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Anche nelle scuole dell'infanzia ed elementare si comincia a
parlare finalmente di orientamento. Il Ministero della Pubblica Istruzione
ha istituito una Commissione di lavoro che ha prodotto un progetto
"Or. m.e.", con indicazioni operative e argomenti da affrontare
nella pratica didattica quotidiana. Già in questo sito troviamo il lavoro
svolto dalle scuole materne del nostro Istituto Comprensivo su "I
media nella scuola dell’Infanzia".
Questo fa capire la nostra sensibilità al problema
orientamento, che è assai serio e delicato da affrontare specialmente
nella scuola materna ed elementare. L’orientamento fino ad ora era stato
considerato estraneo alla pratica didattica di questi due ordini di
scuola; di orientamento si parlava tutt’al più, nella scuola media,
quando i ragazzi dovevano scegliere se continuare gli studi e quali studi
o entrare nel mondo del lavoro.
L’orientamento non è qualcosa di estraneo alle
attività scolastiche, ma è dentro di loro. Tutte le attività che si
svolgono a scuola, debbono tendere a mettere ciascun allievo nella
condizione di scoprire le proprie capacità, le proprie attitudini,
perché possa scegliere così la propria "strada", sicuro di
poter contare sulle proprie forze e capacità.
Far entrare nella scuola materna ed elementare un sano
concetto di orientamento vuol dire dare spessore educativo alle attività,
considerare i "campi di esperienza" della scuola materna e le
"discipline" nella scuola elementare , come strumenti per
alimentare e sviluppare la formazione completa dei bambini. In una
società così mutevole la scuola ha il compito di aiutare a formare
intelligenze attive che sappiano reagire positivamente a stimoli
articolati e a situazioni in continuo divenire.
Sapere per sapersi orientare: la scuola deve
proporre "saperi" i quali devono servire a produrre un sapere
che serva ad avere capacità di produrre un pensiero proprio, a conoscere
se stessi, il proprio ambiente di vita, a saper cogliere le offerte per
partecipare attivamente e responsabilmente alle esperienze(attuali e del
futuro), agli studi, alla vita familiare e sociale, diventando sempre
artefici
del proprio progetto di vita.
E’ anche importante però che ogni situazione
educativa e didattica sia orientante anche dal punto di vista
affettivo-cognitivo.
Sappiamo infatti che l’educazione socio-affettiva
diventa indispensabile per poter sviluppare pienamente la personalità di
ogni bambino, in quanto lo avvia a conoscere meglio le proprie capacità
da utilizzare, a esprimere e controllare le proprie emozioni e
sentimenti, a vivere bene insieme con gli altri con spirito di
collaborazione. L’insegnante deve avere il ruolo di facilitatore, deve
avere soprattutto la capacità di stabilire un efficace rapporto
interpersonale con i bambini per una loro spontanea crescita in un clima
di libertà e di fiducia.
Finalità: favorire l’orientamento, eliminare il
disagio e la dispersione.
LA SCUOLA DEVE:
Progettare
( promuovere iniziative
culturali operando per il potenziamento delle capacità che aiutino ad effettuare delle scelte,
elaborare e manifestare le proprie idee).
-
Conoscere (elaborare strumenti curriculari e
metodologici per potenziare le strategie meta-cognitive e le abilità trasversali).
-
Educare alla creatività.
-
Operare per lo star bene a scuola.
-
Studiare (maturare consapevolezza,
riflessioni,
responsabilità).
-
Formare (promuovere il formarsi di identità
competenti e autonome)
-
Costruire relazioni positive
(dare valore all’identità
di ciascuno per
diventare punto di riferimento per gli altri,
interagire con i propri pari e con gli adulti per accrescere l’idea di sé , l’autostima
e l’autovalutazione)
-
Integrare (riconoscere e valorizzare le
differenze).
Nei due ordini di scuola (materna ed elementare), per
cercare di raggiungere gli obiettivi di cui sopra, si è pensato di
utilizzare una metodologia basata sulla tecnica dell’ascolto attivo e
sull’utilizzo di strategie che favoriscano il "saper ascoltare"
(Si veda, di seguito, il Progetto).
PROGETTO
continuità scuola materna-elementare
"SAPER ASCOLTARE"
PREMESSA
Ci siamo resi conto quanto oggi sia sempre più
difficile catturare l’attenzione del bambino, che è sempre meno
disposto ad accettare esperienze che per lui non hanno un senso.
Spesso il deficitario bagaglio di esperienze
socio-culturali è alla base di un insoddisfacente sviluppo delle
capacità di ascolto ed espressivo-comunicative in generale.
Ed è per questo motivo che vogliamo sviluppare nei
nostri alunni concrete capacità di ascolto attraverso il dialogo,
l’empatia ,la compartecipazione interpersonale , ecc.
Perciò è importante dedicare attenzione e impegno a
promuovere il benessere psicologico e socio-affettivo e lo sviluppo
armonico del bambino che deve essere educato alla convivenza civile, le
cui radici vanno ricercate nella coscienza morale, come motivazioni e
valori fortemente interiorizzati.
Un’esperienza di questo genere non può dunque essere
intesa come disciplina, ma deve pervadere le attività
scolastiche e deve rappresentare per il bambino un momento di
partecipazione alla vita di gruppo e occasione di crescita dell’autonomia
personale.
FINALITA’
La scuola deve sviluppare la personalità del bambino
attraverso la spontaneità, l’autonomia, la capacità di individuare e
risolvere problemi, l’autostima, l’accettazione di sé , degli altri,
della natura ,la capacità di cogliere aspetti nuovi della realtà, l’equilibrio
morale, la creatività , l’originalità ,la capacità di vivere
intensamente ogni esperienza.
OBIETTIVI
-
Superare disagi e tensioni nelle situazioni
di ascolto e di comunicazione.
-
Saper rispettare gli interventi dei compagni,
senza sottolineare o penalizzare i loro errori .
-
Saper rispettare il proprio turno
-
Conseguire / rafforzare autostima.
-
Acquisire il piacere di apprendere.
-
Conquistare e condividere "regole"
e accettare punti di vista diversi.
-
Concettualizzare le proprie esperienze.
Acquisire un pensiero positivo partendo dalle proprie esperienze.
-
Lavorare in gruppo.
METODOLOGIA
-
Ascolto attivo, uso del messaggio
"io" e del problem solving per la risoluzione dei conflitti (v. Gordon).
-
Creazione di situazioni che portino ad
avvertire il bisogno di esprimersi, di ascoltare e di comunicare con gli
altri e che favoriscano la curiosità
-
Realizzazione di un clima di lavoro che
attivi la comunicazione.
-
Facilitazione degli scambi, mediante l’intervento
mediatore dell’adulto per il superamento delle tensioni emotive.
-
Stimolo delle motivazioni all’apprendimento.
-
Rispetto e valorizzazione delle diversità.
-
Guida alla concettualizzazione delle
esperienze.
-
Valorizzazione degli aspetti positivi.
-
Organizzazione di momenti di lavoro di
gruppo.
-
Adozione di didattiche
alternative.
-
Sviluppare la percezione della realtà
acustica attraverso l’educazione sonora.
-
Favorire l’acquisizione e/o il
potenziamento delle capacità espressive, di socializzazione e
cooperazione attraverso l’attività di laboratorio teatrale.
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