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I.C. di Scuola Materna, Elementare e Media
dei Comuni di
Arcevia, Montecarotto, Serra de' Conti 

 


anno scolastico 1998-99

PROGETTO
 

SCUOLA DELL'INFANZIA STATALE DI
ARCEVIA - CONCE

E-mail: inf.arcevia@cadnet.marche.it

 

Motivazioni che hanno ispirato l’ipotesi di lavoro sperimentale

Ogni bambino cresce attraverso un processo autonomo e individuale, utilizzando le interazioni con le persone e le risorse che il suo ambiente gli offre. Affinché un bambino cresca nel migliore dei modi è necessario che fin dai primi anni egli possa toccare, manipolare, osservare, cogliere problemi, ricevere informazioni, formulare ipotesi e sperimentarle. Se gli adulti sapranno rispettare queste modalità di conoscenza e gli offriranno reali occasioni di sviluppo egli potrà fare continue scoperte e apprendere molte abilità. Purtroppo, il nostro tipo di società, caratterizzato da: famiglie mononucleari, lavoro di entrambi i genitori, perdita di spazi aperti, nuovo tipo di abitazioni..., offre ai bambini ambienti e tempi non sempre strutturati a loro misura fisica, emotiva, psichica; anzi, a volte esso offre contatti non con gli elementi autentici della realtà, ma con i loro surrogati.

Il periodo in cui viviamo è inoltre caratterizzato dalla enorme diffusione dei media, che stanno influenzando in maniera significativa lo stile di vita e il tipo di cultura degli adulti e lo sviluppo affettivo e cognitivo dei bambini. Spetta alla scuola approfondire l’analisi dei nuovi alfabeti multimediali, per conoscere gli effetti positivi e negativi che i loro messaggi possono produrre sulla personalità infantile. I bambini quando arrivano alla Scuola Materna hanno già avuto numerosi contatti con i messaggi televisivi e con i videogiochi e associano, facilmente, segni scritti e simboli verbali ai tempi e ai ritmi dei suoni e delle immagini e, avendo già interiorizzato nuovi codici comunicativi, hanno diritto e bisogno di vivere nell’ambiente scolastico esperienze coerenti con il loro vissuto. Per tutti i motivi elencati è necessario che anche la scuola materna , che ha tra le sue finalità anche quella di far impadronire i bambini dei simboli della loro cultura, trovi le strategie più efficaci per avvicinare i bambini alla conquista dei nuovi codici comunicativi.

La multimedialità può costituire assai più di una risorsa tecnologica. Essa, per la molteplicità di stimoli che la caratterizzano, può essere considerata un patrimonio di simboli, che, se posseduto, arricchisce il modo di pensare e di essere dei bambini. Da tempo sentivamo l’esigenza, sia per alcuni stili comportamentali di tipo passivo nei confronti dei messaggi televisivi colti frequentemente nei bambini, sia per la conoscenza di interessanti esperienze di tipo informatico realizzate in altre scuole, di avvicinare i bambini al mondo multimediale allo scopo di favorire un loro ruolo attivo.

Descrizione della Scuola e sua attuale organizzazione

Il nostro plesso è formato da tre sezioni, omogenee per età, che accolgono circa sessanta bambini dei quali si occupano 6 insegnanti, titolari di sezione e una insegnante aggiunta. La frequenza è di solito completa e regolare. Sono inseriti anche alcuni bambini stranieri. Dall’anno scolastico 1994 - 95 all’anno 1997/98 abbiamo aderito al progetto A.S.C.A.N.I.O.

L’edificio scolastico è posto su due piani. Al piano superiore ci sono tre stanze adibite ad aule per le sezioni, un grande salone destinato ad attività col grande gruppo ed altre due stanze molto piccole, una usata come ufficio e per osservazioni individuali, l'altra per attività di piccolo gruppo. Nel piano inferiore si trovano: il salone usato per la mensa, una grande palestra (dove si realizza la pratica psicomotoria), una stanza destinata al laboratorio scientifico e un’altra dove è stato allestito il laboratorio di lettura . Nelle sezioni lo spazio è stato organizzato per centri d’interesse e in esse i bambini scelgono (per buona parte del tempo che vi trascorrono) il tipo di attività e la durata del loro impegno, mentre nei laboratori essi compiono esperienze più specifiche e condivise dall’intero gruppo che vi partecipa.

Da alcuni anni abbiamo operato alcune scelte sulle esperienze da offrire ai bambini, sul nostro ruolo all’interno di esse, sui luoghi e sui tempi entro i quali realizzarle, per consentire ad ognuno di costruire una buona immagine di sé ed una crescita autonoma e consapevole. Le esperienze più significative finora proposte sono state: il laboratorio di lettura, il laboratorio di scienze, la pratica psicomotoria, l’incontro con la lingua e i segni scritti, l’incontro con l’arte. Abbiamo proposto situazioni interessanti, stimolato la messa a fuoco di alcuni problemi, aiutato i bambini a cercare risposte interagendo con gli altri. Lo spazio-sezione è stato allestito per rappresentare un nucleo affettivo ed operativo rassicurante, quello dei laboratori per permettere un contatto diretto con materiali vari e strutturati da manipolare per conoscere. I tempi sono stati così organizzati:

  •  8,00 - 9,15: Apertura della scuola, arrivo dei bambini accompagnati dai genitori e dal primo scuolabus. I bambini sono accolti nelle sezioni.

  •   9,15 - 9,30: Arrivo dei bambini trasportati dal secondo scuolabus, colazione in sala mensa.

  •   9,30-10: Attività ludiche guidate con il grande gruppo eterogeneo. Arrivo dell’insegnante aggiunta.

  •  10- 11,00: Giochi liberi nei centri d’interesse all’interno delle sezioni, Lab. TV o del PC.

  •  11,00 - 12,15: Inizio della compresenza delle insegnanti. Questa parte della giornata scolastica è destinata alle attività nei laboratori. Le insegnanti che non si devono occupare delle loro sezioni (perché impegnate nelle suddette attività), collaborano con le altre per rendere possibile la formazione di micro-gruppi.

  •  12,15 - 13,00: Pratiche igieniche e pranzo. Fine della compresenza.

  •  13,00 - 14,00: Giochi guidati, proiezioni di cartoni animati, giochi all’aperto.

  •  14,00 - 15,00: Attività libere e giochi nei centri d’interesse, a volte anche nei laboratori. Attività guidate.

  •  15,00 - 15,30: Uscita dell’insegnante aggiunta. Giochi guidati, racconti dell’insegnante.

  •  15,30 - 16,00: Riordino della sezione, uscita dei bambini accompagnati dai genitori, partenza dei bambini trasportati.

Individuazione dei problemi nel rapporto tra bambino e TV

La TV produce negli spettatori effetti positivi e negativi non trascurabili.

Tra quelli positivi ricordiamo:

  •  la diffusione rapida di informazioni percepite simultaneamente da un numero considerevole di individui;

  •  la facilitazione di alcuni apprendimenti;

  •  l’arricchimento linguistico;

  •  la conoscenza di realtà molto lontane;

  •  l’allargamento del proprio punto di vista;

  •  l’offerta di numerose occasioni di divertimento.

Gli effetti negativi più importanti ci sembrano:

  •  la suggestione potente esercitata sullo spettatore, per il sincretismo dei linguaggi e la conseguente diminuzione dello spirito critico di chi guarda;

  •  la visione parziale della realtà ottenuta omettendo o trascurando le riprese di alcuni elementi che potrebbero rendere il messaggio più completo;

  •  la promozione di atteggiamenti passivi nei confronti del mondo esterno e la mancanza di contatti diretti con le persone (questa situazione potrebbe avere gravi conseguenze sui bambini, che per conoscere hanno bisogno di agire direttamente sulle cose e di dialogare sugli aspetti scoperti, con pari e con adulti);

  •  la difficoltà che lo spettatore incontra nello stabilire nessi logici tra i messaggi emessi, a volte, troppo velocemente dal mezzo televisivo;

  •  il sorgere di stili comportamentali indotti, dovuti al "bombardamento" massiccio di spot;

  •  l’ipervalutazione di alcuni personaggi televisivi;

  •  l’impossibilità di una "rilettura" critica dei messaggi.

Gli effetti prodotti dalla TV sono in parte dovuti alle caratteristiche proprie del mezzo (brevità e rapidità delle sequenze, musiche di sottofondo, tecniche ed effetti speciali, ecc.). Ci sembra però che essi siano anche strettamente connessi all’uso che il fruitore fa del mezzo e all’intenzionalità di chi gestisce o crea i programmi. Taluni effetti sono inoltre stati amplificati dalle. sostanziali trasformazioni economiche e sociali dei nostri tempi.

Per le situazioni che abbiamo descritto ci sembra indispensabile che la famiglia e la scuola acquistino consapevolezza dei problemi connessi all’uso del mezzo televisivo e collaborino alla ricerca di una loro efficace soluzione.

 

Individuazione dei problemi nel rapporto tra bambino e computer

Il computer è uno strumento nel quale le cose si trasformano. perdendo alcune caratteristiche e acquistandone altre. In questo tipo di macchina si effettuano numerose operazioni, che pur essendo astratte, mantengono un legame molto forte con l’aspetto concreto della realtà per il sincretismo dei messaggi orali, iconici, musicali.

Aspetti ed effetti positivi

  • Il computer è uno strumento innovatore, purché non venga associato ad una concezione pedagogica che identifica l’apprendimento con il ripetersi dei concetti o con l’adeguamento ad un modello prestabilito;

  • consente un itinerario di apprendimento individuale e personale;

  • cattura per lungo tempo l’attenzione di chi lo adopera, se i suoi messaggi sono interessanti, e favorisce una intensa concentrazione intellettuale;

  • possiede molte risorse: permette di elaborare, conservare, stampare immagini e foto, di scrivere e conservare resoconti di esperienze, di compiere queste ed altre operazioni in maniera estremamente veloce.

  • per il forte coinvolgimento che produce, consente di accettare anche imprese difficili.

Aspetti ed effetti negativi

  • Potrebbe favorire il sorgere di una cultura a mosaico, all’interno della quale risulterebbe difficile fare collegamenti logici;

  • potrebbe allontanare, se usato per molto tempo ogni giorno, l’utente dalle indispensabili comunicazioni reali con gli altri;

  • Potrebbe agevolare la tendenza a fare ricorso ad un uso di immagini prefabbricate, limitando la crescita delle potenzialità creative.

 

IPOTESI DI LAVORO

Rispetto alle esperienze precedentemente attuate vorremmo verificare come l'introduzione intenzionale della multimedialità influenzi modalità di apprendimento e di comportamento dei bambini.

Laboratorio TV

Compiti della Famiglia e della Scuola:

Entrambe le istituzioni educative dovrebbero richiedere opportuni controlli sui programmi destinati all’infanzia e nel contempo intraprendere concrete iniziative sia per limitare i condizionamenti negativi propri del messaggio televisivo, sia per utilizzare tutti i possibili effetti positivi. A casa e a scuola è necessario consentire ai bambini di dialogare, di fare esperienze di vita vera e di entrare a contatto con la cultura orale e scritta tramite la figura reale di un educatore. Gli operatori scolastici devono acquisire velocemente la padronanza del linguaggio audiovisivo e poter offrire ai bambini occasioni per sviluppare, a loro volta, senso critico nei confronti dei messaggi dai quali sono investiti.

Finalità:

Per realizzare un intervento idoneo nella nostra scuola, vorremmo mettere in atto un progetto didattico, che faccia acquisire ai bambini la capacità di:

  •  usare accanto ai linguaggi tradizionali (grafico, pittorico, plastico, musicale, corporeo, verbale) anche quello televisivo;

  •  rileggere ed interpretare i messaggi inviati dalla TV;

  •  diventare soggetti produttori, superando la condizione di fruitori passivi.

Scansione degli obiettivi previsti dalla sperimentazione:

  •  Per i bambini di tre anni la priorità sarà data al conseguimento della capacità di rileggere ed interpretare i messaggi della TV.

  •  Con i bambini di quattro anni ci impegneremo, inoltre, per renderli capaci di codificare le proprie esperienze nel linguaggio televisivo.

  •  Con i bambini di cinque anni il nostro intervento sarà anche finalizzato a favorire un loro atteggiamento sempre più attivo nei confronti del mezzo audiovisivo.

Iniziative da intraprendere con le famiglie:

  •  indagine mediante questionario sul tipo di fruizione televisiva esistente nell’ambito familiare;

  •  incontro all’inizio dell’anno per illustrare i risultati del questionario e gli obiettivi del progetto e per coinvolgere i genitori nella loro realizzazione;

  •  alcuni incontri periodici anche condotti da esperti, per discutere sugli argomenti relativi al progetto e sui comportamenti dei bambini;

  •  incontro a fine anno per assistere alla proiezione dei prodotti realizzati dai bambini e per illustrare ai genitori il percorso didattico-educativo compiuto.

Attività:

  •  conversazioni sulle esperienze televisive vissute;

  •  visione di alcuni programmi;

  •  rappresentazione dei personaggi preferiti e riconoscimento delle loro caratteristiche;

  •  gioco della TV con assunzione di ruoli diversi;

  •  invenzione di dialoghi su fumetti e su filmati privati di messaggi;

  •  realizzazione di storie figurate in sequenze e di fumetti;

  •  rappresentazioni di telegiornali scolastici;

  •  discussioni e analisi del linguaggio pubblicitario della televisione, dei giornali, dei manifesti;

  •  animazione teatrale di spot;

  •  ascolto di messaggi musicali e loro associazione a particolari stati d’animo;

  •  uso di messaggi musicali da inserire nei filmati realizzati dai bambini;

  •  realizzazione di semplici riprese di cui i bambini siano autori e attori

Metodologia:

In ogni esperienza cercheremo di favorire nei bambini la scoperta progressiva del linguaggio televisivo, attraverso l’uso di apparecchiature e l’acquisizione di tecniche. Anche in queste esperienze solleciteremo nei bambini la capacità di trovare soluzioni, formulando ipotesi, verificandole e autocorreggendosi. Formeremo gruppi di lavoro costituiti da circa dieci bambini, a volte anche di età diverse, guidati da due insegnanti. Ogni gruppo svolgerà le attività previste per due o tre giorni alla settimana.

Verifiche:

Nel corso dell’anno effettueremo osservazioni del comportamento dei bambini in relazione agli obiettivi prefissati (nel gioco spontaneo, nelle attività guidate, nel piccolo e nel grande gruppo) e registreremo i loro commenti e le loro opinioni. Osservazioni e registrazioni saranno utilizzate per valutare i risultati raggiunti. Il percorso metolodogico-didattico sarà modificato se le valutazioni effettuate lo consiglieranno.

Valutazione:

Le riflessioni sulle osservazioni dei comportamenti e sulle produzioni dei bambini e la rilettura delle loro risposte e delle loro opinioni consentiranno di individuare lo stile cognitivo e relazionale di ognuno. Tutto questo contribuirà a far valutare la sperimentazione in tutti i suoi elementi: bambini, insegnanti, tipo di attività, formazione dei gruppi ecc.

 

Laboratorio computer

Finalità:

Le riflessioni sulla natura del computer, sulle risorse che possiede, sui rischi che programmi sbagliati possono comportare, ci hanno spinto a cercare di costruire un progetto finalizzato ad introdurre positivamente le nuove tecnologie nella nostra scuola. Vorremmo riuscire a costruire intorno al computer un adeguato supporto culturale e pedagogico, in grado di afferrare il grande potenziale che la macchina possiede e che dovrebbe scaturire mediante l’azione diretta del bambino.

Obiettivi per gli insegnanti:

  •  Acquisire una buona competenza specifica dei nuovi linguaggi e la conoscenza di come essi possano influire sull’apprendimento;

  •  collegare e integrare le attività realizzate al computer con il progetto educativo e didattico del plesso;

  •  organizzare nel laboratorio multimediale esperienze di gioco e di costruzione creativa;

  •  limitare le attività che favoriscano troppo spesso situazioni di esperienze isolate, cerando di favorire l’interazione tra bambino-bambino, bambino-insegnante, insegnante-bambini, bambino-bambini;

  •  ricercare e usare programmi che sviluppino immaginazione e inventiva;

  •  considerare il computer come un mezzo per far esprimere e far comunicare i bambini.

Obiettivi per i bambini:

  •  Instaurare un rapporto creativo con l’informatica per scrivere, stampare, inserire foto, costruire immagini;

  •  apprendere gradualmente a manipolare e a usare le nuove attrezzature e a interpretare e a decodificare i linguaggi tecnologici;

  •  collaborare con l’insegnante per costruire giornalini e libri contenenti la ricostruzione delle più importanti esperienze scolastiche;

  •  sviluppare forme di conoscenza più ricche e più complete;

  •  usare la macchina per divertirsi in situazioni di piccolo gruppo mediante la regola dei turni;

  •  servirsi del computer per comunicare, mediante scambio di foto, di disegni, di piccoli testi, ecc., con bambini di altre scuole tramite modem.

 

Scansione degli obiettivi

Saranno privilegiati i seguenti obiettivi:

Sezione tre anni:

  •  la capacità di familiarizzare gradualmente con le nuove strumentazioni;

  •  la capacità di codificare e di interpretare i messaggi dei programmi.

Sezione quattro anni (oltre a quelli precedenti):

  •  Collaborare con gli altri (adulti e coetanei) per costruire prodotti multimediali con contenuti carichi di significato, perché tratti dal loro vissuto;

  •  Stabilire un rapporto creativo con i mezzi informatici.

Sezione cinque anni (oltre a quelli precedenti):

  •  sviluppare forme di conoscenza più completa mediante la percezione e la comprensione del sincretismo dei messaggi multimediali;

  •  desiderare di comunicare con bambini di altre scuole;

  •  essere in grado di scambiare informazioni con essi tramite collegamento in rete (E-mail, fax ecc.).

Metodologia:

Sarà allestito un laboratorio, dove sistemeremo gli strumenti necessari alle attività. Saranno formati microgruppi, che guidati da una e a volte da due insegnanti si recheranno nel laboratorio due o tre volte alla settimana, per realizzare le esperienze sotto la guida indiretta ma continua delle docenti. In altri momenti della giornata scolastica alcuni bambini si recheranno nel laboratorio, accompagnati anche da una sola insegnante a fare esperienze meno formali con i media. Durante le attività cercheremo di suscitare il massimo coinvolgimento dei bambini, la loro partecipazione attiva, il desiderio di apprendere e la capacità di dare e ricevere informazioni durante le interazioni con le figure adulte e con i pari.

Attività:

Conversazioni guidate nelle quali far dire ai bambini le loro conoscenze, le loro aspettative e le loro eventuali esperienze relative al computer, primi tentativi di interazione con la macchina e di interpretazione dei messaggi dei quali i programmi sono dotati, esperienze dirette sotto la guida dell’adulto per fare facili scritte, disegni, acquisire immagini, trasformarle, stamparle, costruire giornalini, inviare foto e messaggi tramite modem a bambini di altre scuole, costruire ipertesti, ecc.

Verifiche:

Effettueremo diversi tipi di verifiche, alcune (frequenti) saranno realizzate durante l’esecuzione delle attività e consentiranno di adattare rapidamente i nostri interventi alle necessità manifestate dai bambini. Periodicamente una delle insegnanti registrerà le reazioni dei bambini (comportamenti e risposte) e, riflettendo su quelle osservazioni, potremo valutare l’efficacia del percorso adottato per la realizzazione del progetto e modificarlo se sarà necessario.

A fine anno le registrazioni delle risposte più significative e le descrizioni dei comportamenti osservati periodicamente durante le esperienze relative al progetto sperimentale e agli altri progetti realizzati nelle sezioni e negli altri laboratori saranno utilizzate per rilevare eventuali modifiche avvenute nei processi di apprendimento dei bambini e per valutare la validità delle nostre scelte in questo e negli altri progetti. Utilizzeremo come indicatori gli obiettivi previsti sia per le insegnanti sia per i bambini.

Valutazione:

Come per il laboratorio TV.

 

Laboratorio multimediale

Al centro di una stanza adibita a laboratorio organizzeremo una zona lavoro, nella quale la maggior parte dei bambini presenti, guidati da una insegnante produrrà il materiale da usare con i media (rappresentazioni grafico pittoriche: di esperienze, di sequenze di fiabe, di personaggi per costruire fumetti; costruzione di testi da inserire insieme alle immagini). Mentre si svolgeranno tali attività tre o quattro bambini, aiutati dall'altra insegnante, effettueranno esperienze dirette con le nuove strumentazioni. I bambini, a turno, parteciperanno tutti ad entrambi i tipi di attività. A volte sarà una sola insegnante ad occuparsi di soli quattro o cinque bambini.

Nel laboratorio confluiranno molte esperienze vissute negli altri luoghi di apprendimento e d'altronde molti stimoli ricevuti in questo ambiente saranno elaborati negli altri laboratori e nelle sezioni.

Intendiamo dotarci di un carrello facilmente trasportabile, sul quale sistemare il computer con le sue periferiche, per poter consentire ai bambini di fare esperienze con esso spontaneamente, anche in sezione, nei momenti delle attività libere nei centri di interesse (con una parziale assistenza indiretta dell'insegnante).

Nelle nostre proposte didattiche, per rispettare le esigenze affettivo-cognitive dei bambini, non presenteremo i contenuti in ordine lineare, ma lasceremo che, come avviene nella realtà, le conoscenze si susseguano nella loro interconnessione.

Organizzazione scolastica che si intende attuare:

La sperimentazione coinvolgerà sia pure con gradi diversi tutte le sezioni e sarà condotta da tutte le insegnanti: alcune si impegneranno nel lab. TV, altre in quello del computer.

 

Progetto didattico generale

Le attività (sia in sezione sia nei laboratori) nelle quali i bambini saranno sempre protagonisti attivi e consapevoli della loro crescita affettivo-cognitiva si organizzeranno nel progetto:"IO", caratterizzato dai seguenti contenuti:

  • CHI SONO (i miei sentimenti, le mie idee, cosa so fare),

  • COME SONO FATTO (dentro e fuori), COME ERO (prima di nascere e dopo),

  • IL MONDO INTORNO A ME (gli altri, gli animali, le piante, le cose, i miei spazi, i miei tempi). Alcune esperienze si svilupperanno più in certi laboratori che in altri, ma cercheremo di stabilire quanti più collegamenti possibili tra i vari ambiti della conoscenza.

Risorse presenti nel territorio:

Per avviare nel migliore dei modi la nostra sperimentazione e per garantirne una buona realizzazione, intendiamo ricorrere:

  •  al Centro Audiovisivo multimediale Distrettuale (CAD) di Arcevia-Fabriano, per reperire quelle attrezzature particolarmente sofisticate che in alcune fasi della sperimentazione si renderanno necessarie.

  •  alla consulenza dell’insegnante "specialista" Volfango Santinelli, direttore del CAD, in servizio presso l’Istituto Comprensivo di Arcevia, che, essendo in possesso di una esperienza pluriennale di lavoro nel campo audiovisivo ed informatico, potrà migliorare le nostre competenze specifiche di base e fornirci la necessaria assistenza tecnologica e didattica.

Documentazione:

Tutte le esperienze vissute saranno documentate con la partecipazione dei bambini mediante la costruzione di: giornalini, cartelloni, foto, video, ipertesti. il materiale più significativo prodotto sarà conservato e contestualizzato tramite i resoconti delle esperienze, la descrizione degli interventi delle insegnanti, la registrazione delle risposte e dei comportamenti dei bambini, la motivazione delle modifiche apportate all’ipotesi sperimentale.

Tutta la documentazione così realizzata servirà per valutare l’efficacia dell’ipotesi di lavoro nei suoi elementi (raggruppamenti di bambini ed insegnanti, spazi e tempi, metodologie adottate...).

Pubblicizzazione:

Tutto quanto sarà prodotto durante la sperimentazione: strategie metodologiche e didattiche, osservazioni registrate, in maniera sistematica, del comportamento dei bambini nelle attività informali e formali, durante le diverse fasi del progetto (all’inizio, in itinere, al termine), riflessioni e analisi dei fattori positivi e negativi riscontrati, modifiche apportate nel corso della realizzazione ecc., verrà organizzato per essere diffuso via Internet, a cura del CAD (http://www.cadnet.marche.it) .

 

Adesione al Progetto "ReteMar"
(La S.d.I. delle Marche in rete)

Recentemente abbiamo aderito, unitamente alla scuola materna di Palazzo (in qualità di scuola "satellite") al progetto "ReteMar", coordinato dall’Ispettore Tecnico MPI Italo Tanoni. L’adesione a ReteMar ci sembra che rappresenti una ulteriore occasione per allargare l’orizzonte culturale e sociale nostro e dei bambini. Questo progetto favorirà il confronto con le altre scuole partecipanti sia sullo schema generale di ReteMar, sia sulle ipotesi di introduzione della multimedialità su alcune aree specifiche assegnate: nel nostro caso quella scientifica e quella relazionale-comunicativa.

 

AREA SCIENTIFICA

Con l’educazione scientifica si promuovono nei bambini l’organizzazione dei pensieri sui fenomeni della realtà e la formazione di atteggiamenti ed abilità di tipo scientifico, basati cioè sull’osservazione, sulla raccolta di dati, sulla individuazione di problemi e di elementi determinanti, sulla formulazione di ipotesi, sull’esigenza di effettuare verifiche, sulla capacità di interagire con gli altri e le cose, per confermare proprie risposte o autocorreggersi. L’educazione scientifica nella scuola dell’infanzia assume un valore rilevante, perché è nell’età compresa tra i tre e i sei anni che i bambini costruiscono le importanti categorie di pensiero sulle quali si baseranno le loro conoscenze future.

Nel nostro laboratorio di scienze cerchiamo di aiutare i bambini ad imparare ad apprendere mediante esperienze significative, durante le quali i bambini riflettono su fatti normali della realtà, mentre noi indirettamente li stimoliamo a: provare curiosità, scorgere problemi, desiderare di risolverli (interagendo con noi, i compagni, le "cose"), non dare niente per scontato, "ricercare" volentieri e continuamente. Nostro compito è anche quello di favorire il costituirsi di modi di "guardare" le cose, e la capacità di formulare ipotesi tenendo conto della complessità del reale, evitando il ricorso a facili generalizzazioni, a volte arbitrarie. Da alcuni anni cerchiamo di essere per i bambini mediatori attivi tra le cose, il modo di vederle e di pensarle dei bambini e la cultura adulta.

Ci siamo rese conto anche della necessità di una conoscenza approfondita da parte nostra degli argomenti da trattare con i bambini, al di là di una utilizzazione immediata nelle esperienze, per favorire meglio l’interazione tra i bambini- il mondo dei fatti- il mondo delle spiegazioni. All’interno delle esperienze si procede, di solito, così:

  •  In un primo momento , introdotto l’argomento e chieste quali informazioni possiedano su di esso, i bambini sono liberi di esplorare e manipolare

  •  Si favoriscono i commenti spontanei e le risposte ad alcune nostre domande-stimolo da parte di ognuno

  •  Si registrano le loro risposte (per poi riflettere su esse per conoscere gli stili cognitivi e la frequenza di interventi e la loro modifica nel tempo), e si annotano alcuni comportamenti significativi

  •  Si conducono i bambini alla ricerca e alla individuazione di problemi e di incongruenze attraverso domande pertinenti

  •  Si rielaborano e si rappresentano in vario modo ciò che è stato scoperto e osservato con lavori individuali e di piccolo gruppo.

Metodologia:

Di solito si formano microgruppi guidati da una insegnante e si lavora per più giorni su un certo tipo di contenuto per evitare che l’argomento si frammenti e perda di significato o venga analizzato superficialmente. Alcune verifiche vengono fatte osservando i comportamenti del gruppo durante le attività, per modificare in tempi brevi la conduzione di esse, altre periodicamente riflettendo sulle risposte fornite da ognuno, annotate insieme ai nostri interventi. Altre, infine, osservando le produzioni realizzate al termine di ogni tappa dell’esperienza.Alla fine dell’anno cercheremo di individuare:

  • Come ognuno partecipa, nel piccolo gruppo, alle ricerche-azioni

  • Quali modelli di riferimento si è costruito

  • Se coglie in un’esperienza: le tappe temporali, il rapporto fra causa-effetto, le caratteristiche degli elementi, le relazioni tra le cose e gli eventi.

I percorsi delle esperienze non sono mai fissati rigidamente e spesso vengono modificati in base alle reazioni dei bambini. La maggior parte delle situazioni didattiche che organizziamo partono da un’analisi di elementi concreti, soprattutto nel primo e nel secondo anno di scuola, mentre con i bambini di cinque anni cominciamo ad introdurre anche alcuni mezzi per conoscere aspetti del reale in maniera meno diretta: racconti, consultazione di libri, lettura di immagini,……. Tutte le esperienze precedenti di tipo manipolatorio e anche altre che seguiranno di questo tipo contribuiscono e contribuiranno, infatti ad accquisire notizie anche da fonti indirette.

Come introdurre il computer:

Senza rinunciare alle indispensabili esperienze dirette e alla manipolazione sulle "cose", intendiamo introdurre il computer nell’ambito scientifico per:

  •  Aiutare i bambini a pensare e a ripensare alle cose fatte anche in modo nuovo

  •  Fare scoperte gratificanti interagendo all’interno di programmi adatti

  •  Apprendere procedure giocando o costruendo prodotti

  •  Favorire scambio di informazioni tra i bambini" sulle azioni da compiere e sulle risposte da fornire, all’interno delle discussioni da organizzare sui contenuti dei software da valutare

Per raggiungere queste finalità realizzeremo le seguenti esperienze:

"IMPARARE IL COMPUTER"

I bambini apprenderanno l’uso del computer (a volte procedendo per tentativi ed errori, a volte con il nostro aiuto e con quello dei pari), per costruire giornalini e ipertesti con contenuti tratti dalle loro esperienze, anche compiute negli altri laboratori.

"SCOPRIRE LE COSE CON IL COMPUTER"

  •  I bambini "esploreranno" il reale attraverso alcuni prodotti ipermediali (CD-ROM), che, grazie alle loro speciali caratteristiche (animazioni, effetti sonori, filmati ecc.), consentono di conoscere anche aspetti inconsueti di animali, piante, cose.

  •  Rielaboreranno al computer, inserendo immagini, parole, effetti speciali alcune esperienze fatte sulle "cose".

  •  Useranno programmi più strutturati in maniera contestualizzata e combinata con esperienze da fare a scuola.

"GIOCARE CON IL COMPUTER"

I bambini, divertendosi con videogiochi o utilizzando programmi adatti, troveranno soluzioni a piccoli problemi e scopriranno nessi logici.

Metodologia che intendiamo adottare per le esperienze da fare al computer:

Saranno formati microgruppi formati da 4-5 bambini per consentire a tutti la visione dello schermo e per evitare attese troppo lunghe per agire direttamente. A volte faremo collaborare davanti al computer due soli bambini, per facilitare lo scambio di opinioni, la capacità di collaborare, la scoperta di altri punti di vista.

In sezione, dove a volte trasporteremo il computer con un carrello, potranno verificarsi anche momenti di attività individuale.

Periodicamente formeremo microgruppi inserendo bambini con diversi livelli, per favorire da parte di alcuni il superamento di eventuali difficoltà.

Ricercheremo ed useremo, soprattutto, programmi che stimolino i bambini a esplorare, a decidere, a diventare consapevoli dei progressi compiuti.

Verificheremo, attraverso opportune osservazioni, l’efficacia dei nostri interventi e modificheremo, anche mediante il confronto con le altre insegnanti della RETE, itinerari e interventi qualora fosse necessario.

 

AREA RELAZIONALE - COMUNICATIVA

Condizioni indispensabili per instaurare relazioni positive con gli altri e per comunicare con essi sono una crescita socio-affettiva basata su una buona stima di sé, la consapevolezza della propria identità personale, la soddisfazione del bisogno di sicurezza, la conquista dell’autonomia, l’accettazione da parte delle figure adulte importanti. Per favorire un sano processo di crescita affettiva e sociale e, a volte per prevenire o attenuare situazioni di disagio, intendiamo continuare a instaurare un contesto di classe nel quale possano entrare i sentimenti (positivi, negativi, incerti), possano essere vissute esperienze piacevoli e nelle quali i bambini si autorealizzino, dove si rinforzino i comportamenti accettabili, si discutano i problemi, si spieghino e si costruiscano insieme le regole, ci si senta incoraggiati e sorretti nelle difficoltà, anziché valutati.

Obiettivi per gli insegnanti:

  •  Riuscire a modificare: tempi, spazi, metodi, per far entrare il problema di ogni bambino nella vita scolastica

  •  Educare all’ascolto

  •  Promuovere tra i bambini lo scambio e il dialogo

  •  Sollecitarli a trovare idee per risolvere i conflitti in modo non violento

  •  Discutere con i bambini sulle loro azioni ed emozioni

Obiettivi per i bambini:

  •  Progredire nella conoscenza e nella coscienza di sé (per proiettarsi positivamente nei confronti degli altri)

  •  Interessarsi agli altri

  •  Saper ascoltare

  •  Interagire con i compagni

  •  Accorgersi di altri punti di vista

  •  Individuare le cause dei conflitti

  •  Valutare le conseguenze del proprio comportamento

  •  Controllare gli impulsi di sopraffazione

  •  Elaborare risposte di solidarietà

Metodologia, attività, verifiche:

Interventi dell’insegnante per favorire nelle attività la partecipazione di tutti e la conoscenza reciproca e per riassumere le opinioni dei bambini, farle circolare e per mediare i diversi punti di vista. Conversazioni guidate e spontanee per approfondire con i bambini la conoscenza dei loro sentimenti e di quelli degli altri. Drammatizzazioni di alcuni stati d’animo con scambio di ruoli, giochi con le marionette. Scambi di confidenze realizzati con metodo di circle-time.

Le verifiche saranno fatte riflettendo sulle osservazioni dei comportamenti e sulle riflessioni elaborate sulle risposte e sulle rappresentazioni fornite dai bambini.

Come introdurre il computer:

Anche intorno al computer favoriremo lo stesso clima rassicurante di cui si è detto all’inizio. Per promuovere nei bambini più grandi la disponibilità ad essere di aiuto ai più piccoli e per far sorgere, in questi, sentimenti di fiducia nei più grandi, formeremo periodicamente gruppi eterogenei (3, 4 e 5 anni). Solleciteremo i bambini a scoprire la necessità di alcune regole per stabilire i turni davanti al computer. Inviteremo i bambini a comunicare idee, sentimenti e sensazioni sui contenuti dei prodotti dei quali fruiranno e che dovremo valutare.

Mediante il computer i bambini registreranno e rappresenteranno in modo multimediale idee, opinioni ed emozioni, utilizzando software adatti a loro (Creative Writer, Amico Junior ecc.)manifestate in alcuni momenti organizzati appositamente per favorire "le confidenze, ovvero l’esternazione a se’ e agli altri di ciò che ci fa felici o ci opprime, preoccupa, perché la comunicazione aiuta a riconoscersi e la condivisione favorisce il superamento dell’ansia……….. e il riascoltarsi può favorire l’identificazione dei nostri problemi e di nostri eventuali errori e permettere l’autocontrollo e il dominio di impulsi riconosciuti attraverso le discussioni come non buoni.

Nel corso dell’anno i bambini scambieranno informazioni, immagini, notizie sulle esperienze fatte a scuola con bambini di altre scuole della RETE e potranno anche collaborare per inventare una storia. Alla fine dell’anno potrà essere organizzato un incontro non "virtuale" tra i bambini che hanno comunicato via E-Mail.

 

Arcevia, 28/10/1998

LE INSEGNANTI:

laboratorio tv:
Patrizia Aguzzi
Fiorisa Calcatelli
A.Maria Olivetti
Paola Urbani

laboratorio del computer:
Gabriella Cascioli
Cesira Giacchini
Graziella Mariella
A.Maria Olivetti
Rita Vagni

Bibliografia:

  S. Penge, Io bambino, tu computer - Ed. ANICIA, 1993

  S. Penge, Storia di un ipertesto - Ed. LA NUOVA ITALIA, 1996

  S. Papert, I bambini e il computer - Ed. Rizzoli, 1994

  R.Maragliano, Esseri multimediali - Ed. LA NUOVA ITALIA, 1996

  R.Maragliano, Manuale di didattica multimediale - Ed. Laterza, 1997

  T. Loschi, I multimedia nella scuola - Vita dell’infanzia, maggio-giugno 1994

  T. Loschi, Tempo e consumi del bambino di oggi - Vita dell’infanzia, novembre 1994

 

BANCA DATI DIDATTICA
 

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