POF 2000-2001 la continuità educativa

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I.C. di Scuola Materna, Elementare e Media
dei Comuni di
Arcevia, Montecarotto, Serra de' Conti 


 

PIANO DELL'OFFERTA FORMATIVA
anno scolastico 2000-2001

LA CONTINUITà EDUCATIVA 
SCUOLA DELL’INFANZIA – SCUOLA ELEMENTARE


 

La questione della continuità educativa costituisce oggi uno dei nodi rilevanti nella scuola di base ed è ovviamente legata all’attuale riordino dei cicli.

Già da alcuni anni si parla però di continuità ed è stata assunta come una meta da perseguire sia dai Programmi della scuola media del 1979, sia da quelli della scuola elementare del 1985, sia dai più recenti Orientamenti per la scuola materna del 1991.

Nonostante ciò, le iniziative volte a mettere in pratica la continuità educativa si sono rivelate spesso piuttosto deboli e poco incisive ,a parte alcune sperimentazioni svolte negli anni passati anche nella nostra realtà ,realizzate solamente per la buona volontà di alcuni docenti e del dirigente.

Le tre scuole di base infatti sono ancora piuttosto "scollegate"e questo si riflette nelle difficoltà di adattamento al momento del passaggio, in casi di dispersione scolastica e nella frammentazione delle esperienze vissute.

Se gli argomenti a sostegno della continuità educativa sono ampiamente noti e condivisi, resta da chiedersi quali elementi di diversità debbano essere mantenuti. Se è vero infatti, che i tempi individuali di maturazione degli alunni e la gradualità dei processi di istruzione si prestano male a passaggi traumatici da un segmento all’altro di scolarizzazione, è pur vero che continuità non deve equivalere però ad omologazione.

L’attenzione alle teorie stadiali dello sviluppo psichico individua dunque, in un contesto di continuità educativa, la specificità che ogni segmento di scuola deve conservare, al fine di adeguare i contenuti dell’insegnamento alle strutture cognitive e agli stili di apprendimento degli alunni della corrispondente fascia d’età.

Anche l’ambiente scolastico deve essere strutturato a misura degli alunni, i quali in esso svolgono la loro attività, in modo da favorire i processi di apprendimento secondo le modalità in cui i soggetti di una determinata fascia di età sono in grado di recepire. Questo dovrebbe essere oggetto di riflessione non soltanto per i docenti, ma anche per chi progetta nuovi edifici o ne ristruttura di vecchi, ormai poco idonei ad esempio alla socializzazione, allo sviluppo psicomotorio ecc. (problemi che si presentano più che altro nell’edificio scolastico della scuola elementare di Arcevia).

Nel nostro Istituto Comprensivo si è sentita la necessità di costituire una commissione dove si potesse lavorare per far diventare reale ciò che da tutti è accettato ,ma spesso solamente sul piano teorico.

In sede di commissione sono emerse varie problematiche: alcuni insegnanti elementari chiedono che i bambini giungano con una maggiore "scolarità" e più specificatamente con un maggiore autocontrollo, maggiore capacità di attenzione, buon orientamento sullo spazio - foglio, migliore manualità :abilità che dovrebbero avere la priorità sulle attività svolte al computer.

Le insegnanti della scuola materna assicurano che , nel loro ordine di scuola, le regole cominciano ad essere accettate a seconda delle fascia di età ,anche la capacità di attenzione è un obiettivo a cui si da’ molta importanza, obiettivo legato alla motivazione, alla possibilità di intervenire, alla gratificazione, al tipo di esperienza e di relazioni che caratterizzano i momenti didattici e il gruppo. Altro punto su cui riflettere è l’orientamento spazio – foglio : fin dai tre anni tutte le esperienze vengono rielaborate graficamente, in maniera plastico - pittorica, da ognuno , e tutto va organizzato per la costruzione di pannelli o per inserire i lavori fatti manualmente e con diverse tecniche da ognuno nel computer, davanti al quale si ricorda ,si discute, si amplia l’esperienza , acquisendo in modo interessante anche prime capacità metacognitive.

Sulla manualità è emersa un’altra riflessione: i bambini conoscono manipolando, ma i processi cognitivi si attivano mediante interconnessione tra azione, scoperta, discussione, interazione adulto-bambino e bambini – bambini, che conduce alla modifica nel proprio modo di darsi risposte e che anche la sfera intellettiva riguarda moltissimo la scuola materna, mentre il bisogno di operare concretamente non si interrompe all’arrivo nella scuola elementare, dove la manualità va ancora incrementata e per qualcuno ulteriormente migliorata.

Alla fine di questo proficuo dibattito, per superare le reciproche incomprensioni, gli insegnanti della scuola materna e della scuola elementare hanno così stilato una specie di "patto" per la continuità e per conferire alla scuola un unico impianto pedagogico, culturale ed organizzativo, in modo da garantire un più forte ed efficace coordinamento tra i diversi ordini di scuola.

 

IL "PATTO"

  • Promuovere l’adeguata conoscenza da parte dei docenti appartenenti ai due ordini di scuola dei percorsi formativi del bambino.

  • Favorire la comunicazione di dati e di informazioni sul bambino.

  • Individuare percorsi curriculari tra i due ordini di scuola.

  • Favorire la compartecipazione ad attività didattiche tra i docenti degli "anni ponte".

  • Organizzare incontri tra i docenti per promuovere ipotesi di raccordo curricolare con il conseguente coordinamento delle risorse esistenti.

  • Individuare eventuali criteri documentativi e valutativi all’interno del progetto di continuità didattico - curriculare fra i due corpi docenti.

  • Rivedere criticamente le modalità di lavoro (progettazione di spazi, tempi, materiali, metodi e contenuti) prodotte dalle insegnanti dei due ordini di scuola.

  • Realizzare progetti in comune.

  • Scambio delle programmazioni tra i docenti degli "anni ponte".

 


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