SEZIONI

Identità dell'Istituto

Piano dell'Offerta Formativa

 

Campi d'esperienza

 

Discipline

Banca dati didattica

Progetto CAD

Didattica della storia

Studio del territorio - SPACE

Retemar

 

S & T - Musica e Teatro

 

Comenius 1

  Costruiamo il nostro libro
  Giornalino telematico
 

Carta dei Servizi

 

Regolamento d'Istituto

 

Autovalutazione d'Istituto

 

Mappa del sito

   
 

UTILITA'

 

Servizi sperimentali

  Web blog
 

Libro degli ospiti

 

E-mail

  Siti web interessanti
  Normativa
  News
  HOME PAGE
   
  NOVITA'

 

I.C. di Scuola Materna, Elementare e Media
dei Comuni di
Arcevia, Montecarotto, Serra de' Conti 

 


Anno scolastico 1997/1998

SCHEDA DEL PROGETTO

PERCORSO METODOLOGICO - DIDATTICO
PER

" EDUCARE ALL’INTERCULTURALITà E ALLA PACE, 
AI DIRITTI E ALLA LEGALITà "


Scuole dell'infanzia di Arcevia-Conce e di Avacelli

 

Analisi della situazione

La nostra fase storica è caratterizzata da molteplici esperienze migratorie, da rapporti sempre più frequenti tra persone di lingue e culture diverse e, purtroppo, anche da numerosi conflitti interetnici. Occorre che i popoli diventino consapevoli del diritto alla "differenza", trovino modi concreti per realizzarlo (adottando al più presto comportamenti aperti verso forme di pensiero e prodotti linguistici e culturali diversi dai propri) e giungano a capire che il diritto alla differenza non riguarda solo alcune minoranze, ma è parte fondamentale dello stesso concetto di democrazia, è presente nei principi di libertà e di uguaglianza, consente di realizzare un ricco pluralismo di modi di pensare, linguaggi, culture, politiche e contribuisce a eliminare gravi forme di intolleranza, discriminazione e oppressione. E’ indispensabile, dunque, diffondere la conoscenza che le differenze sono un bisogno, un diritto, una risorsa.

Conoscendo e confrontando diversi stili di vita e modi di pensare ed entrando in contatto con lingue, fedi, religioni diverse, si possono sviluppare forme di pensiero più complete e personalità rispettose di modi di essere diversi, disponibili all’incontro e allo scambio con gli altri. Sono queste le personalità che possono, dunque, contribuire ad attuare la pace in questa complessa fase storica. In molte parti del mondo, invece, l’infanzia, nonostante l’esistenza di giuste norme internazionali che tentano di difenderla, è sempre più immersa in un pesante clima di violenza. Tra le tante forme di violenza subite dall’infanzia, ricordiamo quelle causate dalle guerre, che hanno portato lutti e danni fisici e psicologici a moltissimi bambini; quelle causate dallo sfruttamento e dall’essere usati per la prostituzione, per l’accattonaggio e per la criminalità; i soprusi vissuti, a volte, all’interno del nucleo familiare e tutti quei messaggi televisivi che propongono e diffondono modelli di vita irreali, violenti, corrotti. In molti ambienti i bambini ricevono spinte ad esprimere i propri impulsi in maniera diretta ed eccessivamente libera e, spesso, subiscono le suggestioni esercitate dalle lusinghe di una vita "facile" e al di fuori dei vincoli delle leggi.

Per tentare di risolvere i problemi dei bambini gli organismi internazionali e le pubbliche istituzioni continuano ad emanare norme che dovrebbero essere rispettate da tutti i popoli e invitano ogni paese a realizzare progetti educativi che promuovano nelle nuove generazioni il rifiuto della violenza e la coscienza civile.


Motivazioni

I problemi descritti sono avvertiti, direttamente o indirettamente, in tutto il mondo e sono presenti anche nel nostro territorio. Da alcuni anni bambini provenienti da paesi diversi (Marocco, Germania, Bosnia, Albania, Colombia, Brasile...) frequentano le nostre scuole e ci "chiedono" di trovare strategie che trasformino il loro inserimento in integrazione. Negli ultimi anni ci sembra che nelle nostre classi i bambini assumano sempre più frequentemente, nelle interazioni reciproche, comportamenti aggressivi, come se si stesse sviluppando in loro una forte fiducia nella violenza come mezzo rapido ed efficace per la risoluzione dei conflitti.

Siamo consapevoli che la Scuola, da sola, non può rimuovere le cause che generano tutte le situazioni problematiche descritte, e che è necessario l’intervento delle famiglie e delle istituzioni per risolvere questi gravi problemi. Tuttavia ci sembra indispensabile e attuale che la Scuola sensibilizzi le famiglie e l’extrascuola sulla necessità di interventi coerenti ed incisivi; attui progetti per favorire fin dalla prima infanzia, una educazione alla pace; si offra come efficace e credibile alternativa a proposte negative e contribuisca alla formazione di personalità critiche, autonome, indipendenti, proponendosi come luogo dove esprimere, elaborare, sublimare e convogliare verso mete costruttive le spinte pulsionali più forti.


Descrizione del percorso metodologico-didattico

Premessa

Pur avendo programmato tre percorsi specifici (il primo per educare all’interculturalità, il secondo per educare alla pace, il terzo per educare alla legalità), crediamo che molte attività che si faranno nell’ambito di ciascun percorso contribuiscano a perseguire gli obiettivi previsti dagli altri due. Riteniamo, inoltre, che condizioni indispensabili per il raggiungimento degli obiettivi previsti da ogni percorso siano:

  • la promozione nei bambini di un processo di crescita socio-affettiva, che rafforzi la stima di sé, soddisfi il loro bisogno d’identità, sicurezza, autonomia, il loro desiderio di accettazione da parte degli adulti e dei coetanei e favorisca, quindi, la loro capacità di accettare sé e gli altri;
  • la creazione di un contesto di classe, nel quale possano entrare i sentimenti (positivi, negativi, incerti), possano essere vissute esperienze significative e piacevoli, siano rinforzati i comportamenti accettabili, discussi i problemi sorti, ci si senta ascoltati, si impari ad ascoltare gli altri e si venga incoraggiati e sorretti nelle difficoltà, anziché valutati.

Percorso per promuovere l’educazione all’interculturalità

Obiettivi per gli insegnanti

Essere in grado di:

  • evitare che, in presenza di bambini provenienti da altri paesi, si giunga solo ad una giustapposizione della loro cultura alla nostra;
  • giungere progressivamente allo scambio, alla reciprocità, al dialogo;
  • analizzare i propri modelli impliciti relativi all’idea di bambino straniero, per divenirne consapevoli e per accettare l’ipotesi di una loro eventuale revocabilità;
  • aiutare bambini e famiglie a mantenere un forte legame con la cultura di origine;
  • modificare spazi, tempi, linguaggi e metodi d’insegnamento per far entrare il problema di tutte le minoranze in nuovi modi di costruire le conoscenze;
  • promuovere il dialogo tra diversi per aspetto, comportamento, interessi, capacità, potere e ricchezza.
Obiettivi per i bambini
  • Progredire nella conoscenza e nella coscienza di sé, per proiettarsi positivamente nei confronti degli altri;
  • apprendere a interagire con gli altri;
  • saper ascoltare;
  • riuscire ad osservare la propria realtà in maniera critica;
  • provare interesse per realtà diverse;
  • entrare in contatto con diversi modi di vivere (all’interno e all’esterno della scuola);
  • conoscere realtà diverse.
Metodologia
  • Atteggiamento disponibile di noi insegnanti e ricerca da parte nostra di un’intesa non solo verbale con bambini e famiglie che non parlano la nostra lingua;
  • coinvolgimento di tutti i genitori e di tutti i bambini nella vita della scuola;
  • scambio reciproco di informazioni sulle abitudini familiari, sulle tradizioni, ecc.
Attività
  • Giochi, fiabe, filastrocche, canzoni, poesie, drammatizzazioni che abbiano contenuti attinenti alle problematiche da affrontare;
  • visione di audiovisivi e libri che illustrino paesi e popoli sconosciuti;
  • racconti fatti dai genitori provenienti da altri paesi sulle tradizioni, i ricordi, le feste principali, il clima e altre caratteristiche del loro paese di origine;
  • rappresentazioni grafiche e pittoriche e verbalizzazioni sulle esperienze vissute;
  • costruzione di giornalini e libri che contengano la documentazione di quanto si è prodotto.
Verifiche

Le verifiche saranno fatte riflettendo sulle osservazioni dei comportamenti dei bambini nel gioco libero e nelle attività guidate, sulle loro risposte e sulle loro rappresentazioni.


Percorso per promuovere l’educazione alla pace

Obiettivi per gli insegnanti

Essere in grado di:

  • Sollecitare i bambini a formulare, manifestare, utilizzare idee che possano risolvere i conflitti che sorgono in classe in modo non violento;
  • offrire ai bambini (quando per la loro età stentano a trovare soluzioni positive) parecchie soluzioni, in modo che possano scegliere quella più adatta alla loro situazione;
  • richiamare durante i conflitti idee discusse e formulate dai bambini precedentemente;
  • offrire tempo per consentire ad ognuno di impadronirsi gradualmente delle abilità sociali, di esercitarle, di verificarle e correggerle
  • approvare e incoraggiare i loro tentativi;
  • stimolare i bambini a comunicare ai compagni le soluzioni adottate per raggiungere un accordo, se hanno funzionato e per quale motivo.
Obiettivi per i bambini
  • Individuare le cause dei conflitti;
  • scoprire che esistono più punti di vista;
  • valutare le conseguenze del proprio comportamento;
  • cercare soluzioni che siano vincenti per entrambi i contendenti.
Metodologia
  • Conversazioni condotte a volte con piccoli gruppi, a volte con l’intera classe, durante le quali l’insegnante faciliti l’intervento e la partecipazione costruttiva di tutti, favorisca la conoscenza reciproca, riassuma le opinioni espresse, le faccia circolare e sia in grado di mediare i diversi punti di vista;
  • dialoghi individuali con i bambini nei momenti in cui le insegnanti o i bambini ne avvertano la necessità.
Attività
  • Conversazioni guidate per approfondire con i bambini le loro e le nostre idee e per promuovere la capacità di riflettere su quanto sta accadendo;
  • rappresentazioni di alcuni litigi e verbalizzazioni fatte dai bambini in situazioni di rapporto diadico o di piccolo gruppo;
  • rielaborazione collettiva delle precedenti esperienze;
  • drammatizzazioni di alcuni litigi, con scambio di ruoli;
  • giochi con le marionette, alle quali i bambini faranno interpretare i loro conflitti più frequenti.
Verifiche

Le verifiche saranno effettuate con le stesse modalità previste per il percorso precedente.


Percorso metodologico didattico per l’educazione alla Legalità

Obiettivi per gli insegnanti

Essere in grado di:

  • Far vivere esperienze in cui i bambini possano interiorizzare i valori della libertà. della giustizia, dei diritti, per essere poi da essi orientati;
  • realizzare un clima di classe basato sulla operatività, l’interattività, la socialità;
  • sollecitare i bambini a scoprire la necessità di alcune regole, a modificarle in maniera valida, a costruirne altre.
Obiettivi per i bambini
  • Provare piacere a vivere nell’ambiente scolastico;
  • interagire e collaborare con i compagni durante le attività;
  • apprendere gradualmente a controllare gli impulsi di sopraffazione
  • riuscire a elaborare risposte di solidarietà.
Metodologia

La stessa descritta per l’educazione alla pace.

Attività
  • Tutte le esperienze scolastiche nelle quali i bambini si arricchiscono cognitivamente e affettivamente e si autorealizzano;
  • conversazioni all’interno di microgruppi e/o con l’intero gruppo su ciò che è bene e ciò che è male;
  • discussioni per individuare gli elementi che possono definire i problemi e per autovalutare le proprie azioni tenendo conto delle necessità e dei desideri degli altri.
Verifiche

Le verifiche saranno realizzate nello stesso modo descritto nei percorsi precedenti.


BIBLIOGRAFIA

D. Francescato, A. Putton, S. Cudini: "Star bene insieme a scuola" - LA NUOVA ITALIA SCIENTIFICA

F. Pinto Minerva: "Le minoranze linguistiche, laboratori di ricerca-azione interculturale" - BAMBINI - gennaio 1991

M. Callagari: "Insieme nella diversità" - BAMBINI - settembre 1992

F. Telleri: "Bambini immigrati e scuola" - INFANZIA - maggio/giugno 1993

L. Caronia: "Il bambino straniero come costruzione culturale" - INFANZIA - marzo1993

G. Favaro: "Incontro tra infanzie" - BAMBINI - ottobre 1991

G. Ventura: "Linguaggi diversi e colorati" - BAMBINI - ottobre 1992

E. M. Taviani: "Dalla striscia della vita alla multiculturalità" - VITA DELL’INFANZIA - marzo 1994

L. Amatucci: "Gli stranieri nella società e nella scuola" - VITA DELL’INFANZIA - febbraio 1996

N. Carlsson Paige, D. F. Levin: "Educare alla pace in tempi di violenza" - BAMBINI - dicembre 1993

R. Siebert: "I bambini e la mafia" - VITA DELL’INFANZIA - gennaio 1997

V. Narducci: "I bambini, la violenza, la pace" - VITA DELL’INFANZIA - maggio/giugno - 1997


LE INSEGNANTI:

  • AGUZZI PATRIZIA

  • CALCATELLI FIORISA

  • CASCIOLI GABRIELLA

  • GIACCHINI CESIRA

  • MARIELLA GRAZIELLA

  • OLIVETTI ANNA MARIA

Home page