È stata appena accesa a Milano-Cortina la fiamma della 16ª edizione delle Olimpiadi invernali, uno degli eventi sportivi più importanti a livello mondiale. Fin dalla loro nascita, questi giochi, nati nell’antica città greca di Olimpia nel 776 a.C., data così simbolica da essere considerata l’anno 0 nel sistema di datazione greco, hanno rappresentato uno strumento di pace: le città greche in lotta tra loro promulgavano una tregua e lo sport univa i popoli.
L’articolo 31 della Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza sancisce il diritto al gioco, al riposo e alla partecipazione alle attività ricreative adeguate all’età. Tuttavia, questo diritto è ancora oggi spesso negato o ostacolato, soprattutto per chi vive in situazioni di povertà educativa o disagio sociale. Secondo i dati del 13° Rapporto CRC (2023), elaborato dal Gruppo di Lavoro per la Convenzione sui Diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza (oltre 100 associazioni, curato da Save the Children Italia), che analizza lo stato dei diritti dei minori in Italia, circa un bambino su cinque tra i 6 e i 10 anni non pratica alcuna attività sportiva; nel 30% dei casi le motivazioni sono di tipo economico. Lo sport rischia così di trasformarsi in un lusso. Promuovere l’accesso allo sport per tutti significa investire in una società più equa, inclusiva e pacifica.
Per questo, in occasione del 20 novembre, Giornata Mondiale dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, l’UNICEF Italia ha proposto un’attività educativa rivolta alle scuole di ogni ordine e grado, per mettere in dialogo i valori olimpici con il diritto al gioco, stimolando riflessioni, consapevolezza e cittadinanza attiva.
Nell’Istituto Comprensivo di Arcevia, che è “Scuola per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza”, diverse classi, in vari ordini scolastici, sono state sensibilizzate attraverso diversi percorsi didattici. Le classi IIA e IVA del Plesso A. Anselmi hanno svolto un’attività a classi aperte per confrontarsi sul tema.
Gli alunni della Classe IVA hanno mostrato i vari step del loro percorso. Prima hanno affrontato il tema delle Olimpiadi, della loro storia e dei loro valori; successivamente si sono recati in visita dal signor Giulio Bordi, ex campione olimpico di tiro a piattello, che è stato lieto di raccontare ai ragazzi la sua storia e la sua passione per questo sport. Bordi, vecchia gloria del tiro a volo italiano, ha fatto parte della Squadra Azzurra della Nazionale Maggiore dal 1977 al 1990, raccogliendo importanti successi sia in campo nazionale che internazionale e partecipando anche alle Olimpiadi di Los Angeles e di Mosca. I ragazzini lo hanno intervistato nella sua abitazione, dove hanno potuto visionare le centinaia di premi ricevuti in tutte le parti del mondo per aver dimostrato grande abilità. L’atleta ha raccontato come l’impegno continuo gli abbia permesso di migliorare nel corso del tempo e di come la resilienza lo abbia aiutato a superare le numerose sconfitte. Gli alunni sono rimasti sorpresi ed affascinati da questa testimonianza offerta da un uomo che, pur trovandosi ad affrontare una grave malattia, continua a vivere con gli stessi valori positivi che lo sport gli ha insegnato: il coraggio e la mai totale resa.
Un secondo step è stato l’incontro di alcune alunne con la campionessa olimpica di ginnastica ritmica Sofia Raffaeli, nata a Chiaravalle e ginnasta della Società Ginnastica Ritmica di Fabriano. Alcune alunne hanno potuto assistere all’intervista della giovane atleta durante un evento organizzato dalla parrocchia di Sassoferrato, a rappresentare la virtù della fortezza. La Raffaeli si è mostrata una ragazza semplice e umile, ma dall’animo imbattibile, reso forte da una passione indicibile per lo sport che ama e che l’ha resa famosa in tutto il mondo, soprattutto dopo aver conquistato la medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Parigi nel 2025. Anche questo è stato un momento quasi commovente, un incontro con una gemma rara e preziosa che si discosta in maniera forte da ogni stereotipo, capace di incarnare i valori della temperanza, della forza d’animo e del rispetto di sé e degli altri.
Gli alunni sono stati poi invitati a scrivere un testo sull’importanza dello sport, su quanto sia fondamentale per il proprio benessere fisico e psicologico e su come esso sia uno strumento di crescita personale e sociale. La stessa cosa, in maniera più semplice, hanno fatto gli alunni della Classe IIA scrivendo brevi testi da cui si evince tutta la gioia che essi provano nel giocare e facendo sport, soprattutto insieme ai loro amici. I pensieri di tutti sono stati poi condivisi in un incontro molto significativo che ha valorizzato tutto il percorso educativo e didattico. Ogni bambino ha parlato di sé, si è sentito ascoltato e ha potuto partecipare attivamente alla discussione. Il risultato è stato un cartellone che ha riassunto le attività e dove, al centro, spicca una fiamma olimpica: quella che dovrebbe scaldare sempre il cuore di tutti i popoli per garantire la pace ovunque.









































