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PREMESSA
L’orientamento
scolastico oltre ad essere una necessità avvertita come impellente dalle
famiglie degli alunni ed un po’ meno, per questioni di “leggerezza” dovute
all’età, dai ragazzi stessi, è un preciso obbligo sancito da numerosi
provvedimenti legislativi.
Fra gli altri:
Emerge quindi il dovere da parte
dell’insegnante e della scuola (ogni ordine di scuola in relazione alle
proprie competenze) di svolgere un’azione orientativa nei confronti degli
alunni volta sia ad una migliore conoscenza e consapevolezza delle proprie
inclinazioni, attitudini, desideri, aspettative, sia nei confronti degli
studi da intraprendere al termine della scuola media. L’obiettivo va ben
oltre l’obbligo scolastico, ma è quello di rendere il ragazzo consapevole
della necessità di possedere un discreto bagaglio culturale nella società
tecnologica e soggetta a rapidi cambiamenti in cui vive.
Società in cui
diviene sempre più indispensabile la capacità di decisione non solo nei
processi produttivi che richiedono sempre meno esecutività e sempre più
capacità di progettazione e di riconversione, ma anche per non perdersi
nella società complessa e per riuscire a vivere senza ansia l’incessante
bombardamento di informazioni, i contraddittori imperativi consumistici e
comportamentali: è dunque anche obiettivo di educazione alla salute,
intesa come educazione ad uno star bene che sia a misura della complessità
dell'oggi.
A saper
decidere si impara. Ma non ci si riesce nei quattro mesi della III media
che precedono la prima scelta da adulto, quella della scuola superiore. È
una capacità che si acquisisce per pratica quotidiana, quando famiglia e
scuola propongono ai ragazzi situazioni problematiche, non ripetitive.
La scuola, in
particolare, oltre ad una didattica basata sul problem-solving, deve
costruire questa capacità proponendosi intenzionalmente specifici
obiettivi di educazione alla scelta e alla decisione; e può farlo solo
nell'arco lungo di tutto il triennio delle medie.
Altro concetto
importante e largamente condiviso nel nostro istituto è quello che
l'Orientamento non si prefiguri come il contenuto di una nuova disciplina,
ma, i temi proposti, di ambito pluridisciplinare, possono trovare
collocazione ed essere ripresi all'interno della progettualità
disciplinare e collegiale.
FINALITA’
Con questo
progetto triennale, il Piano dell’offerta formativa della scuola intende
rispondere ai bisogni formativi di crescita e di ricerca della propria
identità che gli alunni costantemente manifestano a volte in forme
positive ed esplicite, a volte in forme implicite se non addirittura
negative. Con questo progetto si intendono raggiungere i seguenti
obiettivi formativi:
-
Sostenere il
ragazzo nella ricerca della propria identità personale, intellettuale,
affettiva, sociale.
-
Attrezzare il
ragazzo per l’analisi delle proprie caratteristiche personali,
individuando punti di forza e di debolezza.
-
Sviluppare la
capacità di riflessione sull’esterno e di autoriflessione per coniugarla
con gli elementi di realtà posseduti.
-
Acquisire un
metodo funzionale di analisi della realtà economica locale ed
internazionale per capire le dinamiche fondamentali.
-
Osservare con
sistematicità la realtà economica esterna per operare delle proiezioni
di scelte future.
-
Conoscere
accuratamente il sistema scolastico nazionale, anche nella sua
distribuzione locale, e i diversi percorsi formativi utili per
raggiungere precise situazioni lavorative.
-
Operare una
scelta scolastica adeguata e consapevole.
-
Educare alla
costruzione di un progetto di vita realistico, sostenuto da valori e
aspettative socialmente condivisibili.
DESCRIZIONE del progetto ed OBIETTIVI FORMATIVI SPECIFICI
L’Istituto ha
aderito al progetto di orientamento elaborato dalla Provincia di Ancona in
collaborazione con il Provveditorato agli Studi di Ancona che si è avvalso
di un team di docenti coordinati dal prof. Enzo Monsù, che coinvolge
l’alunno durante l’intero ciclo della scuola media inferiore.
Si tratta di
materiale didattico semistrutturato (per l'uso dei ragazzi) che si
presenta in forma di questionari di tipo composito adatto a soddisfare le
esigenze di tutti i colleghi, che, qualora lo ritengano opportuno,
possono limare adattare o inventare ex novo.
Il materiale
può essere somministrato sic et simpliciter o può esser tenuto presente
per attivare iniziative di didattica orientante.
Gli obiettivi
formativi sono distinti per le tre classi come segue:
I media:
rendere cosciente il ragazzo dei segnali del suo ambiente e delle sue
personali strategie d'azione che lo guidano nell'orientamento spontaneo
nell'ambito della vita quotidiana: nello spazio, nei tempi individuali e
collettivi, nelle relazioni sociali. Il principale concetto teorico di
riferimento è quello di “mappa cognitiva” elaborato da K. Lynch.
II
media: favorire nel ragazzo la presa di coscienza della dimensione
soggettiva: chi sono o, meglio, come sono, come vorrei essere, come posso
fare per adeguare il mio ideale.
Si tratta di
favorire la costruzione dell'identità personale, sia sul versante
progettuale della costruzione dell'Ideale di Sè (riferito alla famiglia,
alla scuola e all'ambiente) sia sul versante realistico della conoscenza
degli aspetti fenomenologici della condizione giovanile (socialità,
affettività, sviluppo fisico, cognitività, capacità di scelta), per
riconoscervisi, e/o per differenziarsene: lo strumento didattico
privilegiato è il confronto tra l'“immagine propria” che ognuno ha di sè
in ciascuno degli aspetti personali sopraindicati e l'“immagine sociale”
di sè (cosa al proposito pensano gli altri di me).
“Ideale di Sè”
(secondo E. H. Erikson e la psicologia umanistica), “Immagine propria” e
“Immagine sociale di Sè” (secondo R. Tomè) costituiscono i tre concetti
teorici di riferimento.
III
media: rendere il ragazzo consapevole del proprio modo di essere e
quindi in grado di individuare il percorso che maggiormente lo rispecchi e
rispetti. Ulteriore obiettivo del terzo anno è quello di offrire una prima
panoramica del lavoro in generale e del lavoro in particolare in relazione
ai bisogni umani; le individuali attitudini e interessi professionali e le
esigenze del mercato del lavoro, al fine di realizzare il progressivo
adattamento io-mondo e favorire la costruzione graduale della decisione
individuale.
Il concetto
teorico di riferimento è quello di “maturità professionale” presentato da
Bailey e Stadt e rielaborato da K. Polacek.
Le disposizioni
di legge sull’elevamento dell’obbligo scolastico hanno dato un nuovo
impulso alle iniziative contro la dispersione scolastica per promuovere il
successo formativo. All’innalzamento dell’obbligo scolastico deve quindi
corrispondere un’offerta formativa più ricca.
Nel nostro
progetto d’istituto è per questo stato previsto un ampliamento
dell’offerta formativa di base attraverso l’introduzione di percorsi
didattici meno tradizionali tra cui ricordiamo:
-
il corso di latino,
-
il laboratorio di informatica,
-
un corso di paleontologia,
-
l’introduzione della seconda lingua
straniera,
-
il progetto “Aula in ambiente naturale”,
-
l’attività sportiva pomeridiana,
-
corsi di recupero disciplinare per alunni in
difficoltà.
La realizzazione di queste ulteriori
attività è stata resa possibile utilizzando la flessibilità oraria (ore da
50’) che, lasciando ai docenti un margine orario, consente loro di
attivare altre iniziative didattiche, sperimentata per la prima volta
nell’anno scolastico in corso esclusivamente nel plesso di Arcevia.
Nell’arco del
terzo anno ogni plesso, in relazione alle esigenze che emergono nella
propria realtà, in relazione all’elevamento dell’obbligo scolastico e
dell’orientamento, si attiverà per completare il percorso intrapreso fino
a quel momento, aderendo alle varie iniziative organizzate dai distretti
scolastici di pertinenza (La scuola si presenta) o ad iniziative prese con
singole scuole e scaturite dalle particolari esigenze del proprio
contesto.
L’intento non è
solo quello di far “visitare” la scuola verso la quale il ragazzo si sente
orientato, ma di offrire a tutti una panoramica completa delle possibilità
esistenti nel territorio inserendo, anche se per un breve momento,
l’alunno in un progetto prevedendo anche la possibilità di sperimentare
una possibile continuità formativa e didattica, qualora questo fosse reso
possibile anche dalla collaborazione della scuola che “ospita” (come
quest’anno con l’I.P.I.A. di Arcevia che ha elaborato il progetto
“tradurre la forma” al quale i ragazzi hanno preso parte) o in attività di
laboratorio, oltre che assistere al momento di presentazione dei POF delle
varie scuole.
Alla fine di
ogni incontro ai ragazzi viene distribuito materiale didattico che
sintetizza le offerte formative delle varie scuole, depliant illustrativi,
floppy etc.
E’ inoltre
stato previsto in intesa con l’amministrazione comunale, che si ringrazia
per la collaborazione, l’intervento di un esperto del settore artigianato
che illustrerà le potenzialità di lavoro che offre il territorio comunale
in questo ambito e di un dirigente della Thecnowatt che parlerà con i
ragazzi dei profili professionali maggiormente richiesti dal mercato
dell’azienda nazionale con particolare riferimento a quella locale.
RISORSE INTERNE ED ESTERNE
La collegialità
del progetto, quanto meno a livello di Consiglio di classe, è la risorsa
cardine da cui partire. E’ fondamentale il collegamento con le realtà
economiche principali esistenti sul territorio e con le istituzioni
scolastiche secondarie superiori.
Con questi due
interlocutori è bene elaborare preventivamente contatti che regolino e
stabiliscano gli obiettivi che si intendono raggiungere facendo conoscere
ai ragazzi determinate realtà di lavoro e/o scolastiche.
DISCIPLINE COINVOLTE
Data la valenza
orientativa insita in ogni disciplina, tutte le materie sono coinvolte in
questo progetto triennale, alcune hanno obiettivi fondamentali nelle aree
di abilità trasversali (ad esempio l’abilità logica, oppure l’abilità di
comunicazione ed espressione), altre sono collegate ad esse per obiettivi
più propriamente strumentali.
TEMPI DI REALIZZAZIONE
Il progetto si
snoda nell’arco dei tre anni e ogni insegnante ha la facoltà di
somministrare quali e quanti tests ritenga opportuno in relazione alle
specifiche esigenze del proprio contesto, ma ha in ogni caso l’obbligo di
rendere il ragazzo consapevole delle opportunità scuola-lavoro presenti
sul territorio.
E’ comunque
auspicabile che ciascun docente che lavora al progetto sia intimamente
convinto che il tempo che dedica all’attività non è avulso dallo
svolgimento del programma didattico, si tratta di un momento di
apprendimento che, anche se informale, promuove e favorisce nel discente
l’acquisizione di abilità e competenze.
Se consolidata,
questa convinzione rende inesistente il “problema tempo” in quanto tutte
le abilità trasversali acquisite saranno poi funzionali al momento
classico di apprendimento ed inoltre ogni docente potrà programmare quanto
tempo riterrà opportuno per rendere coerente e proficuo il percorso di
lavoro.
VALUTAZIONE E VERIFICA
E’ necessario premettere la difficoltà di
verificare il lavoro svolto nell’attività di orientamento, il modo forse
più efficace potrebbe essere quello di monitorare i percorsi di studio
intrapresi dai ragazzi a distanza di qualche anno per verificare il
livello di soddisfazione. Nel corso dell’anno la verifica avviene tramite
discussioni tra gli allievi e con l’insegnante con l’obiettivo di far
riflettere i ragazzi sulle inclinazioni manifestate, e di renderli
consapevoli del percorso gradualmente e autonomamente progettato.
La valutazione
del percorso effettuato è svolta in itinere tramite la vigile osservazione
dell’insegnante e la capacità critica dei ragazzi osservatori acuti ed
efficaci spesso in grado di fornire interessanti spunti di riflessione e
di rielaborazione del percorso progettuale agli insegnanti coinvolti che
quindi l’andranno progressivamente perfezionando.

ATTIVITA’
PROGETTUALI CONNESSE CON L’ELEVAMENTO DELL’OBBLIGO SCOLASTICO
ORIENTAMENTO VISTO COME
UN PERCORSO NELL’OTTICA DELLA FORMAZIONE GLOBALE

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