retemar 1 - a.s.1998-99

SEZIONI

Identità dell'Istituto

Piano dell'Offerta Formativa

 

Campi d'esperienza

 

Discipline

Banca dati didattica

Progetto CAD

Didattica della storia

Studio del territorio - SPACE

Retemar

 

S & T - Musica e Teatro

 

Comenius 1

  Costruiamo il nostro libro
  Giornalino telematico
 

Carta dei Servizi

 

Regolamento d'Istituto

 

Autovalutazione d'Istituto

 

Mappa del sito

   
 

UTILITA'

 

Servizi sperimentali

  Web blog
 

Libro degli ospiti

 

E-mail

  Siti web interessanti
  Normativa
  News
  HOME PAGE
   
  NOVITA'

 

I.C. di Scuola Materna, Elementare e Media
dei Comuni di
Arcevia, Montecarotto, Serra de' Conti 

 


anno scolastico 1998-99

PROGETTO

 

LE SCUOLE DELL'INFANZIA

DELLE MARCHE IN RETE

 

ANNO SCOLASTICO 1998-1999

PROGETTO GENERALE

PREMESSA:

Il progetto ReteMar, presentato ai sensi delle vigenti disposizioni sull'AUTONOMIA SCOLASTICA, per le sue peculiari caratteristiche si configura tra quelli definiti di "particolare complessità".

Si compone di due parti, la prima di carattere generale relativa all'impianto complessivo della Ricerca-Azione, la seconda specifica per ogni singolo Istituto Scolastico.

PARTE PRIMA

1 - IDENTIFICAZIONE DEL PROBLEMA

Gli Orientamenti del ’90, forse perché sono gli ultimi in ordine di tempo, sottolineano meglio di ogni altro programma della scuola dell’obbligo, il ruolo dell’informatica nell’ambito della nostra società: "L’espandersi delle reti e dei linguaggi mass-mediali, ... pur rischiando di produrre effetti di conformismo e di indurre abitudini di ricettività puramente passiva, rappresenta, non di meno, un’importante fonte di informazione e di stimolazione culturale. L’irruzione e la diffusione dei mezzi telematici ed informatici introducono senza dubbio opportunità cognitive di grande rilevanza, anche se possono dar luogo a condizioni di isolamento connesse alla loro fruizione e alla prevalenza dei linguaggi formalizzati e digitali sulle altre forme di relazione e di espressività."

I bambini della scuola dell'infanzia vivono nello stesso contesto esperienziale degli adulti e ormai, fin da piccolissimi vengono a contatto diretto con i computer. Il rischio effettivo che corrono è quello di giocare con queste macchine, subendone il fascino, senza avere la possibilità di sviluppare con esse un’interazione progettata e consapevole. Di solito, inoltre, il bambino è solo di fronte alla macchina e manca qualsiasi dimensione di socializzazione.

Certo, c’è da sottolineare che, anche in questo modo, vengono acquisite abilità notevoli e sicuramente sono richieste concentrazione, attenzione e velocità di risposta ad ogni input inviato. Il computer può offrire poi una serie di stimoli e di informazioni, anche ad un bambino così piccolo, altrimenti irreperibili.

Senza quindi sacralizzare o demonizzare questo tipo di macchine, è maturata l’esigenza di inserire i computer nella scuola dell'infanzia per sperimentare le possibilità che offrono i software didattici prodotti dalla recente editoria elettronica per la fascia di età 3-5 anni.

Le motivazioni che ci spingono a tentare questa esperienza sono allora:

a) l’esigenza di non tenere completamente fuori dal mondo della Scuola il mondo esterno di cui i bambini condividono potenzialità e rischi;

b) la necessità e l’importanza di sperimentare direttamente con gli alunni come viene modificato il processo di apprendimento/insegnamento tramite l’inserimento nella Scuola di strumenti tecnologici multimediali che implementano le capacità di pensiero dei soggetti in formazione;

c) il bisogno di stabilire in prospettiva una comunicazione efficace e una continuità reale fra scuola dell'infanzia e scuola elementare in modo da innescare strategie di apprendimento produttive sul piano della costruzione dei saperi sia per i docenti che per gli alunni;

d) l’esigenza di individuare e rendere attivi canali comunicativi efficaci con altri paesi europei soprattutto su temi fondamentali per la strutturazione di una didattica con i bambini dai tre ai sei anni che utilizza software particolarmente mirati all'edutainment.

L’uso del computer può inoltre offrire un contributo interessante anche nel coinvolgimento delle famiglie. I computer sono ormai presenti in molte abitazioni e sul luogo di lavoro dei genitori ed i bambini potranno cercare e trovare affinità e incongruenze fra i vari modi di utilizzo attraverso esperienze condotte tramite un confronto diretto. Questa potrà inoltre divenire un’opportunità concreta di dialogo sui temi dell’educazione e della formazione fra la scuola e la famiglia.

Un’esperienza che precederà la sperimentazione vera e propria e che sarà realizzata già a partire da questo anno scolastico 1998/99 sarà quella di lavorare sul tipo di immagine mentale che gli alunni possiedono del computer per renderci conto delle loro aspettative nei confronti delle macchine e di quali siano effettivamente le pre-conoscenze attraverso le quali interpretano il mondo della tecnologia e dell’informatica. Esse condizionano di fatto ciascuna acquisizione ed è molto importante trovare un modo per esprimerle e rappresentarle in maniera tale da metterle in gioco e renderle utili all’interno dei processi di apprendimento.
 

2 - OBIETTIVI E FORMULAZIONE DELL'IPOTESI DI LAVORO

L’inserimento del computer nella Scuola comporta una serie di questioni da affrontare:

- l’esigenza di una collocazione adeguata in modo che la fruibilità sia efficace;

- il ruolo dell’insegnante e del tipo di mediazione che deve attuare;

- il contesto relazione entro il quale si deve operare;

- i campi di esperienza e le discipline che vengono coinvolte.

Ciascuno di questi problemi non può essere risolto in modo indipendente dagli altri in quanto scegliere, per esempio, lo spazio in cui collocare i computer significa aver scelto anche quali sono le modalità del suo utilizzo e il tipo di lavoro che si intende condurre a termine. Ogni scelta di tipo concreto rimanda cioè ad una teoria complessiva a cui si fa riferimento, più o meno esplicitamente, ogni volta che si prende una decisione di carattere operativo.

Gli obiettivi che ci proponiamo sono:

a) Utilizzare il computer come strumento di integrazione del lavoro che normalmente si conduce nella scuola nel rispetto delle fasi di apprendimento proprie dei bambini dai 3 ai 5 anni, passando cioè attraverso il corpo, la rappresentazione grafica e il simbolo.

b) Individuare le modalità operative, nella strutturazione degli spazi e dei tempi, che consentono di realizzare delle attività che, attraverso l’uso di tecnologie multimediali, favoriscano la collaborazione, la comunicazione e dunque l’apprendimento.

c) Identificare concretamente le modifiche che si evidenziano o che possono essere introdotte, attraverso l’uso di strumenti multimediali, nelle strategie di conduzione del lavoro nella sezione e mettere in rilievo i cambiamenti che questa situazione genera nello stabilire il ruolo dell’insegnante.

d) Avviare una serie di scambi con altri paesi europei sui contenuti privilegiati nell’azione didattica per i bambini dai 3 ai 5 anni.

e) Costruire una rete comunicativa efficace fra tutte le scuole che partecipano al progetto in modo da sviluppare un dialogo costante sulle modalità diverse con cui il lavoro è stato impostato; lo scopo del confronto è quello di valutare l’efficacia dei metodi e delle strategie di intervento che sono state scelte sia per evidenziare una serie di modelli educativi e didattici possibili e praticabili, sia per tentare di stabilire una gerarchia di funzionalità delle strategie operative sperimentate.

f) Impostare in prospettiva una continuità fra ordini di scuola diversi basata sulla possibilità di accostarsi ai medesimi contenuti utilizzando le risorse offerte da tutti gli studenti e gli strumenti multimediali per integrare i lavori di ricerca e per la produzione di un ipertesto che tenga conto della specificità del lavoro che ogni scuola ha svolto.

Il Progetto pertanto si prefigge di:

  • Ottimizzare l’istruzione e la formazione del bambino nella SdI attraverso le NTD

  • Sperimentare l’autonomia in rete attraverso un itinerario di Ricerca-Azione e di studio di casi riferiti all'utilizzo di software didattici specifici afferenti ad alcune aree tematiche.

  • Garantire la coerenza didattica delle Nuove Tecnologie (software didattici) con le finalità formative ed educative della SdI.

Obiettivi specifici:

  • Articolazione flessibile delle sezioni attraverso l'organizzazione in piccoli gruppi (omogenei/eterogenei, per progetto, et.al).

  • Orientamento e autonomia (Orientare ad Orientarsi). Questo obiettivo verrà realizzato attraverso la riorganizzazione dei momenti dell'accoglienza (mattino-pomeriggio) con l'inserimento del computer multimediale in uno degli spazi strutturati dell'edificio scolastico.

  • Attivazione di insegnamenti alternativi e/o facoltativi (seconda lingua (inglese), educazione all'ascolto e alla sonorità, recupero di soggetti portatori di handicap e/o svantaggio culturale).

  • Processi di apprendimento individuale e di gruppo (Edutainment).   La nuova strutturazione del software didattico gioco-apprendimento consente una più facile e flessibile introduzione di questo ambiente di apprendimento virtuale nella scuola dell'infanzia dove la plasticità dei processi intellettivi contribuisce a migliorare le capacità percettive e cognitive del bambino che opererà prevalentemente nel piccolo gruppo composto max da 4-5 soggetti.

  • Collaborazione scuola, famiglia, territorio, università. La proposta intende porsi come baricentro di un rapporto organico tra scuola - famiglia e territorio.

Per questo motivo in ogni realtà territoriale, contemporaneamente alla sperimentazione, verranno organizzate, in collaborazione con le amministrazioni comunali, attività di formazione per i genitori dei bimbi frequentanti la scuola dell'infanzia.

Tali attività saranno mirate ad aprire un confronto sulle principali tematiche su cui si articola il progetto sperimentale: apprendimento e multimedialità, comunicazione e società complessa, informatica e pensiero creativo, libro/computer quale futuro?

Su piano scolastico tutto il personale delle scuole coinvolte nel progetto sarà interessato a corsi di formazione in servizio che saranno "tarati" sulla multimedialità e sul suo utilizzo nell'ambiente scolastico con particolare riguardo alle problematiche connesse all'utilizzo del software didattico.

La strategia che verrà messa in atto nell'attività formativa sarà quella della Ricerca Azione secondo una dinamica assai consolidata nella scuola dell'infanzia.

In calce alla presente proposta vengono indicati piani finanziari e l'articolazione dei singoli progetti di formazione.

  • In coinvolgimento di due atenei marchigiani non è del tutto casuale:

  • URBINO è sede della Facoltà di scienze della formazione primaria e dal prossimo ottobre prenderanno il via ufficialmente i corsi accademici che tra l'altro prevedono 400 ore di tirocinio didattico "svolto sotto la guida di un insegnante di scuola materna ovvero da un direttore didattico designato, con modalità previste da apposita convenzione sottoscritta dalle università e dalle competenti autorità scolastiche."

In definitiva dopo l'approvazione del progetto da parte del consiglio di Facoltà dell'Università di Urbino le 16 scuole della sperimentazione saranno considerate "sedi" di tirocinio didattico, anche per i loro collegamento telematico già attivato.

  • CAMERINO da anni è sede di un prestigioso Centro di Calcolo che ha fornito supporto all'intera scuola marchigiana anche attraverso seminari di studio e convegni sul rapporto informatica e didattica. Nella città camerte inoltre, a partire dallo scorso anno, ha preso il via un progetto di sperimentazione nazionale Art.278 TU/94 sui linguaggi informatici nella scuola dell'infanzia.(Sc.mat.D. Ortolani)a cui l'Università fornisce continua consulenza tecnica.

  • Progettazione mirata alla "qualità didattica dell’innovazione"

  • Sviluppo della creatività e del pensiero divergente

  • Utilizzo di prodotti ipertestuali.
     

2.1- IPOTESI DI LAVORO DELLA RICERCA-AZIONE.

Attraverso l’introduzione delle nuove Tecnologie Didattiche nella Scuola dell’Infanzia , in particolare di software didattici particolarmente idonei all'utilizzo nella fascia 3-5 anni si cercherà di verificare :

  • se si otterranno maggiori livelli di apprendimento e di coinvolgimento relazionale dei bambini soprattutto per soggetti in difficoltà;

  • se si attiveranno processi di apprendimento significativo e collaborativo (piccolo gruppo) e delle metacompetenze in ordine alla organizzazione sequenziale reticolare delle conoscenze, all'utilizzo funzionale di vari linguaggi espressivi (immagine, suono, parola);

  • se saranno facilitati i processi di avvio alla lettoscrittura e all'apprendimento della seconda lingua (inglese).

  • se migliorerà la qualità della vita nella Scuola dell’Infanzia (relazione educativa, autonomia del bambino, identità, orientamento, competenza legata alla conoscenza in generale e all’utilizzo funzionale delle TD;

Sul versante dei docenti la sperimentazione:

  • Favorirà l’innovazione nella didattica attraverso l'individuazione di progetti di intercampo orientati ad affrontare i problemi in cui è immerso il bambino nella società complessa: socializzazione, sviluppo del linguaggio e comunicazione, autonomia, identità.

  • Favorirà la socializzazione delle esperienze tra i docenti della stessa scuola, tra i docenti del Circolo, tra i docenti di altre realtà collegate in rete telematica (partecipazione a gruppi di discussione – mailing list –news group-).

  • Consentirà ai docenti di utilizzare gli strumenti multimediali a fini creativi e di un loro utilizzo funzionale(elaborazione di ipertesti, impaginazione, compilazione di giornali scolastici, disegni, schemi, ecc…) per arricchire l’offerta formativa;

  • Consentirà ai docenti di utilizzare gli strumenti multimediali a fini dell' archiviazione e della diffusione della documentazione: raccogliere, selezionare, produrre, organizzare, distribuire documenti, progetti ed esperienze didattiche.

  • Favorirà la formazione dei genitori con progetti mirati a sensibilizzare le famiglie e la comunità sui nuovi scenari della comunicazione contemporanea (cfr.scheda per la formazione in servizio dei docenti e per la formazione dei genitori)
     

3 - IPOTESI ORGANIZZATIVA

Il progetto coinvolgerà n. 20 Istituti scolastici con relative Scuole dell'Infanzia che vengono appresso indicati con i rispettivi indirizzi di Posta Elettronica:

Ogni provincia farà riferimento ad un Dirigente scolastico responsabile con funzione di coordinamento e di supporto.

  • PROVINCIA DI PESARO: dd. Angelo Verdini -PERGOLA

  • PROVINCIA DI ANCONA: dd. Bruna Aguzzi -IESI I°

  • PROVINCIA DI MACERATA: dd. Mirella Paglialunga - CIVITANOVA MARCHE 4

  • PROVINCIA DI ASCOLI PICENO dd. Enrico Foglia - MONTURANO

Il progetto nella sua interezza è stato elaborato e discusso dai soggetti coinvolti "in rete" che condividono la sperimentazione .

Durante l'anno scolastico verranno organizzate presso la Sovrintendenza scolastica regionale 4 riunioni per il maggiore coordinamento e la messa a punto continua dei processi avviati dietro l'esperienza sperimentale.

A detti incontri parteciperanno oltre i 4 referenti i capi d'istituto delle scuole interessate e due insegnanti della sperimentazione.

In particolare sono stati coinvolti tutti gli 1 B ed alcuni 1a del PNSTD (prima fase). Al progetto partecipa anche la scuola materna inserita nel Multilab (Fermo 3°).

  • TUTTE LE SCUOLE HANNO IL COMPUTER NELLE SEZIONI E IL COLLEGAMENTO INTERNET CON E-MAIL ATTIVATA.

  • ANCONA. Iesi I°-IC San Marcello-Morro D'Alba- Fabriano 1° -IC Serra S.Quirico- IC.Arcevia.

  • ASCOLI PICENO. Fermo 3 Multilab- S.Benedetto 2°- Monturano- Montegranaro.

  • MACERATA- Camerino- Tolentino 2°- Civitanova Marche 4° -IC San Ginesio.

  • PESARO- Carpegna Piandimeleto- Pergola- IC -Montellabate (Osteria Nuova)- IC Gabicce -IC Macerata Feltria- Pesaro V°- Saltara - Calcinelli.

Raccordo e consulenza a livello centrale Isp. Serafino ANTONINO Servizio Sc.Materna MPI referente per le Tecnologie Didattiche.

Consulenza e coordinamento generale a livello locale dell'Ispettorato Tecnico Regionale c/o Sovrintendenza Scolastica Isp. Italo TANONI Settore materno - infantile e coordinatore regionale del Nucleo Ispettivo del PNSTD.

Soggetti coinvolti:

  • Provveditorati agli studi.

  • Sovrintendenza Scolastica Regionale

  • CNR

  • IRRSAE

  • MPI

  • Università (Urbino -Scienze della formazione primaria e Camerino- Centro di Calcolo)

  • Province e Comuni

  • Regione Marche

  • Poli DEURE

  • Supporto tecnico logistico "virtuale" C.A.D. di Arcevia.
     

4 - IPOTESI OPERATIVA

Nel quadro generale di un progetto complessivo elaborato in comune attraverso la rete e alcuni incontri di sintesi le singole scuole hanno formulato un progetto di plesso tenuto conto dei riflessi delle TD nel curricolo implicito (spazio, tempo) ed esplicito (campi di esperienza educativa).

Nel primo caso si è fatta particolare attenzione attenzione :

  • alla organizzazione della giornata scolastica e in piccoli gruppi;

  • agli spazi a disposizione e da riorganizzare (laboratori, atelier);

  • ai tempi di utilizzo degli alunni degli strumenti informatici;

  • ai periodi dedicati all’accoglienza;

  • ai periodi dedicati al gioco;

  • ai raccordi con la comunità virtuale delle scuole collegate "in rete".

Per il curricolo esplicito saranno previste esperienze didattiche significative trasversali che cointeresseranno tutti i Campi di esperienza avvalendosi anche della possibilità di utilizzare per alcuni problemi salienti l'approccio alla realtà virtuale: educazione linguistica, percettiva, coordinamento oculo-motorio, pensiero creativo, gioco/apprendimento della lettoscrittura.

Particolare attenzione dovrà essere dedicata alla composizione dei gruppi con la possibilità che gli alunni più grandi possano svolgere il ruolo di tutor nei confronti dei più piccoli.

 

PARTE SECONDA

5.-PIANO METODOLOGICO-DIDATTICO D'INTERVENTO

AREE TEMATICHE e ATTIVITA' PROGETTATE:

(da compilare a cure di ogni singolo Istituto Scolastico tenuto conto:

-della scheda di presentazione della scuola COMPOSTA DELLE SEGUENTI VOCI:

SOTTOTITOLO DELL'ESPERIENZA:__________________________________

  1. CONTESTO SOCIO-CULTURALE DELLA SCUOLA;

  2. ORGANIZZAZIONE DEGLI SPAZI E DEI TEMPI SCOLASTICI

  3. PRESENTAZIONE DELLE SEZIONI E NUMERO DEI BAMBINI COINVOLTI

  4. QUADRO ORARIO D'INTERVENTO GENERALE (COMPRESENZE)E SPECIFICO DELL'INS. AGGIUNTO (OVE PRESENTE)

  5. CHIARO RIFERIMENTO ALLE DUE AREE TEMATICHE ASSEGNATE DAl NUCLEO REGIONALE CON LE SPECIFICHE DEI PROGETTI CHE SI INTENDONO ATTIVARE E DELL'ORGANIZZAZIONE IN GRUPPI.

  6. ORGANICI COLLEGAMENTI CON LE EVENTUALI SPERIMENTAZIONI IN ATTO

  7. aspettative nei confronti della ricerca-azione;

  8. INDICARE IL GRADO DI EXPERTISE TECNOLOGICA E METODOLOGICA (in riferimento ad attività di formazione in servizio richieste vedi punto 6.)

  9. INDICAZIONE E PRESENTAZIONE DI EVENTUALI FIGURE DI SUPPORTO TECNICO E CRITICO
     

 6 - ATTIVITA' FORMATIVA IN SERVIZIO

(da compilare in accordo con il referente provinciale e in base alla scheda PPA che utilizzano i vari provveditorati))
 

 7 - VERIFICA E VALUTAZIONE

Si attiverà un nucleo di supporto valutativo dell'intera esperienza in collegamento con il Sistema Nazionale di Valutazione c/o il CEDE di cui fa già parte l'Isp.Tanoni, e alcuni dirigenti e docenti coinvolti nella sperimentazione.

E' stata già predisposta una griglia osservativa che sarà oggetto di ulteriore confronto "in rete"tra i soggetti coinvolti. Verrà privilegiata soprattutto un tipo di VALUTAZIONE QUALITATIVA basata sullo studio di caso.

Al termine dell'esperienza che potrà essere prolungata di anno in anno verrà prodotto un CD riassuntivo delle fasi salienti dell'intera proposta con i risultati raggiunti e alcuni lavori significativi prodotti dai bambini.
 

8 - QUADRO DI RIFERIMENTO NORMATIVO

Dal punto di vista normativo si terrà conto dei seguenti documenti:

  • Nuovi Orientamenti per la scuola materna

  • CM 196 del 24.04.98

  • CM 282 del 24.04.97

  • CM 425 del 07.07.97

  • DM 765 del 27.11.97

  • C.M. n. 239 del 19.05.98

  • Direttiva Ministeriale n. 238 del 19.05.98

  • DM 251 del 29.5.1998

  • DM 252 (direttiva ministeriale).
     

9 - STRUTTURE ED ATTREZZATURE UTILIZZATE

(In questo quadro dovranno essere chiaramente specificate le attrezzature a disposizione):

Tipo di PC (HD, RAM ecc)

Componenti della stazione (o delle stazioni multimediali) es. tipo di stampante, tipo di modem, scanner ecc.(farsi aiutare da un tecnico).

Software standard:

Microsoft Explorer 4.1

Microsoft Office 97

Software didattici utilizzati nella sperimentazione:

  • MS Creative Writer 2.0 (Microsoft)

  • MS Fine Artist (Microsoft)

  • Il drago Tommasone (Ed.Piccoli)

  • Wonder Park (Linx)

  • Teo, Leo Manda (Clementoni)

  • Il castello della fantasia

  • L’isola della fantasia

  • Poliglotta per caso (DidaEl)

  • Impariamo a leggere (DidaEl)

  • Giochiamo a leggere (DidaEl)

  • START (Avviamento alla lettura) Erickson

  • Un mondo da creare (DidaEl)

  • La casa del Tempo e dello Spazio (Jona software)

  • La Casa della scienza (Jona)

  • La Casa della matematica (Jona)

  • Artimeticolorata (DidaEl)

  • Le avventure di Re Deng (DidaEl)

  • Il fantasma del teatro (Clementoni).

  • Un ambiente autore per la costruzione di ipertesti (Amico Junior-Garamond)

  • Altre applicazioni di grafica, disegno, apprendimento.

Collegamento Internet con casella di posta elettronica. (specificare l'indirizzo E.Mail).
 

10 - IPOTESI DI FINANZIAMENTO

(da concordare con il referente provinciale)

Non superare i 5.000.000 per il funzionamento con specifica delle singole voci.+ aggiungere i fondi a parte per la formazione.
 

11 - DOCUMENTAZIONE AMMINISTRATIVA

Delibere dei Consigli di Intersezione e dei Collegi dei Docenti ( parte formativa e didattica)

Dei Consigli di Circolo (parte finanziaria) .

Elaborazione Scheda Presentazione Progetto di Sperimentazione dell’ Autonomia D.M. 238 del 19.05.98 .

Proposte di convenzione con l’università e comunità locali.
 

12 - COMITATO TECNICO SCIENTIFICO

Il comitato con compiti di coordinamento, supporto e consulenza sarà costituito da:

  • Sovrintendente Scolastico Regionale

  • n. 1 rappresentante nucleo per l’autonomia provveditorato (uno per ogni provincia)

  • Ispettore Tecnico centrale per PNSTD

  • Ispettore Tecnico regionale responsabile PNSTD

  • n. 1 Dirigente Scolastico referente provinciale (nucleo regionale)

  • n. 1 docente referente di circolo partecipante alla R-A.

  • n. 1 rappresentante IRRSAE

  • n. 2 rappresentanti Università

  • n. 4 Tecnici esperti.
     

13.-TEMPI DI ATTUAZIONE

Fase di messa a punto e taratura delle esperienze: Ottobre-Dicembre 1998.

Svolgimento fase "dura" della sperimentazione. gennaio – giugno 1999

Confronto delle esperienze tramite E-mail con cadenza settimanale

Incontri di verifica équipe provinciali con cadenza mensile.

Prodotto ipermediale di sintesi progettato e costruito dai partecipanti: Giugno 1999

 

Vai al progetto specifico dell'a.s. 1998-1999 IL BAMBINO INCONTRA I MEDIA 

BANCA DATI DIDATTICA
 

Home page