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QUADRO DI RIFERIMENTO E MOTIVAZIONI
Come
esplicitato dai documenti ministeriali
“Un
cittadino più musicale
non soltanto canterà meglio: saprà scegliere con
cura cosa ascoltare, le parole da usare, i
luoghi dove abitare e incontrarsi; avrà più
fiducia in se stesso e nelle proprie capacità
creative e professionali, avrà meno paura
dell’altro, di chi ci regala la cosa più
preziosa che possiede, la propria differenza. La
presenza della musica nella scuola, in forme e
modi adeguati alle diverse fasce d'età,
rappresenta un importante passo per la
realizzazione di quella "école de la mixité" di
cui si parla ormai in tutta Europa, luogo ove
possano incontrarsi felicemente razze, culture,
religioni, suoni e saperi. Una scuola in cui
entrino finalmente gli artisti e le loro opere,
una scuola in cui si impara a leggere, a
scrivere, a far di conto e a far di canto”.
Dall'intervento
di Luigi Berlinguer al seminario di
presentazione del documento culturale per le
nuove Indicazioni Nazionali (3 aprile 2007)
...Nella scuola non
ha peso, e nella cultura, la creatività
artistica che c’è in ogni essere umano. Ci sono
altri paesi, tanti, in cui oltre ad imparare le
nozioni, si dà via libera alla creatività
artistica. Perchè siamo, altro primato del
passato cancellato, il paese che ha inventato,
con Guido D’Arezzo, le note o che ha inventato
il violino di Stradivari o che ha inventato il
pianoforte. Oggi i metodi di insegnamento si
chiamano Suzuki, Kodaly, Orff e ce li insegnano
gli altri... Perchè siamo l'unico paese dove la
più grande gioia creativa che è in ognuno di
noi, che è quella di cantare, è stata esclusa
dalle discipline? Se vogliamo raggiungere quegli
obiettivi dobbiamo fare una forte iniezione di
sperimentalità e dobbiamo fare una forte
iniezione di creatività, di gioia
artistica. La scuola è anche un luogo dell’arte,
dell’espressività artistica, non soltanto un
luogo dell’apprendimento di nozioni. È in questo
mix che tu crei la possibilità che il bambino
e il ragazzo diventino soggetto, questa
famosa centralità degli studenti... sono parole
se non si trovano gli strumenti...
È stato
costituito il Comitato nazionale per
l’apprendimento pratico della musica
(D.M. 28 luglio 2006) con il compito di
tracciare le nuove linee guida per la diffusione
della pratica musicale nelle scuole italiane da
parte di tutti gli studenti. Il documento
redatto a cura del suddetto comitato evidenzia
l’esigenza di avviare alcune urgenti iniziative
al fine di promuovere concrete azioni
all’interno delle istituzioni scolastiche,
finalizzate alla pratica della musica da parte
degli studenti. In particolare:
•
Nelle scuole
di ogni ordine e grado debbano essere presenti,
in forme e modi adeguati alle diverse fasce
d’età, le attività di fruizione e di
produzione musicale quale componente
fondamentale per la formazione dei cittadini. La
scuola deve favorire lo sviluppo della
musicalità che è in ciascuno, un elemento
fondamentale della formazione perchè promuove
l’integrazione delle diverse componenti della
personalità: quella percettivo-motoria, quella
cognitiva, quella affettivo-sociale. Tale
sviluppo avviene primariamente attraverso
attività di tipo esplorativo e creativo; si può
comporre musica insieme prima ancora di imparare
a scriverla, visto che la musica esiste prima
della sua scrittura.
•
In realtà
nel fare ognuno apprenderà a leggere e a
scrivere musica, a comporla e a
improvvisarla, intendendo con improvvisazione
quel gesto – qualcosa che ha a che fare con il
corpo e con le sue emozioni - che sintetizza in
un unico istante/istinto creativo le fasi che
caratterizzano i processi del comporre:
conoscenza, pensiero, decisione.
•
La
formazione e l’aggiornamento degli insegnanti e
degli operatori didattico-musicali siano la
chiave di volta per lo sviluppo dell’educazione
musicale di base, e che per questo occorre
valorizzare e potenziare il ruolo delle diverse
istituzioni formative già operanti nel campo
della didattica della musica.
•
Occorre
sostenere e promuovere iniziative che
inseriscano, dentro e fuori i curricoli,
insegnamenti e attività per la pratica della
musica da parte degli studenti. È opportuno
che le scuole autonome – singolarmente o,
meglio, organizzate in rete – siano sollecitate
ad adoperarsi nel territorio per realizzare
iniziative comuni con conservatori di musica,
scuole di musica, associazioni, cori, orchestre,
bande musicali o altri soggetti operanti nel
campo della musica, per la diffusione delle
attività musicali anche mediante
l’organizzazione di incontri e rassegne,
la costituzione di orchestre e cori, di gruppi
di musica d’insieme di qualsiasi genere,
nella prospettiva della costituzione di un
sistema regionale per l’educazione e la
formazione musicale. L’apertura
pomeridiana delle scuole dovrebbe, in aggiunta
all’orario curricolare, costituire l’occasione
per riservare spazi e mezzi adeguati alla
pratica musicale, anche in collaborazione con
associazioni e gruppi musicali del territorio.
•
Il rilancio
del Progetto Speciale Musica (PSM) mediante la
costituzione del Laboratorio musicale (Lm) in
tutte le scuole italiane.
•
La
costituzione di un coro
in ogni scuola, diretto da persone competenti,
eventualmente reperite anche tra esperti
esterni.
•
La
istituzione di centri musicali, almeno uno per
provincia, che possano assumere il coordinamento
della rete territoriale, anche con compiti di
produzione, formazione permanente, ricerca e
monitoraggio.
•
La
valorizzazione e la diffusione delle buone
pratiche, dando visibilità ai laboratori e a
tutte le altre attività musicali delle scuole a
tutti i livelli, sviluppando la ricerca, la
riflessione e il confronto anche in prospettiva
europea, interagendo anche con i mezzi di
comunicazione di massa (TV, radio,
pubblicazioni, ecc.).
•
Il
ripristino della “Giornata nazionale della
musica” (5 maggio).
•
L’avvio di
una ricerca nazionale nelle scuole per conoscere
le iniziative in campo musicale che si svolgono
in esse , sia su diretta ed esclusiva
organizzazione della scuola sia in
collaborazione con istituzioni esterne.
•
La
creazione, nel sito web del Ministero, di uno
spazio specifico dedicato a tutte le attività
musicali delle scuole di ogni ordine e grado.
La
circolare ministeriale del 13 marzo 2007,
privilegia il carattere laboratoriale delle
esperienze, in coerenza con l’obiettivo di
diffusione della pratica musicale nelle
scuole; in particolare evidenzia la
necessità di rivalutare il ruolo educativo della
pratica musicale sulla base della convinzione
che l’essenza dell’apprendimento musicale
risieda nella creazione e non nella
replicazione. “L’obiettivo principale è
pertanto quello, ambizioso e tale da richiedere
un’inversione della tendenza culturale
prevalente, di rilevare, attraverso momenti di
riflessione e di proposta, le condizioni
necessarie per l’inserimento della pratica
musicale a pieno titolo nelle attività educative
e didattiche delle scuole. Non si tratta solo di
individuare momenti ordinamentali specifici
negli assetti curricolari ma anche di attivare
iniziative extracurricolari di pratica musicale
in tutti gli ordini e gradi di scuola attraverso
gli strumenti di flessibilità organizzativa
della didattica previsti dal D.P.R. 8 marzo
1999, n. 275, che consentono un’opportuna
articolazione dei piani dell’offerta formativa.
Seguono alcune delle indicazioni presenti
nel documento:
•
Le prime
iniziative che potranno essere adottate nel
breve periodo riguardano il ripristino,
nell’ambito della Settimana nazionale della
musica a scuola (settimana dal 2 all’8
maggio) della Giornata nazionale della musica
a scuola (5 maggio) e l’allestimento di
ulteriori laboratori musicali che andranno
ad arricchire il panorama di quelli già attivati
negli anni 1999, 2000 e 2001.
•
Istituzione laboratori musicali e di cori:
il laboratorio musicale rappresenta il luogo
fisico attrezzato che costituisce lo spazio
operativo per un insegnamento/apprendimento
della musica che dia luogo ad un’attività
espressiva, partecipata e creativa,
costituiscono il veicolo principale di
diffusione della cultura musicale. Esiste
un’ulteriore possibile area che può
efficacemente contribuire a realizzare le
valenze formative della musica e precisamente
quella che si esprime nella costituzione di cori
che, per loro intrinseca natura, si prestano ad
una diffusione che non presuppone
necessariamente strutture laboratoriali.
•
Supportare le attività con efficaci azioni di
formazione/aggiornamento
nelle quali potranno essere coinvolti docenti,
anche appartenenti a classi di abilitazione non
specifiche, che manifestino il proprio interesse
per svolgere i compiti di coordinatore di
laboratorio musicale.
•
Potenziamento dell’apertura pomeridiana delle
scuole,
quale occasione per riservare spazi e mezzi
adeguati alla pratica musicale;
•
Progettazione di una Conferenza internazionale
ove approfondire e confrontare le diverse
esperienze nel campo della didattica musicale a
scuola, sotto i profili teorici e pratici della
sua rilevanza educativa e del profondo
cambiamento che essa può introdurre
nell’impianto pedagogico italiano anche in linea
con quanto accade nei contesti di altri paesi;
•
Stabilizzazione della figura del coordinatore
delle attività musicali mediante meccanismi, da
individuare in sede di contrattazione nazionale
di comparto, idonei a fornire il necessario
riconoscimento giuridico ed economico;
•
Istituzione
di centri musicali di eccellenza che
possano eventualmente assumere il coordinamento
della rete territoriale;
•
Sviluppo e
sostegno del progetto “Rete telematica e
musica elettronica” al fine di realizzare un
felice connubio tra il fenomeno sonoro e le
nuove tecnologie e di cogliere i connessi
aspetti di dinamismo culturale.
La C.M.
prot. n. 4026/P5
del 29/08/2007
ha presentato il
Programma nazionale “Scuole aperte”
a.s. 2007/08 definendo gli ambiti di intervento
e le procedure attuative.
In particolare al
punto 3
- Interventi
in favore degli alunni della scuola precisa:
Con riferimento
agli alunni della scuola, il prolungamento
dell'orario di apertura deve essere finalizzato
alla realizzazione di:
a) corsi di
recupero di debiti formativi maturati negli anni
precedenti, con particolare riferimento alla
nuova normativa sugli esami di stato, da
realizzare in attuazione degli artt. 3 e 4 del
D.M. n. 42 del 22 maggio 2007;
b)
corsi di sostegno e di aiuto allo studio, da
realizzare durante l’anno scolastico in
concomitanza con lo svolgimento delle lezioni o
nei periodi di sospensione dell'attività
didattica, per gli studenti che evidenzino
carenze di preparazione in una o più discipline,
ivi compresa la scarsa padronanza della lingua
italiana da parte di studenti provenienti da
altri paesi,in attuazione del combinato disposto
del comma 8 dell’art.3 e del comma 3 dell’art.4
del D.M. n.42 già citato;
c) moduli didattici
di approfondimento e sviluppo, finalizzati alla
promozione delle eccellenze;
d)
sperimentazione di metodologie didattiche
innovative nello studio delle discipline
curricolari, quali, ad esempio,
gli insegnamenti scientifici e tecnologici, la
letteratura italiana, la storia contemporanea,
l’apprendimento pratico della musica
e dell’arte;
e) iniziative
complementari di arricchimento del curricolo a
forte valenza socializzante, quali, ad esempio,
il teatro, le arti figurative, la musica, il
canto, le attività sportive, e quant’altro
risponda a concrete esigenze rappresentate dagli
studenti e dalle famiglie, per contrastare la
disaffezione allo studio, per potenziare il
senso di appartenenza alla scuola, per favorire
una interazione sistematica ed una
corresponsabilità educativa fra scuola e
famiglia.
La nota
ministeriale prot.n. 5906/P5
del 28/11/2007 avente per oggetto:
Programma nazionale “scuole aperte”.
Indicazioni operative per lo sviluppo del
programma, monitoraggio e valutazione,
ribadisce che i progetti delle istituzioni
scolastiche dovranno collocarsi in determinati
ambiti tematici tra cui:
- Potenziamento
delle attività di ascolto e studio della musica
L’allegato 5 alla suddetta nota
“Potenziamento delle attività di ascolto e
studio della musica” sottolinea alcuni
aspetti e parametri organizzativi e gestionali
cui occorre far riferimento nello sviluppo di
progetti di educazione musicale:
•
disponibilità dichiarata di un ambiente di
lavoro stabilmente destinato alle attività
musicali;
•
collegamento con gli enti locali ed altre realtà
organizzative territoriali operanti nel
campo della musica (Conservatori di musica,
scuole civiche, bande musicali, cori,
associazioni musicali, ecc.) nell’ottica di uno
stabile radicamento sul territorio. A tal fine
sarebbe opportuno che le relazioni instaurate
dalle scuole con soggetti esterni venissero
disciplinate da appositi accordi, convenzioni,
protocolli di intesa o atti similari;
•
disponibilità della scuola proponente a
costituirsi in rete con altre istituzioni
scolastiche per realizzare,
attraverso uno specifico gruppo di lavoro che ne
coordini l’attività, momenti organizzati idonei
a produrre una diffusione della fruizione delle
attività anche a scuole che non hanno assunto
l’iniziativa della loro progettazione.
•
Avere collegamenti specifici con quanto
previsto dalla circolare ministeriale del 13
marzo 2007, che privilegia il carattere
laboratoriale delle esperienze, in coerenza
con l’obiettivo di diffusione della pratica
musicale nelle scuole che ha ispirato la nomina
dell’apposito comitato da parte del Ministro
della Pubblica Istruzione;
•
Finalizzare le attività alla produzione di
eventi significativi da realizzare, in
particolare, in occasione della già ripristinata
Settimana nazionale della musica a scuola con
l’attivazione di rassegne, di orchestre di
performance musicali o scenico-musicali.
•
Privilegiare ogni significativa valenza
interdisciplinare al fine di fornire
riscontro concreto al riconoscimento della
musica come disciplina che concorre con tutte le
altre, su un piano di pari dignità, alla
formazione della persona e non come fatto ludico
marginalizzato rispetto al processo educativo;
•
Fare dei laboratori musicali luoghi di
sperimentazione di metodologie didattiche
innovative, anche in relazione alla formazione
iniziale e continua degli insegnanti. Si farà
pertanto leva, oltre che alla sopraccitata
impostazione interdisciplinare in grado di
cogliere delle connessioni di un sapere
unitario, anche all’uso delle tecnologie
informatiche e di free software;
•
Coinvolgere anche adulti e genitori disponibili
per implementare l’apertura delle scuole al
territorio,
radicandone le attività nel contesto di
operatività e nei bisogni dallo stesso espressi.
•
Porre particolare attenzione ai progetti
elaborati dalle scuole dell’infanzia e primarie,
sia perchè ciò corrisponde ad una logica
processuale di introduzione pervasiva della
musica nelle scuole, sia perché ciò supporta la
piena e consapevole assimilazione
dell’orientamento culturale innovativo espresso
nelle Indicazioni Nazionali per il Curricolo
adottate con decreto ministeriale del 31 luglio
2007, che hanno inserito la musica nel curricolo
dei due succitati segmenti educativi.
Le
Indicazioni per il Curricolo, definiscono la
musica,
componente fondamentale e universale
dell’esperienza e dell’intelligenza umana che
offre uno spazio simbolico e relazionale
propizio all’attivazione di processi di
cooperazione e socializzazione, all’acquisizione
di strumenti di conoscenza e autodeterminazione,
alla valorizzazione della creatività e della
partecipazione, allo sviluppo del senso di
appartenenza a una comunità, nonché
all’interazione fra culture diverse.
L’apprendimento della musica consta di pratiche
e di conoscenze, e nella scuola si articola su
due livelli esperienziali: a) il livello
della produzione, mediante l’azione
diretta (esplorativa, compositiva, esecutiva)
con e sui materiali sonori, in particolare
attraverso l’attività corale e di musica
d’insieme; b) quello della fruizione
consapevole, che implica la costruzione
e l’elaborazione di significati personali,
sociali e culturali, relativamente a fatti,
eventi, opere del presente e del passato. Il
canto, la pratica degli strumenti musicali, la
produzione creativa, l’ascolto e la riflessione
critica favoriscono lo sviluppo della musicalità
che è in ciascuno; promuovono l’integrazione
delle componenti percettivo-motorie, cognitive e
affettivo-sociali della personalità;
contribuiscono al benessere psicofisico in una
prospettiva di prevenzione del disagio, dando
risposta a bisogni, desideri, domande,
caratteristiche delle diverse fasce d’età. In
particolare, attraverso l’esperienza del
far musica insieme, ognuno apprenderà a
leggere e a scrivere musica, a comporla e a
improvvisarla, laddove con “improvvisazione” si
intende quel gesto che sintetizza in un unico
istante-istinto creativo le diverse fasi del
comporre: conoscenza, pensiero, decisione.
Junior Band - Junior
Chorus |