POF 2004-05  decisioni del Collegio Docenti

SEZIONI

Identità dell'Istituto

Piano dell'Offerta Formativa

 

Campi d'esperienza

 

Discipline

Banca dati didattica

Progetto CAD

Didattica della storia

Studio del territorio - SPACE

Retemar

 

S & T - Musica e Teatro

 

Comenius 1

  Costruiamo il nostro libro
  Giornalino telematico
 

Carta dei Servizi

 

Regolamento d'Istituto

 

Autovalutazione d'Istituto

 

Mappa del sito

   
 

UTILITA'

 

Servizi sperimentali

  Web blog
 

Libro degli ospiti

 

E-mail

  Siti web interessanti
  Normativa
  News
  HOME PAGE
   
  NOVITA'

 

 

I.C. di Scuola Materna, Elementare e Media
dei Comuni di
Arcevia, Montecarotto, Serra de' Conti 


 

Esperienze didattiche

anno scolastico 2004/2005


 

L’ISTITUTO COMPRENSIVO DI ARCEVIA TRA RIFORMA E AUTONOMIA:
decisioni del Collegio dei Docenti in relazione a
Organizzazione scolastica e Indicazioni nazionali per i  piani di studio personalizzati e
autonomia del collegio in materia di didattica.

Premessa

Il Collegio dei Docenti in più sedute di Collegio Unitario e in più riunioni delle sue articolazioni: Collegi di settore, Staff di direzione, Commissioni, Dipartimenti,

tenuto conto del Decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999 Legge 275, Regolamento recante norme in materia di autonomia delle Istituzioni Scolastiche ai sensi dell’art. 21 della legge 15 marzo ’97,n.59,

ha  esaminato la Legge delega n 53 del 28 marzo 2003, il successivo decreto Legislativo n 59 del 19 febbraio 2004, contenente anche le  Indicazioni Nazionali per i Piani di Studio Personalizzati (attualmente allo studio dei Dipartimenti Disciplinari dell’Istituto), nonché l’ultima Circolare Ministeriale n 29 del 5 marzo 2004 decidendo quanto di seguito riportato.

 

1 - RIFORMA E ORGANIZZAZIONE SCOLASTICA IN REGIME DI AUTONOMIA

Monte ore obbligatorio e attività opzionali

Il Collegio, nel valutare come impossibile la realizzazione dei Piani di Studio predisposti nei tempi concessi dal monte orario obbligatorio della riforma, ritiene necessario che parte del tempo scuola considerato "opzionale" debba essere dedicato al compimento dei Piani suddetti.

Il Collegio, inoltre, pur avendo individuato delle aree di possibile  offerta di attività opzionali,  convinto  della  necessità di un tempo scuola uguale per tutti, sentito anche il parere dei genitori, ritiene opportuno che le attività proposte, quasi sempre inserite in contesti progettuali complessi di supporto all’acquisizione di competenze disciplinari e trasversali, siano da considerarsi una possibilità formativa imprescindibile di tutti, dato che la fascia di età in cui  si articola il Primo Ciclo di istruzione(3-14 anni) è fascia di formazione di base.

Proprio per rispettare il diritto di ogni persona all’orientamento del sé, alla scoperta delle proprie attitudini e ad una consapevole scelta scolastica e  successivamente di attività lavorativa, si ritiene necessario fornire a tutti il maggior numero di opportunità possibili di attività, tra le quali individuare  aree di spiccato interesse individuale.

Attività opzionali orientanti si considerano premature rispetto a questa prima fase  dell’età evolutiva dei ragazzi.

Ciò non toglie che si sta lavorando per rendere più gradevole il tempo scuola con  l’introduzione di nuove attività laboratoriali  e di gruppo in cui ciascuno possa sviluppare al meglio le proprie attitudini.


Portfolio delle competenze

Il Collegio è consapevole dell’importanza dell’introduzione di nuovi criteri di verifica e di valutazione che tengano conto  in maniera dettagliata e meglio certificata delle reali conoscenze, abilità e competenze possedute dall’alunno nei vari anni scolastici in modo da:

-tenere sotto controllo il processo di maturazione dei singoli rendendo più scientifici e specialistici gli interventi utili ad uno sviluppo armonico e completo dell’intera personalità dell’individuo, e che tenga conto anche degli aspetti che si sviluppano in ambiente/i extrascolastici

-costruire via via un quadro dello sviluppo della personalità dell’allievo che sia controllato e controllabile  non solo dalla scuola ma anche dalla famiglia e dall’alunno stesso, in un ulteriore lavoro di responsabilizzazione personale e di crescita che, a partire dalla sfera metacognitiva lo metta in condizione di impegnarsi attivamente nel proprio divenire e consapevole nelle proprie scelte;

-avviare fin dall’età scolare uno strumento condiviso (portfolio)che diventi curriculum spendibile a livello di orientamento progressivo della propria vita prima scolastica poi lavorativa.

Nonostante questo i docenti sono anche consapevoli che, per avviare un lavoro serio è necessario un mutamento sostanziale  delle modalità di verifica e di valutazione degli alunni, a volte delle stesse modalità di insegnamento, mutamento che non è possibile realizzare in tempi brevi, ma che occorre del  tempo per lo studio e la formazione dei docenti.

Per il corrente anno scolastico, mentre i Dipartimenti disciplinari sono impegnati  a studiare modalità di verifica e valutazione nuove, supportati da attività di formazione,

si decide di conservare il modello  di certificazione esistente che contiene la valutazione sintetica per discipline e il quadro riassuntivo finale delle abilità e competenze trasversali acquisite  e  degli obiettivi educazionali raggiunti dal ragazzo.


Tutor

Rispetto alla funzione del tutor, nella quale sono compresi anche  i compiti legati alla costruzione e alla gestione del portfolio, il Collegio ritiene che tale funzione debba essere definita a livello di CCNL e, in attesa  dei chiarimenti contrattuali, ritiene che la funzione tutoriale vada condivisa da tutta l’equipe dei docenti di classe secondo le modalità fino ad oggi adottate.

 

2 - INDICAZIONI NAZIONALI PER I  PIANI DI STUDIO PERSONALIZZATI E AUTONOMIA DEL COLLEGIO IN MATERIA DI DIDATTICA

Il Collegio dei Docenti ritiene che il termine Personalizzati utilizzato nelle Indicazioni Ministeriali per definire  i  Piani di Studio, vada inteso come “adattati al contesto” (territoriale, di classe, di particolari gruppi laddove fosse possibile operare in maniera diversa dalle classi)  per cui da questo momento li chiameremo Piani di Studio.

Le Indicazioni Nazionali per i Piani di Studio sono allo studio delle Commissioni e dei Dipartimenti disciplinari.


PIANO DELL'OFFERTA FORMATIVA

Home page