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Dalle Indicazioni Ministeriali:
“…………..Scuola
della relazione educativa.
In educazione, e particolarmente quando si è
preadolescenti, è molto difficile impadronirsi delle
conoscenze (sapere) e delle abilità (fare) e trasformarle in
competenze di ciascuno in nome e per conto di una logica di
scambio: la scuola dà una cosa allo studente
che contraccambia con
qualcos’altro (impegno, attenzione, studio, correttezza).
È difficile anche nel caso in cui alla logica dello scambio si
sostituisca quella del rapporto. Avere rapporti tra
soggetti dentro l’istituzione scuola, tra docente e allievi,
tra docenti e genitori, significa infatti far sempre
riferimento all’incontro di ruoli e competenze comunque
formalizzate in statuti, norme, contratti, gerarchie, ecc.
Con lo scambio, e anche con il rapporto, il rischio
dell’estraneità tra i soggetti coinvolti nel processo
educativo e della sostituzione del coinvolgimento pieno e
diretto, libero e gratuito di ciascuno, con la prestazione
pattuita o corretta, ma agita più per dovere che per intima
adesione, resta sempre rilevante.
Questo accade molto meno, invece, se alle logiche dello
scambio e del rapporto si sostituisce e si vive quella della
relazione educativa. La relazione educativa
tra soggetti supera, infatti, lo scambio di prestazioni che
può rimanere ancora
impersonale, così come il rapporto tra figure che esercitano
poteri legittimi in modo corretto, ma non per questo si
mettono in gioco come persone.
La relazione educativa, pur nella naturale asimmetria dei
ruoli e delle funzioni tra docente ed allievo,
implica, infatti,
l’accettazione incondizionata l’uno dell’altro, così come si
è, per chi si è, al di là di ciò che si possiede o del ruolo
che si svolge. Nella relazione educativa ci si prende cura
l’uno dell’altro come persone: l’altro ci sta a cuore, e si
sente che il suo bene è, in fondo, anche la realizzazione del
nostro.
Quando si entra in questo clima, gli studenti apprendono
meglio.”
Il nostro Istituto si sente in linea con il dettato delle
Indicazioni, e da tempo ricerca il coinvolgimento dei genitori
nei progetti della scuola, anche prevedendo incontri con
esperti in campo educativo, al fine di realizzare il diritto
dei minori alla formazione attraverso la
reciproca collaborazione tra famiglia e scuola.
Tale prospettiva si concretizza nei modi seguenti
-
assemblee di plesso per concordare l’organizzazione della
scuola, delle attività laboratoriali e dei progetti di
ampliamento dell’offerta formativa,
-
assemblee di classe per condividere le scelte relative alla
progettazione educativa e didattica
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incontri individuali periodici per confrontare
osservazioni ed opinioni sui metodi di apprendimento
dell’alunno, con la rilevazione delle sue caratteristiche
originali nelle diverse esperienze formative affrontate;
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incontri periodici di valutazione
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