IL CASSERO

La Rocca o Cassero sorgeva in posizione dominante rispetto al resto della città.
Fu costruito nella parte più elevata del monte Cischiano (dove oggi sorgono i Giardini Giacomo Leopardi)sui resti dell'antica Turris Rupta; doveva essere una fortezza adeguata alle nuove esigenze belliche pronta alla difesa dagli assalti nemici.
Ciò probabilmente avvenne sul finire del secolo XIII .
La fortezza svolse nella vita politica e militare arceviese un ruolo assai importante,determinando il controllo sulla cittadina.
La storia della Rocca è la storia della stessa Arcevia, almeno fino a quando non fu smantellata.Molti furono gli episodi che attestano la sua importanza.
Dalla sommità di essa cadde nel 1206,a seguito di una forte scossa di terremoto,la famosa iscrizione in versi sulle origini di Arcevia.
La fortezza fu ulteriormente fortificata ed ampliata ed  ultimata nel 1358 assumendo la forma a noi tramandata dal Ramazzani con la pianta disegnata nel 1594.
verso la fine dell'estate del 1443,la fortezza era considerata una delle più importanti città con posizione strategica , punto chiave di controllo delle comunicazioni tra Umbria, Toscana e Marche.
In questo periodo, Arcevia venne fornita di una doppia cinta muraria:quella esterna
potenziata con rivellini e quella interna a maggior difesa del centro abitato.
Anche la Rocca venne dotata di una doppia cinta muraria(ancora visibile nella parte dei Giardini Giacomo Leopardi riservata al gioco del tennis).
Secondo un documento del 1448, la nuova fortezza aveva un'entrata principale con ponte levatoio a doppia porta,assai robusta.
Per accedere alla prima torre, si doveva superare un altro ponte levatoio protetto da porta.Quindi ci si introduceva in uno spazio,la cappella. C'era anche un deposito d'armi. Un'altra porta permetteva l'accesso al chiostro, al centro del quale era il pozzo per attingere l'acqua. C'era un mulino con la macina pronta all'uso,il forno per cuocere il pane e la casa del grano dove si conservava il frumento da macinare e la farina,
La cantina dove si teneva anche la carne e il sale era ben fornita di vino(il Trebbiano).
Nell' arceviese si produceva anche un vino rosso "il vermiglio" , pregiato, ma in quantità limitata.
L'abitazione del castellano era nella parte superiore e si componeva di una grande sala,di una camera per dormire e di una saletta.
Per accedere alla torre maestra,quella più antica,bisognava superare un ponte levatoio e quindi salire tre piani,in ciascuno dei quali era una camera. In cima era collocata una campana che veniva suonata in caso di pericolo.
Da qui le vedette controllavano tutte le vie d'accesso ad Arcevia.
La Rocca era completamente autosufficiente e poteva resistere a lungo agli assedi dei nemici.
Con la decadenza di Arcevia anche la Rocca perse la sua importanza e piano piano andò in rovina e nella prima metà del 1542 cominciarono ad essere smantellate parti delle sue fortificazioni.

(Testo consultato:Arcevia,itinerario nella storia e nell'arte
di Paolo Santini)

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