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PROGETTO CONSORZIATO PER RETEMAR
SCUOLE DELL’INFANZIA:
PREMESSA
Per linguaggio logico-matematico-scientifico intendiamo un
particolare modo di entrare in contatto col reale, un
modo basato sul tentativo di scoprirne l’essenza in
maniera meno arbitraria possibile, in maniera che
possano essere individuate le leggi che lo regolano, per
poter agire in maniera positiva su esso e farne oggetto
di scambio con i nostri simili; in pratica, attraverso
il possesso di tale linguaggio si dovrebbe assumere un
metodo di continua ricerca verso tappe sempre più
stabili di conoscenza.
Nella scuola dell’infanzia pensiamo si possa fare molto, se
non si commette l’errore di avvicinare troppo presto i
bambini a procedimenti solo tecnici delle discipline
relative e se si mantiene vivo il naturale interesse dei
bambini per la scoperta e la conquista di progressi
nell’appropriarsi di chiavi di lettura del reale in
maniera personale.
Per
ottenere questo si rende necessario consentire al
bambino di non assoggettarsi prematuramente ad un
linguaggio adulto e di progredire nel proprio cammino il
più possibile autonomamente, pur permettendogli di
vivere in un ambiente che rechi sufficienti
stimoli/messaggi della cultura adulta alla quale
progressivamente la scuola va avvicinandoli.
Di qui il nostro interesse per la creazione di spazi
che favoriscano percorsi autonomi di crescita, prima e/o
dopo momenti più guidati, ma non organizzati rigidamente
da noi educatrici e un’attenzione particolare per il
nostro tipo di intervento (ruolo).
Altra attenzione nella scelta del nostro percorso va al tipo
di apprendimento che intendiamo favorire, un
apprendimento il più possibile significativo, quindi
voluto e legato a esperienze precedenti, dunque legato
al gioco (perché così molto motivante e
desiderato) e all’ambiente in cui essi vivono:
fisico-sociale e culturale (di qui possibilità di
relazioni nelle conoscenze vecchie e nuove).
SPAZIO
Lo spazio che andremo ad organizzare, col contributo
fattivo dei bambini, dovrà rispondere ai loro
bisogni di esplorazione, costruzione, fare da sé. In
tale spazio (da noi chiamato il laboratorio di
Archimede) dovrebbero essere individuabili tre zone: del
materiale occasionale, del materiale strutturato e di
quello delle scienze e delle misurazioni. Gli oggetti e
i materiali da collocare in esso, potrebbero essere:
-
Materiale strutturato = memory, puzzles, domino,
costruzioni, schede per riconoscimento di qualità e
relazioni, blocchi logici, carte per giocare in base a
regole che stimolano associazioni e raggruppamenti in
base ad uno o più attributi, ordinamenti di tipo
logico-temporale, in base a quantità…
-
Materiale occasionale = semi, conchiglie, specchi,
tappi e altri oggetti eventualmente proposti dai
bambini…
-
Materiale delle scienze e delle misurazioni =
sostanze, bilance, stadere, cannucce, contenitori,
meglio se graduati, misurini, bottiglie di diversa
grandezza, scatole e tubi di diversa grandezza,
cucchiai e cucchiaini, lenti, calamite, contafili,
cronometri, microscopi, macchina fotografica polaroid
e/o digitale…
Nella zona del materiale occasionale si faciliterebbe
l’esecuzione di giochi basati su analisi degli
attributi fisici e attività di manipolazione e di
osservazione di trasformazioni.
Nella zona del materiale strutturato si potrebbero attuare
giochi a base sensorio-percettiva, di raggruppamenti,
classificazione, confronti, inclusione, montaggio e
smontaggio.
In quella delle scienze e delle misurazioni si attuerebbero
coltivazioni, travasi, misurazioni, giochi e attività
basati sulla scoperta di causa-effetto e sull’analisi
degli attributi degli oggetti e delle sostanze.
Sempre nel “laboratorio di Archimede” si cercherà di
utilizzare in alcuni momenti delle esperienze il
computer per rafforzare apprendimenti attraverso il
gioco e per raccontare e riflettere sul vissuto con esso
ricostruito.
RUOLO
ADULTO
Noi assumeremo un ruolo di sostegno in un uso significativo
del materiale vario e strutturato all’inizio e a
richiesta, di ascolto dei processi messi in atto dai
bambini e di mediazione per favorire prima ascolto tra i
pari e poi interazioni e discussioni (ricorrendo spesso
a situazioni di minigruppi); cercheremo, inoltre, di
facilitare nei bambini la scoperta di problemi e di
strumenti per documentare e rileggere scoperte
(diagrammi, grafici, altro…).
Riflettendo sul nostro ruolo, essendo una ricerca innovativa,
che dovrebbe promuovere anche in noi nuove capacità, ci
sembra inevitabile ipotizzare una serie di obiettivi non
solo per i bambini, ma ancor prima per noi adulti.
OBIETTIVI INSEGNANTI
-
Coprogettare il percorso della R-A
-
Favorire, comprendere e conoscere la logica
particolare dei bambini
-
Sviluppare in essi un apprendimento di tipo
protomatematico, basato su argomentazioni, intuizioni
e discussioni e uso di idonei strumenti per
esprimersi
-
Saper
leggere i risultati delle esperienze promosse
-
Crescere professionalmente attraverso lo scambio e
l’aiuto consentiti dal gemellaggio e la formazione.
OBIETTIVI BAMBINI
-
Organizzarsi e vivere adeguatamente nello spazio
tramite azioni.
-
Comprendere enunciati legati dalle proposizioni e-e,
o, non.
-
Individuare caratteristiche e proprietà di oggetti.
-
Effettuare raggruppamenti e classificazioni e
confronti.
-
Compiere esperienze di misurazione anche arbitrarie e
intuitive.
-
Familiarizzare con i numeri in maniera graduale e
intuitiva.
-
Ordinare raggruppamenti manipolando concretamente
oggetti.
-
Compiere intuitivamente e concretamente operazioni di
distribuzione e di corrispondenza.
-
Saper
agire secondo la procedura uno di più uno di meno…in
situazioni pratiche.
-
Cogliere in un fenomeno gli elementi essenziali, porsi
dei perché, cercare risposte e soluzioni, formulare
ipotesi e autocorreggersi tramite le interazioni con
l’adulto, i coetanei, l’osservazione del reale.
-
Imparare gradualmente a comprendere e a usare un
linguaggio pertinente agli argomenti trattati.
ESPERIENZE
-
Organizzazione e valorizzazione dei momenti di routine
(Tabellone presenze, calendario, schema giornata,
attività di apparecchiatura….).
-
Situazioni didattiche appartenenti alla progettazione
di plesso e di gruppo nelle quali al momento opportuno
vengano riletti i vissuti tramite i linguaggi logici,
scientifici, matematici.
-
Situazioni organizzate nello spazio delle scienze
intorno ad argomenti forti proposti da noi insegnanti
per contare e misurare in modi anche soggettivi e
arbitrari, anche con stime intuitive.
-
Discussioni, rappresentazioni, scoperte inerenti ai
linguaggi logico-matematici realizzate tramite il filo
conduttore fiabesco: IL PAESE DEI GOMMINI.
-
Rielaborazioni multimediali del vissuto scolastico più
significativo.
-
Giochi protomatematici di tipo linguistico e non.
-
Scambi tra bambini tramite racconti, disegni,
produzioni multimediali, giochi raccontati o
costruiti.
DOCUMENTAZIONE
Si è concordato che nel corso dell’anno saranno descritte 4
esperienze, una ogni due mesi, nei protocolli saranno
inserite in maniera sintetica le motivazioni che hanno
determinato eventuali scelte didattiche, la modalità con
cui si sono attuate le esperienze, gli interventi
della/delle insegnanti e i frammenti più significativi
di quelli dei bambini , le loro azioni, alcune
rappresentazioni grafiche, le riflessioni delle docenti.
Le NT
Le parti più significative di alcune esperienze, che nel
corso dell’anno ricostruiremo non solo in maniera
verbale e grafico/pittorica, ma anche multimediale,
costituiranno il contenuto della documentazione
sintetica dell’intero percorso fatta anche insieme ai
bambini e la cui realizzazione costituirà un incentivo
alla metacognizione dei processi messi in atto per
pensare e discutere durante le attività dirette.
Le
insegnanti coinvolte nella R-A ReteMar
delle
scuole “Ortolani” di Camerino, “Don Petruio” di
Fabriano, “Rodari” di Falconara, Montecarotto (I.C.
Arcevia).
Fabriano, 29 Ottobre 2002 |