Tutti coloro che erano bambini almeno
15-20 anni fa, ricorderanno ancora il vissuto di allora, di come il
mondo si aprisse alla esperienza personale in maniera diretta, a volte
felice a volte traumatica, con il contributo di una socializzazione
parallela in cui la eterogeneità dei compagni contribuiva a fornire
diverse modalità di risposta con risultati sul "campo" visibili e
concreti, positivi o negativi, ma comunque formativi. La stessa cosa
avveniva nella socializzazione verticale, quando bisognava modellare o
inibire alcuni aspetti del proprio comportamento in funzione dei
risultati da ottenere o delle punizioni da evitare.
Nella famiglia tipo di oggi, formata da padre, madre e figlio, manca al
bambino, visti anche gli impegni lavorativi dei genitori, quei momenti
di socializzazione di cui si parlava sopra e di conseguenza si è
arrivati ad un cambiamento, ad una modificazione del concetto di
ambiente . L'ambiente si conosce non con l'esperienza diretta, ma con il
"surrogato" televisivo .
Nel nostro tipo di società opulenta i valori del consumismo sono legati
più all'apparenza che alla sostanza delle cose .
Le nuove tecnologie informatiche e gli alfabeti elettronici si
aggiungono ai media tradizionali ( radio,giornali e soprattutto la TV )
in un bombardamento informale che instaura un meccanismo di processo
culturale rivolto al singolo individuo in una logica di "usa e getta" a
vantaggio della sfera emozionale e a danno della razionalità . Tutto
questo genera risposte individuali che concorrono a formare
comportamenti frammentati e disomogenei, molto spesso inadeguati quando
non violenti (basti pensare al problema degli studenti armati ed agli
omicidi nelle scuole statunitensi) . " Di fronte a questo scenario
caratterizzato da continui e radicali cambiamenti e da profonde
trasformazioni tecnologiche è necessario che le varie agenzie formative
tra cui la famiglia e la scuola, riescano a salvaguardare quei percorsi
interazionali (socio-affettivi) e cognitivo-creativi (linguistici-logici-espressivi)
che consentano di rispondere alla nuova galassia semiologica ancorando
l'individuo, fin dalle prime fasi dell'età evolutiva, a solidi parametri
conoscitivi (alfabetizzazione) che rendano possibili lo sviluppo di
quelle capacità critico-comunicative essenziali per decodificare i nuovi
messaggi dei media ". (1)
(1) I. Tanoni "Ed. all'immagine e nuovi programmi"-
IRRSAE- Marche
Classe interessata : 3 elementare
"Anselmo Anselmi"
Inss. interessati : Biancini,
Santinelli
Motivazioni : Recuperare l'aspetto ludico-fantastico-creativo della fiaba classica, inerente anche alle
tradizioni ed alla cultura locale, nonchè alla ricerca e valutazione di
aspetti ambientali tipici del luogo .
Metodologia : Gli inss. aiuteranno gli
a. a stabilire le regole per la costruzione della fiaba, li pungoleranno
affinchè non si limitino alle soluzioni più semplici, sempre in
riferimento al grado di fattibilità attraverso il mezzo audiovisiivo (videotelecamera-
mixer).
Gli inss. solleciteranno gli a. a trovare da soli le risposte alle
domande , alle situazioni e alle invenzioni che la fiaba comporta .
Gli a. ,dopo aver appreso le basi del funzionamento dei mezzi
audiovisivi , escogiteranno trucchi, ambientazioni ed effetti in
funzione della realizzazione della fiaba scritta.
Gli a. individueranno i luoghi esistenti nell'ambiente (antropico e
naturale) circostante che si prestano alla realizzazione delle diverse
scene o sequenze (castello, antro della strega, boscaglia,
bosco,radura,ecc.).
Gli a. cureranno la realizzazione od il reperimento dei costumi in
riferimento al periodo storico, conoscerannno ed useranno il linguaggio
tecnico .
Gli a. terranno una contabilità delle spese sostenute .
Correlazioni : Ed. linguistica; Ed.
Scientifica; Ed. all'immagine; Ed. musicale ; Ed. Motoria .
Partecipazione: Genitori; Enti
Comunali e Sovracomunali; Enti e Associazioni varie;Consiglio di
Circolo; Distretto Scolastico ; ecc. .
Materiale disponibile : Videotelecamera Hitachi S7200 ; faretto 1000 Watt Unomat, alcuni costumi
usati, oggetti vari per ambientazioni, ecc.
Materiali da reperire : Mixer Panasonic Ave 5; monitor; VCR JVC 5800 o Panasonic F90; filtri vari per
telecamera ; titolatrice Panasonic Ave 3 ; registratore a 2 o più piste;
videocassette s-vhs; costumi; oggetti vari per le ambientazioni,
materiali per trucchi ed effetti ; ecc.
Obiettivo : Produzione di un videofilmato ( film ).
Finalita' : L'a. comprende come la
"realtà" televisiva non sia altro che il prodotto di una finzione
scenica, elaborata a tavolino, manipolata sia intellettualmente sia
tecnicamente ,in grado di fornire suggestioni ed emozioni diverse in
relazione alle intenzioni dello sceneggiatore e del regista che si
"approfittano" della funzione acritica dello spettatore.
1) Individuazione dei personaggi :
età; costituzione fisica; carattere; esplicazione del personaggio al
pubblico.
2) Temi della narrazione : unità di
contenuto attorno a cui ruota il film; legami tra le immagini che
vengono prima e che vengono dopo .
3) Stati d'animo : paura; angoscia;
felicità; ecc. dei personaggi durante l'azione scenica .
4) Luoghi : ricerca dei luoghi
antropici e naturali dell'ambiente in funzione della rappresentazione
della scena nell'economia spazio-temporale dell'intera vicenda .
5) Suddivisione della narrazione in
scene successive : individuazione del nucleo centrale narrativo di ogni
scena
6) Fasi della lavorazione :
preparazione del soggetto; ricerca dei capitali; scelta degli attori;
allestimento del set (reperimento del materiale strutturale ed umano);
accordo sugli spazi e sui movimenti necessari; piazzamento della videotelecamera e predisposizione dei suoi percorsi (ripresa); fase di
editing e audio-dubbing secondo un disegno prestabilito ed organizzato .
1. Discussione preliminare - La classe
esprime il desiderio di cimentarsi in un'esperienza di narrazione con le
immagini in movimento .
2. Proposte - Attraverso la formazione
di sottogruppi e/o individualmente, il gruppo classe stende le idee-base
su cui si fonda la stesura del soggetto .
3. Discussione e scelta - Il gruppo
classe discuterà le varie proposte avanzate e ne valuterà, anche con
l'aiuto dell'insegnante, il grado di fattibilità, il tempo necessario
per la realizzazione, la scelta dei luoghi, il fabbisogno scenico in
relazione alla potenzialità di reperimento del materiale.
4. Stesura della trama - Produzione
scritta della fiaba .
5. Suddivisione in scene e sequenze
preparazione del trattamento (treatment) - Divisione del racconto in
unità e sotto-unità narrative ...
6. Scrittura della sceneggiatura -
Descrizione dell'azione e definizione delle battute .
6.1 Sceneggiatura esecutiva - Su fogli
già preparati, si apporranno indicazioni particolareggiate di scena per
scena, come regolarsi, come effettuare le riprese, l'illuminazione e ,
possibilmente, il tipo di musica .
7. Piano di lavorazione - Discussione
approfondita e sua verbalizzazione. Attraverso scelte fondamentali si
definiscono le tappe più importanti come:
7.1 Tempo necessario - Definizione del
tempo necessario alla...
7.2 Scelta dei luoghi - Attraverso
l'esperienza personale dei bambini riguardante la conoscenza
dell'ambiente ed in riferimento al punto 4 della fase introduttiva, si
giungerà alla scelta e ,quindi, dopo un sopralluogo, alla definizione
dei luoghi in cui si svolgerà l'azione ;
7.3 Fabbisogno scenico - L'a. si
attiverà, unitamente ai genitori, agli insegnanti, agli Enti e
Associazioni varie, per il reperimento di vestiario, oggetti ed
attrezzature varie per l'allestimento scenografico del set;
7.4 Scelta delle musiche - Se si farà
in precedenza ( vedi punto 6 ) si farà intravedere la possibilità di
cambiarle durante il montaggio .
8. Distribuzione dei compiti - Si
cercherà di far recitare tutti gli a., si troveranno altri compiti per
coloro che avranno un ruolo minore.
Comunque si terrà conto, fondamentalmente, delle loro scelte.
L'ins. interverrà solo in casi evidentemente inopportuni, con
suggerimenti ed indicazioni, mai in maniera autoritaria, cercando di far
risaltare l'errore commesso .
9. Le prove - A parte la possibilità
di accedere ad una prova propedeutica, in modo da rendere più chiaro
possibile agli a. il procedimento di cui al punto 10., si procederà alla
realizzazione delle prove non tenendo in molta considerazione la
recitazione, a differenza del teatro, dove l'a. è tenuto a ricordare
tutto dal principio alla fine .
Si cercherà di attirare l'attenzione dell'a. sul monitor cercando di
studiare i campi di ripresa e i movimenti macchina e selezionando i
rumori, desiderati e non, attraverso il microfono .
10. Le riprese - Durante questa fase l'a.
sperimenterà, in maniera pratica, il fenomeno dell'atemporalità delle
scene riprese, nel senso che si accorgerà che non solo non è necessario
girare le scene secondo la scansione della narrazione, ma è più
opportuno seguire un ottica "industriale" secondo canoni di utilità e
praticità .
In pratica l'a. comprenderà la possibilità che ha la ripresa cinetica di
usare dei canoni temporali e di crearne dei nuovi .
11. La post-produzione - Questa sarà
una fase che avrà un'importanza fondamentale.
Tutte le scene girate dovranno andare a posto come gli incastri di un
puzzle o le tessere di un mosaico .
Il risultato sarà un'opera ritmica e armonica resa tale attraverso tre
procedimenti : la titolazione; la sonorizzazione; il montaggio .
In questa fase si prevede l'uso di un mixer audio-video e di una
titolatrice .
11.1 La titolazione - In genere questa
fase viene trascurata poichè viene vista con un'ottica riduttiva . Il
destinatario di una comunicazione basata sull'immagine cinetica, deve
essere preparato a quanto sta per vedere, in modo da tenere desto
l'interesse unito all'attenzione . Partendo da questo presupposto si
dedicherà particolare cura anche a questa parte cercando di definire i
tempi della persistenza delle scritte sul video e calibrando bene la
parte uditiva .
11.2 La sonorizzazione - L'a. è
portato a credere che questa fase che riguarda il mettere insieme la
voce umana, i rumori e la musica, sia risolvibile facilmente con la
tecnica della ripresa sincrona diretta.
Dopo le prime prove si accorgerà che insieme alla voce degli attori,
vengono registrati anche rumori che abitualmente il nostro cervello
tende ad escludere e che magari assumono preponderanza a causa della
loro vicinanza al microfono . Si accorgeranno della difficolà di
controllare il volume del parlato, dell'ambiente e/o della colonna
sonora.
In seguito, con l'aiuto dell'insegnante, scopriranno la funzione "audio-dubbing"
del VCR e l'importanza della funzione stessa nella post-sonorizzazione.
Si curerà il doppiaggio parlato e sincronizzato in quelle scene dove non
è possibile mantenere l'audio originale .
11.3 Il montaggio - Si tratterà di
congiungere insieme le scene e le sequenze dal punto di vista visivo .
L'a. capirà che questa fase corrisponde alla " temporalità " della
narrazione, ma anche che "Il montaggio è un trucco continuo, senza per
questo ridursi ad un falso, nei casi ordinari : se più immagini
successive rappresentano un luogo da diverse angolazioni, lo spettatore
vittima del "trucco", percepirà spontaneamente quel luogo come unitario,
perchè appunto la sua percezione ne avrà ricostruito l'unità, il trucco
qui si fonda su una proiezione ed è un altro aspetto della costruzione
analogica del rappresentato : costruzione nel film e anche nella mente
dello spettatore..." (1)
1) Metz Cristhian, Montaggio e discorso nel film,
Bompiani, Milano, 1975
Progetto a cura dell'ins.
Volfango
Santinelli
Progetto pubblicato nel sito
all'indirizzo:
www.cadnet.marche.it/lafiaba.html
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