PROGETTO ANNO SCOLASTICO
2000-2001
(a cura di Bruna Aguzzi,
Adele Buratti, Franca Rossi)
“IL PLUS VALORE DEL COMPUTER
e
DELLA MULTIMEDIALITA’
NELLE
ATTIVITA’ DI LETTO-SCRITTURA
e
NELLA COSTRUZIONE DEL TESTO”
Progetto regionale al
terzo anno di attuazione
Scuole aderenti
Provincia di
Pesaro:
-
Piandimeleto
-
Pontemurello
|
Provincia di
Ancona:
-
Jesi Centro (Istituto
coordinatore provinciale): scuole “Negromanti” e “Kipling”
-
ISC San Marcello (scuola
di Morro d’Alba)
-
Fabriano 1° Circolo:
scuola “Don
Petrujo”
-
ISC Falconara Sud
(scuola
“Rodari”)
-
ISC Arcevia (scuola
Serra de’ Conti)
|
Provincia di
Macerata:
-
IV Circolo
Civitanova
-
Camerino
-
San Ginesio
-
Tolentino
“Grandi”
|
Provincia di
Ascoli Piceno:
-
2° Circolo San Benedetto
del Tronto
-
3° Circolo San Benedetto
del Tronto “ Villa Vitali”
-
1° Circolo Fermo
-
Monte Urano
|
FONDO TEORICO
Il senso di un progetto legato al tema
dell’apprendimento della lettura e della scrittura e alla ricerca del valore
aggiunto, che uno strumento come il computer può avere in questo campo, deve
essere collocato, nella scuola dell’infanzia, all’interno dell’attività più
vasta che coinvolge tutti i campi di esperienza previsti dal curricolo. Deve
inoltre poter essere inserito entro un orizzonte culturale in cui è necessario
precisare il ruolo del bambino come soggetto che impara e la natura dei processi
di apprendimento.
Le ricerche di E. Ferreiro, di A. Teberosky in Agentina e
di C. Pontecorvo e delle sue collaboratrici in Italia, condotte a partire dagli
anni ‘80, hanno gettato una luce nuova sugli aspetti psicologici, pedagogici e
didattici che riguardano il modo in cui gli alunni costruiscono le loro
conoscenze riguardo la lingua scritta.
Le studiose citate sopra hanno
sviluppato un metodo di analisi che parte da ciò che i bambini stessi ci dicono
sul loro modo di imparare le cose. In particolare in relazione alla lingua
scritta, essi hanno dimostrato di maturare forme di conoscenza del sistema molto
prima dell’ingresso nella scuola elementare.
Si è prefigurata così
un’immagine diversa dei bambini; dopo aver completamente superato l’idea del
vuoto che deve essere colmato, è ora di travalicare anche la concezione per cui
le potenzialità hanno bisogno di un tempo per maturare, tempo in cui occorre
porsi in un atteggiamento di attesa, tempo in cui devono formarsi i
pre-requisiti necessari ad un salto cognitivo. I bambini, in realtà non
aspettano, sono dei soggetti attivi che elaborano le loro conoscenze, già dai
tre anni ed anche prima, in modo progressivo, attraverso teorie sempre parziali
che vengono modificate tramite le azioni concrete e mentali che operano entro
l’ambiente in cui vivono.
Questa visione di fondo, ormai condivisa, pone
l’esigenza di riconsiderare anche l’apprendimento in tutte le sue sfaccettature.
Esso non potrà più essere pensato come un passaggio discontinuo da un momento in
cui non si sa ad un altro in cui si è imparato qualcosa, ma un processo costante
di interazione, riflessione e produzione di regole e comportamenti conseguenti.
Come dice C. Pontecorvo, allora, “leggere non vuol dire decifrare e scrivere non
vuol dire copiare un modello dato”. Leggere e scrivere sono piuttosto abilità di
tipo cognitivo, operazioni concettuali che il bambino comincia a maturare molto
presto e che si basano sull’interazione con l’ambiente, con le informazioni e
gli stimoli che questo gli offre.
Considerando questa impostazione occorre
superare l’opinione secondo cui sono determinanti, per imparare a leggere e a
scrivere, le abilità percettive e motorie. In realtà questo tipo di conoscenze
rimanda quasi esclusivamente al conseguimento di competenze di tipo tecnico e
non e a quelle di tipo concettuale. Ciò non significa che non occorre tenere in
considerazione e sviluppare gli aspetti legati all’ambito percettivo e a quello
motorio, significa soltanto che queste abilità sono sussidiarie rispetto alla
comprensione e all’uso di un sistema di comunicazione con il quale si
familiarizza attraverso un contatto diretto.
A questo proposito diventa molto
importante il modo in cui viene proposto al bambino il codice che caratterizza
il sistema di comunicazione stessa. Molto spesso nella scuola le parole scritte
vengono svincolate da qualunque situazione concreta, ed appaiono dissezionate
come oggetti asettici appesi al muro e deprivati da ogni loro uso quotidiano. Il
bambino procede invece, per mezzo di modalità di accomodamento e assimilazione
dentro un ambiente ed impara non considerando le cose come isolate, ma dentro
una situazione in cui rivestono una funzione, un ruolo preciso e non un
altro.
La conoscenza della lettura e della scrittura comincia, dunque, molto
prima dell’ingresso ufficiale nella scuola elementare ed è accompagnata da
costruzioni spontanee che inseguono una serie di conflitti cognitivi attraverso
cui gli errori dei bambini divengono, a poco a poco, la chiave per aprire in
modo efficace il mondo delle parole scritte.
L’apprendimento della lettura e
della scrittura non può essere ridotto allora ad una pratica meccanica di
abitudini che, a poco a poco, vengono automatizzate; è piuttosto un
avvicinamento progressivo ad un oggetto da conoscere, che presenta aspetti
funzionali e strutturali che i bambini si impegnano a decodificare ed
interpretare in maniera sempre più adeguata ed efficace allo
scopo.
LE FASI DA CONSIDERARE
Le interviste che sono state proposte nelle scuole
dell’infanzia e l’analisi delle scritture spontanee prodotte dai bambini, in
diversi contesti linguistici, hanno messo in luce una serie di costanti che
tratteggiano il processo di apprendimento inerente alla costruzione della lingua
scritta. Ecco come sono stati nominati i vari
momenti:
-
presillabico
-
sillabico
-
sillabico-alfabetico
-
alfabetico
Il
processo di conoscenza che si innesca prevede comunque una condizione
preliminare fondamentale. C’è bisogno di un ambiente adatto che possa divenire
contesto di apprendimento motivante ed adeguato agli scopi. Le parole scritte
dovranno allora comparire lì dove sono, sui libri, sulle riviste, sui giornali,
sui cartelli pubblicitari e i manifesti, sull’asfalto, sui segnali stradali e
turistici, sulla televisione e sul computer.
Solo in questo modo i bambini
potranno attivare degli schemi anticipatori che consentiranno loro di leggere e
scrivere prima di saper leggere e scrivere in modo convenzionale. Se infatti
l’ambiente di vita è ricco di oggetti dove compaiono scritture è anche naturale
un fenomeno per cui, fin da molto piccoli, si mette in moto un processo di
ricerca di significati senza che si abbiano gli strumenti per decifrare il
codice di comunicazione. L’attenzione del bambino è rivolta allora alla lingua
scritta non tanto come veicolo di comunicazione quanto come “oggetto di studio”
in cui emergono in cui emergono due aspetti diversi:
l’aspetto strutturale:
operando un’esplorazione attiva, vengono piano piano elaborati dei criteri per
la discriminazione e la sistematizzazione; i bambini di solito seguono almeno
due regole per distinguere ciò che è scritto da ciò che non lo è: occorre una
quantità minima di caratteri ed anche una loro varietà altrimenti non siamo in
presenza di qualcosa di significativo;
l’aspetto funzionale:
osservando gli atti di lettura di adulti o altri bambini più grandi, vengono
formulate delle anticipazioni di significato attraverso cui si cerca di
interpretare il contenuto e lo scopo del messaggio trasmesso.
Alla luce di queste considerazioni è molto importante che la
scuola dell’infanzia predisponga i mezzi necessari per assecondare il processo
di apprendimento che conduce alla conoscenza della lingua scritta nei bambini in
particolare in ordine a tre questioni:
-
un contesto dove si può
leggere e scrivere;
-
le cose da leggere e
scrivere;
-
gli oggetti per leggere e
scrivere.
In relazione a questo ultimo punto una riflessione particolare
interessa il ruolo che deve assumere il computer all’interno del processo che
consideriamo. Riteniamo che, anche in questo caso, esso rappresenti uno
strumento che pone delle condizioni d’utilizzo, ma che può essere usato in modo
più o meno creativo e costruttivo. Adoperare software strutturato e già pronto
per la fruizione può costituire certamente uno stimolo per cominciare con i
bambini e anche un oggetto di analisi per gli adulti che consente di offrire
valutazioni sul campo. C’è da considerare però che il computer, già di per sé,
appare come uno strumento che ha a che fare con la lingua scritta: sulla
tastiera infatti si trovano numeri e lettere. Forse vale la pena, allora, di
partire proprio da questo e osservare, ascoltare e riflettere su che cosa ci
dicono i bambini in proposito, che tipo di concettualizzazione stanno elaborando
in merito allo strumento (computer) e alla sua funzione.
OBIETTIVI
Lo spunto che gli studi e le ricerche di E.
Ferreiro, di A. Teberosky e di C. Pontecorvo ci offrono non conduce
all’impostazione immediata e diretta di un percorso di tipo didattico e ad
applicazioni concrete strutturate. Esse piuttosto invitano ad elaborare e
verificare continuamente il tipo di strumenti e di mediazione che gli insegnanti
approntano per i loro alunni.
A questo scopo riteniamo che sia preliminare
l’attuazione di una fase di formazione che coinvolga tutti gli insegnanti che
partecipano al progetto e che porti ad una strutturazione del lavoro più mirata
e condivisa.
Per gli
insegnanti
-
Costruire un percorso didattico sulla base
di uno sfondo teorico comune e sull’analisi delle conoscenze dei bambini
all’interno del contesto scolastico in cui ciascuna insegnante
opera.
-
Creare un contesto educativo stimolante,
attraverso un approccio ludico-manipolativo, dove “leggere” e “scrivere”
siano vissute come azioni piacevoli.
-
Individuare le possibilità offerte dalle
nuove tecnologie nell’apprendimento della lettura e della
scrittura.
-
Verificare se e in che misura la scrittura
al computer e la comunicazione via telematica possono favorire e
sviluppare
l’apprendimento.
Per i bambini
-
Sviluppare interesse e curiosità verso i
libri e la scrittura in generale.
-
Acquisire la capacità di comunicare con gli
altri sviluppando modalità adatte sulla base del contesto e degli
interlocutori.
-
Costruire produzioni scritte individuali e/o
collettive per documentare l’attività quotidiana o con l’intento di
mettersi in contatto con gli altri, anche bambini di altre scuole.
METODOLOGIA
Per poter attivare percorsi di apprendimento
significativi per il bambino, in relazione alla lettura e alla scrittura sarà
necessario innanzitutto, per gli insegnanti, porsi in un atteggiamento di
ascolto e di osservazione di fronte a tutte le situazioni in cui i bambini
utilizzano o colgono la presenza della lingua scritta nell’ambiente della scuola
e della comunità.
A questo proposito è senz’altro molto importante
l’allestimento di uno spazio fisico in cui la conversazione, la consultazione di
materiale cartaceo, le scritture spontanee, l’ascolto e il racconto,
l’osservazione di tipo scientifico siano momenti caratterizzanti. Qui i bambini
potranno interagire fra loro liberamente o con la guida dell’insegnante.
Per
quanto concerne le modalità di lavoro, come consigliano gli Orientamenti, si
cercherà di privilegiare il piccolo gruppo poiché consente a tutti di parlare,
di ascoltare e di collaborare nella realizzazione di un’attività.
Il ruolo
dell’insegnante sarà quello di guidare e, in alcuni casi documentare, la
conversazione, la costruzione di storie, la riflessione con domande stimolanti e
appropriate ed anche quello di favorire l’interazione linguistica fra bambini e
la costruzione di atteggiamenti e comportamenti collaborativi sia nel momento
dell’ascolto sia in quello della realizzazione di attività concordate
insieme.
IL PLUS VALORE DEL COMPUTER E DELLA
MULTIMEDIALITA’
NELLE ATTIVITA’ DI LETTO-SCRITTURA E
NELLA COSTRUZIONE DEL TESTO
Per questo anno scolastico sono previsti elementi di
novità e campi di approfondimento della ricerca-azione:
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nelle attività di formazione
saranno coinvolti, per contribuire alla costruzione di un percorso di
continuità, anche docenti del primo anno del ciclo primario per la
realizzazione di curricoli dell’anno ponte;
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verrà avviata e/o potenziata
la formazione a distanza e prestata consulenza mensile per i sottogruppi
in rete telematica;
|
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le scuole della rete saranno
organizzate in sottogruppi in base a comuni campi di lavoro (testi da
indagare: testo di contatto, testo narrativo, testo
di regole, le regole del testo narrativo);
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la costruzione dei testi
avverrà al
computer;
|
 |
le competenze dei docenti
nell’utilizzo delle nuove tecnologie verranno potenziate;
|
 |
le attività di formazione e di
documentazione verranno inserite nel “Centro risorse per la formazione dei
docenti“, (Jesi
Centro).
|
La progettazione specifica, altro elemento di
novità, prenderà l’avvio dalla chat. Questa esperienza, oltre che a
rafforzare le competenze tecnologiche, dovrà servire ai docenti per costruire e
condividere con le colleghe gli elementi del progetto specifico, che le
impegnerà per l’intero anno scolastico.
ATTIVITA’ IN RETE
 |
Gruppi fissi, al massimo tre o
quattro scuole, per una analisi approfondita del lavoro in rete.
|
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Invio di un lavoro al mese che
contenga la documentazione di un'attività ( la trascrizione del
protocollo) e la riflessione dell’insegnante in termini di individuazione
di punti forti e punti deboli.
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Bacheca elettronica o sito per
documentare a tutti il lavoro compiuto dai gruppi di scuole.
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LE FASI DEL LAVORO
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Ridefinire, alla luce
dell’esperienza compiuta negli anni precedenti, la programmazione per
fascia d’età prescelta: 5 anni, senza tralasciare quelle
precedenti.
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Scegliere la tipologia
testuale.
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Individuare i
sotto-gruppi
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Concordare i modelli
osservativi e le tecniche di trascrizione delle esperienze.
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Inviare mensilmente i
materiali alle scuole gemellate per la discussione e la scelta dei
prodotti da inviare al
sito.
|
FORMAZIONE
Le attività di formazione con la dott. Franca
Rossi, si articoleranno in quattro incontri interprovinciali sui contenuti
concordati alla fine del precedente anno scolastico. In particolare nel mese di
giugno, nell’ultimo incontro, dedicato interamente all’analisi congiunta della
documentazione prodotta dalle insegnanti si erano evidenziati alcuni elementi
significativi per il percorso di ricerca che saranno ripresi ed incrementati nel
corrente anno scolastico.
-
1. La necessità di curare ulteriormente la
documentazione per poter avviare un percorso di riflessione delle
insegnanti sulla propria pratica e per far emergere i processi cognitivi
messi in atto dai bambini;
-
2. L’esigenza di costruzione di un
linguaggio comune tra le insegnanti, che permetta di confrontarsi in rete
su come stanno andando le attività con il gruppo di bambini, le modifiche
che l’insegnante sta osservando nei bambini, ma anche nel suo stile di
gestione dell’interazione (che cosa intendiamo con stile direttivo? cosa
vuol dire che l’insegnante ha facilitato e sostenuto lo sviluppo di una
discussione? Cosa vuol dire che durante l’attività c’é stata una buona
interazione tra i partecipanti? Intendiamo tutti la stessa
cosa?).
-
3. Era emersa, inoltre, la necessità di
avere uno confronto tra colleghe che non si limiti all’invio della
documentazione, ma ad avere un feed-back su ciò che si é fatto. La
necessità pertanto che la documentazione venga inviata ad un qualcuno che
la restituisca con appunti critici. Il gruppo ha già trovato una ipotesi
di soluzione nella organizzazione di sottogruppi di scuole in cui ognuno
ha il ruolo di supervisore critico, ma anche di sostegno di una collega di
altra scuola. Si verificherà l’efficacia di una organizzazione di questo
tipo. A ciò si aggiunge l’appuntamento mensile con l’esperto che risponde
a domande , nodi problematici, questioni ricorrenti poste dai sottogruppi
di scuole in merito alle attività proposte ai bambini, il ruolo
dell’insegnante nella conduzione del lavoro, l’analisi dei processi messi
in atto nei bambini, come proseguire nel lavoro
ecc.
Gli argomenti degli incontri formazione (uno
all’inizio dell’anno, uno alla fine e due nel corso dell’anno) si articoleranno
nei seguenti punti:
-
Leggere e scrivere al computer: solo un
nuovo strumento o anche nuove attività? La concettualizzazione degli
insegnanti e dei
bambini.
-
Il computer come strumento per scrivere:
come rilevare le idee dei bambini in proposito (hp; di fare interviste ai
bambini singolarmente e/o discussioni in piccolo gruppo sul tema)
-
Il plusvalore del computer e della
multimedialità nelle attività di lettoscrittura, un significato tutto da
costruire. Le ipotesi degli insegnanti e i percorsi per
verificarle.
-
Organizzazione dell’informazione e struttura
dei diversi generi testuali (narrativo, di contatto, di regole).
-
L’approccio dei bambini alla comprensione e
alla produzione dei
testi.
-
L’osservazione dei processi di comprensione
e produzione del testo, strumenti e modalità di utilizzazione.
In ogni incontro é prevista una parte dedicata
all’analisi e al monitoraggio di alcune attività documentate dai
sottogruppi.
E’ previsto anche l’intervento mensile di un esperto per la
parte relativa alla comunicazione in rete: dott. Piercesare
Rivoltella.
Durante gli incontri, oltre al percorso di autoformazione, sarà
attuata una messa a punto degli aspetti didattici del progetto che si sta
svolgendo. Nella fase conclusiva, insieme agli esperti verrà effettuata
un’attività di verifica e di valutazione. Gli scambi continui via e-mail saranno
occasione ricorrente di confronto e di autovalutazione per tutto il tempo di
sviluppo del progetto.