LE PORTE

 

Le più importanti opere militari di Rocca Contrada (mura e porte) furono realizzate anche grazie all'abilità dei maestri muratori,abilissimi nel lavorare la pietra;questi dopo il 1348(anno in cui ci fu la peste nera)vennero a lavorare nella nostra zona.
Le mura erano intervallate da torri rompitratta, attrezzate con quattro porte fortificate disposte ad ovest,a sud,ad est,a nord-est. A sud erano munite di alcuni torrioni semicircolari e ad est da un bastione.(V: Piantina del Ramazzani ).
PORTA S . LUCIA,delle quattro è la più antica, costruita prima del 1300.Chiamata fino al 1500,dell'Ospedale,poi di S. Rocco,fu completamente ricostruita con la casa e il rivellino sotto la direzione di maestro Stefano, lombardo, nel 1476.

                          


PORTA DEL SASSO, di cui rimane l'arco e pochi ruderi,era indubbiamente la più munita in quanto 'difendeva' l'accesso più esposto a valle.Aveva la forma di un quadrilatero ed era assai bastionata.Tra il 1476 e il 1480 fu ricostruita da Michele e
Stefano, lombardi, con una casa vicina e un rivellino;furono inoltre restaurate la cinta muraria,le difese bastionate e le altre porte.In una nicchia sita presso la Porta del Sasso,il Ramazzani fu incaricato dal Comune,in data 17 luglio 1583,di dipingere una Vergine con Bambino,di cui purtroppo non rimane traccia.

                            

   
PORTA DEL FORNO, si chiama così perchè sicuramente nei  pressi c'era un forno.
Infatti questa caratteristica la troviamo anche in altre città medievali :i forni venivano costruiti nella parte più esterna,verso le mura.
I lavori di ristrutturazione l' hanno privata delle sue caratteristiche di opera fortificata.

                                 


PORTA S.AGOSTINO, così come la vediamo oggi fu ricostruita da Domenico da Bellinzona nel 1522.Orientata a nord-ovest, è provvista di arco estero ed interno.
Il torrione fu fortificato nella maniera tipica del 1500,per difesa contro le armi da fuoco.
Questa porta rappresenta un unico esemplare di arte fortificatoria.

                                    

(Testo consultato:Arcevia,itinerario nella storia e nell'arte
di Paolo Santini)

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