cooperativo

L'Africa, i suoi paesi, la sua fiaba

TESTO COOPERATIVO

(fatto con la mediazione delle insegnanti e l'interazione tra pari)

C’era una volta un villaggio in Africa, c’erano tante capanne, dentro una capanna c’era una mamma che aspettava un bambino che doveva nascere …

Una vocina ha detto: "Mamma, mi fai uscire?". La mamma ha detto: "Un bambino che parla prima di essere nato, puō nascere da solo", poi il bambino nasce e da solo si taglia l’ombelico.

Poi dice: "Mamma, io mi chiamo Kirikų, mi puoi lavare e mi puoi fare il bagno?". La mamma gli dice: "Un bambino che nasce da solo si puō lavare da solo". Kirikų si lava da solo e fa cadere un goccino dell’acqua e la mamma gli dice: "Non sprecare l’acqua, che la strega Karabā ha chiuso la fontana!". 

Kirikų dice alla mamma: "Dove stanno i fratelli del babbo e della mamma?".

La mamma con la voce triste dice: "L'ha mangiati la strega Karabā… c’č solo un uomo nel villaggio, č tuo zio, sta andando a combattere contro la strega".

Poi Kirikų domanda alla mamma: "Perché non c’č il babbo?". "Perché - dice la mamma al bambino Kirikų - il tuo babbo l’ha mangiato la strega Karabā".

Kirikų va a prendere un cappello da un vecchio signore del villaggio che dice: "Ma dov’č il mio cappello?". Lo zio lo prende e se lo mette in testa e…

Kirikų dice allo zio: "Posso venire a combattere con te?". Lo zio dice: "No, sei troppo piccolo per combattere. Fila via, a casa tua".

Kirikų stava lassų, sopra la testa dello zio e sotto il cappello e nessuno lo vedeva. Kirikų alza un pochettino il cappello e lo zio dice: "Che ci fai lassų?".  

Quando stavano parlando e camminando Kirikų dice: "Oh, oh č troppo tardi".  Kirikų si gira, guarda un pochettino di dietro e  vede i feticci e dice allo zio: "Guarda davanti, indietro, a sinistra, a destra".

E la strega dice allo zio: "Ma quel cappello č magico?" Lui dice: "Sė, č magico!". 

Lo zio dice di sė, perché sennō la strega dopo mangiava a Kirikų.

Allora la strega dice: "Dammelo qua" ma lo zio non glielo dā.

Allora dice ai feticci: "Andatelo a prendere".

Kirikų dice allo zio: "Non mi vorrai dare alla strega?!". E scappa via e, per ingannare la strega, č andato dietro un cespuglio, ha fatto un cappello di foglie e l’ha messo per terra. I feticci hanno preso il cappello e si č acciaccato e la strega ha capito che era finto. Poi Kirikų ha lasciato il cappello vero ed č scappato via e i feticci hanno preso il cappello e l’hanno portato alla strega. La strega ha capito che non era magico, si č arrabbiata tantissimo, allora dice ai feticci: "Andate al villaggio e dite che mi danno i gioielli e tutto l’oro".

Una signora non ha dato la collana, l’ha nascosta sotto terra, dentro la capanna. I feticci che annusavamo tutto, hanno annusato in quella capanna e hanno trovato la collana.  Allora hanno chiamato il feticcio che tira il fuoco e gli hanno detto di bruciare quella capanna. Allora Kirikų ha detto alla sua mamma: "Mamma, come si spegne il fuoco?".  "Con l’acqua, ma l’acqua non c’č, perché la strega Karabā ha chiuso la fonte". E kirikų va alla fonte per sapere perché l’acqua non esce e gli pareva che era morto affogato dentro l’acqua.

Poi Kirikų č uscito dalla fonte. La mamma pensava che era morto e invece era svenuto. La mamma gli canta una ninna nanna, lo accarezza e dopo Kirikų si sveglia.

Kirikų era al fiume e stava a guardare i bambini come giocavano e i bambini non vogliono a giocare con loro Kirikų. Kirikų vede arrivare una piroga e dice ai bambini: "Non ci montate, perché la strega Karabā vuole portarvi a casa sua per mangiarvi, ma i bambini… entrano nella piroga e la piroga corre subito verso la casa della strega Karabā, era una piroga magica.

Kirikų corre  a prendere un pugnale, fa un buco e la piroga rallenta, si riempie d’acqua, affonda, i bambini escono e poi nuotano verso la riva e cantano una canzone e ballano.

Kirikų stava camminando con …quei bambini e dopo…

Vedono un albero pieno di frutti, i bambini salgono sull’albero e Kirikų dice:-Non salite č un’altra trappola della strega Karaba’.- I bambini gli dicono :- Non č un’altra cosa della strega, ma č solo un albero.- Ma quando sono arrivati in cima l’albero si chiude e corre. Stava per arrivare nella casa della strega, Kirikų con il pugnale lo taglia. L’albero si ferma , si apre e i bambini si sono salvati un’altra volta grazie a Kirikų. Cantano un’altra volta una canzone a Kirikų.

Kirikų voleva ancora sapere perché la strega Karabā era cattiva e lo chiede ancora alla mamma. La mamma gli dice che solo il nonno lo sa, Kirikų dice: "Dove č mio nonno?". "Sta sulla montagna, ma la strega non ci fa arrivare nessuno. Ci sono i feticci, i robot quelli che fanno la guardia sul tetto, che non ci fanno arrivare nessuno." Allora Kirikų passa sotto una galleria dove c’era  la tana della puzzola e degli scoiattoli e piano piano arriva alla montagna davanti al termitaio rosso e c’č una magia.

Il termitaio fa passare solo Kirikų, perché era lui la persona giusta. Kirikų arriva dal nonno che stava sulla scala che stava dentro la montagna, Kirikų domanda al suo nonno perché era cattiva la strega e lui risponde: "Perché gli uomini cattivi hanno messo la spina dentro la schiena. La spina la faceva diventare magica e cattiva." "Perché non se la toglie?" domanda Kirikų e il nonno risponde: "Perché ha paura di soffrire."

Kirikų vuole togliere la spina alla strega e si mette sull’albero e dopo, quando la strega lo sta cercando, ha saltato gių dall’albero e ha preso la spina con i denti. Quando gliel’ha tolta Karabā ha urlato, perché gli ha fatto tanto male. Era la spina che la faceva essere cattiva e magica …

Dopo la strega dice grazie e Kirikų dice: "Mi sposi?" "Le persone grandi non sposano i bambini piccoli". "Allora dammi un bacio". Dopo che la strega lo bacia, Kirikų diventa grande, perché aveva ancora un po’ di magia, e si sposano e vanno al villaggio. Le donne urlano e hanno paura della strega e solo una donna riconosce che č Kirikų, la sua mamma. Poi arriva il nonno e tutti i babbi che non l’aveva mangiati la strega,  erano stati trasformati in feticci. Il nonno dice che Karabā č buona e tutti sono contenti e fanno festa.

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