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Istituto Comprensivo Arcevia
con sezioni associate di  Montecarotto e Serra de' Conti

 

 


 

SCUOLA ESTIVA DI ARCEVIA (AN)
VIII edizione - 2002

Intervista al prof. Ivo Mattozzi


 

" PROGETTI DI GRANDE QUALITA’ E ORIGINALITA’ "

Conclusi ad Arcevia i corsi per insegnanti sulla didattica della storia

dal "Corriere Adriatico" del 02/07/02
intervista rilasciata a Floriana Buti

ARCEVIA – All’insegna del successo e di una folta partecipazione di docenti si sono conclusi nel centro montano i corsi di storia. La “Perla dei monti” per una settimana è stata il “crocevia (o la contrada?)” della storia. Un bilancio più che positivo ha registrato questa VIII edizione della “scuola estiva”, la quale ha dimostrato che non si tratta solo di un corso di aggiornamento, ma anche di un momento forte di ricerca sull’insegnamento della storia e sulla didattica con i beni culturali.

Infatti il gruppo numeroso di docenti che coordina e anima i corsi ed i laboratori hanno avviato tre percorsi di ricerca: 1) sul sapere storico da insegnare nella scuola elementare e media; 2) sul curricolo di storia; 3) sull’uso dei beni culturali nella didattica della storia e nell’educazione al patrimonio culturale.

Nel primo corso, dedicato specificamente al curricolo, ci sono state lezioni interessanti su come si può concepire la progressione dell’insegnamento della storia (Ivo Mattozzi), su come si possono usare le idee che i bambini hanno del passato (Luciana Coltri), sull’educazione spaziale e temporale e sociale (Giulio Ghidotti, Teresa Rabitti), sulla costruzione dei concetti storici (Enzo Guanci), sul curricolo nell’autonomia (Carla Marcellini), sulla ricerca storico-didattica (Albertina Chiodi).

Nel secondo corso sull’insegnamento della storia locale con i beni culturali le lezioni magistrali erano dedicate alla didattica laboratoriale in classe (Ivo Mattozzi), nei musei (Lucia Cella e Silvia Mascheroni, Adriana Bortolotti), negli archivi (Franca Baldelli), con le carte geografiche antiche (Stefano Torresani), con i resti archeologici (Stefania Sebastiani), con gli audiovisivi di archeologia (Beatrice de Gerloni), con l’informatica (Giuseppe Di Tonto), mentre Antonio Brusa ha esposto le sue idee su come si può insegnare la storia mondiale con le mappe del mondo.

Alla fine degli studi abbiamo rivolto alcune domande al professor Ivo Mattozzi che ha diretto il Convegno di Arcevia.

“Ci sembra che i laboratori sono stati molto apprezzati dagli insegnanti!”

Ha proprio ragione. Nei laboratori del primo corso i partecipanti hanno potuto esercitarsi su come si può insegnare la storia con i quadri di civiltà e con i processi di trasformazione nella scuola elementare e media. Nel secondo corso ci sono stati una decina di laboratori dove gli insegnanti hanno elaborato progetti di insegnamento e materiali, mettendo a frutto molti dei beni culturali offerti dal territorio di Arcevia e da quello di Castelleone di Suasa (musei, scavi, teatro Misa, palazzi e chiese, castelli…). E i laboratori hanno elaborato idee, progetti, di grande qualità e di grande originalità grazie alla professionalità sempre più alta delle coordinatrici e dei coordinatori dell’Associazione “CLIO ‘92” e dalle due coordinatrici di O.D.I.S.S.E.A..”

“Come reagiscono gli insegnanti che partecipano alle offerte del corso"?”

Vengono da molte regioni, ascoltano lezioni interessanti, partecipano ai laboratori dove si elaborano percorsi didattici, osservano i materiali dei colleghi esposti nelle “Stanze del curricolo”, si sentono “coccolati” dai docenti, dal personale dell’Istituto Comprensivo, dall’Amministrazione Comunale. Quest’anno sono stati coinvolti in una bicchierata e uno spuntino al castello di Loretello e nello spettacolo teatrale messo in scena dalla maestra Giuseppina Biancini con alunni e genitori nel bel Teatro Misa da poco restaurato e riaperto. Credo che uno degli elementi che impressiona fortemente i corsisti – prosegue il prof. Mattozzi - sia l’apparato di riprese video e il supporto di strumenti audiovisivi messo in campo dal CAD e gestito con tanta cura da Volfango Santinelli con i suoi collaboratori. I corsisti non hanno visto mai strumenti così potenti per la proiezione dei materiali didattici e che mettono a disposizione videocassette delle lezioni montate con tanta sapienza registica. Gli ospiti ripartono pieni di idee, di materiali originali preparati dal coordinamento dei corsi e riprodotti dal personale dell’Istituto Comprensivo, e con la fiducia che si può insegnare la storia in modo più efficace e più interessante. Un maestro ha espresso il suo compiacimento dicendo che mai si era sentito così ben accolto in un corso di aggiornamento. Molti si ripromettono di tornare. Le relazioni amichevoli che si sviluppano durante il convegno sono un altro tesoro da mettere nel conto.”

“Professor Mattozzi, una espressione la sua che manifesta senza dubbio soddisfazione. Lei è particolarmente soddisfatto, mi pare!” 

Sì. Sono corsi organizzati col lavoro volontario di molti insegnanti dell’Associazione “Clio ‘92” e con il lavoro “superlativo” del personale dell’Istituto Comprensivo. Ma grazie a tanto entusiasmo riusciamo non solo a fare formazione, ma anche a fare ricerca e a migliorare ogni anno la nostra professionalità e le nostre elaborazioni. E parecchi corsisti ci danno prova del loro gradimento e dell’efficacia dei corsi, poiché tornano e mettono in mostra la documentazione di ciò che sono riusciti a realizzare con i loro alunni ispirati dai laboratori seguiti. Perciò i corsi ogni anno propongono qualcosa di nuovo e Arcevia ci appare come un crocevia dell’insegnamento della storia dove gli insegnanti non arrivano mai invano e non ritornano mai invano.” 

Un risultato dunque positivo sotto ogni punto di vista per quanto riguarda gli organizzatori. A ciò va aggiunto anche che iniziative di questo tipo, al di là dei rilevanti aspetti scientifici e professionali, rappresentano per Arcevia un’occasione importante di promozione turistica. Il tema generale del corso-convegno, la storia, trova qui molteplici elementi di riscontro, a cominciare dal Museo Archeologico, così come dalle testimonianze rappresentate dai suoi castelli.