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Esperienze didattiche

anno scolastico 2009 / 2010

 
 

Junior Band - Junior Chorus

Esperienze di pratica musicale e corale nella scuola primaria

 

QUADRO DI RIFERIMENTO E MOTIVAZIONI
 

            Come esplicitato dai documenti ministeriali

Un cittadino più musicale non soltanto canterà meglio: saprà scegliere con cura cosa ascoltare, le parole da usare, i luoghi dove abitare e incontrarsi; avrà più fiducia in se stesso e nelle proprie capacità creative e professionali, avrà meno paura dell’altro, di chi ci regala la cosa più preziosa che possiede, la propria differenza. La presenza della musica nella scuola, in forme e modi adeguati alle diverse fasce d'età, rappresenta un importante passo per la realizzazione di quella "école de la mixité" di cui si parla ormai in tutta Europa, luogo ove possano incontrarsi felicemente razze, culture, religioni, suoni e saperi. Una scuola in cui entrino finalmente gli artisti e le loro opere, una scuola in cui si impara a leggere, a scrivere, a far di conto e a far di canto”.

            Dall'intervento di Luigi Berlinguer al seminario di presentazione del documento culturale per le nuove Indicazioni Nazionali (3 aprile 2007)

...Nella scuola non ha peso, e nella cultura, la creatività artistica che c’è in ogni essere umano. Ci sono altri paesi, tanti, in cui oltre ad imparare le nozioni, si dà via libera alla creatività artistica. Perchè siamo, altro primato del passato cancellato, il paese che ha inventato, con Guido D’Arezzo, le note o che ha inventato il violino di Stradivari o che ha inventato il pianoforte. Oggi i metodi di insegnamento si chiamano Suzuki, Kodaly, Orff e ce li insegnano gli altri... Perchè siamo l'unico paese dove la più grande gioia creativa che è in ognuno di noi, che è quella di cantare, è stata esclusa dalle discipline? Se vogliamo raggiungere quegli obiettivi dobbiamo fare una forte iniezione di sperimentalità e dobbiamo fare una forte iniezione di creatività, di gioia artistica. La scuola è anche un luogo dell’arte, dell’espressività artistica, non soltanto un luogo dell’apprendimento di nozioni. È in questo mix che tu crei la possibilità che il bambino e il ragazzo diventino soggetto, questa famosa centralità degli studenti... sono parole se non si trovano gli strumenti...

            È stato costituito il Comitato nazionale per l’apprendimento pratico della musica (D.M. 28 luglio 2006) con il compito di tracciare le nuove linee guida per la diffusione della pratica musicale nelle scuole italiane da parte di tutti gli studenti. Il documento redatto a cura del suddetto comitato evidenzia l’esigenza di avviare alcune urgenti iniziative al fine di promuovere concrete azioni all’interno delle istituzioni scolastiche, finalizzate alla pratica della musica da parte degli studenti. In particolare:

Nelle scuole di ogni ordine e grado debbano essere presenti, in forme e modi adeguati alle diverse fasce d’età, le attività di fruizione e di produzione musicale quale componente fondamentale per la formazione dei cittadini. La scuola deve favorire lo sviluppo della musicalità che è in ciascuno, un elemento fondamentale della formazione perchè promuove l’integrazione delle diverse componenti della personalità: quella percettivo-motoria, quella cognitiva, quella affettivo-sociale. Tale sviluppo avviene primariamente attraverso attività di tipo esplorativo e creativo; si può comporre musica insieme prima ancora di imparare a scriverla, visto che la musica esiste prima della sua scrittura.

In realtà nel fare ognuno apprenderà a leggere e a scrivere musica, a comporla e a improvvisarla, intendendo con improvvisazione quel gesto – qualcosa che ha a che fare con il corpo e con le sue emozioni - che sintetizza in un unico istante/istinto creativo le fasi che caratterizzano i processi del comporre: conoscenza, pensiero, decisione.

La formazione e l’aggiornamento degli insegnanti e degli operatori didattico-musicali siano la chiave di volta per lo sviluppo dell’educazione musicale di base, e che per questo occorre valorizzare e potenziare il ruolo delle diverse istituzioni formative già operanti nel campo della didattica della musica.

Occorre sostenere e promuovere iniziative che inseriscano, dentro e fuori i curricoli, insegnamenti e attività per la pratica della musica da parte degli studenti. È opportuno che le scuole autonome – singolarmente o, meglio, organizzate in rete – siano sollecitate ad adoperarsi nel territorio per realizzare iniziative comuni con conservatori di musica, scuole di musica, associazioni, cori, orchestre, bande musicali o altri soggetti operanti nel campo della musica, per la diffusione delle attività musicali anche mediante l’organizzazione di incontri e rassegne, la costituzione di orchestre e cori, di gruppi di musica d’insieme di qualsiasi genere, nella prospettiva della costituzione di un sistema regionale per l’educazione e la formazione musicale. L’apertura pomeridiana delle scuole dovrebbe, in aggiunta all’orario curricolare, costituire l’occasione per riservare spazi e mezzi adeguati alla pratica musicale, anche in collaborazione con associazioni e gruppi musicali del territorio.

Il rilancio del Progetto Speciale Musica (PSM) mediante la costituzione del Laboratorio musicale (Lm) in tutte le scuole italiane.

La costituzione di un coro in ogni scuola, diretto da persone competenti, eventualmente reperite anche tra esperti esterni.

La istituzione di centri musicali, almeno uno per provincia, che possano assumere il coordinamento della rete territoriale, anche con compiti di produzione, formazione permanente, ricerca e monitoraggio.

La valorizzazione e la diffusione delle buone pratiche, dando visibilità ai laboratori e a tutte le altre attività musicali delle scuole a tutti i livelli, sviluppando la ricerca, la riflessione e il confronto anche in prospettiva europea, interagendo anche con i mezzi di comunicazione di massa (TV, radio, pubblicazioni, ecc.).

Il ripristino della “Giornata nazionale della musica” (5 maggio).

L’avvio di una ricerca nazionale nelle scuole per conoscere le iniziative in campo musicale che si svolgono in esse , sia su diretta ed esclusiva organizzazione della scuola sia in collaborazione con istituzioni esterne.

La creazione, nel sito web del Ministero, di uno spazio specifico dedicato a tutte le attività musicali delle scuole di ogni ordine e grado.

            La circolare ministeriale del 13 marzo 2007, privilegia il carattere laboratoriale delle esperienze, in coerenza con l’obiettivo di diffusione della pratica musicale nelle scuole; in particolare evidenzia la necessità di rivalutare il ruolo educativo della pratica musicale sulla base della convinzione che l’essenza dell’apprendimento musicale risieda nella creazione e non nella replicazione. “L’obiettivo principale è pertanto quello, ambizioso e tale da richiedere un’inversione della tendenza culturale prevalente, di rilevare, attraverso momenti di riflessione e di proposta, le condizioni necessarie per l’inserimento della pratica musicale a pieno titolo nelle attività educative e didattiche delle scuole. Non si tratta solo di individuare momenti ordinamentali specifici negli assetti curricolari ma anche di attivare iniziative extracurricolari di pratica musicale in tutti gli ordini e gradi di scuola attraverso gli strumenti di flessibilità organizzativa della didattica previsti dal D.P.R. 8 marzo 1999, n. 275, che consentono un’opportuna articolazione dei piani dell’offerta formativa.  Seguono alcune delle indicazioni presenti nel documento:

Le prime iniziative che potranno essere adottate nel breve periodo riguardano il ripristino, nell’ambito della Settimana nazionale della musica a scuola (settimana dal 2 all’8 maggio) della Giornata nazionale della musica a scuola (5 maggio) e l’allestimento di ulteriori laboratori musicali che andranno ad arricchire il panorama di quelli già attivati negli anni 1999, 2000 e 2001.

Istituzione laboratori musicali e di cori: il laboratorio musicale rappresenta il luogo fisico attrezzato che costituisce lo spazio operativo per un insegnamento/apprendimento della musica che dia luogo ad un’attività espressiva, partecipata e creativa, costituiscono il veicolo principale di diffusione della cultura musicale. Esiste un’ulteriore possibile area che può efficacemente contribuire a realizzare le valenze formative della musica e precisamente quella che si esprime nella costituzione di cori che, per loro intrinseca natura, si prestano ad una diffusione che non presuppone necessariamente strutture laboratoriali.

Supportare le attività con efficaci azioni di formazione/aggiornamento nelle quali potranno essere coinvolti docenti, anche appartenenti a classi di abilitazione non specifiche, che manifestino il proprio interesse per svolgere i compiti di coordinatore di laboratorio musicale.

Potenziamento dell’apertura pomeridiana delle scuole, quale occasione per riservare spazi e mezzi adeguati alla pratica musicale;

Progettazione di una Conferenza internazionale ove approfondire e confrontare le diverse esperienze nel campo della didattica musicale a scuola, sotto i profili teorici e pratici della sua rilevanza educativa e del profondo cambiamento che essa può introdurre nell’impianto pedagogico italiano anche in linea con quanto accade nei contesti di altri paesi;

Stabilizzazione della figura del coordinatore delle attività musicali mediante meccanismi, da individuare in sede di contrattazione nazionale di comparto, idonei a fornire il necessario riconoscimento giuridico ed economico;

Istituzione di centri musicali di eccellenza che possano eventualmente assumere il coordinamento della rete territoriale;

Sviluppo e sostegno del progetto “Rete telematica e musica elettronica” al fine di realizzare un felice connubio tra il fenomeno sonoro e le nuove tecnologie e di cogliere i connessi aspetti di dinamismo culturale.

 

            La C.M. prot. n. 4026/P5 del 29/08/2007 ha presentato il Programma nazionale “Scuole aperte” a.s. 2007/08 definendo gli ambiti di intervento e le procedure attuative.

In particolare al punto 3 - Interventi in favore degli alunni della scuola precisa:

Con riferimento agli alunni della scuola, il prolungamento dell'orario di apertura deve essere finalizzato alla realizzazione di:

a) corsi di recupero di debiti formativi maturati negli anni precedenti, con particolare riferimento alla nuova normativa sugli esami di stato, da realizzare in attuazione degli artt. 3 e 4 del D.M. n. 42 del 22 maggio 2007;

b) corsi di sostegno e di aiuto allo studio, da realizzare durante l’anno scolastico in concomitanza con lo svolgimento delle lezioni o nei periodi di sospensione dell'attività didattica, per gli studenti che evidenzino carenze di preparazione in una o più discipline, ivi compresa la scarsa padronanza della lingua italiana da parte di studenti provenienti da altri paesi,in attuazione del combinato disposto del comma 8 dell’art.3 e del comma 3 dell’art.4 del D.M. n.42 già citato;

c) moduli didattici di approfondimento e sviluppo, finalizzati alla promozione delle eccellenze;

d) sperimentazione di metodologie didattiche innovative nello studio delle discipline curricolari, quali, ad esempio, gli insegnamenti scientifici e tecnologici, la letteratura italiana, la storia contemporanea, l’apprendimento pratico della musica e dell’arte;

e) iniziative complementari di arricchimento del curricolo a forte valenza socializzante, quali, ad esempio, il teatro, le arti figurative, la musica, il canto, le attività sportive, e quant’altro risponda a concrete esigenze rappresentate dagli studenti e dalle famiglie, per contrastare la disaffezione allo studio, per potenziare il senso di appartenenza alla scuola, per favorire una interazione sistematica ed una corresponsabilità educativa fra scuola e famiglia.

 

            La nota ministeriale prot.n. 5906/P5 del 28/11/2007 avente per oggetto: Programma nazionale “scuole aperte”. Indicazioni operative per lo sviluppo del programma, monitoraggio e valutazione, ribadisce che i progetti delle istituzioni scolastiche dovranno collocarsi in determinati ambiti tematici tra cui:

- Potenziamento delle attività di ascolto e studio della musica

            L’allegato 5 alla suddetta nota “Potenziamento delle attività di ascolto e studio della musica” sottolinea alcuni aspetti e parametri organizzativi e gestionali cui occorre far riferimento nello sviluppo di progetti di educazione musicale:

disponibilità dichiarata di un ambiente di lavoro stabilmente destinato alle attività musicali;

collegamento con gli enti locali ed altre realtà organizzative territoriali operanti nel campo della musica (Conservatori di musica, scuole civiche, bande musicali, cori, associazioni musicali, ecc.) nell’ottica di uno stabile radicamento sul territorio. A tal fine sarebbe opportuno che le relazioni instaurate dalle scuole con soggetti esterni venissero disciplinate da appositi accordi, convenzioni, protocolli di intesa o atti similari;

disponibilità della scuola proponente a costituirsi in rete con altre istituzioni scolastiche per realizzare, attraverso uno specifico gruppo di lavoro che ne coordini l’attività, momenti organizzati idonei a produrre una diffusione della fruizione delle attività anche a scuole che non hanno assunto l’iniziativa della loro progettazione.

• Avere collegamenti specifici con quanto previsto dalla circolare ministeriale del 13 marzo 2007, che privilegia il carattere laboratoriale delle esperienze, in coerenza con l’obiettivo di diffusione della pratica musicale nelle scuole che ha ispirato la nomina dell’apposito comitato da parte del Ministro della Pubblica Istruzione;

Finalizzare le attività alla produzione di eventi significativi da realizzare, in particolare, in occasione della già ripristinata Settimana nazionale della musica a scuola con l’attivazione di rassegne, di orchestre di performance musicali o scenico-musicali.

Privilegiare ogni significativa valenza interdisciplinare al fine di fornire riscontro concreto al riconoscimento della musica come disciplina che concorre con tutte le altre, su un piano di pari dignità, alla formazione della persona e non come fatto ludico marginalizzato rispetto al processo educativo;

Fare dei laboratori musicali luoghi di sperimentazione di metodologie didattiche innovative, anche in relazione alla formazione iniziale e continua degli insegnanti. Si farà pertanto leva, oltre che alla sopraccitata impostazione interdisciplinare in grado di cogliere delle connessioni di un sapere unitario, anche all’uso delle tecnologie informatiche e di free software;

Coinvolgere anche adulti e genitori disponibili per implementare l’apertura delle scuole al territorio, radicandone le attività nel contesto di operatività e nei bisogni dallo stesso espressi.

Porre particolare attenzione ai progetti elaborati dalle scuole dell’infanzia e primarie, sia perchè ciò corrisponde ad una logica processuale di introduzione pervasiva della musica nelle scuole, sia perché ciò supporta la piena e consapevole assimilazione dell’orientamento culturale innovativo espresso nelle Indicazioni Nazionali per il Curricolo adottate con decreto ministeriale del 31 luglio 2007, che hanno inserito la musica nel curricolo dei due succitati segmenti educativi.

 

            Le Indicazioni per il Curricolo, definiscono la musica, componente fondamentale e universale dell’esperienza e dell’intelligenza umana che offre uno spazio simbolico e relazionale propizio all’attivazione di processi di cooperazione e socializzazione, all’acquisizione di strumenti di conoscenza e autodeterminazione, alla valorizzazione della creatività e della partecipazione, allo sviluppo del senso di appartenenza a una comunità, nonché all’interazione fra culture diverse.

L’apprendimento della musica consta di pratiche e di conoscenze, e nella scuola si articola su due livelli esperienziali: a) il livello della produzione, mediante l’azione diretta (esplorativa, compositiva, esecutiva) con e sui materiali sonori, in particolare attraverso l’attività corale e di musica d’insieme; b) quello della fruizione consapevole, che implica la costruzione e l’elaborazione di significati personali, sociali e culturali, relativamente a fatti, eventi, opere del presente e del passato. Il canto, la pratica degli strumenti musicali, la produzione creativa, l’ascolto e la riflessione critica favoriscono lo sviluppo della musicalità che è in ciascuno; promuovono l’integrazione delle componenti percettivo-motorie, cognitive e affettivo-sociali della personalità; contribuiscono al benessere psicofisico in una prospettiva di prevenzione del disagio, dando risposta a bisogni, desideri, domande, caratteristiche delle diverse fasce d’età. In particolare, attraverso l’esperienza del far musica insieme, ognuno apprenderà a leggere e a scrivere musica, a comporla e a improvvisarla, laddove con “improvvisazione” si intende quel gesto che sintetizza in un unico istante-istinto creativo le diverse fasi del comporre: conoscenza, pensiero, decisione.

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