2006-07 - l'agio e il disagio
 

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I.C. di Scuola Materna, Elementare e Media
dei Comuni di
Arcevia, Montecarotto, Serra de' Conti 


 

Esperienze didattiche

anno scolastico  2006/2007

 

L'integrazione dell'offerta formativa —
L'agio e il disagio

Da alcuni anni l’attenzione degli educatori si è concentrata su un fenomeno sempre più evidente e, per questo, meritevole di non essere sottovalutato: ci riferiamo alla presenza nelle nostre scuole di alunni le cui difficoltà vanno fatte, almeno in parte, risalire a condizionamenti di natura socio – culturale.

Non vanno, poi, dimenticati gli alunni che si devono confrontarsi con i DSA, vale a dire i disturbi specifici di apprendimento (dislessia, disgrafia, discalculia), problematiche che, se non individuate precocemente, possono condizionare non soltanto l’iter scolastico ma anche lo stesso inserimento di un individuo nel contesto sociale e lavorativo.

Da queste premesse si evince chiaramente come una particolare attenzione debba essere riservata all’individuazione dei contesti di comunicazione e all’estensione delle opportunità relazionali. Altrettanto importante è il potenziamento di quelli che sono gli strumenti di monitoraggio finalizzati all’individuazione precoce delle difficoltà di apprendimento, poiché solamente la diagnosi precoce può consentire ad un alunno di superare tali problematiche.

Nell’Istituto è presente un gruppo di lavori riguardante l’agio e il disagio formato da docenti dei diversi ordini di scuola e coordinato dalla F.S. per l’area del “Sostegno agli studenti”.

I compiti della suddetta commissione sono i seguenti:

  • monitorare i vari plessi in modo da rilevare la presenza di alunni che abbiano difficoltà di apprendimento tali da compromettere l’esito positivo del percorso di studi;

  • promuovere una dinamica esistenziale di rapporti ed interazioni, occasione di maturazione per tutti gli alunni. attraverso precise strategie d’intervento integrate;

  • informare i competenti organi scolastici in merito a particolari situazioni di disagio che richiedano l’intervento e la collaborazione degli Enti Locali, negli uffici preposti a tali questioni;

  • portare avanti un percorso di autoformazione che metta in condizione i docenti di individuare nei loro alunni possibili sintomi legati ai DSA, in modo da rendere le famiglie dei bambini consapevoli della necessità di rivolgersi agli specialisti per un’eventuale diagnosi;

  • predisporre e far circolare materiali didattici adatti al recupero/potenziamento di diversi apprendimenti e alla verifica degli stessi per sostenere gli insegnanti dell’Istituto.

Chiaramente, i modelli di intervento si articoleranno in un’ottica sempre più preventiva, non invasiva, ma basati sull’analisi della domanda, sulla ricerca – azione, sulla valutazione dei risultati e sulla validazione degli interventi.

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