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Istituto Comprensivo Arcevia
con sezioni associate di  Montecarotto e Serra de' Conti

 

 


 

SCUOLA ESTIVA DI ARCEVIA (AN)

IX edizione  –  25-29/06/2003

Corso di aggiornamento sul curricolo delle operazione cognitive e delle conoscenze significative in storia

organizzata in collaborazione con Clio ’92 
Associazione qualificata alla formazione degli insegnanti con D.M. del 04.03.2003


 

La Scuola Estiva di Arcevia si è proposta anche nel giugno 2003 con due corsi di formazione: il primo (25-26 giugno) centrato sul curricolo “Le indicazioni nazionali per la storia che fare? La risposta nel curricolo delle operazioni cognitive” e il secondo (27-29 giugno) dedicato alla ricerca intorno al tema “Far vedere la storia”.

Il corso sul curricolo, con lezioni di Ivo Mattozzi, Vincenzo Guanci e Mariella Spinosi, Ispettrice Miur per la scuola elementare, ha rappresentato un approfondimento delle problematiche curricolari relative all’insegnamento-apprendimento della storia in rapporto alle indicazioni nazionali per i piani di studio personalizzati.

Per la scuola dell’infanzia si sono ipotizzati percorsi di costruzione di “scene sociali”; per la scuola elementare si è approfondito il discorso già da tempo aperto, sulla costruzione di quadri di civiltà a partire da quadri delle civiltà del presente; per la scuola media, ri-costruzione dei grandi processi di trasformazione all’interno dei diversi quadri di civiltà; per gli istituti superiori, storia per problemi connessi sia ai processi di trasformazione sia ai quadri di civiltà del passato. Il tutto nell’ambito di una programmazione modulare.

Particolare attenzione è stata data all’insegnamento dei concetti indispensabili alla  costruzione della conoscenza storica. Vincenzo Guanci ha dimostrato come alcune parole-concetto siano usate nei testi storiografici senza alcun elemento che ne permetta la effettiva concettualizzazione rendendo poco significativa quindi la conoscenza che ne deriva.

Il messaggio di Ivo Mattozzi per una positiva interpretazione dei documenti ministeriali è stato in sintesi questo:

“ .......che le conoscenze (il sapere) e le abilità (il sapere che accompagna il fare qualcosa con perizia) che costituiscono gli obiettivi specifici di apprendimento presenti nelle Indicazioni Nazionali siano intesi come “la carta topografica di tante attese di pensiero che deve maturare autonomamente e personalmente nella mente e nella personalità di ciascun allievo davanti alla sua esperienza e grazie alle sollecitazioni educative dei docenti della scuola.....” piuttosto che “.....l’indice di una enciclopedia da imparare a memoria”

Il secondo corso “Far vedere la storia”, argomento molto dibattuto nella pratica didattica, ha rappresentato una vera novità nel campo della formazione storica degli insegnanti, per la particolare proposta di utilizzo dell’immagine che Ivo Mattozzi ha prospettato ai ricercatori presenti.

Partendo dal presupposto che l’immagine è un veicolo potente di informazioni, ma che la loro sovrabbondanza di fatto le rende invisibili, il ”far vedere la storia” ha proposto di utilizzare le immagini come veri e propri testi storiografici da leggere, interpretare, trasformare in testi storiografici   di tipo descrittivo, narrativo, argomentativo a seconda del segmento scolastico e del conseguente momento curricolare.

Una proposta altamente innovativa che ha provocato interessanti dibattiti in plenaria.

Non è facile infatti concepire una storia per immagini,  che, se vengono utilizzate, lo sono come integrazione del testo scritto o come fonti per la ri-costruzione storica.

Immagini di tutti i generi quindi, quale veicoli della conoscenza storica, immagini intese come tutto ciò che l’occhio può percepire: paesaggistiche, architettoniche, iconografiche, filmiche ecc.

Nei laboratori si sono ipotizzate sperimentazioni di apprendimento con l’uso di immagini anche appositamente montate dai docenti per la ri-costruzione, ad esempio, di un quadro di civiltà.

Il testo storiografico, sempre centrale nell’apprendimento, dovrà essere la produzione finale dell’ avvenuto processo di conoscenza attivato con le immagini.

La mediazione didattica si fa quindi ancora più incisiva nel processo di apprendimento dell’alunno/studente, al quale verranno sottoposti materiali già selezionati dall’insegnante.

Le lezioni di Ivo Mattozzi sulla metodologia dell’uso delle immagini in storia e sull’utilizzo dei monumenti e delle opere d’arte, di Marco Moroni sulla lettura del paesaggio marchigiano, di Luisella Pasquini sull’uso didattico dei film di fiction, di Giuseppe Di Tonto sull’apprendimento attraverso l’ipermedialità e di Adriana Bortolotti sul “Far vedere la storia nelle esposizioni museali” hanno aperto un vasto campo di riflessioni e di proposte didattiche che si sono poi esplicitate e messe a punto come modelli operativi nei laboratori.

Le sperimentazioni che verranno effettuate nel corso del corrente anno scolastico (2003-2004) troveranno come sempre collocazione nel convegno del giugno 2004.

Il gradimento dei corsi, verificato con apposite schede di valutazione compilate dai corsisti, è stato altissimo; è questo, in fondo, che induce l’organizzazione a continuare con la passione di sempre la Scuola Estiva di Arcevia.

Come già dallo scorso anno, la documentazione della Scuola Estiva è disponibile in videocassette ad alta definizione messe a punto dal CAD, che si occupa delle riprese delle lezioni del convegno; chi volesse acquistarle può rivolgersi a segreteria@clio92.it.

(Carla Santini)