percorso

L'Africa, i suoi paesi, la sua fiaba

IL PERCORSO in sintesi

SOGGETTI COINVOLTI: cinque bambini di cinque anni presenti nel plesso provenienti da famiglie immigrate. e che provengono tutti da nazioni dell’africa (Algeria - Costa d’Avorio, Congo, Marocco), 2 docenti.
OBIETTIVI formativi:
Favorire una maggiore identità personale attraverso una migliore conoscenza dei paesi di origine delle famiglie. Migliorare  l’uso della lingua italiana, per ascoltare-comprendere e rielaborare informazioni- esperienze-conoscenze.  

TEMPI: 2 incontri settimanali ci circa 1h, nel periodo maggio-giugno, condotti a turno da una delle due docenti.

LE STRATEGIE E LE FASI: Le prime esperienze nel laboratorio sono state finalizzate  a far conoscere meglio agli alunni il paese di provenienza,  attraverso uso di testi, racconti di ricordi dei bambini e-o dei genitori, viaggi virtuali tramite internet e immaginazione.

Le altre situazioni didattiche  sono state dedicate:

  •  alla lettura-racconto da parte dell’insegnante di una fiaba africana usando   un testo abbastanza elaborato e complesso, seguito da verifiche individuali (vedi protocolli di osservazione adottati);

  •  alla ricostruzione con metodo cooperativo del racconto;

  •  alla problematizzazione dei punti non compresi;

  •  alla ricerca del significato più completo attraverso  la visione del film analogo al racconto;

  •  alla rielaborazione grafico- pittorica  di tipo collaborativo (ogni bambino si è occupato di alcuni disegni, scelti a seconda delle sue preferenze) sempre accompagnata   dal racconto relativo alla scena rappresentata fatta dall’autore dell’immagine;

  •  alla rilettura nel piccolo gruppo di ogni dipinto;

  •  alle interazioni dei bambini;

  •  alla problematizzazione da parte delle insegnanti su modi inesatti di dire ;

  •  all'autocorrezione  da parte degli alunni .

Al termine di tutto questo si è passati ad  una ultima verifica individuale ( vedi modalità adottate).

Il tutto è stato individualmente e collettivamente documentato in vario modo: cartaceo e multimediale.

Pur disponendo di un numero davvero esiguo di ore, ( N.B. si sono cercati altri momenti per terminare alcune fasi del percorso, disponendo di una docente fissa nel plesso), attraverso la formazione di un piccolissimo gruppo, disponendo, quindi,  di maggiore tempo per intervenire sui bambini da parte adulta (per conoscere- aiutare-sollecitare) e per consentire ai bambini di interagire frequentemente con i pari e l’adulto, si è cercato soprattutto di sviluppare   in essi col metodo dell'apprendimento  significativo, maggiore interesse per un migliore apprendimento dell'italiano  soprattutto per capire - farsi capire - per conoscere, in situazioni di “studio”.

bIBLIOGRAFIA:

  •  Alfabeti interculturali (glossario e appunti per un percorso di autoformazione) a cura di Elisabetta Micciarelli

  •  insegnare l'italiano agli alunni stranieri di graziella favaro - la nuova Italia


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