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L'attività laboratoriale
Il LABORATORIO è prima di tutto un luogo mentale che
presuppone una metodologia didattica basata sulla
comunicazione a due vie (partenza dalle conoscenze che
possiedono i ragazzi e lavoro congiunto ragazzi-insegnante per
la costruzione dei saperi), sulla metodologia della ricerca,
su un atteggiamento relazionale del docente con gli alunni che
miri all’autonomia, al rispetto dell’altro, alla
collaborazione, atta a rendere efficace e produttivo il lavoro
di gruppo e l’apprendimento cooperativo.
Il laboratorio è poi un luogo opportunamente attrezzato dove i
ragazzi trovano già pronti tutti i mezzi e i materiali idonei
alla realizzazione del lavoro programmato e negoziato.
Anche il territorio è da considerarsi un ottimo laboratorio
per la ricerca sul campo sempre più utile perché lo studio e
il “trattamento” della realtà favoriscono l’acquisizione di
competenze.
Linee generali per la costruzione di U.A. destinate ai
laboratori opzionali
Per l’orario opzionale vengono offerti alla scelta dei
genitori dei “pacchetti” di laboratori che rappresentano
l’approfondimento di parti dei curricoli disciplinari. Nelle
Indicazioni Ministeriali infatti, all’interno dei percorsi
disciplinari, sono compresi OSA riferiti a filoni così
specialistici delle discipline, che, a livelli universitari e
lavorativi, hanno dato origine a nuovi campi disciplinari di
ricerca e di applicazione nell’ottica di una sempre più
raffinata specializzazione.
In
orario curriculare è praticamente impossibile trattare in
maniera significativa di tutti gli argomenti compresi nelle
Indicazioni, per cui alcune specifiche sono trattate nei tempi
opzionali con andamento quasi esclusivamente laboratoriale.
Questa scelta permette di attivare laboratori specialistici e
orientativi: specialistici perché vi si praticano attività
diverse da quelle praticate in orario curriculare, anche se
strettamente agganciate ai curricoli di base, e orientativi
perché i bambini dai 6 ai 13 anni hanno la possibilità di
scegliere attività diverse cosicché, alla fine del percorso,
dovrebbero aver raggiunto una maggiore consapevolezza delle
proprie attitudini e sviluppato maggiore capacità di scelta in
funzione della costruzione di un progressivo progetto di vita.
All’interno delle scuole dell’IC, al di là dei titoli più o
meno creativi, tutte le attività opzionali sono sintetizzabili
in 5 aree di intervento:
-
Laboratori della comunicazione:
scrittura creativa, del pensiero, giornalismo,
multimediale…;
-
Laboratori tecnico-scientifici:
mineralogia, multimediale, di informatica, di scienze;
-
Laboratori delle arti visive:
lab grafico-pittorici, delle immagini, multimediale;
-
Laboratori linguistici:
approfondimento delle lingue straniere;
-
Laboratorio teatrale
(curricolo costruito).
Come si può vedere il laboratorio multimediale compare in tre
aree diverse, poiché si configura di per sé trasversale e
ciascun docente, in base sia alle proprie competenze sia alle
esigenze del gruppo di alunni ad esso affidato costruirà un
percorso adeguato.
Multimedialità
come laboratorio tecnico: si intende la conoscenza e l’uso dei
mezzi nel quale la produzione è subordinata all’acquisizione
di abilità tecniche.
Multimedialità
come laboratorio delle arti visive: si intende un laboratorio
multimediale delle immagini in cui il ragazzo impara a leggere
e a produrre immagini statiche e in movimento scoprendo la
diversificazione della comunicazione in base ai destinatari,
allo scopo, alle intenzioni comunicative.
Multimedialità
come laboratorio della comunicazione integrata: si intende un
laboratorio tecnico-espressivo in cui le abilità tecniche sono
subordinate alla costruzione di prodotti significativi: si
tratta di un laboratorio avanzato di produzione di filmati. |