|
L'integrazione dell'offerta formativa —
L'agio e il disagio
Da
alcuni anni l’attenzione degli educatori si è concentrata su
un fenomeno sempre più evidente e, per questo, meritevole di
non essere sottovalutato: ci riferiamo alla presenza nelle
nostre scuole di alunni le cui difficoltà vanno fatte, almeno
in parte, risalire a condizionamenti di natura socio –
culturale.
Non vanno, poi, dimenticati gli alunni che si devono
confrontarsi con i DSA, vale a dire i disturbi specifici di
apprendimento (dislessia, disgrafia, discalculia),
problematiche che, se non individuate precocemente, possono
condizionare non soltanto l’iter scolastico ma anche lo stesso
inserimento di un individuo nel contesto sociale e lavorativo.
Da
queste premesse si evince chiaramente come una particolare
attenzione debba essere riservata all’individuazione dei
contesti di comunicazione e all’estensione delle opportunità
relazionali. Altrettanto importante è il potenziamento di
quelli che sono gli strumenti di monitoraggio finalizzati
all’individuazione precoce delle difficoltà di apprendimento,
poiché solamente la diagnosi precoce può consentire ad un
alunno di superare tali problematiche.
Nell’Istituto è presente un gruppo di lavori riguardante
l’agio e il disagio formato da docenti dei diversi ordini
di scuola e coordinato dalla F.S. per l’area del “Sostegno
agli studenti”.
I
compiti della suddetta commissione sono i seguenti:
-
monitorare i vari plessi in modo da rilevare la presenza di
alunni che abbiano difficoltà di apprendimento tali da
compromettere l’esito positivo del percorso di studi;
-
promuovere una dinamica esistenziale di rapporti ed
interazioni, occasione di maturazione per tutti gli alunni.
attraverso precise strategie d’intervento integrate;
-
informare i competenti organi scolastici in merito a
particolari situazioni di disagio che richiedano
l’intervento e la collaborazione degli Enti Locali, negli
uffici preposti a tali questioni;
-
portare avanti un percorso di autoformazione che metta in
condizione i docenti di individuare nei loro alunni
possibili sintomi legati ai DSA, in modo da rendere le
famiglie dei bambini consapevoli della necessità di
rivolgersi agli specialisti per un’eventuale diagnosi;
-
predisporre e far circolare materiali didattici adatti al
recupero/potenziamento di diversi apprendimenti e alla
verifica degli stessi per sostenere gli insegnanti
dell’Istituto.
Chiaramente, i modelli di intervento si articoleranno in
un’ottica sempre più preventiva, non invasiva, ma basati
sull’analisi della domanda, sulla ricerca – azione, sulla
valutazione dei risultati e sulla validazione degli
interventi. |