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Analisi della situazione
La nostra fase storica è caratterizzata da molteplici esperienze
migratorie, da rapporti sempre più frequenti tra persone di lingue e culture diverse e,
purtroppo, anche da numerosi conflitti interetnici. Occorre che i popoli diventino
consapevoli del diritto alla "differenza", trovino modi concreti per realizzarlo
(adottando al più presto comportamenti aperti verso forme di pensiero e prodotti
linguistici e culturali diversi dai propri) e giungano a capire che il diritto alla differenza
non riguarda solo alcune minoranze, ma è parte fondamentale dello stesso concetto di
democrazia, è presente nei principi di libertà e di uguaglianza, consente di realizzare
un ricco pluralismo di modi di pensare, linguaggi, culture, politiche e contribuisce a
eliminare gravi forme di intolleranza, discriminazione e oppressione. E
indispensabile, dunque, diffondere la conoscenza che le differenze sono un bisogno, un
diritto, una risorsa.
Conoscendo e confrontando diversi stili di vita e modi di pensare ed
entrando in contatto con lingue, fedi, religioni diverse, si possono sviluppare forme di
pensiero più complete e personalità rispettose di modi di essere diversi, disponibili
allincontro e allo scambio con gli altri. Sono queste le personalità che possono,
dunque, contribuire ad attuare la pace in questa complessa fase storica. In molte
parti del mondo, invece, linfanzia, nonostante lesistenza di giuste norme
internazionali che tentano di difenderla, è sempre più immersa in un pesante clima di
violenza. Tra le tante forme di violenza subite dallinfanzia, ricordiamo quelle
causate dalle guerre, che hanno portato lutti e danni fisici e psicologici a moltissimi
bambini; quelle causate dallo sfruttamento e dallessere usati per la prostituzione,
per laccattonaggio e per la criminalità; i soprusi vissuti, a volte,
allinterno del nucleo familiare e tutti quei messaggi televisivi che propongono e
diffondono modelli di vita irreali, violenti, corrotti. In molti ambienti i bambini
ricevono spinte ad esprimere i propri impulsi in maniera diretta ed eccessivamente libera
e, spesso, subiscono le suggestioni esercitate dalle lusinghe di una vita
"facile" e al di fuori dei vincoli delle leggi.
Per tentare di risolvere i problemi dei bambini gli organismi
internazionali e le pubbliche istituzioni continuano ad emanare norme che dovrebbero
essere rispettate da tutti i popoli e invitano ogni paese a realizzare progetti educativi
che promuovano nelle nuove generazioni il rifiuto della violenza e la coscienza civile.
Motivazioni
I problemi descritti sono avvertiti, direttamente o indirettamente,
in tutto il mondo e sono presenti anche nel nostro territorio. Da alcuni anni bambini
provenienti da paesi diversi (Marocco, Germania, Bosnia, Albania, Colombia, Brasile...)
frequentano le nostre scuole e ci "chiedono" di trovare strategie che
trasformino il loro inserimento in integrazione. Negli ultimi anni ci sembra che nelle
nostre classi i bambini assumano sempre più frequentemente, nelle interazioni reciproche,
comportamenti aggressivi, come se si stesse sviluppando in loro una forte fiducia nella
violenza come mezzo rapido ed efficace per la risoluzione dei conflitti.
Siamo consapevoli che la Scuola, da sola, non può rimuovere le
cause che generano tutte le situazioni problematiche descritte, e che è necessario
lintervento delle famiglie e delle istituzioni per risolvere questi gravi problemi.
Tuttavia ci sembra indispensabile e attuale che la Scuola sensibilizzi le famiglie e
lextrascuola sulla necessità di interventi coerenti ed incisivi; attui
progetti per favorire fin dalla prima infanzia, una educazione alla pace; si offra come
efficace e credibile alternativa a proposte negative e contribuisca alla formazione di
personalità critiche, autonome, indipendenti, proponendosi come luogo dove esprimere,
elaborare, sublimare e convogliare verso mete costruttive le spinte pulsionali più forti.
Descrizione del percorso
metodologico-didatticoPremessa
Pur avendo programmato tre percorsi specifici (il primo per educare
allinterculturalità, il secondo per educare alla pace, il terzo per educare alla
legalità), crediamo che molte attività che si faranno nellambito di ciascun
percorso contribuiscano a perseguire gli obiettivi previsti dagli altri due. Riteniamo,
inoltre, che condizioni indispensabili per il raggiungimento degli obiettivi previsti da
ogni percorso siano:
-
la promozione nei bambini di un processo di crescita socio-affettiva,
che rafforzi la stima di sé, soddisfi il loro bisogno didentità, sicurezza,
autonomia, il loro desiderio di accettazione da parte degli adulti e dei coetanei e
favorisca, quindi, la loro capacità di accettare sé e gli altri;
-
la creazione di un contesto di classe, nel quale possano entrare i
sentimenti (positivi, negativi, incerti), possano essere vissute esperienze significative
e piacevoli, siano rinforzati i comportamenti accettabili, discussi i problemi sorti, ci
si senta ascoltati, si impari ad ascoltare gli altri e si venga incoraggiati e sorretti
nelle difficoltà, anziché valutati.
Percorso per promuovere leducazione
allinterculturalitàObiettivi per gli insegnanti
Essere in grado di:
-
evitare che, in presenza di bambini provenienti da altri paesi, si
giunga solo ad una giustapposizione della loro cultura alla nostra;
-
giungere progressivamente allo scambio, alla reciprocità, al
dialogo;
-
analizzare i propri modelli impliciti relativi allidea di
bambino straniero, per divenirne consapevoli e per accettare lipotesi di una loro
eventuale revocabilità;
-
aiutare bambini e famiglie a mantenere un forte legame con la cultura
di origine;
-
modificare spazi, tempi, linguaggi e metodi dinsegnamento per
far entrare il problema di tutte le minoranze in nuovi modi di costruire le
conoscenze;
-
promuovere il dialogo tra diversi per aspetto, comportamento,
interessi, capacità, potere e ricchezza.
Obiettivi per i bambini
-
Progredire nella conoscenza e nella coscienza di sé, per proiettarsi
positivamente nei confronti degli altri;
-
apprendere a interagire con gli altri;
-
saper ascoltare;
-
riuscire ad osservare la propria realtà in maniera critica;
-
provare interesse per realtà diverse;
-
entrare in contatto con diversi modi di vivere (allinterno e
allesterno della scuola);
-
conoscere realtà diverse.
Metodologia
-
Atteggiamento disponibile di noi insegnanti e ricerca da parte nostra
di unintesa non solo verbale con bambini e famiglie che non parlano la nostra
lingua;
-
coinvolgimento di tutti i genitori e di tutti i bambini nella vita
della scuola;
-
scambio reciproco di informazioni sulle abitudini familiari, sulle
tradizioni, ecc.
Attività
-
Giochi, fiabe, filastrocche, canzoni, poesie, drammatizzazioni che
abbiano contenuti attinenti alle problematiche da affrontare;
-
visione di audiovisivi e libri che illustrino paesi e popoli
sconosciuti;
-
racconti fatti dai genitori provenienti da altri paesi sulle
tradizioni, i ricordi, le feste principali, il clima e altre caratteristiche del loro
paese di origine;
-
rappresentazioni grafiche e pittoriche e verbalizzazioni sulle
esperienze vissute;
-
costruzione di giornalini e libri che contengano la documentazione di
quanto si è prodotto.
Verifiche
Le verifiche saranno fatte riflettendo sulle osservazioni dei
comportamenti dei bambini nel gioco libero e nelle attività guidate, sulle loro risposte
e sulle loro rappresentazioni.
Percorso per promuovere leducazione alla pace
Obiettivi per gli insegnanti
Essere in grado di:
-
Sollecitare i bambini a formulare, manifestare, utilizzare idee che
possano risolvere i conflitti che sorgono in classe in modo non violento;
-
offrire ai bambini (quando per la loro età stentano a trovare
soluzioni positive) parecchie soluzioni, in modo che possano scegliere quella più adatta
alla loro situazione;
-
richiamare durante i conflitti idee discusse e formulate dai bambini
precedentemente;
-
offrire tempo per consentire ad ognuno di impadronirsi gradualmente
delle abilità sociali, di esercitarle, di verificarle e correggerle
-
approvare e incoraggiare i loro tentativi;
-
stimolare i bambini a comunicare ai compagni le soluzioni adottate
per raggiungere un accordo, se hanno funzionato e per quale motivo.
Obiettivi per i bambini
-
Individuare le cause dei conflitti;
-
scoprire che esistono più punti di vista;
-
valutare le conseguenze del proprio comportamento;
-
cercare soluzioni che siano vincenti per entrambi i contendenti.
Metodologia
-
Conversazioni condotte a volte con piccoli gruppi, a volte con
lintera classe, durante le quali linsegnante faciliti lintervento e la
partecipazione costruttiva di tutti, favorisca la conoscenza reciproca, riassuma le
opinioni espresse, le faccia circolare e sia in grado di mediare i diversi punti di vista;
-
dialoghi individuali con i bambini nei momenti in cui le insegnanti o
i bambini ne avvertano la necessità.
Attività
-
Conversazioni guidate per approfondire con i bambini le loro e le
nostre idee e per promuovere la capacità di riflettere su quanto sta accadendo;
-
rappresentazioni di alcuni litigi e verbalizzazioni fatte dai bambini
in situazioni di rapporto diadico o di piccolo gruppo;
-
rielaborazione collettiva delle precedenti esperienze;
-
drammatizzazioni di alcuni litigi, con scambio di ruoli;
-
giochi con le marionette, alle quali i bambini faranno interpretare i
loro conflitti più frequenti.
Verifiche
Le verifiche saranno effettuate con le stesse modalità previste per
il percorso precedente.
Percorso metodologico didattico per leducazione alla
LegalitàObiettivi per gli insegnanti
Essere in grado di:
-
Far vivere esperienze in cui i bambini possano interiorizzare i
valori della libertà. della giustizia, dei diritti, per essere poi da essi orientati;
-
realizzare un clima di classe basato sulla operatività,
linterattività, la socialità;
-
sollecitare i bambini a scoprire la necessità di alcune regole, a
modificarle in maniera valida, a costruirne altre.
Obiettivi per i bambini
-
Provare piacere a vivere nellambiente scolastico;
-
interagire e collaborare con i compagni durante le attività;
-
apprendere gradualmente a controllare gli impulsi di sopraffazione
-
riuscire a elaborare risposte di solidarietà.
Metodologia
La stessa descritta per leducazione alla pace.
Attività
-
Tutte le esperienze scolastiche nelle quali i bambini si
arricchiscono cognitivamente e affettivamente e si autorealizzano;
-
conversazioni allinterno di microgruppi e/o con lintero
gruppo su ciò che è bene e ciò che è male;
-
discussioni per individuare gli elementi che possono definire i
problemi e per autovalutare le proprie azioni tenendo conto delle necessità e dei
desideri degli altri.
Verifiche
Le verifiche saranno realizzate nello stesso modo descritto nei
percorsi precedenti.
BIBLIOGRAFIA
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insieme a scuola" - LA NUOVA ITALIA SCIENTIFICA
F. Pinto Minerva: "Le minoranze linguistiche,
laboratori di ricerca-azione interculturale" - BAMBINI - gennaio 1991
M. Callagari: "Insieme nella diversità" -
BAMBINI - settembre 1992
F. Telleri: "Bambini immigrati e scuola" -
INFANZIA - maggio/giugno 1993
L. Caronia: "Il bambino straniero come costruzione
culturale" - INFANZIA - marzo1993
G. Favaro: "Incontro tra infanzie" - BAMBINI
- ottobre 1991
G. Ventura: "Linguaggi diversi e colorati" -
BAMBINI - ottobre 1992
E. M. Taviani: "Dalla striscia della vita alla
multiculturalità" - VITA DELLINFANZIA - marzo 1994
L. Amatucci: "Gli stranieri nella società e nella
scuola" - VITA DELLINFANZIA - febbraio 1996
N. Carlsson Paige, D. F. Levin: "Educare alla pace
in tempi di violenza" - BAMBINI - dicembre 1993
R. Siebert: "I bambini e la mafia" - VITA
DELLINFANZIA - gennaio 1997
V. Narducci: "I bambini, la violenza, la
pace" - VITA DELLINFANZIA - maggio/giugno - 1997
LE INSEGNANTI:
-
AGUZZI PATRIZIA
-
CALCATELLI FIORISA
-
CASCIOLI GABRIELLA
-
GIACCHINI CESIRA
-
MARIELLA GRAZIELLA
-
OLIVETTI ANNA MARIA
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