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DIDATTICA DELLA STORIA
III Seminario Nazionale -
Giugno 1997 |
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Ad Arcevia si svolge ogni anno un Seminario
Nazionale di Didattica della Storia. Questo è il terzo anno consecutivo che
insegnanti marchigiani di gruppi di sperimentazione e ricerca si sono
incontrati ad Arcevia con gruppi di colleghi di altre regioni per
perfezionarsi sulle pratiche dell’insegnamento della storia nella scuola
dell’obbligo. Quest’anno erano presenti anche insegnanti di istituti
secondari superiori, interessati all'approfondimento di quella che è stata
definita la "didattica degli operatori cognitivi". Al centro della
riflessione c’era la questione della composizione di un curricolo di storia
locale all’interno del curricolo generale. |
| Gli scolari che escono dalla
scuola dellobbligo, conoscendo alcuni aspetti della storia
regionale marchigiana raccordati ad altre storie regionali,
nonché alla storia d'Italia, d'Europa e del Mondo, possono
essere cittadini più legati al loro territorio, più consapevoli
del rapporto tra il suo presente e il suo passato, più attenti
alle questioni che lo riguardano e alle decisioni amministrative
che cercano di risolverle. Con questo risultato
linsegnamento della storia potrebbe dare un contributo alla
formazione di una società più coesa e più aperta. Questa idea
ha animato oltre un centinaio di insegnanti della scuola
dellobbligo che si sono riuniti per progettare ipotesi di
curricoli di storie locali marchigiane. Il seminario nazionale è
stato organizzato dallIstituto regionale di storia del
movimento di liberazione per le Marche e dallIstituto
scolastico comprensivo di Arcevia col patrocinio del Comune,
dellANPI, della Comunità montana, del Distretto scolastico
e del CAD. Nei due giorni del seminario la preparazione ai lavori
di progettazione è avvenuta mediante relazioni teoriche e
presentazioni di esperienze. Il prof. Ivo Mattozzi, docente di
Didattica della Storia dellUniversità di Bologna, ha
formulato una proposta su come pensare il curricolo continuativo
di storie locali da concepire come un "domino
cognitivo" in cui tessere di storia locale si innestano con
le tessere della storia generale e tra di loro in modo da
comporre una conoscenza integrata e concettualmente ricca. La
prof.ssa Amelia Mariotti, direttrice del Centro di documentazione
dei beni culturali. ha parlato dellimportanza di insegnare
a saper vedere i beni culturali. La dott.ssa Loretta Mozzoni,
direttrice della Pinacoteca di Jesi, ha esaltato
limportanza del rapporto che la scuola può stabilire tra
gli alunni e le opere artistiche del territorio nel quale vivono. |
| Si sono poi svolte le
presentazioni di progetti, di prodotti didattici e di esperienze.
La direttrice dott.ssa Nilde Maloni ha illustrato il progetto di
costruzione di materiali per insegnare la storia della forma
urbana di Ascoli Piceno. Linsegnante Manuela Carloni ha
mostrato come con gli alunni di una classe quinta elementare sia
possibile svolgere una ricerca sulla storia delledificio
scolastico che si lega alla storia dello sviluppo di Jesi negli
anni settanta. Invece il prof. Ernesto Perillo dellIRRSAE
Veneto ha esposto il progetto della costituzioni di archivi
simulati ad uso didattico. Il gruppo di ricerca e sperimentazione
di Arcevia ha presentato lipertesto
Arcevia
nel primo Novecento. E lopera
della collaborazione tra un gruppo di sette insegnanti
dellIstituto Scolastico Comprensivo di Arcevia (Anna Maria
Bordi, Giuseppina Biancini, Cristina Carelli, Giorgina Michelini,
Olivia Ruggeri, Carla Santini, Fiorella Spuri) e Volfango
Santinelli del CAD. Le insegnanti hanno cercato e
prodotto il materiale documentario ed hanno scritto i testi. Con
Volfango Santinelli hanno scelto la configurazione ipertestuale
più adatta per la lettura degli scolari. La realizzazione
tecnica è stata curata del dott. Eugenio Gresta. Grazie ai
molteplici tragitti di lettura 1ipertesto dà la
possibilità di conoscere anche i particolari della vita
quotidiana degli arceviesi agli inizi del '900.
Nellipertesto sono state inserite testimonianze orali e
canti popolari oltre documenti come le locandine degli spettacoli
che si facevano nel Teatro Misa. Con tale produzione la scuola
arceviese dispone di un prodotto didattico molto innovativo per
legare lo studio della storia locale a quello della storia del
Novecento raccomandato dai nuovi programmi. Nella seconda
giornata si è lavorato sui modi in cui gli insegnanti possono
organizzarsi in gruppi di lavoro per produrre materiali didattici
per linsegnamento della storia locale. |
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Il prof. Mario Albrigoni
ha illustrato lattività e la produzione del
laboratorio storico didattico del Dipartimento storico
geografico dellUniversità di Pavia. Il prof.
Perillo ha parlato del laboratorio di storia locale del
Comune di Mogliano Veneto. L'ins. Giulio Ghidotti ha
presentato unesperienza di aggiornamento sulla
storia locale svolta a Palazzolo sullOglio (BS) e
la collega Luciana Coltri ha esplorato le possibilità
che si aprono con lautoaggiornamento presentando
lesperienza del gruppo CIDI di Pordenone. Gli
insegnanti hanno lavorato anche in gruppo con
lobiettivo di riflettere sulle potenzialità
formative della storia locale e di ipotizzare percorsi curricolari. |
| La intenzione è quella di
formare gruppi di lavoro che, sparsi nelle province di Ancona,
Ascoli Piceno, Pesaro, continueranno a produrre materiali ed
esperienze didattiche ispirati alle teorie didattiche di Ivo
Mattozzi. Esse potranno essere scambiate tra i diversi gruppi nel
seminario nazionale che potrà essere organizzato nel prossimo
anno. Con questa iniziativa periodica
Arcevia si sta affermando come una delle cittadelle in cui si
elaborano didattiche innovative della storia. I gruppi di
insegnanti che vi si incontrano qualificano la scuola
marchigiana. Sarebbe auspicabile un interessamento più diretto
degli organismi scolastici, quali il Provveditorato agli Studi e
l'IRRSAE Marche, istituzionalmente preposti al monitoraggio delle
sperimentazioni didattiche nelle scuole, alla valutazione dei
loro risultati e ad una loro eventuale pubblicizzazione.
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