

  • Poli DEURE.
     

8. ATTIVITA’DI FORMAZIONE IN TEAM PROVINCIALI

Da finanziare con accesso al 10% dei finanziamenti L. 440 e C./M. 194/99 per il progetto Retemar,consorzio di 19 scuole della Regione Marche, al secondo anno di attuazione; attività di multimedialità, informatica e telematica nelle scuole dell'infanzia.
Coordinamento provinciale curato da:
DD Pergola (PS)
1° Circolo didattico di Jesi (AN)
DD Monturano (AP)
4° circolo di Civitanova (MC)
Attività concordate tra tutte le scuole partecipanti;
attività di formazione in servizio comuni a tutte le realtà.

PROGETTO

La formazione dovrebbe essere finalizzata all’acquisizione di competenze relative alla progettazione, alla gestione ed alla documentazione dei processi implicati nella costruzione delle conoscenze e competenze dei bambini in relazione alla lingua scritta.

I livelli possibili potrebbero essere.

  1. Psicopedagogico sulla comunicazione in rete telematica con i prof. Rivoltella e Baldacci
  2. Tecnologico sulle performance di 2° livello, in presenza e a distanza
  3. Curricolare sulla lettoscrittura con la prof. Rossi

I contenuti previsti da svolgere in incontri distinti potrebbero essere:

  • La costruzione sociale della lingua scritta
    - Le ipotesi dei bambini sulla lingua scritta: il modello teorico di (E.Ferreiro e A.Teberosky)
    - Generi testuali differenti: comprensione e produzione
    - Progettazione di un itinerario di accostamento multifunzionale alla
    lingua scritta.
  • Documentazione e videodocumentazione.
    - Analisi di video di co- costruzione della lingua scritta realizzati
    da insegnanti
  • La documentazione multimediale.

Per la formazione di si partirà con questa ultima proposta in novembre così da avere per la fine del mese la presentazione di progetti analitici elaborati dalle scuole. In dicembre si prevede un incontro tra tutte le scuole per mettere a punto la fase di sperimentazione vera e propria. In gennaio si inizieranno gli scambi della documentazione sulla rete per fare la verifica intermedia in febbraio e raccordarsi per l’ultima fase dell’anno.
 

9. DOCUMENTAZIONE

 Le insegnanti sentono molto il problema dell’osservazione e della documentazione per questo ritengono utile una fese di formazione e si sentono fin da ora di mettere a fuoco alcune questioni di partenza

  • Documentazione è un fatto sociale, documentare è comunicazione, ma è anche una cultura da" scoprire", necessaria per uscire dal bricolage delle varie raccolte, una volta di natura cartacea ora anche telematica.
  • Documentare significa organizzare delle informazioni in funzione di vari fattori che possono essere: i destinatari (bambini- genitori- colleghe ), gli obiettivi, i contesti di utilizzo ; quindi è un processo che mette in moto più livelli: quello pedagogico, metodologico-didattico, organizzativo
  • La documentazione assume un ruolo di controllo diretto, quindi documentare per lavorare meglio, documentare per valutare.
  • La documentazione esiste solo all’interno di un progetto rielaborato dal team, occorre cioè cercare una classe un criterio comune che ci permetta di passare dalla documentazione dei prodotti a quella ben più difficile dei processi di es l’organizzazione del percorso educativo, evoluzione codici del bambino ,organizzazione spaziale, capacità di simbolizzazione ecc
  • Occorre quindi impadronirsi di strumenti tecnici e metodologico che richiedono competenze specifiche che il team provinciale potrebbe assumere come attività di formazione
  • Centrale è la costruzione di strumenti che non siano solo cartacei prevedano anche l’utilizzo di banche dati collegati in rete in cui possono venir raccolti le osservazioni dei vari contesti e i criteri delle osservazioni che devono essere comuni
  • Occorre anche condividere i criteri di analisi della documentazione e soprattutto avere strumenti semplici e veloci per documentare, a noi sembra che spesso la descrizione sia laboriosa, e non permetta di far emergere gli aspetti salienti quindi siamo grati a tutti i suggerimenti checi possono pervenire da chi è più esperta.

La registrazione del lavoro svolto ci permetterà di::

  • sviluppare la memoria storica;

  • sensibilizzare i genitori sulle attività in modo da favorire l’addestramento indiretto;
  • uscire dall’isolamento dei singoli contesti educativi per inserirsi nella comunità virtuale.
     
10.  VERIFICA E VALUTAZIONE

Si attiverà un nucleo di supporto valutativo dell'intera esperienza in collegamento con il Sistema Nazionale di Valutazione c/o il CEDE di cui fa già parte l'Isp.Tanoni, e alcuni dirigenti e docenti coinvolti nella sperimentazione.

Verrà privilegiata soprattutto un tipo di VALUTAZIONE QUALITATIVA basata sullo studio di caso.

Al termine dell'esperienza che potrà essere prolungata di anno in anno verrà prodotto un CD riassuntivo delle fasi salienti dell'intera proposta con i risultati raggiunti e alcuni lavori significativi prodotti dai bambini.
 

11. IPOTESI DI FINANZIAMENTO PER LA FORMAZIONE

Relatori L. 4.000.000

Animatori dei gruppi L. 2.000.000

Rimborsi spese e missioni L. 3.000.000

Credito formativo L. 2.000.000

Coordinamento L. 600.000

Spese varie di gestione L. 600.000

TOTALE L. 12.200.000
 

12. DOCUMENTAZIONE AMMINISTRATIVA

Delibera del Collegio dei Docenti

Del Consiglio di Circolo.
 

13. COMITATO TECNICO SCIENTIFICO

Il comitato con compiti di coordinamento, supporto e consulenza sarà costituito da:

  • Sovrintendente Scolastico Regionale

  • n. 1 rappresentante nucleo per l’autonomia provveditorato (uno per ogni provincia)

  • Ispettore Tecnico centrale per PNSTD

  • Ispettore Tecnico regionale responsabile PNSTD

  • n. 1 Dirigente Scolastico referente provinciale (nucleo regionale)

  • n. 1 docente referente di circolo partecipante alla R-A.

  • n. 1 rappresentante IRRSAE

  • n. 2 rappresentanti Università

  • n. 4 Tecnici esperti.
     

14. TEMPI DI ATTUAZIONE

Fase di messa a punto e taratura delle esperienze: Ottobre-Dicembre 1999.

Svolgimento fase "dura" della sperimentazione. gennaio – giugno 2000

Confronto delle esperienze tramite E-mail con cadenza mensile

Incontri di verifica équipe provinciali con cadenza bimensile.

Prodotto ipermediale di sintesi progettato e costruito dai partecipanti: Giugno 2000.

 

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