La
Scuola Estiva di Arcevia si è proposta anche nel giugno 2003
con due corsi di formazione: il primo (25-26 giugno)
centrato sul curricolo “Le indicazioni nazionali per la
storia che fare? La risposta nel curricolo delle operazioni
cognitive” e il secondo (27-29 giugno) dedicato alla
ricerca intorno al tema “Far vedere la storia”.
Il
corso sul curricolo, con lezioni di Ivo Mattozzi, Vincenzo
Guanci e Mariella Spinosi, Ispettrice Miur per la scuola
elementare, ha rappresentato un approfondimento delle
problematiche curricolari relative
all’insegnamento-apprendimento della storia in rapporto alle
indicazioni nazionali per i piani di studio personalizzati.
Per
la scuola dell’infanzia si sono ipotizzati percorsi di
costruzione di “scene sociali”; per la scuola elementare si
è approfondito il discorso già da tempo aperto, sulla
costruzione di quadri di civiltà a partire da quadri delle
civiltà del presente; per la scuola media, ri-costruzione
dei grandi processi di trasformazione all’interno dei
diversi quadri di civiltà; per gli istituti superiori,
storia per problemi connessi sia ai processi di
trasformazione sia ai quadri di civiltà del passato. Il
tutto nell’ambito di una programmazione modulare.
Particolare attenzione è stata data all’insegnamento dei
concetti indispensabili alla costruzione della conoscenza
storica. Vincenzo Guanci ha dimostrato come alcune
parole-concetto siano usate nei testi storiografici senza
alcun elemento che ne permetta la effettiva
concettualizzazione rendendo poco significativa quindi la
conoscenza che ne deriva.
Il
messaggio di Ivo Mattozzi per una positiva interpretazione
dei documenti ministeriali è stato in sintesi questo:
“
.......che le conoscenze (il sapere) e le abilità (il
sapere che accompagna il fare qualcosa con perizia) che
costituiscono gli obiettivi specifici di apprendimento
presenti nelle Indicazioni Nazionali siano intesi come “la
carta topografica di tante attese di pensiero che deve
maturare autonomamente e personalmente nella mente e nella
personalità di ciascun allievo davanti alla sua esperienza e
grazie alle sollecitazioni educative dei docenti della
scuola.....” piuttosto che “.....l’indice di una
enciclopedia da imparare a memoria”
Il
secondo corso “Far vedere la storia”, argomento molto
dibattuto nella pratica didattica, ha rappresentato una vera
novità nel campo della formazione storica degli insegnanti,
per la particolare proposta di utilizzo dell’immagine che
Ivo Mattozzi ha prospettato ai ricercatori presenti.
Partendo dal presupposto che l’immagine è un veicolo potente
di informazioni, ma che la loro sovrabbondanza di fatto le
rende invisibili, il ”far vedere la storia” ha proposto di
utilizzare le immagini come veri e propri testi
storiografici da leggere, interpretare, trasformare in testi
storiografici di tipo descrittivo, narrativo,
argomentativo a seconda del segmento scolastico e del
conseguente momento curricolare.
Una
proposta altamente innovativa che ha provocato interessanti
dibattiti in plenaria.
Non
è facile infatti concepire una storia per immagini, che, se
vengono utilizzate, lo sono come integrazione del testo
scritto o come fonti per la ri-costruzione storica.
Immagini di tutti i generi quindi, quale veicoli della
conoscenza storica, immagini intese come tutto ciò che
l’occhio può percepire: paesaggistiche, architettoniche,
iconografiche, filmiche ecc.
Nei
laboratori si sono ipotizzate sperimentazioni di
apprendimento con l’uso di immagini anche appositamente
montate dai docenti per la ri-costruzione, ad esempio, di un
quadro di civiltà.
Il
testo storiografico, sempre centrale nell’apprendimento,
dovrà essere la produzione finale dell’ avvenuto processo di
conoscenza attivato con le immagini.
La
mediazione didattica si fa quindi ancora più incisiva nel
processo di apprendimento dell’alunno/studente, al quale
verranno sottoposti materiali già selezionati
dall’insegnante.
Le
lezioni di Ivo Mattozzi sulla metodologia dell’uso delle
immagini in storia e sull’utilizzo dei monumenti e delle
opere d’arte, di Marco Moroni sulla lettura del paesaggio
marchigiano, di Luisella Pasquini sull’uso didattico dei
film di fiction, di Giuseppe Di Tonto sull’apprendimento
attraverso l’ipermedialità e di Adriana Bortolotti sul “Far
vedere la storia nelle esposizioni museali” hanno aperto un
vasto campo di riflessioni e di proposte didattiche che si
sono poi esplicitate e messe a punto come modelli operativi
nei laboratori.
Le
sperimentazioni che verranno effettuate nel corso del
corrente anno scolastico (2003-2004) troveranno come sempre
collocazione nel convegno del giugno 2004.
Il
gradimento dei corsi, verificato con apposite schede di
valutazione compilate dai corsisti, è stato altissimo; è
questo, in fondo, che induce l’organizzazione a continuare
con la passione di sempre la Scuola Estiva di Arcevia.
Come
già dallo scorso anno, la documentazione della Scuola Estiva
è disponibile in videocassette ad alta definizione
messe a punto dal CAD, che si occupa delle riprese delle
lezioni del convegno; chi volesse acquistarle può rivolgersi
a
segreteria@clio92.it.
(Carla Santini)