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ANNO
SCOLASTICO 1998-1999
PROGETTO
GENERALE
PREMESSA:
Il progetto ReteMar, presentato ai
sensi delle vigenti disposizioni sull'AUTONOMIA SCOLASTICA, per le sue
peculiari caratteristiche si configura tra quelli definiti di
"particolare complessità".
Si compone di due parti, la prima di
carattere generale relativa all'impianto complessivo della Ricerca-Azione,
la seconda specifica per ogni singolo Istituto Scolastico.
PARTE PRIMA
1 -
IDENTIFICAZIONE DEL PROBLEMA
Gli Orientamenti del ’90,
forse perché sono gli ultimi in ordine di tempo, sottolineano meglio di
ogni altro programma della scuola dell’obbligo, il ruolo
dell’informatica nell’ambito della nostra società:
"L’espandersi delle reti e dei linguaggi mass-mediali, ... pur
rischiando di produrre effetti di conformismo e di indurre abitudini di
ricettività puramente passiva, rappresenta, non di meno, un’importante
fonte di informazione e di stimolazione culturale. L’irruzione e la
diffusione dei mezzi telematici ed informatici introducono senza dubbio
opportunità cognitive di grande rilevanza, anche se possono dar luogo a
condizioni di isolamento connesse alla loro fruizione e alla prevalenza
dei linguaggi formalizzati e digitali sulle altre forme di relazione e di
espressività."
I bambini della scuola
dell'infanzia vivono nello stesso contesto esperienziale degli adulti e
ormai, fin da piccolissimi vengono a contatto diretto con i computer. Il
rischio effettivo che corrono è quello di giocare con queste macchine,
subendone il fascino, senza avere la possibilità di sviluppare con esse
un’interazione progettata e consapevole. Di solito, inoltre, il bambino
è solo di fronte alla macchina e manca qualsiasi dimensione di
socializzazione.
Certo, c’è da sottolineare
che, anche in questo modo, vengono acquisite abilità notevoli e
sicuramente sono richieste concentrazione, attenzione e velocità di
risposta ad ogni input inviato. Il computer può offrire poi una serie di
stimoli e di informazioni, anche ad un bambino così piccolo, altrimenti
irreperibili.
Senza quindi sacralizzare o
demonizzare questo tipo di macchine, è maturata l’esigenza di inserire
i computer nella scuola dell'infanzia per sperimentare le possibilità che
offrono i software didattici prodotti dalla recente editoria
elettronica per la fascia di età 3-5 anni.
Le motivazioni che ci
spingono a tentare questa esperienza sono allora:
a) l’esigenza di non tenere
completamente fuori dal mondo della Scuola il mondo esterno di cui i
bambini condividono potenzialità e rischi;
b) la necessità e
l’importanza di sperimentare direttamente con gli alunni come viene
modificato il processo di apprendimento/insegnamento tramite
l’inserimento nella Scuola di strumenti tecnologici multimediali che
implementano le capacità di pensiero dei soggetti in formazione;
c) il bisogno di stabilire in
prospettiva una comunicazione efficace e una continuità reale fra scuola
dell'infanzia e scuola elementare in modo da innescare strategie di
apprendimento produttive sul piano della costruzione dei saperi sia per i
docenti che per gli alunni;
d) l’esigenza di
individuare e rendere attivi canali comunicativi efficaci con altri paesi
europei soprattutto su temi fondamentali per la strutturazione di una
didattica con i bambini dai tre ai sei anni che utilizza software
particolarmente mirati all'edutainment.
L’uso del computer può
inoltre offrire un contributo interessante anche nel coinvolgimento delle
famiglie. I computer sono ormai presenti in molte abitazioni e sul luogo
di lavoro dei genitori ed i bambini potranno cercare e trovare affinità e
incongruenze fra i vari modi di utilizzo attraverso esperienze condotte
tramite un confronto diretto. Questa potrà inoltre divenire
un’opportunità concreta di dialogo sui temi dell’educazione e della
formazione fra la scuola e la famiglia.
Un’esperienza che precederà
la sperimentazione vera e propria e che sarà realizzata già a partire da
questo anno scolastico 1998/99 sarà quella di lavorare sul tipo di
immagine mentale che gli alunni possiedono del computer per renderci conto
delle loro aspettative nei confronti delle macchine e di quali siano
effettivamente le pre-conoscenze attraverso le quali interpretano il mondo
della tecnologia e dell’informatica. Esse condizionano di fatto ciascuna
acquisizione ed è molto importante trovare un modo per esprimerle e
rappresentarle in maniera tale da metterle in gioco e renderle utili
all’interno dei processi di apprendimento.
2 - OBIETTIVI E
FORMULAZIONE DELL'IPOTESI DI LAVORO
L’inserimento del computer
nella Scuola comporta una serie di questioni da affrontare:
- l’esigenza di una
collocazione adeguata in modo che la fruibilità sia efficace;
- il ruolo dell’insegnante
e del tipo di mediazione che deve attuare;
- il contesto relazione entro
il quale si deve operare;
- i campi di esperienza e le
discipline che vengono coinvolte.
Ciascuno di questi problemi
non può essere risolto in modo indipendente dagli altri in quanto
scegliere, per esempio, lo spazio in cui collocare i computer significa
aver scelto anche quali sono le modalità del suo utilizzo e il tipo di
lavoro che si intende condurre a termine. Ogni scelta di tipo concreto
rimanda cioè ad una teoria complessiva a cui si fa riferimento, più o
meno esplicitamente, ogni volta che si prende una decisione di carattere
operativo.
Gli obiettivi che ci
proponiamo sono:
a) Utilizzare il computer
come strumento di integrazione del lavoro che normalmente si conduce nella
scuola nel rispetto delle fasi di apprendimento proprie dei bambini dai 3
ai 5 anni, passando cioè attraverso il corpo, la rappresentazione grafica
e il simbolo.
b) Individuare le modalità
operative, nella strutturazione degli spazi e dei tempi, che consentono di
realizzare delle attività che, attraverso l’uso di tecnologie
multimediali, favoriscano la collaborazione, la comunicazione e dunque
l’apprendimento.
c) Identificare concretamente
le modifiche che si evidenziano o che possono essere introdotte,
attraverso l’uso di strumenti multimediali, nelle strategie di
conduzione del lavoro nella sezione e mettere in rilievo i cambiamenti che
questa situazione genera nello stabilire il ruolo dell’insegnante.
d) Avviare una serie di
scambi con altri paesi europei sui contenuti privilegiati nell’azione
didattica per i bambini dai 3 ai 5 anni.
e) Costruire una rete
comunicativa efficace fra tutte le scuole che partecipano al progetto in
modo da sviluppare un dialogo costante sulle modalità diverse con cui il
lavoro è stato impostato; lo scopo del confronto è quello di valutare
l’efficacia dei metodi e delle strategie di intervento che sono state
scelte sia per evidenziare una serie di modelli educativi e didattici
possibili e praticabili, sia per tentare di stabilire una gerarchia di
funzionalità delle strategie operative sperimentate.
f) Impostare in prospettiva
una continuità fra ordini di scuola diversi basata sulla possibilità di
accostarsi ai medesimi contenuti utilizzando le risorse offerte da tutti
gli studenti e gli strumenti multimediali per integrare i lavori di
ricerca e per la produzione di un ipertesto che tenga conto della
specificità del lavoro che ogni scuola ha svolto.
Il Progetto pertanto si
prefigge di:
Obiettivi specifici:
-
Articolazione flessibile delle sezioni
attraverso l'organizzazione in piccoli gruppi (omogenei/eterogenei, per
progetto, et.al).
-
Orientamento e autonomia (Orientare ad
Orientarsi ). Questo
obiettivo verrà realizzato attraverso la riorganizzazione dei momenti
dell'accoglienza (mattino-pomeriggio) con l'inserimento del computer
multimediale in uno degli spazi strutturati dell'edificio scolastico.
-
Attivazione di insegnamenti alternativi
e/o facoltativi (seconda
lingua (inglese), educazione all'ascolto e alla sonorità, recupero di
soggetti portatori di handicap e/o svantaggio culturale).
-
Processi di apprendimento individuale e di
gruppo (Edutainment ).
La nuova strutturazione del software didattico
gioco-apprendimento consente una più facile e flessibile introduzione
di questo ambiente di apprendimento virtuale nella scuola dell'infanzia
dove la plasticità dei processi intellettivi contribuisce a migliorare
le capacità percettive e cognitive del bambino che opererà
prevalentemente nel piccolo gruppo composto max da 4-5 soggetti.
-
Collaborazione scuola, famiglia,
territorio, università. La
proposta intende porsi come baricentro di un rapporto organico tra
scuola - famiglia e territorio.
Per questo motivo in ogni
realtà territoriale, contemporaneamente alla sperimentazione, verranno
organizzate, in collaborazione con le amministrazioni comunali, attività
di formazione per i genitori dei bimbi frequentanti la scuola
dell'infanzia.
Tali attività saranno mirate
ad aprire un confronto sulle principali tematiche su cui si articola il
progetto sperimentale: apprendimento e multimedialità, comunicazione e
società complessa, informatica e pensiero creativo, libro/computer quale
futuro?
Su piano scolastico tutto il
personale delle scuole coinvolte nel progetto sarà interessato a corsi di
formazione in servizio che saranno "tarati" sulla multimedialità
e sul suo utilizzo nell'ambiente scolastico con particolare riguardo alle
problematiche connesse all'utilizzo del software didattico.
La strategia che verrà messa
in atto nell'attività formativa sarà quella della Ricerca Azione secondo
una dinamica assai consolidata nella scuola dell'infanzia.
In calce alla presente
proposta vengono indicati piani finanziari e l'articolazione dei singoli
progetti di formazione.
-
In coinvolgimento di due atenei
marchigiani non è del tutto casuale:
-
URBINO è sede della Facoltà di scienze
della formazione primaria e dal prossimo ottobre prenderanno il via
ufficialmente i corsi accademici che tra l'altro prevedono 400 ore di
tirocinio didattico "svolto sotto la guida di un insegnante di
scuola materna ovvero da un direttore didattico designato, con modalità
previste da apposita convenzione sottoscritta dalle università e
dalle competenti autorità scolastiche."
In definitiva dopo l'approvazione del
progetto da parte del consiglio di Facoltà dell'Università di Urbino
le 16 scuole della sperimentazione saranno considerate "sedi"
di tirocinio didattico, anche per i loro collegamento telematico già
attivato.
-
CAMERINO da anni è sede di un prestigioso
Centro di Calcolo che ha fornito supporto all'intera scuola
marchigiana anche attraverso seminari di studio e convegni sul
rapporto informatica e didattica. Nella città camerte inoltre, a
partire dallo scorso anno, ha preso il via un progetto di
sperimentazione nazionale Art.278 TU/94 sui linguaggi informatici
nella scuola dell'infanzia.(Sc.mat.D. Ortolani)a cui l'Università
fornisce continua consulenza tecnica.
2.1- IPOTESI
DI LAVORO DELLA RICERCA-AZIONE.
Attraverso l’introduzione
delle nuove Tecnologie Didattiche nella Scuola dell’Infanzia , in
particolare di software didattici particolarmente idonei
all'utilizzo nella fascia 3-5 anni si cercherà di verificare :
-
se si otterranno maggiori livelli di
apprendimento e di coinvolgimento relazionale dei bambini soprattutto
per soggetti in difficoltà;
-
se si attiveranno processi di
apprendimento significativo e collaborativo (piccolo gruppo) e delle
metacompetenze in ordine alla organizzazione sequenziale reticolare
delle conoscenze, all'utilizzo funzionale di vari linguaggi espressivi
(immagine, suono, parola);
-
se saranno facilitati i processi di avvio
alla lettoscrittura e all'apprendimento della seconda lingua
(inglese).
-
se migliorerà la qualità della vita
nella Scuola dell’Infanzia (relazione educativa, autonomia del
bambino, identità, orientamento, competenza legata alla conoscenza in
generale e all’utilizzo funzionale delle TD;
Sul versante dei docenti
la sperimentazione:
-
Favorirà l’innovazione nella didattica
attraverso l'individuazione di progetti di intercampo orientati ad
affrontare i problemi in cui è immerso il bambino nella società
complessa: socializzazione, sviluppo del linguaggio e comunicazione,
autonomia, identità.
-
Favorirà la socializzazione delle
esperienze tra i docenti della stessa scuola, tra i docenti del
Circolo, tra i docenti di altre realtà collegate in rete telematica
(partecipazione a gruppi di discussione – mailing list –news
group-).
-
Consentirà ai docenti di utilizzare gli
strumenti multimediali a fini creativi e di un loro utilizzo
funzionale(elaborazione di ipertesti, impaginazione,
compilazione di giornali scolastici, disegni, schemi, ecc…) per
arricchire l’offerta formativa;
-
Consentirà ai docenti di utilizzare gli
strumenti multimediali a fini dell' archiviazione e della diffusione
della documentazione: raccogliere, selezionare, produrre, organizzare,
distribuire documenti, progetti ed esperienze didattiche.
-
Favorirà la formazione dei genitori con
progetti mirati a sensibilizzare le famiglie e la comunità sui nuovi
scenari della comunicazione contemporanea (cfr.scheda per la
formazione in servizio dei docenti e per la formazione dei genitori)
3 - IPOTESI
ORGANIZZATIVA
Il progetto coinvolgerà n.
20 Istituti scolastici con relative Scuole dell'Infanzia che vengono
appresso indicati con i rispettivi indirizzi di Posta Elettronica:
Ogni provincia farà
riferimento ad un Dirigente scolastico responsabile con funzione di
coordinamento e di supporto.
-
PROVINCIA DI PESARO: dd.
Angelo Verdini -PERGOLA
-
PROVINCIA DI ANCONA: dd.
Bruna Aguzzi -IESI I°
-
PROVINCIA DI MACERATA: dd.
Mirella Paglialunga - CIVITANOVA MARCHE 4
-
PROVINCIA DI ASCOLI PICENO
dd. Enrico Foglia - MONTURANO
Il progetto nella sua
interezza è stato elaborato e discusso dai soggetti coinvolti "in
rete" che condividono la sperimentazione .
Durante l'anno scolastico
verranno organizzate presso la Sovrintendenza scolastica regionale 4
riunioni per il maggiore coordinamento e la messa a punto continua dei
processi avviati dietro l'esperienza sperimentale.
A detti incontri
parteciperanno oltre i 4 referenti i capi d'istituto delle scuole
interessate e due insegnanti della sperimentazione.
In particolare sono stati
coinvolti tutti gli 1 B ed alcuni 1a del PNSTD (prima fase). Al progetto
partecipa anche la scuola materna inserita nel Multilab (Fermo 3°).
Raccordo e consulenza a
livello centrale Isp. Serafino ANTONINO Servizio Sc.Materna MPI referente
per le Tecnologie Didattiche.
Consulenza e coordinamento
generale a livello locale dell'Ispettorato Tecnico Regionale c/o
Sovrintendenza Scolastica Isp. Italo TANONI Settore materno - infantile e
coordinatore regionale del Nucleo Ispettivo del PNSTD.
Soggetti coinvolti:
-
Provveditorati agli
studi.
-
Sovrintendenza Scolastica
Regionale
-
CNR
-
IRRSAE
-
MPI
-
Università (Urbino
-Scienze della formazione primaria e Camerino- Centro di Calcolo)
-
Province e Comuni
-
Regione Marche
-
Poli DEURE
-
Supporto tecnico
logistico "virtuale" C.A.D. di Arcevia.
4 - IPOTESI
OPERATIVA
Nel quadro generale di un
progetto complessivo elaborato in comune attraverso la rete e alcuni
incontri di sintesi le singole scuole hanno formulato un progetto di
plesso tenuto conto dei riflessi delle TD nel curricolo implicito (spazio,
tempo) ed esplicito (campi di esperienza educativa).
Nel primo caso si è fatta
particolare attenzione attenzione :
-
alla organizzazione della giornata
scolastica e in piccoli gruppi;
-
agli spazi a disposizione e da
riorganizzare (laboratori, atelier);
-
ai tempi di utilizzo degli alunni degli
strumenti informatici;
-
ai periodi dedicati all’accoglienza;
-
ai periodi dedicati al gioco;
-
ai raccordi con la comunità virtuale
delle scuole collegate "in rete".
Per il curricolo esplicito saranno previste
esperienze didattiche significative trasversali che cointeresseranno tutti
i Campi di esperienza avvalendosi anche della possibilità di utilizzare
per alcuni problemi salienti l'approccio alla realtà virtuale: educazione
linguistica, percettiva, coordinamento oculo-motorio, pensiero creativo,
gioco/apprendimento della lettoscrittura.
Particolare attenzione dovrà essere dedicata
alla composizione dei gruppi con la possibilità che gli alunni più
grandi possano svolgere il ruolo di tutor nei confronti dei più piccoli.
PARTE
SECONDA
5.-PIANO
METODOLOGICO-DIDATTICO D'INTERVENTO
AREE TEMATICHE e ATTIVITA' PROGETTATE:
(da compilare a cure di ogni singolo Istituto
Scolastico tenuto conto:
-della scheda di presentazione della scuola
COMPOSTA DELLE SEGUENTI VOCI:
SOTTOTITOLO
DELL'ESPERIENZA:__________________________________
-
CONTESTO SOCIO-CULTURALE DELLA SCUOLA;
-
ORGANIZZAZIONE DEGLI SPAZI E DEI TEMPI
SCOLASTICI
-
PRESENTAZIONE DELLE SEZIONI E NUMERO DEI
BAMBINI COINVOLTI
-
QUADRO ORARIO D'INTERVENTO GENERALE
(COMPRESENZE)E SPECIFICO DELL'INS. AGGIUNTO (OVE PRESENTE)
-
CHIARO RIFERIMENTO ALLE DUE AREE TEMATICHE
ASSEGNATE DAl NUCLEO REGIONALE CON LE SPECIFICHE DEI PROGETTI CHE SI
INTENDONO ATTIVARE E DELL'ORGANIZZAZIONE IN GRUPPI.
-
ORGANICI COLLEGAMENTI CON LE EVENTUALI
SPERIMENTAZIONI IN ATTO
-
aspettative nei confronti della
ricerca-azione;
-
INDICARE IL GRADO DI EXPERTISE TECNOLOGICA
E METODOLOGICA (in riferimento ad attività di formazione in servizio
richieste vedi punto 6.)
-
INDICAZIONE E PRESENTAZIONE DI EVENTUALI
FIGURE DI SUPPORTO TECNICO E CRITICO
6
- ATTIVITA' FORMATIVA IN SERVIZIO
(da compilare in accordo con il referente
provinciale e in base alla scheda PPA che utilizzano i vari
provveditorati))
7
- VERIFICA E VALUTAZIONE
Si attiverà un nucleo di supporto valutativo
dell'intera esperienza in collegamento con il Sistema Nazionale di
Valutazione c/o il CEDE di cui fa già parte l'Isp.Tanoni, e alcuni
dirigenti e docenti coinvolti nella sperimentazione.
E' stata già predisposta una griglia
osservativa che sarà oggetto di ulteriore confronto "in
rete"tra i soggetti coinvolti. Verrà privilegiata soprattutto un
tipo di VALUTAZIONE QUALITATIVA basata sullo studio di caso.
Al termine dell'esperienza che potrà essere
prolungata di anno in anno verrà prodotto un CD riassuntivo delle fasi
salienti dell'intera proposta con i risultati raggiunti e alcuni lavori
significativi prodotti dai bambini.
8 - QUADRO
DI RIFERIMENTO NORMATIVO
Dal punto di vista normativo si terrà conto
dei seguenti documenti:
-
Nuovi Orientamenti per la
scuola materna
-
CM 196 del 24.04.98
-
CM 282 del 24.04.97
-
CM 425 del 07.07.97
-
DM 765 del 27.11.97
-
C.M. n. 239 del 19.05.98
-
Direttiva Ministeriale n.
238 del 19.05.98
-
DM 251 del 29.5.1998
-
DM 252 (direttiva
ministeriale).
9 -
STRUTTURE ED ATTREZZATURE UTILIZZATE
(In questo quadro dovranno
essere chiaramente specificate le attrezzature a disposizione):
Tipo di PC (HD, RAM ecc)
Componenti della stazione (o
delle stazioni multimediali) es. tipo di stampante, tipo di modem, scanner
ecc.(farsi aiutare da un tecnico).
Software standard:
Microsoft Explorer 4.1
Microsoft Office 97
Software didattici utilizzati nella
sperimentazione:
-
MS Creative Writer 2.0
(Microsoft)
-
MS Fine Artist
(Microsoft)
-
Il drago Tommasone (Ed.Piccoli)
-
Wonder Park (Linx)
-
Teo, Leo Manda (Clementoni)
-
Il castello della
fantasia
-
L’isola della fantasia
-
Poliglotta per caso (DidaEl)
-
Impariamo a leggere (DidaEl)
-
Giochiamo a leggere (DidaEl)
-
START (Avviamento alla
lettura) Erickson
-
Un mondo da creare (DidaEl)
-
La casa del Tempo e dello
Spazio (Jona software)
-
La Casa della scienza (Jona)
-
La Casa della matematica
(Jona)
-
Artimeticolorata (DidaEl)
-
Le avventure di Re Deng (DidaEl)
-
Il fantasma del teatro (Clementoni).
-
Un ambiente autore per la
costruzione di ipertesti (Amico Junior-Garamond)
-
Altre applicazioni di
grafica, disegno, apprendimento.
Collegamento Internet con
casella di posta elettronica. (specificare l'indirizzo E.Mail).
10 - IPOTESI
DI FINANZIAMENTO
(da concordare con il
referente provinciale)
Non superare i 5.000.000 per
il funzionamento con specifica delle singole voci.+ aggiungere i fondi a
parte per la formazione.
11 -
DOCUMENTAZIONE AMMINISTRATIVA
Delibere dei Consigli di
Intersezione e dei Collegi dei Docenti ( parte formativa e didattica)
Dei Consigli di Circolo
(parte finanziaria) .
Elaborazione Scheda
Presentazione Progetto di Sperimentazione dell’ Autonomia D.M. 238 del
19.05.98 .
Proposte di convenzione con
l’università e comunità locali.
12 -
COMITATO TECNICO SCIENTIFICO
Il comitato con compiti di
coordinamento, supporto e consulenza sarà costituito da:
-
Sovrintendente Scolastico
Regionale
-
n. 1 rappresentante
nucleo per l’autonomia provveditorato (uno per ogni provincia)
-
Ispettore Tecnico
centrale per PNSTD
-
Ispettore Tecnico
regionale responsabile PNSTD
-
n. 1 Dirigente Scolastico
referente provinciale (nucleo regionale)
-
n. 1 docente referente di
circolo partecipante alla R-A.
-
n. 1 rappresentante
IRRSAE
-
n. 2 rappresentanti
Università
-
n. 4 Tecnici esperti.
13.-TEMPI
DI ATTUAZIONE
Fase di messa a punto e
taratura delle esperienze: Ottobre-Dicembre 1998.
Svolgimento fase
"dura" della sperimentazione. gennaio – giugno 1999
Confronto delle esperienze
tramite E-mail con cadenza settimanale
Incontri di verifica équipe
provinciali con cadenza mensile.
Prodotto ipermediale di
sintesi progettato e costruito dai partecipanti: Giugno 1999 |