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L’ISTITUTO COMPRENSIVO DI ARCEVIA TRA RIFORMA E
AUTONOMIA:
decisioni del Collegio dei Docenti in relazione a
Organizzazione scolastica e
Indicazioni nazionali per i piani di studio personalizzati e
autonomia del
collegio in materia di didattica.
Premessa
Il
Collegio dei Docenti in più sedute di Collegio Unitario e in
più riunioni delle sue articolazioni: Collegi di settore,
Staff di direzione, Commissioni, Dipartimenti,
tenuto
conto del Decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999
Legge 275, Regolamento recante norme in materia di autonomia
delle Istituzioni Scolastiche ai sensi dell’art.
21 della legge 15 marzo ’97,n.59,
ha
esaminato la Legge delega n 53 del 28 marzo 2003, il
successivo decreto Legislativo n 59 del 19 febbraio 2004,
contenente anche le Indicazioni Nazionali per i Piani di
Studio Personalizzati (attualmente allo studio dei
Dipartimenti Disciplinari dell’Istituto), nonché l’ultima
Circolare Ministeriale n 29 del 5 marzo 2004 decidendo quanto
di seguito riportato.
1 - RIFORMA E ORGANIZZAZIONE SCOLASTICA IN REGIME DI AUTONOMIA
Monte ore
obbligatorio e attività opzionali
Il
Collegio, nel valutare come impossibile la realizzazione dei
Piani di Studio predisposti nei tempi concessi dal monte
orario obbligatorio della riforma, ritiene necessario che
parte del tempo scuola considerato "opzionale" debba essere
dedicato al compimento dei Piani suddetti.
Il
Collegio, inoltre, pur avendo individuato delle aree di
possibile offerta di attività opzionali,
convinto della necessità di un tempo scuola uguale per
tutti, sentito anche il parere dei genitori, ritiene opportuno
che le attività proposte, quasi sempre inserite in contesti
progettuali complessi di supporto all’acquisizione di
competenze disciplinari e trasversali, siano da considerarsi
una possibilità formativa imprescindibile di tutti, dato che
la fascia di età in cui si articola il Primo Ciclo di
istruzione(3-14 anni) è fascia di formazione di base.
Proprio
per rispettare il diritto di ogni persona all’orientamento del
sé, alla scoperta delle proprie attitudini e ad una
consapevole scelta scolastica e successivamente di attività
lavorativa, si ritiene necessario fornire a tutti il maggior
numero di opportunità possibili di attività, tra le quali
individuare aree di spiccato interesse individuale.
Attività
opzionali orientanti si considerano premature rispetto a
questa prima fase dell’età evolutiva dei ragazzi.
Ciò non
toglie che si sta lavorando per rendere più gradevole il tempo
scuola con l’introduzione di nuove attività laboratoriali e
di gruppo in cui ciascuno possa sviluppare al meglio le
proprie attitudini.
Portfolio
delle competenze
Il
Collegio è consapevole dell’importanza dell’introduzione di
nuovi criteri di verifica e di valutazione che tengano conto
in maniera dettagliata e meglio certificata delle reali
conoscenze, abilità e competenze possedute dall’alunno nei
vari anni scolastici in modo da:
-tenere
sotto controllo il processo di maturazione dei singoli
rendendo più scientifici e specialistici gli interventi utili
ad uno sviluppo armonico e completo dell’intera personalità
dell’individuo, e che tenga conto anche degli aspetti che si
sviluppano in ambiente/i extrascolastici
-costruire
via via un quadro dello sviluppo della personalità
dell’allievo che sia controllato e controllabile non solo
dalla scuola ma anche dalla famiglia e dall’alunno stesso, in
un ulteriore lavoro di responsabilizzazione personale e di
crescita che, a partire dalla sfera metacognitiva lo metta in
condizione di impegnarsi attivamente nel proprio divenire e
consapevole nelle proprie scelte;
-avviare
fin dall’età scolare uno strumento condiviso (portfolio)che
diventi curriculum spendibile a livello di orientamento
progressivo della propria vita prima scolastica poi
lavorativa.
Nonostante
questo i docenti sono anche consapevoli che, per avviare un
lavoro serio è necessario un mutamento sostanziale delle
modalità di verifica e di valutazione degli alunni, a volte
delle stesse modalità di insegnamento, mutamento che non è
possibile realizzare in tempi brevi, ma che occorre del tempo
per lo studio e la formazione dei docenti.
Per il
corrente anno scolastico, mentre i Dipartimenti disciplinari
sono impegnati a studiare modalità di verifica e valutazione
nuove, supportati da attività di formazione,
si decide
di conservare il modello di certificazione esistente che
contiene la valutazione sintetica per discipline e il quadro
riassuntivo finale delle abilità e competenze trasversali
acquisite e degli obiettivi educazionali raggiunti dal
ragazzo.
Tutor
Rispetto
alla funzione del tutor, nella quale sono compresi anche i
compiti legati alla costruzione e alla gestione del portfolio,
il Collegio ritiene che tale funzione debba essere definita a
livello di CCNL e, in attesa dei chiarimenti contrattuali,
ritiene che la funzione tutoriale vada condivisa da tutta
l’equipe dei docenti di classe secondo le modalità fino ad
oggi adottate.
2 - INDICAZIONI NAZIONALI PER I PIANI DI STUDIO
PERSONALIZZATI E AUTONOMIA DEL COLLEGIO IN MATERIA DI
DIDATTICA
Il Collegio dei Docenti ritiene che il termine Personalizzati utilizzato
nelle Indicazioni Ministeriali per definire i Piani di
Studio, vada inteso come “adattati al contesto” (territoriale,
di classe, di particolari gruppi laddove fosse possibile
operare in maniera diversa dalle classi) per cui da questo
momento li chiameremo Piani di Studio.
Le
Indicazioni Nazionali per i Piani di Studio sono allo studio
delle Commissioni e dei Dipartimenti disciplinari. |