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PREMESSA
I
bambini di oggi sono immersi in tantissimi messaggi non verbali, che
attraverso codici visivi, sonori, gestuali, possono, se preponderanti,
far correre il rischio di un impoverimento sia sul piano della
maturazione intellettuale, sia su quello del comportamento, due piani
strettamente connessi.
Si
notano sempre più frequentemente un aumento della povertà lessicale,
un maggiore bisogno affettivo, una certa carenza di modelli positivi ai
quali ispirarsi. Ad uno sguardo non superficiale appare la frattura
esistente tra il mondo delle apparenze e il mondo reale, con le sue vere
offerte.
Il
rischio di questa situazione è la possibile strutturazione di
personalità fragili, facilmente prede di condizionamenti interni e/o
dell’ambiente, l’allontanamento da occasioni concrete e
significative, diluite nel tempo, che garantiscano il verificarsi dei
processi di assimilazione e accomodamento, dai quali scaturiscono
crescita e vitalità creativa dei bambini.
La
scuola dell’infanzia ha tra le sue finalità innanzitutto la conquista
dell’identità e dell’autonomia, ma come può esserci libera scelta
se non si può disporre di
tempi e spazi per osservare, comprendere (attraverso prime
classificazioni, formulazione di ipotesi, riconoscimento di semplici
concetti, prime verifiche e graduali sistematizzazioni dei dati) e
assimilare la realtà, che è innanzitutto l’ambiente in cui si vive:
sociale e naturale.?Ecco perché da tempo nel plesso si usa proprio come
contenuto delle situazioni proposte di apprendimento, la ricerca
d’ambiente, il quotidiano, con la vita di tutti i giorni e cose e
spazi, così abituali da rischiare di passare inosservati:
“per
evitare contenuti allettanti, ma lontani, che non favorirebbero
apprendimenti significativi né quelle
fortissime
capacità di analisi e di comprensione che ogni bambino mette in atto
per iniziare il viaggio alla scoperta di se stesso”.
FINALITA’:
“La conquista
dell’identita’, dell’autonomia e delle competenze”
METODOLOGIA:
L’idea
di bambino di cui teniamo conto nell’organizzare le principali
esperienze ed-didattiche è quella ispirata ad un bambino curioso, in
grado di divenire gradualmente consapevole delle sue scelte e delle sue
conquiste. Quindi non ci sostituiamo a lui nella scelta di direzioni
all’interno dei percorsi, né alle sue risposte, di tipo grafico,
verbale, affettivo, corporeo.
Il
nostro ruolo si adegua a
questa idea di bambino, che va considerato in pieno nella sua dimensione
affettivo-sociale, come essere che si realizza totalmente in un sano
rapporto con se stesso, con gli altri, indispensabili anche per la
costruzione delle conoscenze, fenomeno anche esso non individuale, ma
sociale.
Di
qui il ricorso ai piccoli gruppi, alle discussioni, ai tempi distesi per
ipotizzare e poi, eventualmente autocorreggersi, tramite ulteriori
esperienze e ulteriori confronti con la cultura adulta e le interazioni
coi coetanei.
OBIETTIVI:
La
maggior parte di quelli contenuti nella programmazione ed-didattica
TEMPI:
L’intero
anno scolastico
PERCORSO
IPOTIZZATO A GRANDI LINEE:
Si
procederà nel seguente modo:
-
scoperta delle preconoscenze su ogni nucleo di apprendimento
-
promozione di una consapevolezza delle situazioni che si andranno
a proporre da parte dei bambini
-
uscite per l’incontro diretto con luoghi e situazioni e
personaggi
-
rielaborazioni immediate e poi più organizzate dei percorsi,
rispettando quanto più possibile le scelte dei bambini
-
ricostruzioni con varie tecniche di quanto considerato importante
dal singolo e/o dal gruppo
-
documentazioni delle esperienze principali con i bambini
-
documentazione delle insegnanti, che andrà unita a quella di cui
sopra
-
verifiche degli apprendimenti, tramite osservazioni occasionali e
più sistematiche
-
valutazione a fine anno dell’intero percorso, anche tramite
confronto tra docenti e con i bambini
I
nuclei progettuali principali saranno individuati soprattutto dai
bambini tramite conversazioni e prime uscite. Per i bambini di tre anni
si favorirà la loro partecipazione a molte uscite, ma si approfondirà
soprattutto la scoperta del sé e del primo ambiente : la famiglia e dei
primi spazi: la casa e la scuola.
A
questo filo conduttore e a volte sfondo integratore forte si
agganceranno a metà anno il percorso di educazione ambientale “Giocando
a riciclare” e, in
seguito, il progetto di ed. interculturale :” Conosciamoci” (
nel quale saranno aspetti degli ambienti di provenienza
dei bambini venuti da paesi lontani ad essere
scoperti e conosciuti).
Montecarotto,
ottobre 2004
Le
insegnanti:
Graziella
Mariella - Flora Pennacchietti - Anna Maria Olivetti - Annamaria Santoni
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